Categoria: Radici

Insieme delle recensioni dei libri che ho letto e che sono tuttora presenti nella mia libreria virtuale. Perch

  • Recensione di Camera n°15 di Giustina Gnasso

    Recensione di Camera n°15 di Giustina Gnasso

    Camera n°15 è un romanzo di Giustina Gnasso pubblicato da Libromania nel Novembre 2016.

    Informazioni su ‘Camera n°15’
    Titolo: Camera n°15
    Autore: Giustina Gnasso
    ISBN: 9788899797263
    Genere: Thriller
    Casa Editrice: Libromania
    Data di pubblicazione: 2016-11-29
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 116
    Goodreads
    Anobii
    Questo libro mi è stato inviato dall’autrice in cambio di una recensione onesta

    Camera n°15Marta è una ragazza che lavora in un piccolo albergo di Milano vicino alla Stazione Centrale. Un albergo noioso e ormai fatiscente, lontano dai fasti del passato. La noia scompare all’improvviso quando un giapponese di mezza età, Akira Watanabe, arriva all’albergo e viene trovato morto la mattina successiva. Una serie di eventi sempre più strani e inquietanti sconvolgeranno la vita di Marta e dei suoi colleghi.

    Camera n°15 è un romanzo molto snello e piacevole.

    La scrittura di Giustina Gnasso è fluida e curata; sono buone le descrizioni sia degli ambienti che dei protagonisti, sono credibili i dialoghi e anche la scelta dei personaggi è molto interessante (Hirokichi uno dei miei preferiti in assoluto). La narrazione segue una trama lineare e cronologica degli eventi che crea un senso di avvicinamento alle vicende e ai personaggi da parte del protagonista, ed è anch’essa credibile e con un suo senso.

    Il romanzo è a metà strada tra un thriller, un horror e un noir, senza mai appartenere per forza ad uno di questi tre generi. Le ambientazioni notturne di una Milano nebbiosa e quasi decadente sono davvero un’ottima cornice per la storia di Marta, del suo collega Marco e delle morti misteriose a cui vanno incontro i loro colleghi.

    Un libro perfetto? No, purtroppo no. E dispiace perché manca davvero poco.

    Manca di approfondimento… Approfondimento sulla storia di Angela, il personaggio esterno alla routine del piccolo albergo, che secondo me andava sviluppata molto di più; approfondimento sulla tradizione giapponese che giustifica di fatto la sospensione dell’incredulità all’interno del romanzo; approfondimento sulle storie passate dei due protagonisti, che invece vengono citate soltanto come dei piccoli flash…
    È che a questi personaggi ci si affeziona, ed è un peccato non conoscerli un po’ di più.

    Al di là delle integrazioni che mi sarebbero piaciute (e che rimangono un’opinione del tutto personale) credo che il romanzo di Giustina Gnasso sia un’ottimo romanzo; senza la pretesa di cambiare la vita al lettore ma con la certezza di fargli passare momenti di bella lettura.

    Abbastanza originale e con un finale non così scontato.

  • Recensione di La casa dalle radici insanguinate di Roberto Ciardiello

    Recensione di La casa dalle radici insanguinate di Roberto Ciardiello

    La casa dalle radici insanguinate è un romanzo di Roberto Ciardiello autopubblicato nell’Aprile 2017 e promosso da escrivere.com.

    Informazioni su ‘La casa dalle radici insanguinate’
    Titolo: La casa dalle radici insanguinate
    Autore: Roberto Ciardiello
    ISBN: 9781545430170
    Genere: Horror
    Casa Editrice: Self Publishing
    Data di pubblicazione: 2017-04-26
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 187
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    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    La casa dalle radici insanguinateCupo, Mago e Schizzo sono tre piccoli delinquenti che cercano di fare il colpo della vita, derubando un gioielliere e sua moglie nella loro villa. Credono di svoltare, credono di avere soldi facili. Invece trovano una bruttissima sorpresa ad aspettarli nella casa dalle radici insanguinate.

    Ho opinioni contrastanti su questo romanzo.

    Le opinioni negative sono riconducibili tutte alla trama: non tanto alla struttura narrativa che mi sembra invece ben pensata e complessa, con una struttura circolare in cui il prologo e la fine del romanzo quasi coincidono e con i continui flashbacks che ci permettono di conoscere meglio i personaggi del libro, quanto la vera e propria trama della narrazione. Un horror non molto originale, con pochi sviluppi, con rapporti causa / effetto non proprio centrati, con una storia di voodoo poco giustificata e poco credibile.

    E allora non mi è piaciuto?

    No, in effetti mi è piaciuto. Il romanzo è scritto bene, anzi, più che bene. Ci sono descrizioni che sfiorano la poesia, dettagli, ritmo, colore, azione; tutti gli elementi che permettono al romanzo di svolgersi in fretta e di leggerlo quasi tutto d’un fiato. Roberto Ciardiello è un narratore eccellente e credo che le opinioni contrastati derivino tutte da questa dicotomia: da una parte una scrittura eccelsa, dall’altra una trama banale e debole. Come se Stephen King scrivesse favole per bambini. Leggibili sicuramente, ma altrettanto certamente uno spreco.

    Una menzione particolare al lavoro svolto da escrivere.com, che non è una casa editrice ma una community per scrittori che offre recensioni, mappe del sapere e servizi editoriali. Innanzitutto sono stati loro ad inviarmi il testo da recensire (solitamente sono gli autori, un fatto che continua a farmi riflettere sul ruolo di una casa editrice), poi hanno fatto un ottimo lavoro di editing e correzione bozze; nel testo non c’è un refuso o un qualcosa fuori posto.

    Biografia di Roberto Ciardiello

    Roberto Ciardiello, romano, classe Ottanta, ha iniziato a scrivere qualche anno fa, partecipando a concorsi per racconti brevi, spesso di genere fantastico-horror. Classificandosi primo in varie occasioni, ha capito che forse avrebbe potuto dilettarsi nella stesura di qualcosa di più corposo. Nel 2016 pubblica “La vendetta nel vento” e nel 2017 “La casa dalle radici insanguinate“, entrambi tramite il servizio di Self Publishing di Amazon.

  • Recensione di L’estate della tua vita di Lucy Morton

    Recensione di L’estate della tua vita di Lucy Morton

    L’estate della tua vita è un romanzo di Lucy Morton tradotto da Silvia Cipriani distribuito da Babelcube su Amazon nel 2017.

    Informazioni su ‘L’estate della tua vita’
    Titolo: L’estate della tua vita
    Autore: Lucy Morton
    ASIN: B071RFTSLG
    Genere: Romanzo Rosa
    Casa Editrice: Babelcube
    Data di pubblicazione: 2017-04-20
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 95
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    Questo libro mi è stato inviato dalla traduttrice in cambio di una recensione onesta

    L'estate della tua vitaL’estate della tua vita è un romanzo rosa, un genere di romanzo che non mi è propriamente congeniale e che molto probabilmente non riesco a capire. Mi è stato inviato dalla traduttrice Silvia Cipriani, che l’ha tradotto nella sua versione italiana.

    Kate è una ragazza newyorkese che sta per sposarsi con il suo principe azzurro. Solo che sull’altare, al momento del fatidico “sì”, la abbandona per il suo migliore amico, con cui ha una relazione da anni.
    Stuart è un attore di pubblicità, che per qualche motivo che non conosciamo, vive una vita all’insegna del sesso occasionale e dell’ubriachezza molesta nei peggiori bar della Grande Mela.
    Kate vola sull’isola di Icaria, in Grecia, con i biglietti della luna di Miele.
    Anche Stuart vola sull’isola di Icaria.
    I due si incontrano e si odiano a prima vista sull’aereo. Poi atterrano, e scoprono di essere entrambi residenti di Villa Dimitri. Come andrà a finire?

    La struttura del romanzo è un alternarsi tra i due punti di vista dei protagonisti in un lasso di tempo di qualche settimana. È ambientato tra New York e l’Isola di Icaria, anche se le descrizioni dei luoghi lasciano molto (troppo) spazio all’immaginario collettivo più che alle indicazioni dell’autrice.

    A me il romanzo non è piaciuto per due ragioni: la prima è una trama troppo scontata, già vista. Si spera sempre che la situazione non si evolva come immaginiamo, e invece purtroppo è esattamente così.
    La seconda è il sessismo che pervade il personaggio femminile: aleggia sempre sopra di lei la minaccia di rimanere sola, di restare zitella, di non riuscire a sposarsi come se questo fosse l’obiettivo della vita di ogni donna. E non credo basti inserire un “Vademecum della perfetta femminista” (ad opera di un uomo, peraltro) per cambiare le cose.

    Sui commenti di Amazon ho letto una recensione da 5 stelle giustificate dal fatto che questo romanzo ricordava i romanzi Harmony. Io devo essere sincero: non li ho mai letti. Nessuno di loro è mai stato in lizza per il Nobel.

    Nota positiva la traduzione: il testo scorre bene, è veloce e ottimamente scritto; non conosco il testo originale, ma il lavoro di Silvia Cipriani è stato ottimo. Speriamo che traduca romanzi più interessanti in futuro, sarei felice di recensirli.

  • Recensione de Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood

    Recensione de Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood

    Il racconto dell’ancella è un romanzo distopico di Margaret Atwood pubbblicato da McClelland & Stewart nel 1985 (con il titolo originale “The handmaid’s tale“) e in Italia da Mondadori nel 1988.

    Informazioni su ‘Il racconto dell’ancella’
    Titolo: Il racconto dell’ancella
    Autore: Margaret Atwood
    ISBN: 9788850211326
    Genere: Distopico
    Casa Editrice: Teadue
    Data di pubblicazione: 2007-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 329
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    Il racconto dell'ancellaIl racconto dell’ancella è ambientato un mondo distopico governato da un totalitarismo religioso basato sul vecchio testamento, in cui il potere viene preso da una setta chiamata Galaad attraverso un colpo di stato militare.

    Questa forma di governo ha come caratteristica principale quella della sottomissione della donna a scopi riproduttivi, caratteristica dovuta al grave deficit delle nascite causato dall’emancipazione della donna e dall’inquinamento ambientale e chimico, oltre a malattie diffuse dagli stessi governi che causano la sterilità nell’ambito della guerra batteriologica.

    “Rachele, vedendo che non le era concesso di procreare figli a Giacobbe, divenne gelosa della sorella e disse a Giacobbe: «Dammi dei figli, se no io muoio!».
    Giacobbe s’irritò contro Rachele e disse: «Tengo forse io il posto di Dio, il quale ti ha negato il frutto del grembo?».
    Allora essa rispose: «Ecco la mia serva Bila: unisciti a lei, così che partorisca sulle mie ginocchia e abbia anch’io una mia prole per mezzo di lei».
    Così essa gli diede in moglie la propria schiava Bila e Giacobbe si unì a lei.”

    Partendo da questa citazione biblica infatti i Comandanti, al più alto grado del potere di Galaad, giustificano la poligamia a scopi riproduttivi che diventa il perno centrale della vita del regime.

    Protagonista della vicenda è Difred, un’ancella, il cui ruolo principale era quello di procreare la discendenza di questa società in forte deficit demografico. Erano un gruppo di donne che aveva già dato prova di fertilità avendo già partorito uno o più figli sani sia durante il regime di Galaad che prima della loro ascesa al potere. Il nome della protagonista non è quello vero, infatti le ancelle prendevano patronimico del “Comandante”, ovvero il funzionario di Galaad di alto grado, a cui venivano assegnate.

    Tutto il romanzo è narrato in prima persona dalla stessa Difred, che ci racconta il suo essere una donna fertile in un mondo fortemente patriarcale (alle donne era proibito persino leggere e scrivere), un mondo fatto di sottomissione e ingiustizia che porta a galla temi cari al femminismo del tempo ma ancora molto attuali (nei movimenti dell’epoca erano diffusissime le frasi “Nolite te bastardes carborundorum” e “Ci sono domande?“, entrambe frasi presenti in questo romanzo).

    Il romanzo, pur essendo abbastanza lento nella narrazione, è scritto molto bene e in modo molto scorrevole. La società creata da Margaret Atwood è perfettamente credibile, soprattutto alla luce di una anche minima conoscenza dei problemi del sessismo che hanno attraversato la società occidentale negli ultimi quarant’anni e ai quali molto spesso non siamo stati in grado di dare risposte e soluzioni.
    Unica pecca forse quella di non aver approfondito molto la costruzione vera e propria della società di Galaad, nemmeno attraverso l’espediente narrativo del prologo, ambientato in una conferenza di duecento anni dopo in cui si parla proprio della testimonianza de “Il racconto dell’ancella”.

    Citazioni da “Il racconto dell’ancella”

    “Fraternizzare significa comportarsi da fratelli. Me l’ha detto Luke. Diceva che non c’era una parola equivalente che significasse comportarsi da sorelle. Avrebbe dovuto essere sororizzare, diceva lui”.

    “Nulla muta istantaneamente: in una vasca da bagno che si riscaldi gradatamente moriresti bollito senza nemmeno accorgertene. C’erano notizie sui giornali, certi giornali, cadaveri dentro rogge o nei boschi, percossi a morte o mutilati, manomessi, così si diceva, ma si trattava di altre donne, e gli uomini che commettevano simili cose erano altri uomini. Non erano gli uomini che conoscevamo. Le storie dei giornali erano come sogni per noi, brutti sogni sognati da altri. Che cose orribili, dicevamo, e lo erano, ma erano orribili senza essere credibili. Erano troppo melodrammatiche, avevamo una dimensione che non era la dimensione della nostra vita. Noi eravamo la gente di cui non si parlava sui giornali. Vivevamo nei vuoti spazi bianchi ai margini dei fogli, e questo ci dava più libertà. Vivevamo negli interstizi tra le storie altrui”.

    “Qualunque cosa sia, aiutami a superarla, per favore. Ma forse questa non è opera Tua; non credo nemmeno per un secondo che quello che vedo qui sia frutto della Tua volontà. Ho abbastanza pane quotidiano, quindi non perderò tempo a parlarne. Il problema è mandarlo giù senza soffocare. Ora veniamo alla remissione dei peccati. Non importa che mi perdoni subito, ci sono cose più importanti. Per esempio, mantieni gli altri al sicuro, se sono al sicuro. Non farli soffrire troppo. Se devono morire, che sia una morte rapida. Potresti anche offrire loro un Paradiso. Per il Paradiso abbiamo bisogno di te. L’Inferno ce lo possiamo fare da soli”.

    “È davvero stupefacente constatare a quante cose ci si può abituare, se c’è un compenso”.

  • Recensione de Il redento di Tommaso Adiletta

    Recensione de Il redento di Tommaso Adiletta

    Il redento è un romanzo di Tommaso Adiletta pubblicato da Augh! Edizioni nel 2017.

    Informazioni su ‘Il redento’
    Titolo: Il redento
    Autore: Tommaso Adiletta
    ISBN: 9788893430944
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Augh! Edizioni
    Data di pubblicazione: 2017-01-23
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 112
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    Questo libro mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    Il redentoIl redento è una sorta di thriller che si svolge a Faro in Campania, paese probabilmente inventato dall’autore, negli ambienti delle sette sataniche.

    Protagonista della vicenda (almeno nella prima parte del romanzo) è Angelo, un ragazzo intelligente e dinamico che entra sempre più in depressione per la sua poca autostima e per il bullismo a cui è sottoposto da alcuni compagni di scuola. Nemmeno il suo confessore Padre Gabriele sembra risollevarlo dalla tristezza per una vita che lo attacca sempre di più e sempre più forte; finché conosce Carmen, una bellissima ragazza sua coetanea che lo introduce in una setta satanica, i Figli di Satana, dove scopre di essere dotato di poteri psichici e scala presto l’organigramma della setta fino ai più altri gradi.

    Nel frattempo Padre Gabriele e il commissario Iacono indagano su alcuni omicidi efferati e brutali che scopriremo presto essere opera proprio della setta a cui si è legato Angelo.

    Il romanzo non mi è piaciuto, più che altro per gli argomenti trattati, per un punto di vista troppo diverso dal mio e per una vicenda che mi sembra solo abbozzata e poco costruita.
    Provo a spiegarmi meglio: Tommaso Adiletta scrive bene e in maniera corretta, il romanzo si legge velocemente e in modo molto scorrevole, ma mi è mancato del tutto un coinvolgimento emotivo sia nella narrazione che con i personaggi.

    Innanzitutto credo sia dovuto alla radicata fede cattolica dell’autore, che emerge prepotentemente nella critica alle sette sataniche e all’esaltazione dell’eroe del bene della vicenda: Padre Gabriele. Prima lo troviamo come un prete di una frazione del paese di Faro, che non è in grado di capire che il suo parrocchiano Angelo è talmente depresso da legarsi ad una setta satanica in brevissimo tempo, mentr dopo poche pagine diventa il più grande esorcista di tutti i tempi, e riesce a compiere esorcismi complicatissimi liberare alcuni personaggi dai demoni e “riportarli sulla retta via”.

    Anche il tema della demonologia (di cui io comunque non conosco praticamente nulla, intendiamoci) viene affrontato in maniera molto superficiale: forse andava approfondito, andava spiegato tramite espedienti letterari in modo da coinvolgere nell’atmosfera della narrazione il lettore. Per fare un esempio Il pendolo di Focaulti di Umberto Eco tratta argomenti vagamente simili (esoterismo, sette, adorazione del maligno), ma all’interno della narrazione ci sono lunghe digressioni sui vari tipi di esoterismo, sui riti, sulle credenze dei protagonisti del romanzo.

    È vero che scrivere e descrivere come Umberto Eco è quasi impossibile, ma un tentativo in quella direzione andava fatto: avrebbe aiutato a calare il lettore nelle atmosfere cupe e demoniache di cui doveva essere pregno il romanzo.

    Anche questo è un dettagli importante: gli ambienti sono descritti poco e non aiutano il lettore a calarsi appieno nella vicenda.

    Anche i personaggi cambiano in maniera troppo radicale, non si evolvono; e se è vero che questo può essere imputato a eventi all’interno della narrazione (di cui non spoilero nulla), a me è sembrato che li rendesse soltanto poco credibili.

    L’autore, Tommaso Adiletta

    Tommaso Adiletta è nato a Nola (NA) e vive a Sarno. Studia Giurisprudenza all’Università degli Studi di Salerno. Il Redento nasce dalla sua passione per la demonologia ed è il suo primo romanzo pubblicato.

  • Recensione di La verità sul caso Harry Quebert di Joël Dicker

    Recensione di La verità sul caso Harry Quebert di Joël Dicker

    La verità sul caso Harry Quebert è un romanzo di Joël Dicker pubblicato da Bompiani nel 2013.

    Informazioni su ‘La verità sul caso Harry Quebert’
    Titolo: La verità sul caso Harry Quebert
    Autore: Joël Dicker
    ISBN: 9788845273285
    Genere: Mistero
    Casa Editrice: Bompiani
    Data di pubblicazione: 2013-05-22
    Lingua: Italiano
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 779
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    La verità sul caso Harry QuebertMarcus Goldman è uno scrittore che ha fatto il grande salto nel successo con il suo primo libro. Sotto contratto per altri 4 romanzi trova molte difficoltà nel cominciare a scrivere il secondo; sempre più vicino alla scadenza della consegna sale il panico e da New York decide di andare a rifugiarsi ad Aurora, nel New Hampshire, dove vive il suo mentore Harry Quebert, scrittore di fama mondiale e suo professore all’università.

    Mentre Marcus cerca di affrontare il suo blocco dello scrittore, nel giardino della casa di Harry Quebert viene scoperto il cadavere di Nora Kellergan, una ragazzina di 15 anni scomparsa nel 1975, sepolta insieme al manoscritto originale de “L’origine del male“, il romanzo più famoso di Quebert. Si scopre che lui e la ragazzina avevano avuto una relazione, e lo scrittore sembra essere il colpevole perfetto.

    Distrutto dall’opinione pubblica, l’unica speranza di Harry Quebert è il libro inchiesta che il suo pupillo Marcus Goldman comincia a scrivere sulle vicende di molti anni prima legate a Nora Kellergan e al piccolo paese di Aurora.

    Il romanzo non è sicuramente uno dei libri che ti cambia la vita, ma lo stile di scrittura di Joël Dicker è molto scorrevole e la trama è molto ben costruita: ci si mangia le pagine una dopo l’altra, cercando il colpevole insieme al protagonista. Le cose sono sempre più complicate che a una prima occhiata, i personaggi vengono ben approfonditi e tutte le persone legate alla scomparsa di Nora Kellergan sono molto diverse da come appaiono.

    Interessante anche lo stratagemma narrativo di numerare i capitoli al contrario, stratagemma che si comprende soltanto appena prima del finale.

    Tutti gli elementi che possono aiutare a risolvere il mistero, dispersi all’inizio della storia, si riuniscono piano piano fino a completare il puzzle, e in fondo è quello che si chiede ad un romanzo di questo tipo.

  • Recensione di Il sentiero delle luci di Giampiero Calabrò

    Recensione di Il sentiero delle luci di Giampiero Calabrò

    Il sentiero delle luci è un romanzo di Giampiero Calabrò pubblicato da Lettere Animate nel 2017.

    Informazioni su ‘Il sentiero delle luci’
    Titolo: Il sentiero delle luci
    Autore: Giampiero Calabrò
    ISBN: 9788871120423
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Lettere Animate
    Data di pubblicazione: 2017-03-08
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 113
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    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    Il sentiero delle luciMatteo è un ragazzo di venticinque anni che vive una vita totalmente passiva a Milazzo. Ha abbandonato l’università, si sveglia tardi la mattina e passa le sue giornate ad osservare la gente passare per la strada immaginandosi le loro vite. Un capodanno vede alla televisione i festeggiamenti in una piazza a Madrid e ha la sensazione di trovare tra la folla una persona completamente uguale a lui, persino con gli stessi vestiti. Decide allora di partire per Madrid alla ricerca del suo strano sosia, cominciando un viaggio alla ricerca di sé stesso.

    La trama del romanzo è interessante, con continui cambi di paesaggio in una sorta di ricerca che muove su due binari: uno esterno, prima attraverso Spagna, Olanda, Stati Uniti e Italia; uno interno, passando da una vita da spettatore a una vita da protagonista. Quello che non mi è piaciuto è lo scivolare nel paranormale, con gli strani poteri del protagonista.

    La scrittura non è ottimale, molto spesso la narrazione è troppo veloce e poco approfondita, i dialoghi sono a volte poco credibili e i personaggi secondari cambiano troppo bruscamente rispetto alle situazioni che vivono.
    Il romanzo andava forse approfondito in modo da coinvolgere di più il lettore all’interno della vicenda, andavano descritti di più i luoghi e i rapporti interpersonali, visto che di fatto sono quelli a stimolare il cambiamento di Matteo.

  • Recensione di Orange is the new black di Piper Kerman

    Recensione di Orange is the new black di Piper Kerman

    “Orange is the new black. Da Manhattan al carcere: il mio anno dietro le sbarre” è un racconto biografico di Piper Kerman pubblicato da Rizzoli il 6 Aprile 2010, dal quale è stata tratta l’omonima serie televisiva di Netflix.

    Informazioni su ‘Orange is the new black’
    Titolo: Orange is the new black
    Autrice: Piper Kerman
    ISBN: 9788817072694
    Genere: Autobiografico
    Casa Editrice: Rizzoli
    Data di pubblicazione: 2010-04-06
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 427
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    Orange is the new blackEbbene sì, ho cominciato questo libro per la serie tv. Come tanti, del resto. Come forse tutti, almeno in Italia. Perché la spumeggiante serie televisiva è proprio ben costruita (almeno le prime serie, poi comincia un po’ a perdere di senso e intensità) e incuriosisce sul mondo carcerario statunitense.

    E sì, anche io, come quasi tutti quelli che hanno letto il libro di Piper Kerman, ritengo che la serie prodotta da Netflix sia decisamente più appassionante, divertente e piacevole.

    Ho letto molti commenti negativi su quest’opera. Tutti più o meno si riassumono con l’indignazione da parte del lettore per le promesse mancate: “Dannazione, questo libro non è minimamente all’altezza della serie televisiva!”.

    Io sono d’accordo, intendiamoci. Il libro scorre lento, non tanto per la scrittura della Kerman che comunque ho trovato piacevole e dettagliata, quanto più per la noia delle vicende raccontate. E sapete una cosa? Credo fosse così che doveva essere. Perché una serie televisiva è una serie televisiva, questo è il racconto di una storia vera, di una donna che passa un anno della sua vita in un carcere femminile. E non che ci avesse promesso dell’altro la nostra cara Piper. “Da Manhattan al carcere: il mio anno dietro le sbarre” era il sottotitolo della traduzione italiana. Ora: chi si aspettava qualcosa di diverso si aspettava qualcosa di sbagliato.

    La vita carceraria non è avvincente come le serie televisive, fatta di drammi, episodi divertenti e sesso lesbo. La vita carceraria è fatta di soprusi, di dimostrazioni di potere, di molestie sessuali. E di noia, soprattutto, in attesa che il tempo passi.

    Nessuno tra i lettori italiani si è chiesto come mai in America questo libro abbia avuto così successo e fatto così scalpore. O meglio: “mi chiedo come abbia fatto questo libro a fare così scalpore”, indica che la domanda è stata fatta, ma probabilmente era troppo difficile o complicato cercare di darsi una risposta.

    Io credo che la risposta sia che Piper Kerman è una buona osservatrice, e descrive bene le dinamiche di potere del sistema carcerario statunitense, fatto di razzismo, potere e repressione. E pare che per i borghesi bianchi protestanti americani (WASP) questa fosse una novità. Chiediamocelo anche noi, magari. Se le carceri servono, qual’è il loro scopo, se riescono nel loro intento e nei loro obiettivi.

    Forse mirava a questo il libro della Piper, non a divertire raccontando episodi surreali o assurdi. E se questo era il suo obiettivo, per conto mio ci è riuscita.

    Resta un libro pesante e lento. Ma se siete curiosi di capire qualcosa di più sul perché la popolazione carceraria americana si è decuplicata negli ultimi trent’anni, forse è il caso di arrivare alla fine del libro. Magari dimenticando la serie tv di Netflix.

  • Recensione di Tredici di Jay Asher

    Recensione di Tredici di Jay Asher

    Tredici è un romanzo di Jay Asher pubblicato da Mondadori nel 2013, dal quale è stata estratta la serie televisiva di Netflix “13 reasons why”.

    Informazioni su ‘Tredici’
    Titolo: Tredici
    Autore: Jay Asher
    ISBN: 9788804626114
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Mondadori
    Data di pubblicazione: 29 Gennaio 2013
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 247
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    trediciHo cominciato a leggere questo romanzo per la serie televisiva di Netflix “13 reasons why”, che era veramente ben costruita e dai contenuti decisamente interessati, che ha suscitato polemiche a non finire in questi ultimi giorni.

    Hannah Baker è una ragazza come tante in un liceo statunitense; decide di suicidarsi dopo anni di slut shaming, molestie e bullismo e lascia 13 lati registrati su audiocassette (7 audiocassette, con l’ultima registrata solo su un lato) che elencano le ragioni del suo suicidio.

    Devo dire che l’idea di Jay Asher è interessante: il libro è ben costruito, si alterna la voce di Hannah con quella di Clay, il protagonista innamorato della ragazza suicida, è arricchito da flashbacks che spiegano questa storia che via via rende la narrazione sempre più torbida e ci risulta sempre più chiaro e condivisibile il motivo per cui la ragazza ha deciso di togliersi la vita.

    Jay Asher scrive bene, anche se dal mio punto di vista la sua pecca è che è scritto per rivolgersi ad un pubblico adolescente… Pecca soltanto per me e per i lettori della mia età, probabilmente, visto che il genere di questo romanzo è un teen drama e quindi il suo target sono proprio gli adolescenti.

    Nel complesso una lettura piacevole, con un’unico limite: la serie televisiva di Netflix è una spanna sopra, forse proprio perché rivolta ad un pubblico a cui sono più affine. La serie è più approfondita, meglio costruita, varia anche leggermente la narrazione in modo da rendere più credibile la vicenda e i motivi del suicidio di Hannah.

    Nonostante tutte le polemiche (istigazione al suicidio, irrealtà di alcuni personaggi) trovo che la serie tv e questo romanzo abbiano avuto il grande pregio di portare all’attenzione del grande pubblico temi come il bullismo, le molestie e lo slut-shaming, temi che troppo spesso ci appaiono lontani e che non ci riguardano: nella vicenda di Hannah e Clay invece impariamo che tutti questi comportamenti sono o sono stati molto vicini alla nostra realtà; e che spesso ne siamo stati noi gli autori.

  • Recensione de Il passo in più di Francesco Pierucci

    Recensione de Il passo in più di Francesco Pierucci

    Il passo in più è un romanzo di Francesco Pierucci pubblicato da Nulla Die Edizioni nel 2017.

    Informazioni su ‘Il passo in più’
    Titolo: Il passo in più
    Autore: Francesco Pierucci
    ISBN: 9788869150913
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: NullaDie Edizioni
    Data di pubblicazione: 2017-04-01
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 219
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    Anobii
    Questo libro mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    Il passo in piùIl protagonista di questo libro è uno scrittore di successo che riesce a scrivere e a pubblicare un bestseller con il suo primo romanzo, e poi non riesce più a scrivere nulla. Per quanto ci provi passano i mesi e nessun capolavoro prende più vita dai tasti della sua macchina da scrivere. Per recuperare l’ispirazione si lancia in un viaggio on the road attraverso un paesaggio che potrebbe essere americano ma che non viene specificato dall’autore. Il lungo viaggio lo porta a incontrare strani personaggi che gli permettono di stendere alcune brevi bozze di romanzi, inseriti all’interno della narrazione.

    L’autore scrive bene e in maniera corretta, ma tutto il romanzo mi è sembrato molto affrettato e poco approfondito: si parla del best seller pubblicato ma non si parla di quello che l’autore vive in quel momento, tutto il viaggio un the road dovrebbe essere un viaggio tributo ai miti cinematografici e letterari a stelle strisce e invece sembra soltanto un esercizio di stile (peraltro appena sufficiente, perché poco approfondito), mentre la trama sembra una veloce discesa da percorrere per arrivare alla fine del libro.

    Gli assurdi personaggi incontrati lungo il percorso sono divertenti, ma non cambiano di una virgola la mentalità del protagonista.

    L’idea di fondo non è male, e Francesco Pierucci avrebbe potuto anche creare un bel romanzo: però avrebbe dovuto realizzare un pesante lavoro di editing sul testo per approfondire tutte le vicende che coinvolgono il protagonista.

    Anche gli intermezzi nella narrazione in cui lo scrittore stende le sue bozze di romanzo sono solo bozze delle bozze, mentre avrebbero potuto essere un piacevole intermezzo.

    Un romanzo di formazione dovrebbe far crescere il protagonista e cambiarlo attraverso la narrazione: il protagonista senza nome di questa storia lo conosciamo in due dimensioni e lo lasciamo con la stessa profondità.