Autore: zorba

  • 30 Luglio 1971

    Le Brigate Rosse compiono una rapina a mano armata a Pergine Valsugana.

    Dalla sentenza del 1° Aprile 1979 del Tribunale di Milano, I Corte d’assise:

    «Verso le 12.30, in Pergine Valsugana, due giovani armati di pistola e con il volto travisato da una calza di nylon nera entrano nella locale filiale della banca di Trento e Bolzano e asportano, sotto la minaccia delle armi, la somma di lire 9.431.846, parte custodita dal cassiere per le operazioni correnti, parte giacente nella cassaforte. Appena impossessatisi della somma, i rapinatori si allontanano velocemente a bordo di una Fiat 128 con altri due complici rimasti in attesa, l’uno all’esterno della porta di ingresso della banca, l’altro al volante di detta autovettura… Di questa rapina [verranno] incolpati Morlacchi Piero e la moglie Heide Ruth Peusch, Moretti Mario, e Taiss Giorgio»

    Al termine del processo, i colpevoli della rapina verranno assolti con formula dubitativa perché le dichiarazioni del brigatista pentito Marco Pisetta non saranno ritenute fonte di prova. Nel 1993 Moretti confermerà che quella rapina fu «la prima azione armata della mia vita».

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  • 19 Luglio 1971

    Viene diffuso il Comunicato in merito all’incendio dell’auto di Raffaele Artoni del 15 Luglio 1971. (altro…)

  • 15 Luglio 1971

    L’automobile di Raffaele Artoni dell’MSI viene distrutta a Milano dalle Brigate Rosse. (altro…)

  • 14 Luglio 1971

    Quasi in contemporanea assalto alle agenzie della Cassa di Risparmio di Scandiano e Bibbiano. (altro…)

  • 29 Maggio 1971

    Irruzione nell’agenzia del Banco di San Gimignano e San Prospero a Rubiera, attribuita alle Brigate Rosse.

    Vengono indicati come autori della rapina Renato Curcio, Alberto Franceschini, Fabrizio Pelli e Franco Troiano.

    Quattordici milioni di bottino.

    L’ebbrezza di acciuffare quattordici milioni in un paio di minuti – grazie a una pistola che ha il potere d’immobilizzare tutti, anche se è un ferro vecchio che forse non avrebbe nemmeno sparato – s’è mescolata al disagio per un’azione da criminali comuni commessa da gente come Franceschini e i suoi complici che mai sarebbe andata a rubare per fare la bella vita. Ma per sostenere la causa servono i soldi, e i soldi si prendono nelle banche. Per loro fortuna nessuno li ha bloccati, e così sono potuti tornare nell’ombra e nelle vesti dei militanti rivoluzionari, evitando di essere scambiati per dei banditi che vogliono arricchirsi senza lavorare.

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  • 28 Maggio 1971

    Le Brigate Rosse emettono un comunicato per respingere ogni responsabilità sugli attentati del 20 Maggio 1971 e del 25 Maggio 1971. (altro…)

  • 25 Maggio 1971

    Una bomba scoppia nello stabilimento «Necchi» di Pavia.
    Due chili di dinamite sono scoperti nella fabbrica «Rossari e Verzi» di Trecate, in provincia di Novara. (altro…)

  • 20 Maggio 1971

    Una bomba esplode a Rieti davanti al distretto militare. (altro…)

  • 25 Aprile 1971

    Alberto Franceschini, Renato Curcio e Mara Cagol partecipano alla Festa di Liberazione sulle montagne della Val di Sesia.

    Partecipano alla grande festa partigiana che si svolgeva ogni anno proprio sull’aia del casolare dove, durante la guerra di Liberazione, era insediato il comando della Brigata Garibaldi: un pranzo con 100- 150 persone, gli ex partigiani della Brigata Garibaldi comandata da Francesco Moranino.

    Su quelle montagne e in quel casolare si addestrano a sparare i brigatisti, il casolare era isolato ma abbastanza vicino a un paese, Borgosesia, dove erano tutti comunisti e i brigatisti godevano di una cintura di protezione, tanto che durante un’esercitazione con armi da fuoco, Mara Cagol ferì per sbaglio Franceschini e un compagno partigiano lo accompagnò presso il medico condotto del paese, il quale lo curò senza chiedere alcuna spiegazione.

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  • 23 Aprile 1971

    Le Brigate Rosse incendiano due auto a Milano. (altro…)