Autore: zorba

  • Recensione di Stoner di John Williams

    Recensione di Stoner di John Williams

    Recensione di Stoner di John Williams, romanzo pubblicato da Fazi nel 2016. La prima versione originale è del 1965.

    Informazioni su ‘Stoner’
    Titolo: Stoner
    Autore: John Williams
    ISBN: 9788893250627
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Fazi
    Data di pubblicazione: 2016-11-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 352
    Goodreads
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    StonerSe si dovesse scegliere di leggere un libro per la trama nessuno leggerebbe questo romanzo. William Stoner, il protagonista di questo romanzo di John Williams, è spaventosamente noioso. Una vita completamente piatta, non si è mai allontanato da casa per più di 40 chilometri, a quarant’anni ha sempre avuto lo stesso lavoro, è sposato con la stessa donna e non è felice del suo matrimonio, non condivide nulla con i suoi genitori.

    Ammettiamolo: le premesse sono orribili. Nessuno lo leggerebbe.

    E allora perché farlo? Perché quando si comincia a leggerlo non si capisce come ma diventa un romanzo di formazione fantastico: scorrevole, scritto bene, a suo modo avvincente. E credo che il talento di John Williams sia proprio qui: rendere avvincente la noia, descrivere una vita forse sprecata celebrandola e portandola ad esempio, a monito.

    Anche la trama, con i pochi elementi a disposizione per creare qualcosa di leggibile, è ben concepita; è scritto dannatamente bene, i personaggi sono caratterizzati e pieni ed è davvero un peccato girare l’ultima pagina di questo libro. E questa sensazione di perdita credo sia la recensione positiva migliore.

    Anche se la descrizione migliore di Stoner l’ho trovata nella postfazione del libro, scritta da Peter Cameron:

    “La verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria”.

    Citazioni di Stoner

    “La persona che amiamo da subito non è quella che amiamo per davvero e che l’amore non è una fine ma un processo attraverso il quale una persona tenta di conoscerne un’altra”.

    “È facile considerarsi per bene, quando non si ha alcun motivo per non esserlo”.

  • Citazioni di Don DeLillo: “Il gioco non cambia…

    Citazioni di Don DeLillo: “Il gioco non cambia…

    “Il gioco non cambia il modo in cui dormi o ti lavi la faccia o mangi. Ti cambia soltanto la vita.”

    Don DeLillo, Underworld

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  • Citazioni di Fabrizio De André: “Dio imbrogliò il primo uomo…

    Citazioni di Fabrizio De André: “Dio imbrogliò il primo uomo…

    “Dio imbrogliò il primo uomo, lo costrinse a viaggiare una vita da scemo. Nel giardino incantato lo costrinse a sognare, a ignorare che al mondo c’è il bene e c’è il male”

    Fabrizio De André, Un blasfemo

  • Recensione di Storie di donne straordinarie di Paolo Villaggio

    Recensione di Storie di donne straordinarie di Paolo Villaggio

    Storie di donne straordinarie è un libro di Paolo Villaggio pubblicato da Mondadori nel 2009.

    Informazioni su ‘Storie di donne straordinarie’
    Titolo: Storie di donne straordinarie
    Autore: Paolo Villaggio
    ISBN: 9788804586388
    Genere: Satira
    Casa Editrice: Mondadori
    Data di pubblicazione: 2009-04-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 198
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    Storie di donne straordinarieStorie di donne straordinarie prometteva davvero bene. Innanzitutto perché Paolo Villaggio oltre che a essere un attore e un comico che è entrato nella memoria collettiva del nostro paese è stato anche un pensatore lucido e atipico, criticando molto spesso il sistema capitalista e mettendone in scena una critica feroce, anche attraverso il suo personaggio più famoso: Ugo Fantozzi.

    Un secondo motivo è che è importante e fondamentale riscrivere la narrazione dei personaggi femminili della storia, che troppo spesso sono solo delle ombre degli uomini importanti che le hanno oscurate. Questo ovviamente non per demerito di questi personaggi, ma perché la storia la fanno i vincitori, e il patriarcato ha purtroppo sempre vinto negli ultimi duemila anni.

    Il risultato però è decisamente deludente. Forse è colpa delle aspettative troppo alte, ma mi è rimasto davvero poco delle donne citate e raccontate da Paolo Villaggio. Prometteva di essere un lungo viaggio attraverso la storia alla riscoperta delle figure femminili importanti: invece è stata soltanto un’occasione per fare umorismo e battute e creare situazioni divertenti che hanno almeno il pregio di non scadere (quasi) mai nel sessismo.

    Le donne presentate vanno da Eva (quella della mela) a Eva Braun, la compagna di Hitler, passando per mogli, sorelle, madri e parenti varie di personaggi storici come Mosè, San Francesco, Dante. Quasi come a dire che dietro ogni grande uomo c’è una grande donna. Però sempre dietro, e sempre lodate in qualche modo perché non mettono in ombra il loro uomo.

    Paolo Villaggio, uomo di sinistra, come molti intellettuali di sinistra non riesce a lavorare abbastanza sul suo sessismo.

  • Citazioni di Andrea De Carlo: “È che i ruoli…

    Citazioni di Andrea De Carlo: “È che i ruoli…

    “E’ che i ruoli sono più forti delle persone […]. Le persone si adeguano ai ruoli, non viceversa I poliziotti si comportano da poliziotti, in qualunque parte del mondo, e qualunque sia il loro carattere individuale se non ci sono abbastanza controlli diventano facilmente dei torturatori.”

    Andrea De Carlo, Tecniche di seduzione

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  • Recensione di Tavor&Vodka di Sebastiano Lazzeri

    Recensione di Tavor&Vodka di Sebastiano Lazzeri

    Tavor&Vodka è un romanzo di Sebastiano Lazzeri pubblicato da Astro Edizioni nel 2017.

    Informazioni su ‘Tavor&Vodka’
    Titolo: Tavor&Vodka
    Autore: Sebastiano Lazzeri
    ASIN: B0785HTV3K
    Genere: Pulp
    Casa Editrice: Astro Edizioni
    Data di pubblicazione: 2017-12-05
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 140
    Goodreads

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    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    Tavor&VodkaCiminiera è un galoppino della mafia che si muove nel nord Italia, a Fidenza in provincia di Parma. Depresso e psicolabile, prende molte pastiglie per sopravvivere in modo normale e per compiere il suo lavoro di delinquente al soldo di un uomo potente e corrotto chiamato l’Avvocato. Convive con una prostituta che tratta malissimo e che gli scodinzola dietro comunque e nonostante tutto. Nel suo delirio incontra la Morte con la “M” maiuscola, nei panni di una donna bellissima e sensuale, che gli chiede di recuperare un oggetto mistico e dai poteri misteriosi.

    Questo romanzo si rifà a modelli che mi piacciono molto: romanzi satirici, romanzi sugli zombie e romanzi pulp e noir, il tutto condito da una scrittura alla Bukowski, schietta, diretta e cruda.

    Le premesse erano ottime, il risultato meno.

    La scrittura alla Bukowski c’è, ma nel genio americano il delirio e la follia delle trame servono da spunto per analizzare la realtà con occhio critico e dandone una descrizione lucida e tagliente; tutto questo manca nella scrittura di Sebastiano Lazzeri. Inoltre la trama, almeno per buona parte del romanzo, ricorda proprio “Pulp” di Bukowski. Forse troppo.

    Del romanzo satirico ha alcuni tratti, ma non sono abbastanza delineati per essere davvero critica sociale.

    Del romanzo pulp e noir non riesce a rievocare le atmosfere cupe e crude.

    La parte zombie e post apocalittica è troppo breve e improvvisa per essere credibile.

    Credo che in questo romanzo il problema più grosso sia proprio la mancanza del patto tra autore e lettore di credere a quello che viene scritto. Manca la sospensione dell’incredulità, e questo determina tutta l’atmosfera in cui si svolge la narrazione.

  • Citazioni di Giancarlo De Cataldo: “Il gioco era infinitamente…

    Citazioni di Giancarlo De Cataldo: “Il gioco era infinitamente…

    “Il gioco era infinitamente più esaltante di ogni altra avventura. Gli era bastato spargere qualche allusione, una distratta battuta, un ammiccamento opportuno… e chi doveva capire aveva capito. Lui aveva i diari del Vecchio! Era il depositario della storia segreta della Repubblica! Poteva far saltare ministri, arrostire sulla graticola insospettabili uomini d’affari, provocare scandali inauditi. Poteva praticamente tutto. Aveva il potere. Era il potere”

    Giancarlo De Cataldo, Romanzo criminale

  • Citazioni di Erri De Luca: “La mia generazione…

    Citazioni di Erri De Luca: “La mia generazione…

    “La mia generazione si è battuta per l’innocenza degli anarchici accusati della strage alla Banca dell’Agricoltura a Milano il 12 Dicembre 1969. E vincemmo: gli anarchici furono scagionati. E perdemmo: nessun vero colpevole fu condannato.”

    Erri De Luca, La parola contraria

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  • Recensione di M. Il figlio del secolo di Antonio Scurati

    Recensione di M. Il figlio del secolo di Antonio Scurati

    Recensione di M. Il figlio del Secolo di Antonio Scurati, romanzo storico pubblicato da Bompiani nel 2018 e vincitore del Premio Strega 2019.

    Informazioni su ‘M. Il figlio del secolo’
    Titolo: M. Il figlio del secolo
    Autore: Antonio Scurati
    ISBN: 9788845298134
    Genere: Romanzo Storico
    Casa Editrice: Bompiani
    Data di pubblicazione: 2018-09-12
    Lingua: Italiano
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 841
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    M. Il figlio del secoloSolitamente prima dell’inizio di un romanzo c’è una pagina quasi bianca con una dicitura che dichiara “I fatti e i personaggi di questo romanzo sono frutto di fantasia…”, soprattutto se il contesto dove avviene la narrazione è reale, è un periodo storico conosciuto e un luogo che esiste davvero.

    Questo romanzo ha la stessa pagina quasi bianca, ma la dicitura è leggermente diversa.

    “Fatti e personaggi di questo romanzo documentario non sono frutto della fantasia dell’autore. Al contrario, ogni singolo accadimento, personaggio, dialogo e discorso qui narrato è storicamente documentato e/o autorevolmente testimoniato da più di una fonte. Detto ciò, resta pur vero che la storia è un’invenzione cui la realtà arreca i propri materiali. Non arbitraria, però”.

    Una grossa ambizione, quella di Antonio Scurati. Raccontare la salita al potere di Mussolini utilizzando soltanto le fonti, senza inventare nulla, cercando di dargli una suo omogeneità stilistica, dando spessore ai personaggi che spesso vengono appiattiti dalle mere testimonianze storiche.

    I fatti narrati cominciano il 23 Marzo 1919 e si concludono il 3 Gennaio 1925; è il periodo del fascismo come movimento, dalla sua fondazione fino al discorso di Mussolini in parlamento in cui si prende la responsabilità morale dell’omicidio di Giacomo Matteotti, l’evento che di fatto trasforma il fascismo in dittatura, in regime.

    Ogni giorno del romanzo riporta le fonti da cui ha avuto origine la scrittura, tutte fonti autorevoli come il Corriere della Sera o i documenti della pubblica amministrazione.

    Il rischio di realizzare un romanzo del genere sono la noia. È la creazione di personaggi da libro di storia che non riescono mai ad essere coinvolgenti. M. Il figlio del secolo riesce a superare questi limiti? In parte sì, e in parte no.

    Effettivamente il romanzo è molto lento, di difficile e lenta lettura (ci ho messo quasi un mese a leggerlo, e mi era capitato soltanto con A dance with dragons di George R.R. Martin, letto in inglese), ma i personaggi sono tutt’altro che didascalici. La scrittura è lenta, vero, ma anche molto precisa e appassionante, almeno per chi vorrebbe saperne di più su uno dei periodi più importanti e insabbiati della storia italiana.

    E una volta terminato il romanzo si ha la sensazione di volerne ancora, di voler sapere come si è potuto arrivare alla dittatura, cosa ha fatto il regime e come si è arrivati alla Seconda Guerra Mondiale e alla Guerra Civile che ha sconvolto l’Italia.

    Citazioni da M. Il figlio del secolo

    “Di nuovo si diserta la storia e ci si riduce alla cronaca”.

    “Si commette sempre l’errore di attendersi la catastrofe dall’avvenire, poi una mattina ci si sveglia con un senso di soffocamento che ci preme sul petto, ci si volta indietro e si scopre che la fine è alle nostre spalle, la piccola apocalisse è già avvenuta e noi non ce ne siamo nemmeno accorti”.

    “Tutta gente scossa nella propria fibra più intima da un desiderio incontenibile di sottomissione a un uomo forte e, al tempo stesso, di dominio sugli inermi. Sono pronti a baciare le scarpe di qualsiasi nuovo padrone purché venga dato anche a loro qualcuno da calpestare”.

    “Date lo splendore della violenza a questi cittadini di una imperscrutabile metropoli moderna, del suo buio denso e fitto, a questi uomini sopraffatti da un’esistenza che non capiscono, date un tracciante luminoso al loro sanguinoso desiderio di luce, date loro un destino e loro vi seguiranno”.

    “La violenza, vedete, ha questo di bello: che è veleno e, allo stesso tempo, antidoto. In essa, il male e il rimedio sono la medesima sostanza somministrata in dosi differenti”.

     

  • Citazioni di Juri Di Molfetta: “Il Teppa è uno che ha stracciato…

    Citazioni di Juri Di Molfetta: “Il Teppa è uno che ha stracciato…

    “Il Teppa è uno che ha stracciato con sdegno il libretto di istruzioni per stare al mondo e si è messo a montare a caso i pezzi della sua vita, senza curarsi di ciò che ne verrà fuori, perché la vita è il processo e non il risultato, perché il Teppa sa che quando hai finito di montare tutti i pezzi della scatola, qualsiasi cosa apparirà, sarà il giorno in cui saluterai il mondo, la fine del film, e solo un cretino vuole sapere la fine del film prima di guardarlo.”

    Juri Di Molfetta, Oggi tocca a me

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