Autore: zorba

  • Le prime luci del mattino

    Le prime luci del mattino

    Le prime luci del mattino è il sesto romanzo di Fabio Volo, pubblicato da Mondadori nel 2011.

    Informazioni su ‘Le prime luci del mattino’
    Titolo: Le prime luci del mattino
    Autore: Fabio Volo
    ISBN: 9788804613893
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Arnoldo Mondadori
    Data di pubblicazione: 2011-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 238
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    Anobii

    Le prime luci del mattinoMi è stato presentato come un grande racconto erotico, ma devo dire che l’esito è decisamente deludente.

    Una donna sposata, Elena, stretta in una vita che la rende infelice e che l’ha costretta a rinunciare al suo vero io a forza di rinunce e compromessi, si avventura in una relazione extraconiugale che rivoluzionerà la sua vita.

    La trama non è sicuramente originale, ma il risultato è decisamente pessimo.
    Certo, non è sicuramente facile: la protagonista è una donna, Elena, e quindi difficile da descrivere non solo per le sensazioni e le emozioni che prova ma anche e soprattutto per il piacere e la sessualità.

     

    Citazioni da “Le prime luci del mattino”

    “Quando non riesci ad ottenere quello che vuoi, finisci per amare ciò che puoi”

    “Ci vuole molta energia per inventarsi un presente quando il futuro sembra più una minaccia che una speranza”

    “Mi ci sono voluti anni per imparare a riconoscere il valore di un incontro nel momento stesso in cui lo vivo e non da ciò che accade il giorno dopo”

    “Mi chiedo se ci sia più peccato nel seguire quello che sento o nell’ipocrisia di vivere ciò che non sono”

    “La mano con cui scrivo è la stessa con cui mi do piacere. Scrivere è diventato quasi come toccarmi”

  • Diaz, arrestata la polizia. Val Susa, quando arrestiamo la repressione?

    Diaz, arrestata la polizia. Val Susa, quando arrestiamo la repressione?

    diaz, arrestata la polizia

    Il 31 Dicembre 2013 ci racconta due episodi molto diversi e distanti nel tempo, ma che hanno una psicosi del tutto simile e comune alla gestione del disordine pubblico nel nostro paese.

    Passato quasi sotto totale silenzio, se non su alcuni giornali di Genova amplificati poi dai media di controinformazione come infoaut.org, è dell’ultimo giorno dell’anno la decisione di arrestare Spartaco Mortola, ex capo della digos di Genova, e Giovanni Luperi, ex capo analista dei Servizi Segreti ora in pensione, con l’accusa di massacro e per l’introduzione di prove false volte a giustificare l’irruzione delle forze dell’ordine durante l’assalto alla Scuola Diaz. I giudici non hanno accettato la richiesta degli imputati di affidamento ai servizi sociali, condannandoli a ben 8 mesi (Mortola) e un anno (Luperi) da scontare agli arresti domiciliari, con la possibilità di comunicare e di avere anche qualche ora di libertà durante il giorno. Si chiude così la vicenda processuale durata 13 anni, che vede la maggior parte delle bestie manganellanti in divisa antisommossa, anonime dietro le visiere dei loro caschi, perfettamente impunite.
    Non che questi tre condannati abbiano subito gravi conseguenze da questa condanna. Per dirne una Spartaco Mortola dopo il Luglio 2001 è stato trasferito a gestire la situazione in Val Susa, e successivamente, con già una condanna in secondo grado con l’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici, alla direzione della Polfer di Torino.
    Invece i manifestanti arrestati durante gli scontri degli stessi giorni sono in carcere praticamente da allora con l’accusa di devastazione e saccheggio. Come se aggredire la vetrina di un bancomat o di un supermercato (a cui per altro molti condannati hanno solo assistito) fosse un delitto molto più grave di fabbricare false prove per giustificare un attacco vendicativo con sapore di squadrismo contro manifestanti semiaddormentati.

    Seguiamo Spartaco Mortola in Val Susa, anche se ormai lui se n’è allontanato. Il 31 Dicembre, mentre la giustizia ancora una volta cercava di dare il contentino alla rabbia folle dei movimenti, un gruppo di persone di mezza età si trovava al presidio della Clarea in Val Susa per brindare al nuovo anno, il 22esimo di resistenza NoTav. Bevono spumante, fanno scoppiare qualche fuoco d’artificio. Mentre stanno per scendere, la carica della polizia sulla “retroguardia”, giusto per ricordare che il 22esimo anno non sarà migliore dei precedenti, anzi.
    Con la Val Susa completamente militarizzata, con le accuse di terrorismo da parte della stampa e gli arresti degli attivisti che si susseguono ad ogni occasione, non sarà un anno facile.

    Perché la giustizia italiana è strana. Mi fa venire in mente Benigni in Johnny Stecchino quando dice di “non toccare le banane”, pensando che siano quelle la causa del tentato omicidio ai suoi danni. Qui è lo stesso. Se vuoi manifestare non toccare le reti. Certi simboli. Certi argomenti. Sono quelli che fanno paura ai sistemi di potere. Se tagli le reti di un cantiere vai in carcere. Se picchi un manifestante che sta facendo resistenza passiva invece no. Se ordini l’assalto ad una scuola piena di persone che si stanno preparando a dormire per far sfogare gli uomini a cui hai affidato l’ordine pubblico, per farli vendicare della tensione a cui sono stati sottoposti, 8 mesi di carcere. Se devasti la vetrina di un bancomat 10 anni.

    Questa strana Italia. Mi immagino un turista inglese, di ritorno da una vacanza tra le montagne della Val Susa prima che le stuprino con l’ennesima devastazione ambientale che, quando un’amico gli chiede com’è andata, risponde:

    “Se vai in Italia, non toccare le reti!”

    Potrebbe essere pericoloso. Che cazzo, sono reti, mica altri esseri umani, no?

  • Una spia nella casa dell’amore

    Una spia nella casa dell’amore

    Una spia nella casa dell’amore è un romanzo di Anaïs Nin scritto nel 1954 e tradotto da Delfina Vezzoli nell’edizione di Bompiani nel 1979.

    Informazioni su ‘Una spia nella casa dell’amore’
    Titolo: Una spia nella casa dell’amore
    Autore: Anaïs Nin
    ISBN: 9788845240478
    Genere: Erotico
    Casa Editrice: Bompiani
    Data di pubblicazione: 1999-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 252
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    Anobii

    Una spia nella casa dell'amoreCome molti altri scritti di quella che è considerata una tra le maggiori autrici della letteratura erotica del Novecento, in questo romanzo la protagonista è una donna molto sfaccettata, complessa, al di fuori del suo tempo e del suo spazio, che soffre la ristrettezza del matrimonio e della vita borghese in generale del secondo dopoguerra.

    Sabina è una donna sposata che si descrive quasi come schizofrenica; innamorata del marito, non riesce però a restargli fedele e crea nella sua mente altre identità che le permettono di avere molti altri uomini.

    In fondo la trama è tutta qui, anche se non è sicuramente la trama ad essere il centro della narrazione.

    Un romanzo molto introspettivo e descrittivo, che ho trovato molto difficile da leggere non tanto per lo stile ma per quanto è complesso il vero argomento trattato: l’animo femminile nelle sfaccettature ribelli di una donna che anticipa i tempi.

    Citazioni da “Una spia nella casa dell’amore”

    “Quando i loro corpi ancora frementi giacevano fianco a fianco, c’era sempre silenzio, e in questo silenzio ciascuno incominciava  a tessere trame di separazione, a dividere ciò che era stato  unito, a restituire all’altro quello che per un attimo era stato egualmente condiviso.”

    “Fu proprio vedendo la vita delle spie che si rese conto  pienamente che la tensione in cui viveva ogni momento era uguale alla loro, la stessa paura di compromettersi, di dormire troppo profondamente, di parlare nel sonno, di essere trascurati nell’accento e nel comportamento, lo stesso bisogno di pretesti  continui, di scuse inventate sui due piedi, di giustificazioni della propria presenza in un posto o in un altro.
    Era sicura che avrebbe potuto offrire i suoi servigi ed essere di grande valore in quella professione.
    Io sono una spia internazionale nella casa dell’amore.”

    “Ho dormito con la guerra, una volta ho dormito tutta notte con la guerra. Ho riportato profonde ferite di guerra sul mio corpo, come a voi non è mai successo, un fatto d’arme per cui non sarò mai decorata!”

    “In tempo di guerra l’odio confondeva tutti i valori, l’odio cadeva sulle cattedrali, sui quadri, sulla musica, sui libri rari, sui bambini, sui passanti innocenti.”

    “Tutto poteva essere riutilizzato salvo gli artisti. Come si fa a riconvertire gli sconvolgitori dell’ordine passato e presente, i  dissenzienti cronici, gli spodestati del presente, i lanciatori di bombe atomiche della mente, delle emozioni, che cercano di  generare con sconvolgimenti continui nuove forze e un nuovo ordine mentale?”

    “Nella vita della città non c’è momento più squallido di quello in cui si sovrappongono le frontiere tra chi non ha dormito tutta  notte e chi sta andando al lavoro.”

  • Paura e disgusto a Las Vegas

    Paura e disgusto a Las Vegas

    Paura e disgusto a Las Vegas è un libro auto-biografico (o quasi) di un viaggio ai confini della realtà fatto dall’autore, il giornalista sportivo Hunter S. Thompson alla volta della città omonima, pubblicato nel 1996 da Bompiani (negli Stati Uniti nel 1971) insieme alla divertentissima Piccola enciclopedia psichedelica.

    Informazioni su ‘Paura e disgusto a Las Vegas’
    Titolo: Paura e disgusto a Las Vegas
    Autore: Hunter S. Thompson
    ISBN: 9788845243486
    Genere: Autobiografico
    Casa Editrice: Bompiani
    Data di pubblicazione: 2000-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 269
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    paura e delirio a las vegasL’autore, insieme al suo avvocato Oscar Zeta Acosta, viene incaricato dal suo giornale di scrivere una recensione di una famosissima corsa automobilistica che si svolge a Las Vegas, il luogo cult del sogno americano a basso costo. Sarebbe un viaggio fantastico per chiunque, almeno se non si avesse intenzione di affrontarlo con una Chevrolet decappotabile rossa il cui bagagliaio è pieno di ogni droga possibile e sperimentata dalla cultura psichedelica degli anni Settanta.
    In questo caso il viaggio potrebbe essere un delirio allucinatorio dal quale è praticamente impossibile uscire sani di mente.
    E, una volta superata la recensione della corsa… Un bell’articolo sulla riunione annuale dei pubblici ministeri contro la droga?

    Un libro divertente e sboccato, reso celebre dal film cult del 1998 di Terry Gilliam “Paura e delirio a Las Vegas” con Benicio Del Toro, Johnny Depp e un’allucinata Christina Ricci.

    In effetti l’unico problema (e l’unico grande merito della pellicola) è che le due produzioni sono molto molto simili; la sceneggiatura è perfettamente ricalcata dalla trama del romanzo.

    Citazioni da “Paura e disgusto a Las Vegas”

    “Questo è il maggior vantaggio dell’etere: ti fa comportare come lo sbronzo del villaggio di qualche antico romanzo irlandese… Perdita totale di ogni più elementare abilità motoria: vista offuscata, niente equilibrio, lingua insensibile – interruzione di ogni rapporto tra il corpo e il cervello. Quel che è interessante è che il cervello continua a funzionare più o meno normalmente… cioè puoi osservarti mentre ti comporti in quel modo tremendo, ma non puoi farci nulla.”

    “La Storia è difficile da conoscere, per via di tutte le stronzate che ci aggiungono, ma anche senza essere sicuri di cosa dice la Storia pare del tutto ragionevole pensare che ogni tanto l’energia di un’intera generazione si concentri in un lungo bellissimo lampo, per ragioni che sul momento nessuno capisce – e che mai spiegheranno, retrospettivamente, ciò che è veramente accaduto.”

    “Non avrebbero avuto nessuna pietà. Infiltrarsi tra gli infiltrati equivaleva ad accettare il destino di tutte le spie: “Come sempre, se voi o altri membri della vostra organizzazione verrete catturati dal nemico, il segretario negherà ogni relazione ecc.”
    No, era troppo. Il confine tra follia e masochismo era già abbastanza confuso; era arrivato il momento di farsi da parte… ritirarsi, sì, inchinarsi, fare marcia indietro e rinnegare se stessi, per così dire. Perché no? In ogni lavoro arriva il momento o di smettere di perdere o di incassare le vincite – a seconda dei casi.”

    “Una generazione di sciancati permanenti, di cercatori falliti, che non è mai riuscita a capire l’originaria menzogna che la cultura lisergica ha ereditato dai vecchi mistici: la disperata supposizione che qualcuno — o perlomeno qualche forza – custodisse la Luce alla fine del tunnel.”

  • L’anello intorno al sole

    L’anello intorno al sole

    L’anello intorno al sole è un romanzo di fantascienza scritto da Clifford Simak nel 1952.

    Informazioni su ‘L’anello intorno al sole’
    Titolo: L’anello intorno al sole
    Autore: Clifford D. Simak
    ISBN: A000107915
    Genere: Fantascienza
    Casa Editrice: Arnoldo Mondadori
    Data di pubblicazione: 2008-06-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 360
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    Anobii

    l'anello intorno al soleUno scrittore di provincia, Jay Vickers, viene incaricato da un’associazione governativa di indagare sulla comparsa sul mercato di numerosi prodotti che stanno mandando in rovina l’economia mondiale, come lamette che non perdono mai il filo, lampadine eterne o accendini senza ricarica. Ma è quando viene messa in vendita l’automobile eterna ad un prezzo ridicolo, che il governo si preoccupa seriamente e non sa più che pesci pigliare…

    Una storia ben scritta e molto originale per il genere di fantascienza; come molti libri di Simak c’è molta poca tecnologia futuristica e molta più analisi sociologica e psicologica nella trama del romanzo. Le atmosfere, soprattutto nella realtà parallela che si troverà ad esplorare il protagonista, sono bucoliche e rilassate come non ci si aspetterebbe di trovare in una storia che parla di androidi e replicanti.

    Citazioni da “L’anello intorno al sole”

    “La gaiezza non bastava più, il cinismo si era esaurito, la disinvoltura non era mai stata altro che una difesa temporanea. Perciò adesso la gente cer-cava la droga della finzione, e ciascuno si identificava con un’altra vita e con un altro tempo e  un altro luogo… al cinema o alla televisione o nel movimento Finzionista. Ed erano quelli che erano più forti, quelli che non cercavano un sollievo nella violenza o nella droga vera. Perché, fino a quando eri qualcun altro, non avevi bisogno di essere te stesso. Ed era spaventosamente difficile, e sconvolgente, essere se stesso.”

    “Il mondo che hanno costruito, […] non è molto bello, sa. È stato costruito con troppo sangue e troppa infelicità, e troppe ossa mescolate nella calce. Nel corso di tutta la sua storia non c’è quasi stato un anno in cui non vi sia stata, in qualche angolo della Terra, la violenza… ma cosa dico, un anno? Un mese, un giorno. E non parlo della violenza del singolo, non parlo della violenza che è propria delle cose di ogni giorno, parlo di quella organizzata, ufficiale.
    Ed era vero, si disse Vickers. E davanti agli occhi della sua mente sfilavano visioni di eserciti in assetto di battaglia, di poliziotti infagottati e armati come misteriosi abitanti di altri mondi, di sangue sparso nelle strade, di scontri e lotte e sangue, sangue senza fine”.

    “La gente finalmente sapeva. Era stato detto a tutti… che esistevano quelli che Crawford aveva chiamati i mutanti.
    E tutti odiavano i mutanti. Evidentemente, coloro che avevano parlato avevano parlato bene. Ma non c’era molto da stupirsi, in fondo. Era logico che la gente odiasse i mutanti. Li odiavano, perché l’esistenza dei mutanti faceva di loro degli umani di seconda classe, perché erano degli uomini di Neanderthal invasi all’improvviso da un popolo strano che andava in giro armato di arco e di frecce.”

    “Dietro a tutto, dietro la facciata della civiltà, il presente stava in agguato nella caverna, per impedire l’avvento del futuro”.

    “Una catena interminabile di mondi, uno dietro l’altro. Un anello intorno al sole”

    “Persino lì, nel cuore della nazione, tra le fattorie e i piccoli villaggi e nei ristoranti sui bordi della strada, ribolliva l’odio. E questo, si disse, dava la misura della cultura edificata sulla Terra… Una cultura fondata sull’odio e su un orgoglio terribile e sul sospetto verso tutti coloro che non parlavano la stessa lingua, non mangiavano lo stesso cibo o non si vestivano allo stesso modo. Era una cultura meccanica e sghemba di macchine sferraglianti, un mondo tecnologico che poteva fornire comodità animalesche, ma non la giustizia umana e neppure la sicurezza. Era una cultura che aveva lavorato i metalli, manipolato l’atomo, domato le sostanze chimiche, e aveva costruito utensili e strumenti complicati e pericolosi. Aveva concentrato la propria attenzione sugli aspetti tecnologici, ignorando quelli sociologici, e così un uomo poteva premere un bottone e distruggere una città lontana senza neppure conoscere la vita e le abitudini e i pensieri e le speranze e le convinzioni delle persone che aveva ucciso.
    Sotto la superficie lucida si poteva udire il rombo minaccioso delle macchine, e gli ingranaggi e i pignoni, la cinghia di trasmissione, il generatore, senza il lievito della comprensione umana, erano le avanguardie del disastro.”

    “Ma anche se alcuni si aggrappavano ancora al sogno profumato, ve n’erano altri, quelli come George, gli «attivisti», disposti a battersi per la promessa che intuivano nella seconda terra, e ogni giorno sarebbero stati più numerosi quelli disposti a riconoscere la promessa e a lavorare per realizzarla.
    Avrebbero diffuso la buona novella e sarebbero fuggiti davanti alla polizia al suono delle sirene, e si sarebbero nascosti nelle cantine buie, per uscirne di nuovo quando la polizia se ne fosse andata.”

    “-Fanno sul serio, Ann-
    -Ma sono umani, Jay. Come noi-
    -Non come noi- disse Vickers.-Sono soltanto umani. Questo è il loro guaio. Essere umani, oggi, non è sufficiente-“

  • Il cannocchiale d’ambra

    Il cannocchiale d’ambra

    Il cannocchiale d’ambra è il terzo ed ultimo volume della saga “Queste oscure materie” scritta da Philip Pullman e pubblicato da Salani nel 2000.

    Informazioni su ‘Il cannocchiale d’ambra’
    Titolo: Il cannocchiale d’ambra
    Autore: Philip Pullman
    ISBN: 9788884513298
    Genere: Fantasy
    Casa Editrice: Salani
    Data di pubblicazione: 2003-11-01
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 458
    Goodreads
    Anobii

    Il cannocchiale d'ambraIn questo libro la vicenda volge alla conclusione: la ribellione di Lord Asriel contro il cielo e l’angelo Metatron, che governa in nome di dio, è aperta.
    Ci si prepara alla battaglia finale, in cui si scoprirà se gli esseri umani riusciranno a liberarsi del giogo della divinità e dei suoi ministeri in terra.

    Ritroviamo tutti personaggi dei libri precedenti, con qualche significativa aggiunta, come i Gallivespiani, piccoli esseri che fungono da spie di Lord Asriel presso il Magisterium e soprattutto i Mulefa, strani esseri animali dotati di ruote vegetali che vivono in perfetta simbiosi con il loro ecosistema e in grado di vedere la polvere. Con loro vivrà per un periodo Mary Malone, la scienziata del mondo di Will, che costruirà uno strumento in grado di vedere la polvere, il cannocchiale d’ambra.

    Giunge così a conclusione una delle prime saghe fantasy che solo gli atei e gli agnostici riescono a godere appieno. Se Marx, Freud e Nietzsche fossero vivi sarebbero fieri di Philip Pullman.

    Citazioni da “Il cannocchiale d’ambra”

    “Nessuno ci guadagnerà. Non c’è nessuno che si crucci, che mi condanni, che mi benedica se sarò una brava ragazza, nessuno che mi punisca se sarò viziosa. Il paradiso era deserto. Non sapevo se Dio era morto, o se non c’era proprio mai stato”.

    “Bene e Male sono nomi per ciò che fanno le persone, non per quello che sono”.

  • La lama sottile

    La lama sottile

    La lama sottile è il secondo romanzo della saga di Philip Pullman “Queste oscure materie”, pubblicate da Salani nel 1997.

    Informazioni su ‘La lama sottile’
    Titolo: La lama sottile
    Autore: Philip Pullman
    ISBN: 9788877825285
    Genere: Fantasy
    Casa Editrice: Salani
    Data di pubblicazione: 1997-08-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 292
    Goodreads
    Anobii

    la lama sottileUn nuovo protagonista si affianca a Lyra; è Will Parry, un ragazzo che vive nel nostro mondo che è rimasto senza padre e ha una madre con problemi mentali.
    Un giorno scopre due intrusi in casa e accidentalmente ne uccide uno. Durante la fuga scopre una sorta di finestra nella realtà che si apre su un altro mondo. Lo attraversa e si trova così nella città di Cittagazze, dove incontra Lyra e i suo daimon Pantalaimon, anch’essi precipitati in questo mondo terzo dopo la conclusione del primo volume.
    Proprio a Cittagazze Will troverà la lama sottile, un coltello speciale in grado di aprire finestre sulla realtà…

    Citazioni da “La lama sottile”

    “Questo è ciò che fa la Chiesa, e ogni Chiesa è la stessa: controllo, distruzione, cancellazione di ogni senso e ogni sentimento positivo”

    “Vi sono due grandi poteri che lottano fra loro fin dall’inizio del tempo. Ogni progresso della vita dell’uomo, ogni briciola di sapere e di saggezza e di onestà che abbiamo è stata strappata da una delle due parti ai denti dell’altra. Per ogni piccolo passo in avanti della libertà umana c’è stata una lotta feroce tra coloro che ci vogliono più sapienti, più saggi e più forti e coloro che vogliono che obbediamo, con umiltà e sottomissione”.

  • La bussola d’oro

    La bussola d’oro

    La bussola d’oro è il primo libro della triologia “Queste oscure materie” di Philip Pullman, pubblicato nel 1996 in Italia da Salani.

    Informazioni su ‘La bussola d’oro’
    Titolo: La bussola d’oro
    Autore: Philip Pullman
    ISBN: 9788884511829
    Genere: Fantasy
    Casa Editrice: Salani
    Data di pubblicazione: 1996-10-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 352
    Goodreads
    Anobii

    la bussola d'oroNe è stato tratto anche un film nel 2007 prodotto dalla New Line Cinema (la stessa de “Il signore degli Anelli”) con Dakota Blue Richards, Daniel Craig e Nicole Kidman, che sebbene sia abbastanza piacevole non è minimamente all’altezza del romanzo.

    Il libro è ambientato in un mondo parallelo al nostro che, nonostante abbia più o meno la stessa geografia sembra più simile all’Europa nei primi anni del Novecento: ci sono zeppelin, carrozze a corrente elettrica… E un dominio incontrastato mondiale basato sulla religione che si chiama Magisterium, con sede in Svizzera.

    La principale differenza tra i due mondi è che nel mondo di Pullman tutti gli esseri umani hanno un daimon, una sorta di animale-guida che cambia continuamente forma durante l’infanzia per poi stabilizzarsi nel passaggio all’età adulta.

    Lyra è una ragazzina che vive nel college di Oxford, e a 12 anni non ha particolari interessi se non quelli di scorrazzare per gli edifici della scuola e nelle vie della cittadina in compagnia di Roger, suo amico, e di altri bambini gyziani (l’equivalente dei nostri gitani).

    All’improvviso la sua vita viene sconvolta dal passaggio degli Ingoiatori, che rubano i bambini insieme ai loro daimon per portarli nell’estremo nord; è il caso del suo amico Roger, che lei giura di salvare, grazie all’aiuto di un manufatto incredibile chiamato alietometro (la bussola d’oro), in grado di svelare la verità e quindi la strada da percorrere.

  • Democrazia l’è morta

    Democrazia l’è morta

    democrazia notav

    Cerco di capacitarmi di quello che è successo ieri sera. Speravo che dormendoci sopra questa rabbia sarebbe passata. E’ stata colpa mia, come sempre. Avrei dovuto fumarmi la sigaretta della buonanotte, e poi andare a letto. In fondo la sveglia suona presto. Invece no. Guardo i social network, i quotidiani, le agenzie di stampa. Per vedere quello che era passato del nostro presidio. Di quello che era successo. (altro…)

  • Pigmeo

    Pigmeo

    Pigmeo è un romanzo dello scrittore statunitense Chuck Palahniuk pubblicato da Mondadori nel 2009.

    Informazioni su ‘Pigmeo’
    Titolo: Pigmeo
    Autore: Chuck Palahniuk
    ISBN: 9788804593843
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Mondadori Strade Blu
    Data di pubblicazione: 2010-09-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 238
    Goodreads
    Anobii

    pigmeoCome ogni romanzo di questo folle totale rompe qualsiasi schema e qualsiasi tecnica narrativa. Talmente scarno e freddo da sembrare un medico patologo, lo stile di Palahniuk (e della magistrale traduzione di Matteo Colombo) è sgrammaticato, visto che il protagonista è un tredicenne straniero proveniente da un paese a cui non si fa mai riferimento (un pò Cina Maoista, un pò Unione Sovietica Stalinista, un pò Germania Nazista), chiamato semplicemente Agente 67.

    Agente 67 viene mandato negli Stati Uniti insieme ad altri coetanei, tutti agenti terroristi infiltrati, in varie famiglie ospiti, che sognano di rendere questi poveri bambini nati e cresciuti sotto regimi totalitari, dei perfetti, liberi, cittadini americani.
    Non importa che questi bambini siano esperti di qualsiasi arte marziale, di pratiche sessuali, di letteratura e cultura americana; i genitori ospiti si ostinano a cercare di renderli migliori.

    Così si crea un contrasto perfetto tra l’assurdità della cultura americana e l’assurdità dei regimi totalitari, in un contrasto lungo tutte le pagine da cui nessuna delle due esce vincitrice.

    Pigmeo (o Agente 67) a differenza dei suoi “colleghi” ha una grossa differenza: è in grado ancora di farsi domande, di dubitare, di provare sentimenti. E sarà proprio questo a salvarlo. O a condannarlo.

    Citazioni da “Pigmeo”

    “Labirinto di centro di distribuzione a dettaglio è caos di oggetti in guerra competitiva, tutti migliorati, tutti dentro confezione di colori che brilla uguale di come fuoco. Spazio diviso con muri edificati con oggetti, tutti oggetti con colore a scopo cattura occhio. Tutti oggetti stampato con: AMA ME. GUARDA ME. Milioni di oggetti parla, implora. Incorona, consumatore americano con potere di re, cos^ che lui sceglie e dà casa, o abbandona qui finché scadenza”

    “Quel che mi rode è che la generazione di mia madre ha cominciato una rivoluzione per la parità dei diritti per poi finire a masturbarsi in cantina. Ma mi sa che lo stesso vale per la generazione di mio padre e Internet.”

    “Costretto risolve disputa utilizzando tradizionale rituale con lancio di unità monetaria verso il soffitto, permette a moneta di decide: testa o croce. In nazione capitalista, tutto deciso attraverso denaro”.