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  • La signora del gioco

    La signora del gioco

    La signora del gioco è un libro di Luisa Muraro, filosofa e scrittrice nonché docente di filosofia all’Università di Verona.

    Informazioni su ‘La signora del gioco’
    Titolo: La signora del gioco
    Autore: Luisa Muraro
    ISBN: 9788877384492
    Genere: Saggistica
    Casa Editrice: La Tartaruga
    Data di pubblicazione: 2006-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 337
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    La signora del gioco di Luisa MuraroIl punto di partenza era interessante: questo libro si occupa dei processi per stregoneria dal XIV al XVII secolo in un modo alternativo: presenta gli atti dei processi che vuole trattare quasi senza commenti (se non un minimo di inquadramento o di traduzione quando il linguaggio si fa troppo arcaico o dialettale), come se le persone processate si rivolgessero direttamente al lettore; come se il lettore fosse un giurato che deve valutare la colpevolezza o meno di queste donne diverse, atipiche, “contro”.

    E per il lettore non è facile, l’idea è buona, ma il contesto in cui veniamo proiettati è troppo atipico, troppo assurdo per la nostra mentalità. Un sistema giuridico fatto di tortura, di ignoranza, di bugia, di magia.

    Si conosce poco il problema della stregheria, le sue motivazioni, i suoi riti, la sua rivoluzione. E questa è secondo me una grossa delusione.

  • Fight Club

    Fight Club

    Fight Club è un romanzo di Chuck Palahniuk pubblicato da Mondadori Strade Blu nel 2004.

    Informazioni su ‘Fight Club’
    Titolo: Fight Club
    Autore: Chuck Palahniuk
    ISBN: 9788804508359
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Mondadori Strade Blu
    Data di pubblicazione: 2012-10-30
    Formato: Paperback
    Pagine: 224
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    fight club di chuck palahniukHo letto questo libro anni fa perché il film di David Fincher con Brad Pitt ed Edward Norton è un capolavoro.
    Ed oltre ad essere avvincente e realizzato benissimo, è completamente folle.

    Volevo conoscere chi era il folle ad aver concepito quella storia fuori di testa. Tra simili ci si dovrebbe capire.

    Ho conosciuto Chuck Palahniuk. E mi sono innamorato.

    Il protagonista di questa storia (che non ha un nome, e questo è di per sé significativo) è impiegato in una società assicurativa, e comincia a soffrire d’insonnia.
    Realizza di essere insoddisfatto della sua vita, di una vita confezionata ad arte dalla società capitalistica, e vorrebbe fare qualcosa per cambiarla.
    Conosce Tyler Durden su una spiaggia di nudisti, mentre costruisce con dei pezzi di legno l’ombra di una mano.
    Scopre di vivere nella stessa città.
    Quando il suo appartamento confezionato con i mobili preconfezionati tipo Ikea esplode, il protagonista chiama Tyler.

    Cambierà la sua vita, anche più di quanto vorrebbe.

    Citazioni da Fight Club

    “Io lo so perché lo sa Tyler”

    “Facile piangere quando ti rendi conto che tutte le persone che ami o ti respingono o vanno all’altro mondo. Dato un lasso di tempo abbastanza lungo, per tutti la percentuale di sopravvivenza precipita a zero”

    “E’ così che va con l’insonnia. Tutto è così lontano, una copia di una copia di una copia. L’insonnia ti distanzia da ogni cosa, tu non puoi toccare niente e niente può toccare te”

    “Questa era libertà. Perdere ogni speranza era la libertà”

    “Un momento era il massimo che ci si poteva aspettare dalla perfezione”

    “Compri mobili. Dici a te stesso, questo è il divano della mia vita. Compri il divano, poi per un paio d’anni se soddisfatto al pensiero che, dovesse andare tutto storto, almeno hai risolto il problema divano. Poi il giusto servizio di piatti. Poi il letto perfetto. Le tende. Il tappeto. Poi sei intrappolato nel tuo bel nido e le cose che una volta possedevi, ora possiedono te”

    “Forse l’automiglioramento non è la risposta. […] Forse la risposta è l’autodistruzione”

    “Sono un ragazzo trentenne e mi domando se un’altra donna è davvero la risposta che mi occorre”

    “Sai, la scarpetta di vetro della nostra generazione è il preservativo. Te la infili quando incontri uno sconosciuto. Balli tutta notte, poi lo butti via. Il preservativo, voglio dire, non lo sconosciuto”

    “Quello che ama, dice Marla, sono tutte le cose che la gente adora e poi butta via un giorno o un’ora dopo. Il modo in cui un albero di Natale è il centro dell’attenzione e poi, dopo Natale, vedi tutti quegli alberi di Natale morti con le striscioline di carta stagnola ancora appese, gettati ai bordi della strada. Vedi quegli alberi e pensi a tutti gli animali travolti dagli automobilisti o alle vittime dei maniaci sessuali con le mutande infilate alla rovescia e le braccia legate con nastro adesivo da elettricista”

    “Tyler dice che io non sono nemmeno vicino ad aver toccato il fondo. E se non precipito completamente non posso essere salvato. Gesù lo ha fatto con quella sua storia della crocifissione. Io non dovrei limitarmi ad abbandonare i soldi, tutti i miei effetti personali e le mie conoscenze. Questo non è solo un ritiro di fine settimana. Io dovrei separarmi dall’automiglioramento e dovrei lanciarmi a capofitto verso il disastro. Non posso continuare a giocare sul sicuro. Questo non è un seminario.”

    “E’ solo dopo che hai perso tutto […] che sei libero di fare qualunque cosa”

    “Per questo amo tanto i gruppi di sostegno, se la gente pensa che stai morendo, ti presta tutta la sua attenzione. Se questa può essere l’ultima volta che ti vedono, ti vedono davvero. Tutto il resto finisce fuori dalla finestra, il conto in rosso e le canzoni alla radio e i capelli in disordine. Hai la loro piena attenzione. La gente ti ascolta invece di aspettare il suo turno per parlare. E quando qualcuno ti parla, non ti sta cacciando balle. Quando chiacchierate, costruite qualcosa e dopo siete tutt’e due diversi da prima”

    “La filosofia di vita di Marla, mi ha detto, è che lei può morire in qualsiasi momento. La tragedia della sua vita è che non è vero.”

    “Non c’è niente di statico. Tutto va a pezzi”

    “Il disastro è un aspetto naturale della mia evoluzione […] sulla via verso la tragedia e la dissoluzione. […] Sto sciogliendo i miei legami con il potere fisico e gli oggetti terreni. […] Perché solo distruggendo me stesso posso scoprire il più elevato potere del mio spirito”

    “Il liberatore che distrugge la mia proprietà […] sta lottando per salvare il mio spirito. L’insegnante che sgombra tutti i possessi dal mio sentiero mi renderà libero”

    “Quando Tyler ha inventato il Progetto Caos, Tyler ha spiegato che lo scopo del Progetto Caos non aveva niente a che fare con il prossimo. A Tyler non importava se qualcun altro si faceva male o no. Lo scopo era far prendere coscienza a ciascun partecipante al progetto del potere che ha di controllare la storia. Noi, ciascuno di noi, possiamo assumere il controllo del mondo.”

    “Avevo voglia di distruggere tutte le cose belle che non avrei mai avuto. Bruciare le foreste dell’Amazzonia. Pompare clorofluoroidrocarburi in cielo a mangiarsi l’ozono. Aprire le valvole dei serbatoi delle superpetroliere e svitare i tappi sulle piattaforme petrolifere. Volevo uccidere tutti i pesci che non potevo permettermi di comperare e annerire le spiagge della Costa Azzurra che non avrei mai visto. Volevo che il mondo intero toccasse il fondo.
    Mentre picchiavo quel ragazzo, in realtà avrei voluto piantare una pallottola tra gli occhi di ogni panda in pericolo che si rifiuta di scopare per salvare la propria specie e ogni balena o delfino che molla tutto e va a spiaggiarsi. Non vederla come estinzione. Prendila come un ridimensionamento. Per migliaia di anni gli esseri umani hanno incasinato e insozzato e smerdato questo pianeta e ora la storia si aspetta che sia io a correre dietro agli altri per ripulirlo. Io devo lavare e schiacciare i miei barattoli. E rendere conto di ogni goccia di olio di motore usato. Tocca a me pagare il conto per le scorie nucleari e i serbatoi di benzina interrati e i residui tossici scaricati nel sottosuolo una generazione prima che io nascessi.”

    “Uccelli e cervi sono uno stupido lusso e tutti i pesci dovrebbero galleggiare. Volevo dar fuoco al Louvre. Spaccare gli Elgin Marbles a martellate e pulirmi il culo con la Gioconda. Questo è il mio mondo, ora. Questo è il mio mondo, il mio mondo, e quelle persone antiche sono morte”.

    “Volevamo liberare il mondo dalla storia.
    Facevamo colazione nella casa di Paper Street e Tyler mi ha detto di immaginarmi di piantare ravanelli e patate sul green della quindicesima buca di un campo di golf dimenticato.
    Darai la caccia agli alci nelle valli boscose intorno alle rovine del Rockefeller Center e cercherai molluschi intorno allo scheletro dello Space Needle, inclinato di quarantacinque gradi. Dipingeremo sui grattacieli le figure di enormi totem e simulacri di divinità maligne e tutte le sere quel che resta del genere umano si ritirerà negli zoo abbandonati e si chiuderà a chiave nelle gabbie per proteggersi dagli orsi e dai grandi felini e dai lupi che di notte passeggiano e ci guardano dall’altra parte delle sbarre.
    “Il riciclaggio e i limiti di velocità sono cazzate” ha detto Tyler. “E’ come uno che smette di scopare quando è sieropositivo.”
    Sarà il Progetto Caos a salvare il mondo. Un’era glaciale culturale. Un secolo buio prematuramente indotto. Il Progetto Caos obbligherà l’umanità a entrare in catalessi o in fase di remissione il tempo necessario alla Terra per riprendersi.
    “Giustifica tu l’anarchia” dice Tyler. “Risolvila tu.”
    Come fa il fight club con impiegati e commessi, il Progetto Caos disarticolerà la civiltà perché si possa fare qualcosa di meglio del mondo.
    “Immaginati” ha detto Tyler, “a far la posta all’alce dalle finestre dei grandi magazzini tra file puzzolenti di splendidi abiti da sera e smoking che vanno in malora appesi alle loro grucce, porterai indumenti di pelle che ti dureranno fino all’ultimo dei tuoi giorni e ti arrampicherai per i rami grossi come tronchi del kudzu rampicante che abbraccia la Sears Tower. Come Jack sulla pianta di fagioli, sbucherai dalla volta gocciolante della foresta e l’aria sarà così tersa che vedrai figure minuscole battere il granturco e disporre a essiccare strisce di carne di cervo nella corsia d’emergenza vuota di una superstrada abbandonata che si allunga, larga otto corsie e torrida ad agosto, per mille chilometri.”
    Questo era lo scopo del Progetto Caos, ha detto Tyler, la completa e immediata distruzione della civiltà.
    Che cosa viene dopo nel Progetto Caos nessuno lo sa salvo Tyler. La seconda regola è che non si fanno domande.”

    “Basta sapere dove guardare e ci sono scheletri in tutti gli armadi”

    “Tu non sei un delicato e irripetibile fiocco di neve. Tu sei la stessa materia organica deperibile di chiunque altro e noi tutti siamo parte dello stesso cumulo in decomposizione. […] La nostra cultura ci ha resi tutti uguali. Nessuno è più veramente bianco o nero o ricco. Tutti vogliamo lo stesso. Individualmente non siamo niente.
    Il lettore s’interrompe quando io entro a farmi il sandwich e tutte le scimmie spaziali restano in silenzio come se io fossi solo. Io dico di non badare a me. Già letto. L’ho battuto a macchina io. L’avrà letto probabilmente anche il mio capo. Siamo tutti un gran mucchio di merda, dico.”

    “Se sei maschio e sei cristiano e vivi in America, tuo padre è il tuo modello di Dio. […] E se non hai mai conosciuto tuo padre, se tuo padre prende il largo o muore o non è mai a casa, che idea ti fai di Dio?”

    “Quello che devi considerare è la possibilità che a Dio tu non sia simpatico. Potrebbe essere che Dio ti odi. Non è la cosa peggiore che può capitare.”

    “Il modo in cui la vedeva Tyler era che attirare l’attenzione di Dio per essere stati cattivi era meglio di non ottenere attenzione per niente. Forse perché l’odio di Dio è meglio della sua indifferenza”

    “Se tu potessi essere o il peggior nemico di Dio o niente di niente, che cosa sceglieresti? Noi siamo i figli di mezzo di Dio, secondo Tyler Durden, senza un posto speciale nella storia e senza speciale attenzione. Se non otteniamo l’attenzione di Dio non abbiamo speranza di dannazione o redenzione.
    Che cos’è peggio, l’inferno o niente?
    Solo se veniamo presi e puniti possiamo essere salvati.
    “Brucia il Louvre” dice il meccanico, “e pulisciti il culo con la Gioconda. Almeno così Dio saprà come ci chiamiamo.”
    Più in basso cadi, più in alto volerai. Più lontano corri, più Dio ti vuole indietro.
    “Se il figliol prodigo non avesse mai lasciato casa sua” dice il meccanico, “il vitello grasso sarebbe ancora vivo.”
    Non è abbastanza essere conteggiato con i granelli di sabbia sulla spiaggia e le stelle in cielo.”

    “Tu non sei i soldi che hai in banca. Non sei il tuo lavoro. Non sei la tua famiglia e non sei quello che dici di essere a te stesso. […] Tu non sei il tuo nome. Non sei i tuoi problemi.”

    “Vedo gli uomini più forti e intelligenti che siano mai vissuti […] e questi uomini sono alle pompe di benzina e a servire ai tavoli. […] Se potessimo mettere questi uomini in campi di addestramento e finire di educarli. Una pistola non fa altro che focalizzare un’esplosione in una sola direzione. Avresti una classe di uomini e donne giovani e forti, tutta gente desiderosa di dare la vita per qualcosa. La pubblicità ha spinto questa gente ad affannarsi per automobili e vestiti di cui non hanno bisogno. Intere generazioni hanno svolto lavori che detestavano solo per comperare cose di cui non hanno veramente bisogno. Noi non abbiamo una grande guerra nella nostra generazione, o una grande depressione, e invece sì, abbiamo una grande guerra dello spirito. Abbiamo una grande rivoluzione contro la cultura. La grande depressione è quella delle nostre vite. Abbiamo una depressione spirituale. Dobbiamo mostrare la libertà a questi uomini e a queste donne rendendoli schiavi e mostrare loro il coraggio spaventandoli. Napoleone si vantava di poter addestrare uomini a sacrificare la vita per un nastrino. Pensa a quando proclamiamo uno sciopero e tutti si rifiutano di lavorare fino a quando non abbiamo ridistribuito le ricchezze del mondo. Pensa ad andare a caccia di alci nelle valli boscose intorno alle macerie del Rockefeller Center.”

    “Le persone che stai cercando di calpestare, sono quelle le persone da cui dipendi tu. Noi siamo le persone che laviamo i tuoi vestiti e cuciniamo i tuoi pasti e te li serviamo a tavola. Noi ti facciamo il letto. Noi ti proteggiamo mentre dormi. Noi guidiamo le ambulanze. Noi smistiamo le tue telefonate. Noi siamo cuochi e tassisti e sappiamo tutto di te. Noi esaminiamo le tue richieste di indennizzo alle compagnie d’assicurazione e gli addebiti sulla tua carta di credito. Noi controlliamo ogni spicchio della tua vita. Noi siamo i figli di mezzo della storia, cresciuti dalla televisione a credere che un giorno saremo milionari e divi del cinema e rockstar, ma non andrà così.”

    “Perché ho provocato tanto dolore?
    Non mi sono reso conto che ciascuno di noi è un sacro, irripetibile fiocco di neve di speciale irripetibile specialità?
    Non vedo come siamo tutti manifestazioni di amore?
    Io guardo Dio alla sua scrivania che prende appunti su un bloc-notes, ma Dio non ha capito un bel niente.
    Noi non siamo speciali.
    Non siamo nemmeno merda o immondizia.
    Noi siamo.
    Noi siamo soltanto e quello che succede succede soltanto”

  • Fiesta (Il sole sorgerà ancora)

    Fiesta (Il sole sorgerà ancora)

    Fiesta è un romanzo di Ernest Hemingway, pubblicato a Parigi nel 1926 e a Londra nel 1927.

    Informazioni su ‘Fiesta’
    Titolo: Fiesta (Il sole sorgerà ancora)
    Autore: Ernest Hemingway
    ISBN: 9788804571117
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Mondadori
    Data di pubblicazione: 2007-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 227
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    Fiesta di Ernest HemingwayCome molti altri suoi lavori è un romanzo per la maggior parte autobiografico; il protagonista, Jake Barnes, è un giornalista che lavora a Parigi negli anni Venti, dopo aver partecipato alla Prima Guerra Mondiale nella quale ha ricevuto una ferita di guerra che lo ha reso impotente.

    La prima parte è ambientata nella Parigi degli artisti che si dividevano tra i bistrot e alcune tra le migliori produzioni letterarie di sempre, mentre la seconda parte è ambientata a Pamplona durante la festa di San Firmino, quando i tori corrono per le vie della città.

    Un romanzo di eccessi, di arte, di amore. Spesso di amore non corrisposto, triste e sofferente. E’ un libro di contrasti, tra vita e morte, tra allegria e tristezza. La fiesta, che dovrebbe essere allegria, prima o poi finisce. A noi non resta che raccattare i rifiuti e sperare che prima o poi ricominci, che “il sole sorgerà ancora”.

    Citazioni da “Fiesta (Il sole sorgerà ancora)”

    “Andare in un altro paese non cambia niente. Io ho provato. Non si può sfuggire se stessi solo spostandosi da un posto all’altro. Non c’è rimedio a questo”

    “E’ straordinariamente facile fare il superiore su ogni cosa di giorno, ma di notte è tutta un’altra faccenda”

    “C’è della gente a cui non potreste dire cose offensive. Vi danno la sensazione che il mondo sarebbe immediatamente distrutto sotto i vostri occhi se voi diceste certe cose”

    “Le donne in fatto di amicizia sono fantastiche. Che fantastiche amiche! In primo luogo, per avere una base di amicizia, voi dovete essere innamorato di una donna. Io consideravo Brett mia amica. Mai pensato cosa pensasse lei. Io avevo una cosa senza dare nulla in cambio. Questo solo rimandava la presentazione del conto. Il conto arriva sempre. Questa è una delle fantastiche cose su cui potete sempre fare assegnamento”

    “Magari andando avanti s’impara qualcosa. A me non importava sapere cosa fosse tutta la faccenda. Forse però se scoprivate come viverci, potevate anche capire che cosa l’intera faccenda fosse”

     

  • La Torre Nera

    La Torre Nera

    La Torre Nera è un romanzo di Stephen King pubblicato da Sperling & Kupfer nel 2004, ultimo volume dell’omonima saga.

    Informazioni su ‘La Torre Nera’
    Titolo: La Torre Nera
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788820037215
    Genere: Fantasy
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2004-09-01
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 1130
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    La Torre Nera di Stephen KingHo scritto questa recensione per la prima versione online (anno domini 2004) di una bozza di rivista all’indirizzo nellagabbiadelmerlo.com (ora chiuso). Era il giorno stesso in cui il libro era uscito in Italia. L’ho letto di seguito, in circa 27 ore.

    Ho passato tutta la notte stringendo tra le mani un libro che aspettavo da dieci anni. Finalmente ho concluso la saga che per ambientazioni e personaggi (e perché no, genialità) supera anche “Il signore degli anelli” di Tolkien. Ora so chi si cela nell’ultima stanza della Torre Nera, sopra il re rosso prigioniero sul balcone al secondo piano… Chi… O che cosa…

    …Si ricomincia dal Dixie Pig, dove Jake e Padre Callahan stanno per affrontare la delegazione di uomini bassi e vampiri di tipo uno che presidiano la porta di accesso a Fedic, dove Susannah, insieme a Mia (figlia di nessuno, madre di uno), sta partorendo il figlio di Roland e del Re Rosso…

    …Si ricomincia con Eddie Dean e Roland in viaggio per raggiungere Turtleback Lane, il centro del fenomeno dei walk-in, l’unico modo per ritornare al quando di Jake e Susannah, nel 1999 del mondo cardine o di approdare a Rombo di Tuono, nel Fine-Mondo…

    …Si ricomincia con Mordred, partorito da due donne e due uomini, la creatura destinata dalla profezia a sterminare la stirpe dell’Eld di cui Roland Deschain di Gilead è l’ultimo discendente…

    …Si ricomincia con un bambino, Patrick Danville, salvato in un altro libro di King da due vecchi che soffrivano di insonnia…

    …Si ricomincia con i frangitori guidati da Ted Brautigan, che stanno infrangendo il vettore di Shardik e di Maturin, dal Devar–Toi, la prigione-paradiso in cui le guardie nutrono i loro ospiti con la materia cerebrale prelevata dai gemelli del Callah…

    …Si ricomincia con Flagg, o Walter, o Marten, o l’uomo che cammina, pronto alla resa dei conti con il suo nemico di sempre, l’ultimo pistolero…

    Si finisce nel Can’-Ka No Rey, il campo di rose dove al centro, imperiosa, si erge la Torre.

    “L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì”.

     

    Approfondimento1: Stephen King

    Stephen King è conosciuto dalla critica e dal pubblico internazionale per le sue storie a carattere horror, ma è una fama che non gli fa giustizia. Autore di capolavori del brivido come Carrie, Le notti di Salem, Christine – La macchina infernale e tanti altri, King ha scritto anche molti altri capolavori che con l’horror hanno ben poco a che fare, come del resto è la saga de “La Torre Nera”. Per alcuni anni scrive sotto lo pseudonimo di Richard Bachman, dove, non ingabbiato dall’obbligo di dover vendere a tutti i costi, scrive quattro libri, uno più bello dell’altro, che decuplicano le vendite quando il pubblico scopre chi si cela dietro l’identità di Bachman. Dello stesso autore consiglio L’incendiaria, Quattro dopo mezzanotte, Cose preziose, Mucchio d’ossa e La lunga marcia (Richard Bachman).

    Approfondimento2: La mente nella Torre

    Non sono sette i libri che fanno riferimento alla saga del pistolero di Gilead. Oltre ai sette già citati ci sono infatti un romanzo e due racconti in cui si accenna ai fatti del ka-tet del diciannove, che integrano la storia con dettagli che forse erano trascurabili prima di questo volume, ma che ora non lo sono più, dimostrando ancora una volta che tutta la produzione artistica di King è rivolta alla torre. Per i Torredipendenti che non sono Kingdipendenti come me, invito ad approfondire la loro conoscenza della strada per la torre con il romanzo Insomnia (la storia di Patrick Danville), Uomini bassi in soprabito giallo (il primo racconto di Cuori in Atlantide, nonché l’avventura di Ted Brautigan nel Connecticut) e uno dei racconti di Incubi & deliri (appena prima, in ordine di tempo, del deserto di Mohave) oltre alla storia di Padre Callahan, Le notti di Salem.

    Citazioni da “La Torre Nera”

    “Quante cose hai fatto, pensò rimirando il volto che finiva di polverizzarsi. Quante cose hai fatto e quante ancora avresti fatto, aye, e tutto senza controllo o scrupolo, e così il mondo sarebbe finito, credo, vittima dell’amore più che dell’odio. Perché l’amore è da sempre la più distruttiva delle armi.”

    “Tutto era scappato di mano, scendeva a rotta di collo senza freni, e non restava altro da fare che godersi la corsa”

    “La parola “mai” è quella a cui tende l’orecchio Dio quando ha voglia di farsi una risata”

    “Non ci furono parole nel grido né potevano esserci. I nostri più esaltanti momenti di trionfo sono sempre inarticolati.”

     

  • La canzone di Susannah

    La canzone di Susannah

    La canzone di Susannah è un romanzo di Stephen King pubblicato da Sperling & Kupfer nel 2004, sesto volume della saga de La Torre Nera.

    Informazioni su ‘La canzone di Susannah’
    Titolo: La canzone di Susannah
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788820036775
    Genere: Fantasy
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2004-01-01
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 496
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    La canzone di Susannah di Stephen KingPubblicato nel 2004, “La canzone di Susannah” è il sesto libro della saga de “La Torre Nera” scritta da Stephen King.

    E’ un libro che fa da tramite tra la storia quasi estranea alla ricerca della Torre, quella dei contadini di Calla Byrn Sturgis che chiedono il loro aiuto per difendersi dai Lupi, e il precipizio di eventi che condurranno alla fine della ricerca.

    Dopo la vittoria sui Lupi del ka-tet di Roland di Gilead, Mia figlia di Nessuno, una personalità nella mente di Susannah Dean, la costringe ad abbandonare il Medio-Mondo per partorire il suo “tizio”, figlio biologico per mirabolanti circostanze della stessa Susannah e dell’ultimo pistolero, Roland di Gilead. Nel lasciare il Medio-Mondo porta con sè la Tredici Nera, la sfera magica in grado di aprire porte sui mondi e sul tempo, e in particolare la porta introvata sulle montagne intorno a Calla Byrn Sturgis.

    Grazie all’aiuto dei Manni, viaggiatori nello spazio e nel tempo, Roland, Eddie, Jake e Padre Callahan vengono catapultati nelle ultime due aperture della porta: New York 1999, dove Susannah e Mia devono incontrare i servi del Re Rosso che le aiuteranno a partorire il bambino, e East Stoneham 1976, dove devono convincere Calvin Torre, proprietario di un lotto di terreno abbandonato dove si erge una rosa selvatica solitaria che è la manifestazione della Torre Nera, a vendere alla Tet-Corporation.

    Compare anche un altro personaggio. Stephen King.

    Citazioni da “La canzone di Susannah”

    “Il mondo è morto, i mondi, la Torre sta cadendo, un trilione di universi si fondono, e tutto è Discordia, tutto è rovina, tutto è finito.”

    “Questo è un posto fra i tempi […]; un posto dove le ombre vengono cancellate e il tempo trattiene il fiato”

    “Nel Paese della Memoria il tempo è sempre Ora.
    Nel Regno dell’Allora gli orologi ticchettano… ma le loro lancette non si muovono mai.
    C’è una porta introvata
    (O perduta)
    e la memoria è la chiave che la apre.”

  • I lupi del Calla

    I lupi del Calla

    I lupi del Calla è il quinto libro della saga di Stephen King “La Torre Nera”. Pubblicato nel 2003, 5 anni dopo “La sfera del buio” è il primo libro scritto dopo l’incidente quasi mortale occorso allo scrittore statunitense.

    Informazioni su ‘I lupi del Calla’
    Titolo: I lupi del Calla
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788820035747
    Genere: Fantasy
    Casa Editrice: Sperlilng & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2003-11-01
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 864
    Goodreads
    Anobii

    i lupi del calla di stephen kingDopo questo libro i restanti 2 uscirono ad un anno di distanza. Forse King temeva la maledizione dei milioni di lettori della saga che non ne avrebbero letto il finale.

    Il romanzo si rifà, per la stessa ammissione dell’autore, al film “I sette samurai” di Akira Kurosawa (e il suo rifacimento americano, “I magnifici sette”). Roland e i suoi compagni arrivano a Calla Byrn Sturgis, un paese di contadini che hanno la caratteristica di avere figli gemelli, e vengono assoldati dai suoi abitanti per proteggerli dall’avvento dei Lupi, razziatori invincibili dotati di armi fantascientifiche che rapiscono un gemello su due per portarlo nelle lande desolate di Rombo di tuono.

    Questo romanzo ha molte curiosità e moltissimi riferimenti a letteratura e cinema.
    A Calla Byrn Sturgis troviamo anche Padre Callahan, il prete protagonista de “Le notti di Salem” dello stesso King.
    Le armi dei Lupi sembrano le spade laser di Guerre Stellari, quando non sono le “Bocce Harry Potter” (come il boccino del Quidditch nei romanzi della Rowling), e gli stessi lupi si rifanno ai robot del Dottor Destino dei fumetti della Marvel.
    Troviamo Eddie che disattiva il robot Andy, in un palese omaggio a 2001: Odissea nello spazio.

    Citazioni da “I lupi del Calla”

    “Il tempo […] era in larga parte creato da eventi esterni. Quando si succedevano un buon numero di stronzate interessanti, sembrava che corresse più veloce. Se si finiva arenati nella noiosa merda di sempre, diventava più lento. E quando tutto smetteva di succedere, era come se il tempo si assentasse completamente. Come se facesse i bagagli e se ne andasse a Coney Island. Strambo ma vero”

    “Nessuno vive mai per sempre felice e contento, ma lasceremo che i bambini lo scoprano da sé, giusto?”

    “Non avevo speranza di salvezza. Non l’avevo mai pensato. Ma l’espiazione non c’entra con la salvezza in ogni caso. Non c’entra con il paradiso”

    “Io sono quello che han fatto di me i ka e i Re e la Torre. Tutti noi lo siamo. Siamo prigionieri”

    “-Mi sembra che il tuo Uomo-Gesù sia un pò figlio di puttana quando si tratta di donne. Si è mai sposato?
    -No, ma la sua ragazza era una prostituta.
    -Beh, è già un inizio”

  • La sfera del buio

    La sfera del buio

    La sfera del buio è un romanzo di Stephen King pubblicato nel 1998 da Sperling & Kupfer, quarto volume della saga della Torre Nera.

    Informazioni su ‘La sfera del buio’
    Titolo: La sfera del buio
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788882745912
    Genere: Fantasy
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 1998-01-01
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 660
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    la sfera del buio stephen kingSiamo nel 1998. In Italia arriva “La sfera del buio”, pubblicato l’anno prima negli USA. Sono passati 28 anni dalla stesura de “L’ultimo cavaliere”, il primo libro della saga. Per me ne sono passati 5, da quando ho letto il primo libro della saga (per me è stato “Terre desolate“).

    Allora non c’era internet, una mattina in cui dovevo andare a scuola me lo sono trovato davanti sullo scaffale della libreria. Grande la gioia. Vorace la lettura.

    Si, perché dopo 28 anni e migliaia di pagine, del protagonista della Torre Nera non si sa ancora nulla. Qualche episodio del suo passato (come l’adulterio di sua madre, o la sua prova di maturità), subito liquidato da “Il mondo è andato avanti”, che troviamo spesso nella saga. Sembra la risposta a tutto. Ma per molti lettori, me compreso, non lo è.

    In questo libro ci si siede accanto al fuoco da bivacco, in una notte infinita e senza tempo sotto le stelle, tra le macchine abbandonate dell’autostrada che lascia Topeka (Kansas), l’estate dopo la superinfluenza che ha distrutto l’umanità de “L’ombra dello Scorpione”.

    Ci si siede e si ascolta Roland di Gilead, quest’uomo senza età, questo straniero senza nome alla Sergio Leone che ci racconta di alcuni mesi della sua adolescenza, a Meijs (che suona come Messico, e l’ambientazione è proprio simile).

    Ci racconta del suo primo amore, Susan ragazza alla finestra, e della sua prima impresa come pistolero.

    E noi restiamo rapiti ad ascoltarlo, a leggerlo. Per noi è necessario ascoltare, per capire quest’eroe romantico, contraddittorio.

    Citazioni da “La sfera del buio”

    “Prima che il mondo andasse avanti, la luna piena di Finedanno su chiamava Luna Demone e guardarla direttamente era ritenuto principio di sventure.
    Ora però aveva poca importanza. Ora c’erano demoni dappertutto”

    “Chi ricorda le pene e la dolcezza di quegli anni? Rammentiamo il nostro primo vero amore non più chiaramente delle allucinazioni che ci fanno delirare per una febbre alta”

    “Così gli amanti si congiunsero nella Baronia di Mejis, sul finire dell’ultima grande era, e il verde del muschio nel punto dove si congiungevano le cosce di lei si tinse del rosso vermiglio della sua verginità perduta; così si congiunsero e così furono perduti loro stessi”

    “L’amore vero, come tutte le droghe forti e che danno dipendenza è noioso. Svelato il mistero del primo incontro e della scoperta, i baci diventano presto insipidi e le carezze tediose… Salvo naturalmente per coloro che si scambiano carezze mentre intorno a loro tutti i suoni e i colori del mondo diventano più vivi e intensi. Come tutte le droghe forti, il vero primo amore è interessante solo per coloro che ne sono prigionieri. E, come per tutte le droghe forti e che danno assuefazione, il primo vero amore è pericoloso”

    “Erano drogati, ottenebrati dall’amore, e per loro ogni cicatrice sulla faccia del mondo era un elemento ornamentale”

    “Così incrociamo i fantasmi che ci perseguiteranno negli anni futuri; siedono insignificanti ai bordi della strada come poveri mendicanti e, dovessimo accorgerci di loro, li scorgiamo solo con la coda dell’occhio. La possibilità che fossero lì ad aspettare proprio noi raramente ci attraversa i pensieri. Invece aspettano e quando siamo passati raccolgono i loro fagotti di ricordi e si incamminano sulle nostre orme e piano piano, metro dopo metro, guadagnano terreno”

    “I despoti avevano la tendenza molto opportunistica di dimenticarsi le proprie promesse”

    “Il tempo è una faccia sull’acqua”

    “Spesso le voci che più somigliano alla tua, quando ti parlano nella mente, sono quelle degli estranei più terribili, dei più pericolosi intrusi”

    “Questo è Rombo di Tuono, dove le lancette degli orologi girano al contrario e le tombe vomitano i loro morti”

  • Terre desolate

    Terre desolate

    Terre desolate è un romanzo di Stephen King, terzo volume della saga de La Torre Nera pubblicato da Sperling & Kupfer nel 1991.

    Informazioni su ‘Terre desolate’
    Titolo: Terre desolate
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788882745905
    Genere: Fantasy / Western
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2003-09-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 560
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    terre desolate stephen kingLe avventure di Roland il pistolero e dei suoi compagni Eddie e Susannah Dean continuano nel Medio-Mondo, la vera genesi della saga del Re del Brivido.

    Il Medio-Mondo, zona centrale del mondo di Roland, è cinto da 12 portali, collegati da 6 vettori di forza (elettromagnetica? magica?), come i diametri di un cerchio. All’intersezione dei sei diametri… La Torre Nera, l’entità, la forza, la costruzione in grado di reggere tutti gli universi.

    Dal Portale dell’Orso, dove si trovano i tre compagni, comincia il vero e proprio cammino verso la Torre Nera.

    Citazioni da “Terre Desolate”

    “Io non miro con la mano; colui che mira con la mano ha dimenticato il volto di suo padre. Io miro con l’occhio. Io non sparo con la mano; colui che spara con la mano ha dimenticato il volto di suo padre. Io sparo con la mente. Io non uccido con la pistola; colei che uccide con la pistola ha dimenticato il volto di suo padre. Io uccido col cuore.”

    “Il mondo è andato avanti di nuovo e questa volta, vecchio amico mio, sei rimasto indietro tu”

    “Vi sia di felicità finché vi è possibile, pensò, perché la morte ci aspetta ancora. Siamo giunti a un torrente di sangue. Esso ci porterà a un fiume di uguale fattura, non ne dubito. E più avanti ancora, ad un oceano. In questo mondo le tombe sono spalancate e nessuno dei morti riposa in pace”.

    “Il sistema più veloce per conoscere un posto nuovo è sapere cosa sogna”

    “Tutto è dimenticato nelle sale di pietra dei defunti. Guarda le scale erette nelle tenebre; guarda le stanze della rovina. Queste sono le sale dei defunti dove i ragni tessono e i grandi circuiti si ammutoliscono a uno a uno”

    “Sono sicuro che un Dio esiste ma non credo che di questi tempi si occupi molto di noi. Io credo che dopo che abbiamo ucciso suo figlio, si sia definitivamente convinto che non c’era niente da fare con i figli di Adamo o le figlie di Eva e da allora si è lavato le mani di noi. Dando dimostrazione di grande saggezza”

  • La chiamata dei tre

    La chiamata dei tre

    La chiamata dei tre è un romanzo di Stephen King pubblicato da Sperling & Kupfer nel 1987. É il secondo volume della saga de La Torre Nera.

    Informazioni su ‘La chiamata dei tre’
    Titolo: La chiamata dei tre
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788882745899
    Genere: Fantasy / Western
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 1995-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 484
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    la chiamata dei tre di stephen kingNel 1987 Stephen King pubblica La chiamata dei tre, secondo volume di quella saga che sta prendendo forma che è La Torre Nera.

    Stupito dal successo del primo volume che ha aspettato più di un decennio per venire alla luce e costretto dalle migliaia di lettere dei fan che vogliono leggere il seguito, questo romanzo è un romanzo di passaggio.

    Il pistolero Roland di Gilead è sulla spiaggia del Mare Occidentale dopo la lunga marcia nel deserto, e le sue mani letali vengono mutilate dalle aramostre, mostri simili ad enormi aragoste che salgono dalla marea per cibarsi. Ovviamente velenose.

    Comincia un’altra lunga marcia sulla sabbia, che porterà il pistolero a conoscere i suoi nuovi compagni: il prigioniero e la signora delle ombre.

    Citazioni da “La chiamata dei tre”

    “La colpa è sempre allo stesso posto: […] in chi sia abbastanza debole da incolpare”

    “In un mondo diventato ormai una polveriera nucleare sotto i piedi di quasi un miliardo di persone, era un errore, forse suicida, pensare che vi fosse una differenza tra pistoleri buoni e pistoleri cattivi. Troppe erano le mani tremanti che reggevano fiammiferi accesi troppo vicino a troppe micce. Non era un mondo per pistoleri, quello. Se mai c’era stata un’epoca che poteva giustificarli, era passata.”

    “Se uccidi ciò che ami, sei dannato per sempre”

  • L’ultimo cavaliere

    L’ultimo cavaliere

    L’ultimo cavaliere è il primo dei sette libri della saga della Torre nera di Stephen King, la sua opera magna. Scritto nel 1970 e poi abbandonato in un baule nella cantina della sua casa di Lovell, il libro viene poi “riesumato” e pubblicato in sei parti tra il 1978 e il 1981 sulla rivista specializzata in racconti fantasy e di fantascienza “The Magazine of Fantasy and Science Fiction”.

    Informazioni su ‘L’ultimo cavaliere’
    Titolo: L’ultimo cavaliere
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788882745929
    Genere: Fantasy / Western
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 1994-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 258
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    L'ultimo cavaliereViene poi raccolto in un volume unico nel 1982 in edizione limitata dalla piccola casa editrice Donald Grant Publisher e nel 1988 dalla casa editrice Plume.

    Nel 2003 è uscita una edizione riveduta e corretta per accordarla ai contenuti e allo stile del resto dei romanzi della Torre Nera, scritti in un arco di più di vent’anni.

    Il protagonista Roland di Gilead, ispirato al poema di Robert Browning “Child Roland alla Torre Nera giunse”, è un pistolero come quelli dei film western di Sergio Leone, uno straniero senza età come Clint Eastwood (a cui Stephen King ha ammesso di essersi ispirato), che vaga in un deserto infinito alla ricerca di un fantomatico uomo in nero che si chiama Walter.

    Non sappiamo chi è, non sappiamo perché lo stia cercando né perché lo voglia raggiungere.

    Sappiamo però che cominciando a leggere questo romanzo si scende sulla sabbia rovente di questo deserto che è l’apoteosi di tutti i deserti. Ci si accosta a questo strano uomo, metà arte e metà mestiere, metà praticità e metà romanticismo. Già dalle prime pagine, siamo anche noi pistoleri, cavalieri erranti alla ricerca di questa fantomatica e misteriosa Torre Nera.

    Citazioni da “L’ultimo cavaliere”

    “-Credi in una vita dopo la morte?- gli domandò il pistolero, mentre Brown gli faceva cadere nel piatto tre pannocchie calde.
    Brown annuì. -Penso che sia questa.-”

    “Quando i traditori vengono proclamati eroi (o gli eroi traditori, ipotizzò nella sua grave cadenza meditativa), dev’essere segno di tempi bui”

    “Ci sono imprese e missioni e strade che portano sempre più avanti, e tutte finiscono nello stesso luogo, là dove ci sarà chi uccide e chi sarà ucciso”

    “Fra la sensualità e una monta intercorre la più tenue delle cuginanze”

    “Mondi interi tremavano quasi a portata delle sue dita”

    “La trama e l’ordito che avevano sorretto l’ultimo gioiello sul seno del mondo si andavano disfacendo. Più niente stava insieme. La terra traeva il suo respiro nell’estate dell’imminente eclisse”

    “Solo i nemici dicono la verità. Amici e amanti mentono in continuazione, presi nella rete dei loro obblighi”