Viene diffuso il Comunicato n°6 sul Sequestro Sossi.
Il comunicato viene diffuso alle 20:30, a un mese esatto dal sequestro.
Per la prima volta si parla di condanna a morte per Mario Sossi, che si rende perfettamente conto che a condannarlo a morte non sono le BR, ma lo Stato.
In un diario tenuto in carcere e corredato di vignette chiarisce molto bene questa convinzione, chiedendo a Coco e Taviani perché non prendano il suo posto o, in subordine, perché non vadano a fargli compagnia nella “prigione del popolo”.
Nel frattempo ci sono posizioni divergenti anche tra i detenuti della 22 Ottobre in merito alla loro eventuale liberazione. Alcuni degli avvocati nemmeno presentano l’istanza di libertà provvisoria.
A porre fine ai dubbi è l’avvocato Marcellini, legale di Grazia Sossi, che presenta in prima persona l’istanza di scarcerazione per i detenuti della 22 Ottobre.
A questo punto in caso di ordinanza favorevole, soltanto il governo potrebbe impedire il trasferimento all’estero, negando agli otto detenuti il nulla osta per il passaporto.
Testo integrale del Comunicato n°6 sul Sequestro Sossi
- E un mese che Mario Sossi è nostro prigioniero. È un mese che vi guardiamo in faccia. Nessuna maschera può più nascondere il vostro volto disumano e fascista. Abbiamo preso uno di voi e voi lo avete abbandonato. Egli ha ammesso macchinazioni e intrighi a danno dei compagni comunisti del 22 Ottobre e voi avete risposto che è un soggetto psicoflebile. Egli ha denunciato personaggi e responsabilità e voi avete chiesto la censura della stampa e della Rai TV come i peggiori regimi fascisti. È una ributtante ottusità la vostra, e tanta, tanta viltà che non ci consente di rispettarvi neanche come nemici. Ma avete dimostrato soprattutto un’altra cosa: che siete sensibili ad una sola legge, quella della forza. Ed è con quella moneta che intendiamo pagarvi.
- Abbiamo prove puntuali e fotocopie di atti istruttori che riguardano il già citato traffico di armi. Mario Sossi ha reso ampia testimonianza su tutto ciò- Inoltre egli ha scritto e sottoscritto un atto di accusa preciso e circostanziato contro chi, oggi, lo ha abbandonato al suo destino. Noi non crediamo alle vostre leggi e lasciamo ai “democratici” le illusioni sulla vostra giustizia. Ma per noi, ciò che egli ha detto e scritto è come un grande specchio in cui compaiono facce note e meno note che non intendiamo dimenticare. Questa battaglia sta ormai per concludersi, ma non la guerra. Presto verrà anche il loro turno.
- Alcuni tra gli avvocati dei compagni del 22 Ottobre stanno frapponendo ogni genere di ostacoli alla loro liberazione. È un comportamento che non tollereremo oltre perché questa gente ha venduto i compagni alle varie polizie. Un invito ad essere più precisi ed espliciti verrà accolto!
- Alla legge della forza rispondiamo con la ragione e con la forza. Ha sbagliato i suoi calcoli chi ha ritenuto che non avremmo combattuto fino in fondo. Ci assumiamo tutte le responsabilità di fronte al movimento rivoluzionario affermando che, se entro 48 ore – a partire dalle ore 24 di sabato 18 maggio – non saranno liberati gli 8 compagni del 22 Ottobre secondo le modalità del nostro comunicato n. 4,. Mario Sossi verrà giustiziato. Verrà giustiziato per i reati di cui si è reso personalmente responsabile.
- Riaffermiamo che, comunque si concluda questa battaglia, punto irrinunciabile del programma politico della nostra organizzazione è la liberazione di tutti i compagni detenuti politici.
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