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  • La rabbia

    La rabbia

    La rabbia è una raccolta di graphic novel di alcuni fumettisti italiani che hanno condiviso l’esperienza del laboratorio Crack! a Roma, pubblicato da Einaudi Stile Libero Extra nel 2016.

    Informazioni su ”La rabbia
    Titolo: La rabbia
    Autore: Vari
    ISBN: 9788806230937
    Genere: Graphic Novel
    Casa Editrice: Einaudi Stile Libero Extra
    Data di pubblicazione: 2016-10-11
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 344
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    la rabbiaLa rabbia è un libro collettivo, composto da fumettisti che hanno condiviso l’esperienza del laboratorio Crack! a Roma, nella fortezza occupata del Forte Prenestino. Un’esperienza importante, perché è diventato uno degli spazi principali dove i fumettisti underground possono incontrarsi e farsi conoscere e imparare il valore dell’autoproduzione.

    Hordak 128

    Storia e disegni di Ratigher
    Soggetto di Alberta Ernesta

    Hordak 128 è una storia surreale, tra un artista di fama mondiale che non ha mai fatto vedere il suo volto e Oddone, un ragazzo un po’ fascista ma omosessuale che chiama i numeri per pompini trovati sulla metropolitana.
    Tratto semplice e minimale, per una storia talmente assurda da poter essere vera.

    \’krash\

    di Bambi Kramer

    In questo lavoro di Bambi Kramer si parte dalle sevizie da parte della polizia alla Diaz e a Bolzaneto durante il G8 di Genova per passare alla sindrome da schiacciamento di cui sembra essere affetta la nostra generazione. Un parallelo interessante, illustrato da disegni incredibili e complessi, realizzati a partire da un disegno ininterrotto di 10 metri lineari.

    Almeno un’ora in più

    Storia: Annalisa Trapani e Laura Nomisake
    Dialoghi: Annalisa Trapani
    Disegni: Laura Nomisake

    La storia di Laura Nomisake è una storia come tante: Silvia deve partire per le ferie, ma il suo capo la chiama per costringerla a finire un lavoro, facendole saltare le ferie. Forse non una storia originale, ma resta comunque una buona critica al capitalismo selvaggio che viviamo, unito al precariato e ai ricatti lavorativi degli ultimi vent’anni di storia sociale.

    Torrespaccata

    Storia: Giusy Noce
    Disegni: Vincenzo Filosa

    Anche questa storia è disegnata in maniera semplice, ma con attenzione ai particolari delle ambientazioni. Parla di un uomo che parla poco, che gira Roma e incontra persone. Le ascolta. Nessuno ascolta lui, e lui ha smesso di parlare. Ogni giorno. Tutti i giorni.

    Ballate in ritardo

    di Sonno

    Il fumetto di Sonno non è una storia vera e propria, sono una serie di vignette che non hanno nient’altro a collegarle se non il tema della raccolta, la rabbia. Tratto minimale e quasi poesia. Interessante, ma è forse l’autrice meno interessante della raccolta.

    Così passi dalla parte del torto

    di Zerocalcare

    Zerocalcare ci propone il suo tema sulla rabbia. Lo fa con il tratto che lo contraddistingue, con lui e l’amico armadillo come protagonisti. E ci parla della rabbia e della violenza nel suo vissuto, da quando era bambino fino agli scontri con fascisti o automobilisti di Roma. Lo fa con la sua solita ironia, con i personaggi dei cartoni animati degli anni ottanta e la sua incredibile capacità di far riflettere attraverso gli archetipi di un’intera generazione.

    Oggetti smarriti

    Storia: Federico Primosig e Simone Tso
    Dialoghi: Federico Primosig
    Disegni: Simone Tso

    Una storia ambientata tra Roma e Stoccolma, un veloce affresco della gioventù romana che emigra all’estero e poi torna ai luoghi che l’hanno cresciuta, come il laboratorio Crash! che ha fatto da humus a questa raccolta, attraverso un tratto pulito e curato.

    L’attesa

    di Hurricane

    Una storia distopica che ha al centro, come molti lavori della raccolta, il mondo del lavoro “giovanile”. Disegni allucinanti e allucinati per quella che è una delle migliori storie della raccolta.

  • Mardjan

    Mardjan

    Mardjan è un romanzo di Riccardo De Torrebruna pubblicato da Ensemble Edizioni nel 2016.

    Informazioni su ”Mardjan
    Titolo: Mardjan
    Autore: Riccardo De Torrebruna
    ISBN: 9788868811297
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Ensemble
    Data di pubblicazione: 2016-06-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 616
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    Questo romanzo mi è stato inviato gratuitamente dalla casa editrice per una recensione onesta.

    MardjanQuando mi è stato proposto di leggere questo romanzo ho accettato molto volentieri, perché avevo già letto di questo autore, sempre pubblicato da Ensemble, il romanzo Blood & Breakfast, che nonostante non fosse una storia illuminante, era stato molto piacevole e scritto bene.

    Ho cominciato questo romanzo con la certezza che sarebbe stata una storia piacevole e scritta bene.

    Procedendo nella lettura ho invece scoperto che Mardjan è molto di più che una storia piacevole.

    Dominic è un attore e regista un po’ visionario ma non molto conosciuto, molto amico di Gabriel, regista invece affermato. Vorrebbero mettere in scena una vecchia sceneggiatura di Dominic, “Mardjan”, ma Gabriel muore prima di cominciare anche solo a parlarne.

    Dominic allora decide di girare il film come tributo all’amico, per la maggior parte in Africa, senza sapere che diventerà il protagonista di un giallo fatto di lunghi tramonti, di povertà, di riscatto, di denaro e di potere.

    Il romanzo è scritto molto bene e in maniera incalzante e piacevole. Ci sono alcuni accorgimenti narrativi interessanti, e l’attenzione non scema mai.

    L’ambientazione esotica risulta molto credibile, vengono affrontati temi importanti come il razzismo, il sessismo, il potere, la ricerca del denaro senza alcuno scrupolo, la prostituzione minorile, e nonostante l’autore li sfiori appena con una veloce descrizione o con una breve scena, non risulta mai superficiale o banale.

    I personaggi sono molto ben caratterizzati, e sono molto reali, fatti di luce e di ombre, di peculiarità che ben li differenziano l’uno dall’altro.

    La storia è abbastanza originale e non scontata, le descrizioni sono ben fatte e il tono utilizzato dall’autore non ha mai cadute di stile.

    Il romanzo può essere acquistato sul sito internet di Ensemble.

    Citazioni da “Mardjan”

    “É una legge scritta da qualche parte: un ideale, una protesta, per sacrosanta che sia, non raggiunge mai lo stesso quoziente di rancore che anima quelli chiamati a fronteggiarla e che obbediscono di mestiere. É un ideale che si organizza e si dà gli strumenti del terrorismo non può scendere in strada a gridare la propria rabbia; per far questo, occorre una dose d’innocenza”

  • Baby Boomers

    Baby Boomers

    Baby Boomers – Siamo la goccia che diventa mare è un romanzo di Mario Pacchiarotti, autopubblicato nel 2016.

    Informazioni su ‘Baby Boomers – Siamo la goccia che diventa mare’
    Titolo: Baby Boomers – Siamo la goccia che diventa mare
    Autore: Mario Pacchiarotti
    ISBN: 9781533050328
    Genere: Distopico
    Casa Editrice: Self-Publishing
    Data di pubblicazione: 2016-06-18
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 268
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    Baby BoomersBaby Boomers è uno strano romanzo distopico di un autore che si è autopubblicato, Mario Pacchiarotti. Continuo a ritenere incredibile che delle case editrici si lascino scappare queste storie, che meriterebbero di essere pubblicate e diffuse in un mercato molto più ampio di quello che può essere garantito dal self-publishing.

    Siamo nell’Italia nel 2031, al governo ormai da diverse legislature c’è “La Fratellanza” un partito che ha creato il vuoto politico intorno a sé attraverso l’approvazione di leggi inique, come una legge elettorale con un premio di maggioranza enorme e quella che priva del diritto di voto gli ultra-ottantenni.

    La generazione dei settantenni, quella nata negli anni Sessanta durante il boom economico (i Baby Boomers, appunto) si vede privata della pensione e cerca di sopravvivere in un mondo del lavoro sempre più precario e difficile. Un gruppetto di settantenni, all’interno del mondo virtuale di Ironhearth, una sorta di gioco online alla World of Warcraft, escogita un piano per cercare di cambiare le cose, assaltando il Nuovo Palazzo del Parlamento nel disperato tentativo di cambiare un sistema corrotto e senza via d’uscita.

    Questo romanzo è scritto benissimo e in maniera del tutto credibile: credibili sono i personaggi, che in un mondo che li vede esclusi fanno lavori assurdi per mantenersi e si ribellano ad un sistema che si regge sull’indifferenza; credibile è il contesto distopico, che sembra una naturale evoluzione dei governi italiani degli ultimi anni, fatti di corruzione e accordi tra le parti politiche nella sistematica distruzione della costituzione e dei valori su cui si è fondata, almeno nominalmente, la nostra Repubblica; credibile è il piano che i sei Baby Boomers escogitano per assaltare il Nuovo Palazzo del Parlamento, un bunker di calcestruzzo inaccessibile dal quale La Fratellanza governa con una sorta di dittatura ombra la vita dei cittadini italiani.

    La storia si legge tutta d’un fiato, è scorrevole e piacevole, e dal momento in cui i protagonisti entrano nel Nuovo Palazzo del Parlamento non si vorrebbe mai smettere di leggere.

    Mario Pacchiarotti costruisce una distopia che è talmente probabile da essere la naturale evoluzione del nostro governo e dell’indifferenza dei cittadini italiani che cercano di sopravvivere senza mai ribellarsi, adattandosi a muoversi nella zona d’ombra lasciate dall’aggirare la legge e dalla mentalità da “furbetti del quartierino”.

    Un romanzo da leggere, perché l’Italia di dopodomani sta arrivando. E la domanda che ci costringe a porci è: noi cosa possiamo fare? Avremo il coraggio di essere la goccia che diventa mare?

    Citazioni da “Baby Boomers – Siamo la goccia che diventa mare”

    “Non ci sono storie che un ragazzo non possa leggere, ci sono solo domande alle quali noi genitori non abbiamo la voglia e il coraggio di rispondere”

    “La verità è una medicina amara da bere, tutti la invocano, ma nessuno la vuole conoscere davvero”

    “La poesia è come un profumo sottile: non sempre ti accorgi che c’è, eppure quando la avverti può toccarti dentro e farti piangere, o ridere, o magari anche perderti per sempre”

    “«Non contano solo i risultati?»
    «No, Luca, non per me. Conta quello che facciamo, le motivazioni che ci spingono. Questo conta, più di ogni altra cosa al mondo.»
    Prese la scatola dove aveva riposto le copie e si avviò verso la porta. Sulla soglia si voltò.
    «Conta quello che siamo.»”

    “Il pensiero in fondo è la forma più pericolosa di rivoluzione”

  • Lo zen e l’arte di scopare

    Lo zen e l’arte di scopare

    Lo zen e l’arte di scopare è un libro di Jacopo Fo pubblicato da Giunti Demetra nel 1998.

    Informazioni su ‘Lo zen e l’arte di scopare’
    Titolo: Lo zen e l’arte di scopare
    Autore: Jacopo Fo
    ISBN: 9788871228587
    Genere: Humor
    Casa Editrice: Giunti Demetra
    Data di pubblicazione: 1998-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 114
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    Lo zen e l'arte di scopareJacopo Fo è il figlio di Franca Rame e Dario Fo. Ha pubblicato questo manualetto dal titolo divertente.

    Il libro si prefigge lo scopo di insegnare agli adolescenti i misteri del sesso. Ci riesce? No, non si diventa amatori perfetti dopo la lettura di questo “saggio”. Ma è uno scritto divertente e che scorre veloce, che in qualche modo educa a liberarsi dei preconcetti che la Chiesa Cattolica a inculcato a generazioni di italiani, ad imparare a rispettare l’altro e ad ascoltare le sue reazioni e quelle del suo corpo.

  • L’isola bianca 33°22’04.0″N, 112°16’10.0″W

    L’isola bianca 33°22’04.0″N, 112°16’10.0″W

    L’isola bianca 33°22’04.0″N, 112°16’10.0″W è un romanzo autopubblicato su Amazon di Gabriele Valenza nel Febbraio 2016.

    Questo romanzo mi è stato inviato su GoodReads dall’autore per una recensione onesta
    Informazioni su ‘L’isola bianca’
    Titolo: L’isola bianca 33°22’04.0″N, 112°16’10.0″W
    Autore: Gabriele Valenza
    ASIN: B01BKK3GRC
    Genere: Fantascienza
    Casa Editrice: Self Publishing
    Data di pubblicazione: 2016-02-07
    Lingua: Italiano
    Formato: Kindle
    Pagine: 106
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    Anobii

    Copertina de L'isola biancaDuncan Glisworth è uno dei pochi sopravvissuti ad una sanguinosa guerra nucleare che ha praticamente raso al suolo gli Stati Uniti d’America. In un mondo in cui l’unica legge è la legge del più forte, il nostro protagonista dal passato segnato dall’uccisione del padre cerca di sopravvivere con un’unica idea in testa: quella di trovare l’isola bianca, una leggendaria oasi di pace dove le persone vivono in armonia e senza l’ossessione della sopravvivenza.

    Questo romanzo auto-pubblicato ci racconta una storia che mi era sembrata molto interessante, soprattutto perché adoro le storie post-apocalittiche dove la società deve resettarsi in qualche modo per andare avanti. Quello che mi resta dopo averla letta è una profonda delusione.

    Ho trovato lo stile di scrittura troppo ampolloso e ricercato, soprattutto per una storia ambientata in un mondo dove la tecnologia e la cultura non esistono praticamente più; i dialoghi sono poco credibili proprio per questo motivo: parlano tutti con troppa proprietà di linguaggio, per un mondo abitato perlopiù da solitari armati che girano per il paese alla ricerca di cibo.

    Anche il contesto in cui si svolge la narrazione è poco descritto e approfondito, e manca secondo me anche una giustificazione scientifica a sorreggere la vicenda: Duncan girovaga per gli Stati Uniti dopo 75 anni dall’esplosione di numerose bombe atomiche (di cui non si sa nulla riguardo alla composizione), quando solitamente, per quanto ne so, ci vogliono circa 300 anni per riavere una zona abitabile dopo l’esplosione di una bomba nucleare diversa da quelle di Nagasaki e Hiroshima (molto più leggere di quelle in produzione al momento negli armamenti degli Stati). Per fare un esempio a Cernobyl si parla di almeno 20.000 anni prima di poter abitare nuovamente in sicurezza quell’area.

    I personaggi sono poco credibili e poco strutturati, non si evolvono se non all’improvviso e per ragioni poco approfondite e reali. Duncan vive uccidendo altri esseri umani e spesso cibandosi di loro, ma quando incontra una bambina e una donna diventa un cavaliere senza macchia e senza paura.

    Ci sono alcuni errori grammaticali e refusi, ma anche numerose imprecisioni che avrebbero bisogno di un lungo lavoro di editing. A mio avviso l’esempio più eclatante è quando il protagonista Duncan guarda Ashley dicendole:

    “La prima volta che ti ho vista sembravi uscita da un film di Sergio Leone”

    giustificando questa uscita con il fatto che il padre fosse appassionato di cinema e del regista.

    C’è corrente elettrica un po’ ovunque nonostante siano passati 75 anni dalla fine della produzione di una centrale nucleare o del petrolio che servirebbe per alimentare i generatori, ci sono munizioni e armi facilmente reperibili e che funzionano sempre, in tutto il romanzo non un proiettile si rifiuta di esplodere. Il fucile del protagonista resta sepolto in un bunker per tutti e 75 gli anni e il protagonista non deve nemmeno oliarlo o cambiarne una parte…

  • Moby Dick

    Moby Dick

    Moby Dick è un romanzo di Herman Melville, pubblicato originariamente nel 1851, mentre questa edizione di Crescere è del 2012.

    Informazioni su ‘Moby Dick’
    Titolo: Moby Dick
    Autore: Herman Melville
    ISBN: 9788883371738
    Genere: Classici
    Casa Editrice: Crescere
    Data di pubblicazione: 2012-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 576
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    Moby DickMoby Dick è un romanzo che tutti conoscono, anche se sono moltissimi a non averlo mai letto. É un romanzo entrato fortemente nella cultura occidentale, nonostante alla morte dell’autore nel 1891, quarant’anni dopo la pubblicazione, ne erano state vendute meno di 3000 copie. E il motivo fondamentale per cui è diventato uno dei classici della letteratura, soprattutto quella americana, è che il libro è molto bello e pieno di spunti di riflessione. Io l’avevo letto da piccolo, ma era una riduzione. La versione integrale è migliore? Può essere, ma è anche incredibilmente lunga e noiosa.

    Melville prende spunto da due avvenimenti, per scrivere il suo capolavoro: un resoconto del primo ufficiale Owen Chase della baleniera Essex, “Narrazione del naufragio della Baleniera Essex di Nantucket che fu affondata da un grosso capodoglio al largo dell’Oceano Pacifico“, di cui è uno degli otto sopravvissuti, e il ritrovamento, attorno al 1830, di un enorme capodoglio albino al largo delle cose dell’isola cilena di Mocha. Il capodoglio aveva più di venti ramponi conficcati nel dorso, e divenne famoso con il nome di Mocha Dick.

    Il romanzo parla di Ismaele, un marinaio che si imbarca per la caccia alle balene per la prima volta su una nave di nome Pequod dal porto di Nantucket, la capitale della caccia alla balena. Il capitano della nave è Achab, che in realtà si è messo in viaggio per uccidere il capodoglio più grande che sia mai esistito, Moby Dick, la balena bianca, per vendicarsi del loro ultimo incontro dove il capitano Achab ha perso una gamba.

    Il romanzo è tutto qui, e non servirebbero 600 pagine per svilupparne la trama. Il testo viene riempito con le nozioni della caccia alla balena, dai materiali usati per gli arpioni, a come si toglie la carne all’animale legato alla nave, di come si caccia, persino quali sono le zone di pesca più prolifiche.

    A noi obiettivamente tutto questo non interessa. Anche perché adesso la caccia alla balena si fa in tutt’altro modo, e un trattato storico sulla caccia a questo animale, soprattutto adesso che è quasi in via d’estinzione, a me sinceramente fa rabbrividire e basta.

    Allora il romanzo non merita la sua fama? Oh, no. La merita eccome. Le considerazioni sulla religione, su dio, sulla vita, sull’ossessione, sulla lotta tra il bene e il male, sono incredibilmente attuali e fanno riflettere su temi importanti per il genere umano. A maggior ragione per un romanzo pubblicato 150 anni fa. E la lunghezza della narrazione, la digressione enciclopedica e quasi scientifica, ci fanno quasi essere sul ponte del Pequod, ad ascoltare quel pazzo di Achab chiedere ad ogni marinaio che incontra se ha visto la balena bianca.

    Citazioni da “Moby Dick”

    “Chi non è uno schiavo? Ditemelo.”

    “Un uomo può essere onesto sotto qualunque pelle”

    “Chi si porta addosso qualche generosa esca alle risate, è un uomo che vale più di quanto non si pensi”

    “Gioia all’uomo, alta, altissima e interiore gioia, che contro gli dei e i commodori superbi di questo mondo oppone sempre il proprio io inesorabile. Gioia a chi si regge ancora sulle forti braccia quando la nave di questo mondo vile e traditore gli è sprofondata sotto. Gioia a chi nella verità non dà quartiere, e uccide, brucia, distrugge ogni peccato anche se deve stanarlo da sotto le toghe dei giudici e dei senatori”

    “Tutti i grandi uomini tragici lo sono per via di qualcosa di anormale. Puoi starne sicuro, tu giovane ambizioso, che ogni grandezza mortale non è che malattia”

    “Le cose più degne di ammirazione sono quelle che non si possono esprimere, i ricordi indimenticabili non fanno scrivere epitaffi”

    “Ma la mia unica ruota dentata si adatta a tutte le loro ruote, e girano. O se volete mi stanno davanti come tanti mucchietti di polvere, e io ne sono la miccia. Oh, è duro che per accendere gli altri anche la miccia debba andare distrutta!”

    “Non so cosa potrà succedere, ma comunque sia ci andrò incontro ridendo. C’è un ghigno così comico in tutti i vostri errori!”

    “La pazzia umana è spesso una cosa scaltra e terribilmente felina. Quando pensi che se ne sia andata, può darsi che si sia soltanto trasformata in qualche forma ancora più subdola”

    “I tuoi pensieri hanno creato dentro di te una creatura; e all’uomo che a forza di pensare si trasforma in un Prometeo, un avvoltoio divora il cuore per sempre. Un avvoltoio che è la stessa creatura che egli crea”

    “Sicuro, sciocchi mortali, il diluvio di Noè non si è ancora abbassato; esso copre ancora due terzi della dolce terra”

    “Come quest’oceano spaventoso circonda la terra verdeggiante, così nell’anima dell’uomo c’è un’insulare Tahiti, piena di pace e di gioia, ma circondata da tutti gli orrori di questa semisconosciuta vita”

    “Tutti gli uomini sono avvolti in lenze da balene. Tutti sono nati col cappio al collo; ma è solo quando sono presi nella stretta improvvisa e fulminea della morte che si rendono conto dei pericoli muti, sottili, onnipresenti della vita”

    “Non c’è pazzia degli animali sulla terra che non venga infinitamente superata dalla pazzia degli uomini”

    “Mi rallegro sempre nella calma silenziosa del centro; e mentre pianeti pesanti ed eterni di dolore mi ruotano attorno, giù nel profondo e nell’entroterra io continuo a bagnarmi in un’eterna soavità di gioia”

    “Non è forse un detto sulle labbra di tutti che il Possesso è metà della Legge, cioè a dire indifferentemente da come la cosa è venuta in possesso? Ma spesso la proprietà fa tutta la legge. Che cosa sono i muscoli e le anime dei servi russi e degli schiavi repubblicani se non pesce legato, il cui possesso è l’unica sua legge? Cos’è per il proprietario rapace l’ultimo obolo della vedova se un pesce legato? Che cos’è quella casa marmorea di un furfante non smascherato, con la targa sull’uscio come guidone, che cos’è se non pesce legato? Che cos’è il catastrofico interesse anticipato che il mediatore Mardocheo ottiene dal povero fallito Facciafflitta, su un prestito che permetterà alla famiglia di quest’ultimo di non morire di fame, che cos’è quel rovinoso interesse se non pesce legato? Che cos’è il redditto di 100.000 sterline che l’Arcivescovo di Salvalanima si pappa sul magro pane e formaggio di centinaia di migliaia di lavoratori dalla schiena rotta (tutti sicuri del cielo senza il minimo bisogno di Salvalanima), che cos’è quella cifra tonda se non pesce legato? Che cosa sono se non pesce legato le città e i villaggi ereditati dal Duca di Beozia? Che cos’è la povera Irlanda per quel temuto ramponiere di John Bull, e il Texas per quel lanciere apostolico Fratello Jonatha, se non pesci legati? E in tutti questi casi non è forse il Possesso l’unica vera legge? Ma se la teoria del pesce legato è quasi universalmente applicabile, ancora di più lo è la teoria sorella del pesce libero. Essa è di applicazione internazionale e cosmica. Che cos’era l’America nel 1492 se non pesce libero in cui Colombo piantò la bandiera di Spagna in modo da contrassegnarla per i suoi regali padroni? Che cos’era la Polonia per lo zar, la Grecia per i Turchi, l’India per l’Inghilterra? E che cosa sarò finalmente il Messico per gli Stati Uniti? Tutti pesci liberi. E i diritti dell’uomo e le libertà del mondo che cosa sono se non pesce libero? E le teste e le opinioni di tutti gli uomini? E il principio della libertà religiosa? E i pensieri dei pensatori per i contrabbandieri di parole grosse? Che cos’è questo stesso gran globo se non pesce libero? E tu, lettore, che altro sei, se non un pesce libero e un pesce legato assieme?”

    “L’uomo ama il suo simile ma è anche un animale che fa denaro, e questa propensione interferisce troppo spesso con la sua capacità di amare”

    “C’è una saggezza che è dolore; ma c’è un dolore che è pazzia”

    “Grandi fatiche, poco profitto per quelli che chiedono al mondo la propria spiegazione; il mondo non sa spiegare se stesso”

    “Chi deve giudicare, quando il giudice stesso è portato alla sbarra?”

  • Recensione di Chi non muore di Vincenzo Galati

    Recensione di Chi non muore di Vincenzo Galati

    Chi non muore è un romanzo di Vincenzo Galati pubblicato da Eclissi Edizioni del 2016.

    Informazioni su ‘Chi non muore’
    Titolo: Chi non muore
    Autore: Vincenzo Galati
    ISBN: 9788899505066
    Genere: Giallo
    Casa Editrice: Eclissi Edizioni
    Data di pubblicazione: 2016-09-20
    Formato: Paperback
    Pagine: 220
    Goodreads
    Anobii
    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    Chi non muoreUno speculatore edile genovese senza scrupoli sta cercando di sfrattare venti famiglie da uno stabile per demolirlo e costruirci un centro commerciale; rimangono soltanto due vecchietti tra l’impresario e il suo sogno di speculazione. Wanda e Angelo vengono aiutati da Olga, una vecchietta con il debole delle indagini, e da una banda di nonnetti per cercare di fare luce sulla vicenda: una banda di scalcinati ubriaconi, scommettitori, gattare riuscirà ad impedire l’ennesima ingiustizia sociale?

    Ora, questo romanzo si apre con la mia citazione preferita di De André, da “Smisurata Preghiera”:

    Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria, col suo marchio speciale di speciale disperazione, e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi per consegnare alla morte una goccia di splendore, di umanità, di verità.

    e forse questo mi ha un po’ fatto avvicinare subito al romanzo, come se fosse sulla mia stessa lunghezza d’onda, ma la storia di Vincenzo Galati è molto ben scritta. Il genere è un giallo spesso tinto da pennellate di ironia e di divertimento, ma sotto questa patina di scherzosità si nascondono tematiche su cui è bene riflettere, specie in questi tempi bui che stiamo attraversando.

    Il tema è centrale è la speculazione edilizia: quanto oltre è lecito che un uomo si spinga per fare affari e guadagnare alle spalle di cittadini che hanno sempre meno da perdere? Quanti speculatori camminano in bilico sulla sottile linea che separa il mondo degli affari dall’illegalità vera e propria?

    Sullo sfondo della Genova dei carrugi, diventata qualcosa di diverso dalle canzoni di Fabrizio De André mantenendo però la sua aura di esclusione e di “smisurate preghiere”, Vincenzo Galati ci racconta anche come gli esclusi siano sempre i primi a combattere: gli anziani, gli ubriaconi, gli emarginati, spesso senza l’aiuto della polizia, sono quelli che si ribellano alle ingiustizie cercando di raddrizzarle. Qualche volta riuscendoci e qualche altra fallendo.

    Acquistare

    Ho avuto il privilegio di leggere questo romanzo in anteprima, il romanzo esce il 20 Settembre 2016 e potete acquistarlo sul sito della casa editrice “Eclissi Edizioni – Collana I dingo“, ovviamente dal 20 Settembre.

    Vincenzo Galati, l’autore

    Vincenzo Galati quarantacinque anni, genovese.
    Autore di racconti, testi teatrali e cene con delitto, ha esordito nel romanzo con Lo strano mistero di Torre Mozza (Onirica Edizioni, 2011) con cui ha vinto il Premio Nanà, nuovi scrittori per l’Europa e Casa Sanremo Writers.

  • Recensione di Zombie Mutation di Giorgio Borroni

    Recensione di Zombie Mutation di Giorgio Borroni

    Zombie Mutation è un romanzo autopubblicato in epub e audiolibro formato mp3 da Giorgio Borroni e distribuito da “ilnarratore.com” nel 2016.

    Informazioni su ‘Zombie Mutation’
    Titolo: Zombie Mutation
    Autore: Giorgio Borroni
    ISBN: 9788894175820
    Genere: Horror / Distopico
    Casa Editrice: Self Publishing
    Data di pubblicazione: 2016-05-01
    Formato: epub / mp3
    Pagine: 100
    Goodreads
    Anobii
    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    zombie mutationSolitamente non recensisco autori che si auto-pubblicano, quasi per lo stesso motivo per cui non lo faccio con i romanzi delle case editrici a pagamento: non c’è un filtro. Può capitare di leggere delle cose orribili e ci sono molti più libri che tempo.

    Sarà stata l’estate, ma avevo pochi romanzi arretrati da leggere e ho accettato, anche perché la sinossi del romanzo mi aveva parecchio incuriosito. Nonostante fosse una storia di zombie. Tra cinema e letteratura le storie di zombie ormai si vendono a un tanto al chilo. Ma Giorgio Borroni in questo breve romanzo ci racconta la giornata tipo di un veterano della caccia allo zombie, Brian Crane, che si trova una nuova recluta da addestrare (Jedediah Braddock) in un mondo dominato da una setta cattolica ultra-conservatrice, gli Opliti di Cristo, tra inseguimenti, ricordi e scontri con i colleghi troppo “ferventi” e bigotti.

    La narrazione, molto veloce e ben descritta, si svolge su due diversi piani temporali: quello principale, con la giornata in cui Brian Crane riceve la sua nuova recluta e inizia l’inseguimento di Hellstorm, uno zombie particolarmente grosso e pericoloso; e quello secondario, nient’altro che le registrazioni del dottor Joseph Karp, antecedenti alla vicenda principale, che descrivono il virus che ha dato origine agli zombie.

    Non c’è grande originalità nella visione degli zombie: sono nati da un virus creato in qualche modo da laboratori umani e diffuso tramite le api e ha cambiato il modo di vivere dell’umanità. I punti di originalità sono altri: la scelta dell’ambientazione, rurale e contadina al contrario di quella delle grandi metropoli a cui siamo abituati, e il contesto socio-culturale che la circonda, quello fatto di religione, bigottismo e cristianesimo portato all’estremo. Il tutto magistralmente condito da scene ottimamente descritte che ricordano i film western di Sergio Leone (la faccia di Brian Crane nella mia mente è diventata quasi subito molto simile a quella di un Clint Eastwood invecchiato, come in “Gran Torino”), splatter ma non troppo, avvincenti e mai fastidiose.

    E se le descrizioni sono ottime, le caratterizzazioni dei personaggi sono ancora meglio. In pochissime pagine i due protagonisti sono ben distinti, ben delineati e cominciamo da subito a essere immersi nella storia e a essere empatici. Come dice molto bene nella prefazione Pietro Gandolfi:

    Perché a nessuno interessa una storia se non si è interessati al destino dei suoi protagonisti. Qui si evita la perfezione di certi eroi impavidi e infallibili, ma è proprio attraverso l’umanità dei personaggi se il gioco riesce.

    Download

    Il romanzo è acquistabile all’indirizzo http://www.ilnarratore.com/product.php~idx~~~2779~~Giorgio+Borroni+_+Zombie+Mutation+_download~.html, scaricando il file che contiene l’audiobook in formato mp3 e il romanzo in formato epub.

    Giorgio Borroni, l’autore

    Giorgio Borroni (1977), dopo la laurea in Lettere presso l’Università di Pisa e il diploma in Fumetto conseguito presso la Scuola Internazionale di Comics di Firenze, ha curato e tradotto le edizioni di ‘Frankenstein’ di Mary Shelley per Feltrinelli e di ‘Dracula’ di Bram Stoker per Barbera. Ha tradotto ‘Io morirò domani’, un thriller di Dawood Ali McCallum edito da Giunti ed è autore di un manuale di Letteratura Italiana per Liberamente. Da sempre appassionato di fumetti, ha collaborato con BD e J-pop per la traduzione di graphic novel come ‘Parker’ di Darvyn Cooke, ‘Body Bags’ di Jason Pearson, ‘Battlechasers’ di Joe Madureira e della serie manga ‘The legend of Zelda’, ‘Warcraft’, ‘Starcraf’t. Un suo breve racconto, ‘L’America che non conosci’, è stato pubblicato da Dunwich sull’antologia horror ‘La serra trema’. Come illustratore ha lavorato su numerose copertine di Anonima GDR webzine e le sue opere compaiono sul numero 7 della rivista digitale Altrisogni, edita da Dbooks.

  • Sull’orlo del precipizio

    Sull’orlo del precipizio

    Sull’orlo del precipizio è un romanzo di Antonio Manzini che non parla delle avventure di Rocco Schiavone pubblicato da Sellerio nel 2015.

    Informazioni su ‘Sull’orlo del precipizio’
    Titolo: Sull’orlo del precipizio
    Autore: Antonio Manzini
    ISBN: 9788838934827
    Genere: Distopico
    Casa Editrice: Sellerio
    Data di pubblicazione: 2015-11-30
    Formato: Paperback
    Pagine: 128
    Goodreads
    Anobii

    sull'orlo del precipizioA differenza delle avventure del vicequestore Rocco Schiavone, in questo romanzo Manzini costruisce un mondo distopico parlando dell’editoria italiana.

    Giorgio Volpe è uno dei più grandi scrittori italiani viventi. I suoi libri sono tradotti in quasi tutte le lingue e ha un contratto con una delle tre più grandi case editrici italiane. Ha appena terminato il suo ultimo romanzo, “Sull’orlo del precipizio“, sicuramente il suo miglior lavoro. Solo che le tre principali case editrici italiane si riuniscono sotto un’unica sigla, e la proprietà diventa quella di manager senza scrupoli a cui la letteratura e la cultura interessano poco o nulla. Stretti da rigide regole di mercato in cui sono gli scrittori a piegarsi al volere del pubblico, Giorgio Volpe si trova in situazioni sempre più grottesche e assurde, dove deve stravolgere il suo romanzo di formazione che parla di un suo nonno partigiano che combatte il nazifascismo sulle montagne durante la resistenza in una sorta di action movie di serie b hollywoodiano con un eroe senza macchia e senza paura che assomiglia incredibilmente ad un vuoto Rambo italiano.

    Non aspettatevi distopie ben disegnate alla “1984” o alle ultime saghe come “Hunger Games” o “Divergent“, ma questo romanzo di Manzini è molto interessante. Come recita la quarta di copertina:

    “Una distopia alla Fahrenheit 451, dove è il mondo dei libri a bruciare se stesso e non un potere esterno.”

    Una descrizione che mi trova quasi d’accordo. Il mondo in cui si muove Giorgio Volpe  è esattemente come il nostro: è solo l’editoria ad essere diventata nient’altro che il ricettacolo di biografie di calciatori e libri di cucina.

    Una distopia così vicina al nostro mondo da essere quasi credibile. Da essere quasi realtà. Un momento… É quasi realtà! Nel nostro mondo dove gli italiani leggono meno di un libro all’anno e dove nella top ten delle vendite ci sono le ricette di Cristina Parodi o la biografia di Totti, che spazio abbiamo lasciato alla cultura e alla letteratura che ti fa crescere (anche solo stimolando domande e fantasia)? Nessuna. La distopia che si trasforma in realtà dopodomani, a quanto pare.

    Io ho avuto la fortuna di trovare per il mio primo romanzo una casa editrice come Edizioni AlterNative, che è l’esatto opposto della casa editrice del romanzo; una casa editrice che se ne infischia del mercato e delle sue regole ma che vuole solo regalare storie che valgano la pena di essere lette.

  • I labirinti della memoria

    I labirinti della memoria

    I labirinti della memoria è una raccolta di racconti di Philip K. Dick pubblicata da Fanucci nel 2004.

    Informazioni su ‘I labirinti della memoria’
    Titolo: I labirinti della memoria
    Autore: Philip K. Dick
    ISBN: 9788834709900
    Genere: Fantascienza
    Casa Editrice: Fanucci
    Data di pubblicazione: 2004-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 242
    Goodreads
    Anobii

    I labirinti della memoriaQuesta raccolta riporta otto racconti del famoso scrittore statunitense (a cui dobbiamo buona parte dell’immaginario fantascientifico che ha poi arricchito il cinema hollywoodiano) ha come filo conduttore la memoria e la difficoltà di raccontare il passato. Scritti perlopiù negli anni Cinquanta (tranne “Sindrome regressiva” e “Se non ci fosse Benny Cemoli“, che sono più recenti di un decennio) presentano, anche se in maniera un po’ acerba, temi centrali della produzione dickiana che maturerà appieno nei suoi romanzi successivi.

    I labirinti della memoria

    Anche noto come “Paycheck”, è il racconto dal quale è stato tratto il bel film di John Woo omonimo con Ben Affleck e Uma Thurman. Un tecnico lavora per una grande azienda con un contratto particolare: vista la segretezza del progetto, dovrà cancellare la memoria dei due anni trascorsi a lavorarci. Il racconto comincia al momento della fine del periodo dei due anni, e il protagonista Jennings scopre di avere rinunciato ai 50.000 crediti del suo compenso in cambio di 6 oggetti comuni e di poco valore. In una corsa contro il tempo andrà a ritroso nei suoi ricordi scoprendo che quegli oggetti valgono ben più del compenso che aveva pattuito.
    In un mondo strettamente diviso tra un regime dittatoriale della polizia e il potere economico delle multinazionali Dick ci descrive un uomo che sprofonda nella sua memoria per riuscire a sfuggire alla cattura della polizia e allo stesso tempo sfidare il potere economico della grande corporazione per cui ha lavorato e che gli ha rimosso i ricordi.

    Il pendolare

    Un uomo va alla stazione e cerca di acquistare un biglietto per una località che a ragion di logica non esiste, e poi misteriosamente scompare. Il direttore della stazione indaga per cercare di capire cosa può essere successo: comprende che invece di essere quello strano uomo ad avere ricordi sbagliati, è lui stesso a dover ricordare il futuro…
    Un racconto che ci fa riflettere su quanto siano fallaci i nostri ricordi, e di quanto spesso la ricostruzione della nostra memoria porti ad eventi assolutamente imprevedibili.

    Souvenir

    Il Mondo di Williamson è un pianeta leggendario, fondato dal primo esploratore spaziale del quale si è persa ogni traccia. Questo pianeta viene finalmente localizzato dopo trecento anni dal Centro di Collegamento Galattico. Invece di un mondo al passo con il progresso trovano un mondo tribale e contadino che non ha la minima intenzione di annettersi al resto della galassia.
    Qui Philip K. Dick ci presenta uno dei suoi temi cardine: lo scontro tra le civiltà diverse, l’omologazione che porta ad una finta pace (in diretto riferimento agli Stati Uniti del Piano Marshall), la critica del progresso e l’eroismo degli sconfitti.

    Progenie

    Ed Doyle corre all’ospedale per la nascita del suo primo figlio. Scopriamo un mondo dove i figli non vengono affidati ai genitori se non al compimento del diciottesimo anno di età, e vengono cresciuti da robot senza emozioni che stimolano le capacità migliori dei soggetti per realizzarli appieno secondo le loro capacità.
    Un racconto figlio delle prime cinquanta pagine di “Brave new world” di Aldous Huxley, dove le macchine (o la scienza) si occupano dell’educazione, privando la progenie delle emozioni che li caratterizzano come esseri umani.

    Diffidate dalle imitazioni

    In una terra sconvolta dalla guerra nucleare gli uomini hanno dimenticato come costruire le cose. A farlo per loro è una razza aliena chiamata Biltong, che riproduce originali prebellici per diffondere beni di prima necessità e di lusso. Ma quando la razza aliena comincia a consumarsi e a pensare di lasciare presto la Terra per non estinguersi, gli uomini saranno costretti a ricominciare a imparare a costruire tutti gli utensili di cui hanno bisogno per sopravvivere…
    Una riflessione sull’era industriale e sulle macchine, che riproducono invece di creare.

    Se non ci fosse Benny Cemoli

    La Terra è stata devastata da un conflitto nucleare, e l’URUC, l’Ufficio Rinnovamento Urbano del Centauro, atterra sul pianeta per cercare di ridare il via ad una civiltà che cerca di sopravvivere. Attiva il cervello centrale del New York Times, in grado di trovare e pubblicare da solo le notizie, e scopre che Benny Cemoli, famoso politico prebellico (e in parte responsabile della guerra nucleare che ha messo in ginocchio il pianeta) è ancora vivo e cerca di riprendere il potere.
    Ancora uno scontro tra civiltà, con particolare attenzione al potere dei mass media nella creazione del controllo delle masse e su un eventuale rivolta.

    Meccanismo di ricordo

    Uno psicanalista, Humphrys, riceve un paziente che ha paura delle altezze. Con un meccanismo di specchi che ha la funzione di far entrare il paziente in contatto con il subconscio e gli eventi che gli hanno causato paure e psicosi, lo psicanalista scopre che il suo paziente è stato picchiato e lanciato in un pozzo. Un ricordo che al suo paziente non risulta. E se non fosse propriamente un ricordo? O un ricordo del passato?
    Lo psicanalista, uno dei personaggi cardine della produzione dickiana, anche qui è visto come un pasticcione impotente, assolutamente non in grado di risolvere alcunché. Compaiono anche i precog, i precognitivi di Minority Report, altro famosissimo racconto di Dick (ricordate l’omonimo film con Tom Cruise o la serie televisiva trasmessa negli ultimi anni?).

    Sindrome regressiva

    John Cupertino è convinto di avere ucciso la moglie su Ganimede, ma il suo psichiatra lo invita ad andare a visitarla a Los Angeles dove sua moglie vive attualmente dopo il divorzio. La psicosi di John Cupertino diventa un racconto schizofrenico e paranoico in cui anche noi precipitiamo, sullo sfondo del pianeta Ganimede in rivolta contro l’esercito terrestre.