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  • Recensione di Etrom di Salvatore Romano

    Recensione di Etrom di Salvatore Romano

    Etrom è un romanzo di Salvatore Romano pubblicato da 96, Rue de la Fontaine il 26 Marzo 2016

    Informazioni su ‘Etrom’
    Titolo: Etrom
    Autore: Salvatore Romano
    ISBN: 9788894131772
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: 96, Rue de la Fontaine
    Data di pubblicazione: 2016-03-25
    Formato: Paperback
    Pagine: 208
    Goodreads
    Anobii
    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    EtromEtrom è un romanzo particolare, molto particolare. In fondo lo prometteva anche il sottotitolo: “Città, vista e raccontata attraverso gioie e dolori dei suoi cittadini in generale, e di alcuni in particolare. Città atipica, molto atipica“.

    Appena mi è arrivata la richiesta di recensione da parte dell’autore, ho capito che il titolo era “Morte” scritto al contrario. Mi ha un po’ deluso, mi ha dato subito l’impressione di un qualcosa di scontato e banale. Perché è scontato e banale girare una parola per dare i nomi alle cose. Poi ho cominciato a leggere e ho scoperto che anche l’autore lo sapeva e conveniva con me della banalità della cosa. E allora sono rimasto un po’ perplesso, ma anche incuriosito.

    Perché Etrom ha una trama banalissima: una storia d’amore, poi più storie d’amore, drammi, ricongiungimenti, scomparse. Ma non è il punto di forza del romanzo, decisamente. L’autore comincia a narrare le vicende di Etrom (questa città atipica, molto atipica) e poi ci scivola dentro e si ritrova ad esserne un personaggio. I personaggi, all’improvviso, diventano i narratori della storia passando bigliettini all’autore per lo sviluppo della trama. Il correttore di bozze, assunto con il job acts, è il mediatore di questa situazione grottesca e divertente che fa passare in secondo piano la vicenda e il suo sviluppo.

    La scrittura è fluida e curata, aiuta una lettura che altrimenti correrebbe il rischio di arenarsi e convincerci a interrompere il romanzo.
    Qua è là interessanti frecciatine alla Lega Nord e alla politica sull’immigrazione, che forse andrebbero indirizzate un po’ meglio e fatte colpire con più forza.

    Citazioni da “Etrom”

    “Gli innamorati, a essere obiettivi, sono degli aspiranti fessi senz’altro promossi”

    “Il tempo qui ha l’elasticità della fantasia”

  • La costola di Adamo

    La costola di Adamo

    La costola di Adamo è un romanzo di Antonio Manzini pubblicato da Sellerio Editore nel 2014, secondo episodio con protagonista Rocco Schiavone.

    Informazioni su ‘La costola di Adamo’
    Titolo: La costola di Adamo
    Autore: Antonio Manzini
    ISBN: 9788838931383
    Genere: Poliziesco
    Casa Editrice: Sellerio Editore
    Data di pubblicazione: 2014-01-09
    Formato: Paperback
    Pagine: 296
    Goodreads
    Anobii

    La costola di AdamoRocco Schiavone, vicequestore romano di stanza ad Aosta dopo essere stato trasferito, si ritrova tra le mani una donna che si è impiccata. Ma scoprirà ben presto che si tratta di omicidio e che dovrà indagare…

    Non ho ancora capito se i romanzi della serie di Rocco Schiavone mi piacciono o no. La scrittura di Manzini è molto piacevole e i libri si leggono davvero in fretta, ma il personaggio mi risulta davvero antipatico. L’unica cosa che mi piace è che Manzini descrive il vicequestore come un mezzo delinquente, che fuma spinelli e spesso è intrallazzato in traffici poco leciti, cosa che almeno non compone un’ode alla polizia di Stato come in tante altre serie televisive a cui presto apparterrà anche questa storia, vista l’intenzione di Rai Fiction di cominciare quest’autunno a mandare in onda le avventure del vicequestore Rocco Schiavone.

    A differenza però di altri romanzi legati al poliziotto romano, devo dire che per la prima volta si crea un po’ un contradditorio rispetto al maschilismo che di solito permea le storie: gli uomini guardano ancora tutte le donne che appaiono nella narrazione come oggetti sessuali da scopare e basta, ma almeno qualche accenno di femminismo compare qua e là, come nella citazione riportata alla fine della recensione. E questo almeno è un passo avanti. Non che cambi le cose: trovo questi libri di un sessismo infinito, la RAI ci andrà a nozze.

    La storia però mi è piaciuta meno rispetto a Pista Nera. Forse un po’ più forzata.

    Citazioni da “La costola di Adamo”

    “A sentire la storiella la donna nasce dall’uomo, anzi ne è proprio un pezzo. E l’uomo impazzisce per la donna, la ama. In realtà ama se stesso. Ama un pezzo di sé, non un altro da sé. Vive e fa i figli e fa l’amore con se stesso. Un amore concentrato sulla propria persona che niente ha a che fare con l’amore”

  • Pista nera

    Pista nera

    Pista nera è un romanzo di Antonio Manzini pubblicato da Sellerio Editore nel 2013, primo libro con protagonista il vicequestore Rocco Schiavone.

    Informazioni su ‘Pista nera’
    Titolo: Pista nera
    Autore: Antonio Manzini
    ISBN:9788838930287
    Genere: Poliziesco
    Casa Editrice: Sellerio Editore
    Data di pubblicazione: 2013-01-31
    Formato: Paperback
    Pagine: 275
    Goodreads
    Anobii

    Pista NeraRocco Schiavone è un vicequestore romano della polizia che si trova spedito ad Aosta dopo qualche vicenda che ha indispettito i piani alti della politica romana. Il poliziotto non è minimamente abituato al clima Valdostano: gira con le Clark ai piedi anche quando si trova a dover indagare su un cadavere ritrovato maciullato sotto le frese di un gatto delle nevi su una pista da sci.

    Il romanzo è molto piacevole e scorrevole, l’attore Antonio Manzini scrive bene e si vede, ho letto il libro in meno di un giorno. Il personaggio di Rocco Schiavone in questo primo episodio è molto misterioso, ma piano piano si scopre qualcosa sul suo passato e sulle vicende che l’hanno condotto ad Aosta. Di positivo c’è che in questa serie non si fanno elegie alla polizia: il vicequestore è un personaggio ambiguo con un’idea della giustizia tutta sua, che spesso sfocia in loschi traffici; di negativo c’è un maschilismo mostruoso: scanner delle donne che entrano nella narrazione come se fossero oggetti sessuali a disposizione dei protagonisti maschi, e una moglie morta che diventa la donna angelo del dolce stil novo.

  • Il bazar dei brutti sogni

    Il bazar dei brutti sogni

    Il bazar dei brutti sogni è una raccolta di racconti di Stephen King pubblicata da Sperling & Kupfer nel 2016.

    Informazioni su ‘Il bazar dei brutti sogni’
    Titolo: Il bazar dei brutti sogni
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788820060084
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2016-03-22
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 504
    Goodreads
    Anobii

    il bazar dei brutti sogniMiglio 81

    Già rilasciato in ebook, questo racconto si collega al filone di king delle “macchine infernali” come Christine o Buick 8. In un’area di servizio abbandonata una macchina, anch’essa abbandonata, diventa l’incubo per chi si ferma ad osservarla. L’ho già recensito qui, e devo dire che non sono più molto d’accordo con quello che ne ho pensato. Forse l’inserimento in un contesto di racconti me ne ha fatto apprezzare di più il contenuto.

    Premium Harmony

    Pubblicato per la prima volta sul New Yorker, il racconto parla di una coppia spiantata che litiga mentre va al supermercato per comprare un regalo al di lei nipote. Nulla di eccezionale: breve, conciso e scritto bene. Sicuramente non il più interessante della raccolta.

    Una rissa per Batman e Robin

    Il figlio è in macchina con il padre, dopo averlo portato a pranzo. Lo sta riportando alla casa di riposo dove ormai risiede, preda dell’Alzheimer, quando un incidente rischia di trasformarsi in tragedia: il colpevole dell’incidente scende dall’auto e minaccia il ragazzo alla guida. Un racconto breve, ma interessante. Pubblicato in precedenza su Harper’s Magazine.

    La duna

    Un vecchio giudice ha una duna di sabbia nel suo appezzamento di terreno molto particolare. Un giorno, ormai molto vecchio, convoca il suo avvocato d’urgenza per redigere il suo testamento definitivo, come se sapesse che stesse per morire. All’avvocato racconta la strana storia della duna, dove ormai il giudice va quotidianamente. Un racconto molto bello, dai toni nostalgici e seppia, con un maestoso colpo di scena finale. Pubblicato in precedenza con Granta, solo nel Regno Unito.

    Il bambino cattivo

    Pubblicato in precedenza solo in Francia e in Germania, il bambino cattivo è la confessione di un condannato a morte al suo avvocato. Il bambino cattivo del titolo però non è il condannato, ma un ragazzino che periodicamente compare nella biografia del narratore a provocare sciagure su sciagure… Un bellissimo racconto, ambientato nelle carceri dove King sembra sempre a suo agio nel tratteggiare i protagonisti (basti pensare a “Il miglio verde” o a “Eterna primavera della speranza” di “Stagioni diverse“).

    Una morte

    Pubblicato dal New Yorker, è la storia di un indiano Dakota, Jim Trusdale, non molto a posto con la testa, che viene arrestato dallo sceriffo e dai suoi uomini per l’omicidio di una bambina. Un racconto molto atipico per King, sia per il contenuto che per lo stile, ma è molto breve ed è comunque molto ben scritto.

    La chiesa d’ossa

    La chiesa d’ossa è una poesia lunga già pubblicata in precedenza su Playboy. Forse molta della forza dei versi viene persa nella traduzione, o forse, come sostiene King stesso, la poesia non fa per lui. Una delle cose meno interessanti della raccolta, anche se la storia che viene narrata è comunque molto bella.

    La morale

    La morale è la storia di una coppia che riceve una proposta indecente. Non quella dell’omonimo film, King non è così banale. Ma comunque una cosa da fare, che pregiudicherà la morale della protagonista. Fino agli sviluppi successivi. Un racconto con una trama non interessantissima (o forse non così veloce e ben sviluppata come in altri racconti della raccolta) ma con un retrogusto interessante per le domande che suscita e gli spazi che lascia aperti in merito al bene e al male e a cosa succede quando si cede la propria morale per soldi. Pubblicato in precedenza su Esquire.

    Aldilà

    Aldilà è un racconto sulla reincarnazione. Solo che non è esattamente un’ambiente buddista quello in cui si ritrova il protagonista, William Andrews, dopo la morte: assomiglia molto di più all’ufficio di un qualche burocrate di provincia. Perché tutti devono reincarnarsi, e per ognuno c’è una sorta di purgatorio tra una reincarnazione e l’altra… Un bel racconto, quasi divertente; sicuramente molto originale. Già pubblicato su Tin House.

    Ur

    Ur è un racconto su commissione. Amazon, quando ha lanciato i Kindle, ha chiesto a diversi autori famosi di scrivere qualcosa inserendo all’interno il famoso lettore di libri digitali che stavano lanciando. Stephen King in un primo momento dice di no, non tanto per l’idea di svendersi quanto per la difficoltà che solitamente ha a scrivere su commissione. Poi ha un’idea, e allora accetta: quello che ne esce è uno dei racconti più interessanti di tutta la raccolta, qualcosa che non si può perdere. Tanto più che alla fine compaiono alcuni personaggi secondari dall’universo della Torre Nera… Come non leggerlo subito?

    Herman Wouk è ancora vivo

    Pubblicato per la prima volta su “The Atlantic” il racconto prende spunto da un fatto di cronaca realmente accaduto: una donna che si schianta insieme ai figli un una stazione di servizio. Da un episodio del genere viene tratta la vicenda narrata da King. Un po’ moscio e vuoto, soprattutto dopo il racconto “Ur”. Ma è breve e si legge velocemente. Ed è scritto da King.

    Giù di corda

    Questo racconto, pubblicato nell’edizione paperback di “Notte buia, niente stelle” negli USA, è un bellissimo racconto a metà tra Psycho e Rosemary’s baby. Non dico nulla sulla trama, è da gustare dalla prima all’ultima parola.

    Blocco Billy

    Blocco Billy è un racconto che parla di baseball, uno sport che non riesco bene a capire e soprattutto non riesco a capire come una persona sana di mente potrebbe appassionarcisi. Forse per quello mi risulta un po’ lento, ma stiamo comunque parlando di King, quindi ci si può aspettare un po’ di tutto… Compreso un racconto di baseball con un finale da lasciare a bocca aperta.

    Mister Yummy

    Questo racconto è inedito. Ambientato in una casa di riposo i protagonisti sono due vecchietti alla fine dei loro giorni. Dai toni morbidi e malinconici che ben riescono a Stephen King, un racconto ambientato nei ricordi dei club per gay newyorkesi e sulla paura dell’AIDS. Nulla di che, ma ben scritto e piacevole.

    Tommy

    Tommy, già pubblicato su playboy, è uno dei più brutti racconti della raccolta, a mio avviso. Abbastanza inutile, troppo corto, sembra quasi inserito solo per riempire le pagine. Non che serva, intendiamoci.

    Il piccolo dio verde del dolore

    Il piccolo dio verde del dolore è un racconto anch’esso molto breve, ma decisamente migliore rispetto al precedente. Un ricco uomo d’affari è costretto a letto da dolori fortissimi dopo un incidente aereo. Una sorta di guaritore viene incaricato di estirpare il dolore dal corpo dell’uomo. Ci riuscirà… Ma a che prezzo? Pubblicato per la prima volta su “A book of horrors”.

    Quell’autobus è un altro mondo

    Anche questo racconto è molto breve, forse anche per questo motivo non l’ho apprezzato moltissimo. Però è interessante il tratteggio dell’ambientazione e la situazione talmente assurda da essere capitata almeno una volta a tutti nella vita. Pubblicato precedentemente su Esquire.

    Io seppelisco i vivi

    Insieme a “Ur” il più bel racconto della raccolta. Un giornalista di una rivista web scopre di avere un potere incredibile. Non sarà facile capirlo, utilizzarlo o rinunciarci. Uno dei pochi racconti inediti della raccolta.

    Fuochi d’artificio ubriachi

    Madre e figlio sono spesso ubriachi nella loro sperduta casa in riva al lago. Ogni anno, al 4 Luglio, improvvisano una gara di fuochi d’artificio con i loro vicini, che odiano. Fino alle conseguenze più scontate quando si tratta di botti. Un bel racconto, anche se molto lontano dalle tematiche kinghiane.

    Tuono estivo

    Il racconto che chiude la raccolta. Figlio delle atmosfere di Cell e dell’Ombra dello Scorpione, tuono estivo è però un racconto che assomiglia più a Io sono leggenda. Pochissimi sopravvissuti, destinati a morire presto o a impazzire. Pubblicato su “Turn down the lights”.

    Citazioni da “Il bazar dei brutti sogni”

    “La vita è un coprimozzo che si arrugginisce in un fosso al lato della strada”

  • Harry Potter and the cursed child

    Harry Potter and the cursed child

    “Harry Potter and the cursed child” è la sceneggiatura di uno spettacolo teatrale di Jack Thorn and John Tiffany basato su una nuova storia di J.K. Rowling e pubblicato in Inghilterra da Little Brown il 31 Luglio 2016.

    Informazioni su ‘Harry Potter and the cursed child’
    Titolo: Harry Potter and the cursed child
    Autore: Jack Thorn, John Tiffany, J.K. Rowling
    ISBN: 9780751565355
    Genere: Fantasy
    Casa Editrice: Little Brown
    Data di pubblicazione: 2016-07-31
    Formato: Copertina rigida
    Pagine: 343
    Goodreads
    Anobii

    Harry Potter and the cursed childOk. Esce Harry Potter 8. O così almeno ci raccontano. Certo, parte tutto dalla sceneggiatura per una rappresentazione teatrale, ma J.K. Rowling ci mette le mani e lo rende più leggibile e coerente. Questo è sempre quello che ci dicono.

    Comincio a leggere questo romanzo con ansia. Credevo che Harry Potter fosse finito, che la saga fosse completa, ma poi esce il seguito! Ho provato più o meno le stesse sensazioni con “La leggenda del vento” di Stephen King, spin-off della Torre Nera.

    Direi che in entrambi i casi ho provato delusione. Ma con Harry Potter è quasi tristezza. Già da quando apro il libro. Non è altro che un copione teatrale, con pochissimi intermezzi che descrivono le scene; soltanto il nome del personaggio con la sua battuta. E la trama è incredibilmente banale e poco costruita. Non voglio spoilerare niente a nessuno (anche se visto quanto questo libro ha fatto parlare di sé ormai le persone interessate si sono già fatte un’idea), ma quando si comincia una storia con i viaggi nel tempo bisogna progettarla bene, prestare molta attenzione ai dettagli e al fatto che alla fine debbano chiudersi tutti in un cerchio perfetto. E la Rowling l’aveva già fatto in Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, restringendo il viaggio nel tempo a qualche ora e riuscendo a chiuderlo in modo elegante e completo, quindi sapeva delle difficoltà a cui stava andando incontro. L’unico esempio che mi viene in mente di viaggio nel tempo completo e in cui tutto torna è la trilogia di Ritorno al Futuro. Con queste premesse, la trama poteva essere completa e chiara? No. Decisamente no. I viaggi nel tempo in questa storia sono banali come i personaggi.

    I personaggi sono malamente costruiti e sono solo un’ombra di quelli a cui siamo abituati: Albus Severus Potter è la nemesi di Harry Potter, ma in realtà finisce esattamente come il padre che tanto non riesce a capire; Harry Potter è l’ombra di sé stesso, il ragazzo che ha sconfitto Voldemort con l’amore non è capace di accettare un figlio leggermente diverso? Ron è diventato una macchietta che compare soltanto per fare battute ridicole e inutili, e Hermione Granger, che a 16 anni è una strega incredibile e impareggiabile, diventa un Ministro della Magia all’altezza di Caramell?

    “Harry Potter and the cursed child” è niente più che un’operazione di marketing: agli sceneggiatori dell’opera teatrale conviene portare uno spettacolo del genere a teatro perché avranno sempre il tutto esaurito con la popolarità del mago con la saetta in fronte; alla Rowling conviene perché firmandolo guadagna i diritti d’autore su altre milioni di copie. Nessuna critica per questo, i soldi sono soldi, ma non si può chiedere ad un lettore di accettare una cosa come questa. Di apprezzarla. Hanno riscaldato la saga di Harry Potter in un minestrone scialbo e senza sapore. Che ha il sapore della birra calda.

  • Fuga di mezzanotte – Recensione

    Fuga di mezzanotte – Recensione

    Fuga di mezzanotte è un’autobiografia di Billy Hayes scritta con l’aiuto di William Hoffer e pubblicata in Italia da Newton & Compton nel 2007.

    Informazioni su ‘Fuga di mezzanotte’
    Titolo: Fuga di mezzanotte
    Autore: William Hoffer, Billy Heyes
    ISBN: 9788854108066
    Genere: Autobiografico
    Casa Editrice: Newton & Compton
    Data di pubblicazione: 2007-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 315
    Goodreads
    Anobii

    Fuga di mezzanotteBilly Hayes è uno studente universitario che sta pensando di mollare il college. Al momento è a Istanbul, e sta pensando che portare qualche chilo di hashish negli Stati Uniti sia un buon modo per cominciare un nuovo capitolo della sua vita. Viene però fermato all’aeroporto e incarcerato. Dopo una prima condanna a quattro anni, l’appello del processo (in seguito alle leggi sullo spaccio diventate più severe) lo condanna all’ergastolo.

    Un resoconto delle carceri turche, forse un po’ esagerato e romanzato anche a detta dello stesso autore (soprattutto per quanto riguarda la realizzazione cinematografica), interessante e in prima persona; anche perché non è un romanzo, ma un’autobiografia di uno studente che per il tentativo di contrabbandare due chili di hashish riesce a scappare dopo 5 anni di carcere.

    L’autobiografia è scritta in modo molto scarno e diretto, una buona scelta visti i frequenti pestaggi e le violenze della polizia turca, che però pare una scelta meno azzeccata quando si parla dei sentimenti del protagonista. Billy Hayes dice di essere terrorizzato ma non lo sembra affatto, e questa è secondo me una pecca importante.

    Fuga di mezzanotte – Valutazione
    • 7/10
      Trama – 7/10
    • 5.5/10
      Scrittura – 5.5/10
    • 6/10
      Contenuto – 6/10
    6.2/10

    Riassunto

    Un libro interessante, perché ci permette di mettere piede all’interno delle carceri turche, che saranno pure diverse dagli anni Settanta ma che con il regime camuffato di Erdoğan non saranno poi molto diverse. Forse andava scritto meglio, o forse no: in fondo qui non parliamo di un romanzo, ma dei fatti successi ad una persona qualunque.

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  • Resistanbul – Recensione

    Resistanbul – Recensione

    Recensione di “Resistanbul”

    Resistanbul – La Turchia al bivio tra Gezi Park e l’Islamizzazione di Erdoğan è un libro di Roberta Zunini, pubblicato da Imprimatur nel 2013.

    Informazioni su ‘Resistabul’
    Titolo: Resistanbul – La Turchia al bivio tra Gezi Park e l’Islamizzazione di Erdoğan
    Autore: Roberta Zunini
    ISBN: 9788897949992
    Genere: Divulgativo
    Casa Editrice: Imprimatur
    Data di pubblicazione: 2013-12-12
    Formato: eBook
    Pagine: 160
    Goodreads
    Anobii

    ResistanbulNel 2013 a Istanbul, in Turchia, il primo ministro Recep Tayyip Erdoğan, al suo secondo mandato, vuole cementificare piazza Taksim e il parco adiacente, Gezi Park.

    Taksim è il centro delle proteste di Istanbul dalla nascita della moderna Turchia, e da quella piazza parte la İstiklal Caddesi, il viale principale del turismo e della vita notturna di una città da 14 milioni di abitanti.

    Forse il ministro turco non se lo aspetta, ma incontra una grossa resistenza. Molti attivisti interrompono il lavoro delle ruspe che vogliono ricostruire una copia della Caserma Taksim, demolita negli anni Quaranta, per adibirla a centro commerciale. Scontri, sgomberi e una polizia incredibilmente repressiva, trasformano una protesta ambientalista in uno degli scontri sociali più aspri e intensi della vita politica Turca.

    Roberta Zunini, giornalista attualmente al Fatto Quotidiano, è a Istanbul in quei giorni di rivolta. Questo è il resoconto di quei giorni e dei suoi viaggi successivi, dove cerca di capire come e se il movimento di Gezi Park può trasformare la Turchia in un paese più democratico in grado di contrastare la spinta dittatoriale del regime islamista di Recep Tayyip Erdoğan.

    Il racconto scorre bene ed è ben scritto, anche se molto veloce e a tratti a mio avviso molto superficiale. Il movimento di Gezi Park non viene spiegato a sufficienza per comprenderlo appieno, e anche l’analisi politica dei mesi successivi alla fine della protesta sembrano solo degli abbozzi che non vengono approfonditi e che ci danno poco sulla situazione politica di una Turchia che nel 2016 è diventata quasi il fulcro delle problematiche legate alla Siria, a daesh (che gli occidentali chiamano ISIS) e al futuro del Medio Oriente.

    La narrazione è comunque molto piacevole e la scrittura corretta e mai noiosa.

    Citazioni da “Resistanbul”

    “E qui Erdoğan, forte dei risultati e ubriaco di potere, alla fine si è mostrato per quel che è, ha tolto la maschera e ha costretto noi a metterla”.

    “[…] anche allora, nel momento di passaggio dallo stato di diritto allo stato di polizia, la maggior parte della gente continua a vivere come se tutto fosse uguale a prima. Come se nulla fosse cambiato. Come se la maschera antigas avesse la stessa valenza di uno spazzolino da viaggio”

    “La reazione violenta delle proteste per Gezi ha messo a nudo la mentalità del nostro Stato, che è questa: se spari a qualcuno in nome dello Stato, sai già che non ci saranno conseguenze”

    “Sono curde, lontane anni luce dai loro villaggi di campagna, dalle tombe dei loro cari. Sradicate come alberi morti ora vivono in questo ghetto di cemento, in case traballanti. Tra prostitute, spacciatori e poliziotti occupati a fare la guerra a chi dissente”

  • Recensione di Rosso nella notte bianca di Stefano Valenti

    Recensione di Rosso nella notte bianca di Stefano Valenti

    Rosso nella notte bianca è un romanzo di Stefano Valenti pubblicato da Feltrinelli nel Marzo 2016.

    Informazioni su ‘Rosso nella notte bianca’
    Titolo: Rosso nella notte bianca
    Autore: Stefano Valenti
    ISBN: 9788807031793
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 2016-03-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 160
    Goodreads
    Anobii

    Acquista Rosso nella notte bianca su GoodBook.it

    Rosso nella notte biancaNel 1994 Ulisse, che manca dalla Valtellina da quarantotto anni, aspetta Mario Ferrari fuori da un osteria, per poi ucciderlo a picconate. Sembra il gesto di un pazzo, anche perché è Ulisse a parlarci in prima persona, dicendoci che sente delle voci nella testa, che a volte sono Dio e a volte donne e bambine che gli dicono di fare delle cose. Il gesto sembra inspiegabile, ma Ulisse prova lo stesso a raccontarcelo: l’omicidio affonda le radici cinquant’anni in profondità, durante la guerra, quando il nostro protagonista viveva in quella zona insieme alla madre e alle sorelle.

    Il punto di vista del romanzo è quello di Ulisse, narrato in terza persona; il testo è pieno di “Ulisse dice”, “dice Ulisse”, come se l’autore volesse prendere le distanze dal protagonista, come se volesse presentarcelo come un matto, una persona fuori da ogni logica su cui non si possa fare davvero affidamento.

    Ma mentre la narrazione procede capiamo che Ulisse ha qualche problema di depressione e a volte sente le voci (dovute anche ad una fervente educazione cattolica), ma i suoi gesti sono tutt’altro che sconsiderati.

    Un romanzo che appartiene al filone di cui fanno parte anche “La luna e i falò” e “Il sentieri dei nidi di ragno“, in cui ci viene presentata la resistenza italiana contro il nazifascismo, i sentimenti e l’attivismo che scorrevano nel dopoguerra per le lotte in fabbrica e la speranza dei lavoratori, dei contadini e di tutti gli emarginati, di rivoluzionare il mondo borghese per cambiare veramente le cose.

    Rosso nella notte bianca è un romanzo di rabbia e di vendetta. Di rabbia per il fallimento di una lotta che dopo cinquant’anni non ha ancora portato a nulla, e la vendetta per un mondo fascista che ha cambiato bandiera all’ultimo secondo per rimanere al potere e continuare a soggiogare il popolo degli emarginati.

    Citazioni da “Rosso nella notte bianca”

    “La miseria nostra, di altri come noi, è procurata dalla ricchezza di altri, diversi da noi. La miseria è procurata dal desiderio di ricchezza di altri, e così dobbiamo cambiarla questa cosa di classe, dei poveri e dei ricchi, dei proletari e dei borghesi. La mia vita è cominciata qui, nei monti, dice Ulisse, che prima non era vivere”

    “E in radura dai rami di querce disadorne pendono uomini come addobbi natalizi”

    “E di me, di quelli come me, di contadini, di operai, dei miserabili, dice Ulisse, nessuno ha memoria; di me, di quelli come me, l’Italia intera non ha memoria, ha abbandonato tutti noi l’Italia, come dimentichi di un parente morto che ha trasmesso un’eredità e continui a divertirti, l’Italia ha detto grazie a arrivederci; di me, di noi, non ha memoria nessuno, che era meglio dimenticarci, ricostruire l’Italia tale e quale a prima, proprio identica a prima, coi medesimi al comando e i medesimi comandati, come niente fosse, i medesimi senza eccezione, come tutte le volte nel tempo andato”

     

  • Odio

    Odio

    Odio è un romanzo di Andrea Ferrari pubblicato da 96 rue de la fontaine nel 2016.

    Informazioni su ‘Odio’
    Titolo: Odio
    Autore: Andrea Ferrari
    ISBN: 9788899783075
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: 96, rue de-La-Fontaine
    Data di pubblicazione: 2016-06-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 90
    Goodreads
    Anobii

    Il romanzo scorre bene perché bene è scritto: sono evidenti le contaminazioni di Bukowski e di Welsh, sia nelle descrizioni crude e secche che nella trama a metà tra l’autobiografico e la parodia. Anche la trama è interessante, una vita qualunque di un qualunque ragazzo di provincia sconvolto dall’odio e da problemi psichici che cerca la sua strada tra Reggio Emilia, Tolosa e Barcellona.

    A differenza di Bukowski, però, manca l’arte di inserire considerazioni geniali tra una scopata e l’altra (come il suo maestro Henry Miller, del resto); sono rimasto stupito dalle molteplici masturbazioni giornaliere del protagonista, ma alla lunga non ho capito cosa l’autore volesse raccontarmi. O cosa volesse farmi provare.

    È forse quello il grande peccato del romanzo: ci scorta con un’ottima scrittura, cruda e secca, lungo le strade e le case in cui il protagonista vive e odia, noi lo seguiamo con curiosità, sperando che ci stia portando da qualche parte. Una rivelazione, una degenerazione, la disperazione, la felicità, la morte… Qualsiasi cosa. Invece più lo seguiamo e più ci lascia indietro, perché il nostro interesse e la nostra curiosità scemano.

    Lo potete trovare e acquistare sul sito di Edizioni 96 Rue de la Fontaine.

  • Il cavaliere inesistente

    Il cavaliere inesistente

    Il cavaliere inesistente è un romanzo di Italo Calvino del 1959, pubblicato in questa edizione da Mondadori nel 2000. É il terzo romanzo della cosiddetta serie “I nostri antenati”, che comprende “Il visconte dimezzato” e “Il barone rampante”.

    Informazioni su ‘Il cavaliere inesistente’
    Titolo: Il cavaliere inesistente
    Autore: Italo Calvino
    ISBN: 9788804370864
    Genere: Fantastico
    Casa Editrice: Arnoldo Mondadori
    Data di pubblicazione: 2000-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 126
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    Il cavaliere inesistenteSiamo nel periodo di Carlomagno, e i Paladini Francesi stanno facendo la guerra ai Saraceni infedeli. Tra le fila dell’esercito c’è un cavaliere particolare: si chiama Agilulfo, e non esiste. Quando Carlomagno passa in rassegna le truppe, infatti, Agilulfo non è altro che un’armatura bianca e splendente ma vuota. Sembra muoversi e combattere solo per forza di volontà. A questo cavaliere sembra ispirarsi Rambaldo, appena giunto nell’esercito con gli ideali cavallereschi pesantemente ridimensionati da una guerra che è più burocratica che fatta di passione, onore e slanci coraggiosi. Rambaldo che si innamora di Bradamante, donna cavaliere dell’esercito franco che dopo aver amato ogni cavaliere dell’esercito cerca l’amore impossibile proprio del cavaliere che non esiste, Agilulfo.

    Perché il cavaliere inesistente è l’emblema della perfezione: mai nulla fuori posto, mai un graffio nell’armatura, sempre perfetto nell’esecuzione dei compiti quotidiani di un paladino, compresi quelli più noiosi come seguire la distribuzione del cibo. D’altra parte manca di tutto ciò che rende la vita vivibile: amore, passione, riposo, cibo… Agilulfo è l’uomo robot, perfettamente burocrate, ligio al dovere ma privo di passione e di slancio.

    Calvino, nella sua genialità gli affianca uno scudiero che gli fa da contrappasso: Gurdulù è un ragazzo che segue l’istinto in tutto senza avere intelletto: è capace di identificarsi con una rana, con un albero, fa confusione mentre mangia la zuppa (credendo che sia la zuppa a doversi mangiare lui), ma gode di tutte le passioni che il suo padrone non può godere, come il cibo o il sesso delle cortigiane.