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LibriRadici
Home›Radici›Libri›Fuga di mezzanotte – Recensione

Fuga di mezzanotte – Recensione

By zorba
2 Agosto 2016
2347
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Fuga di mezzanotte è un’autobiografia di Billy Hayes scritta con l’aiuto di William Hoffer e pubblicata in Italia da Newton & Compton nel 2007.

[su_box title=”Informazioni su ‘Fuga di mezzanotte'” radius=”10″]Titolo: Fuga di mezzanotte
Autore: William Hoffer, Billy Heyes
ISBN: 9788854108066
Genere: Autobiografico
Casa Editrice: Newton & Compton
Data di pubblicazione: 2007-01-01
Formato: Paperback
Pagine: 315
Goodreads
Anobii
[/su_box]

Fuga di mezzanotteBilly Hayes è uno studente universitario che sta pensando di mollare il college. Al momento è a Istanbul, e sta pensando che portare qualche chilo di hashish negli Stati Uniti sia un buon modo per cominciare un nuovo capitolo della sua vita. Viene però fermato all’aeroporto e incarcerato. Dopo una prima condanna a quattro anni, l’appello del processo (in seguito alle leggi sullo spaccio diventate più severe) lo condanna all’ergastolo.

Un resoconto delle carceri turche, forse un po’ esagerato e romanzato anche a detta dello stesso autore (soprattutto per quanto riguarda la realizzazione cinematografica), interessante e in prima persona; anche perché non è un romanzo, ma un’autobiografia di uno studente che per il tentativo di contrabbandare due chili di hashish riesce a scappare dopo 5 anni di carcere.

L’autobiografia è scritta in modo molto scarno e diretto, una buona scelta visti i frequenti pestaggi e le violenze della polizia turca, che però pare una scelta meno azzeccata quando si parla dei sentimenti del protagonista. Billy Hayes dice di essere terrorizzato ma non lo sembra affatto, e questa è secondo me una pecca importante.

Fuga di mezzanotte - Valutazione
  • 7/10
    Trama - 7/10
  • 5.5/10
    Scrittura - 5.5/10
  • 6/10
    Contenuto - 6/10
6.2/10

Riassunto

Un libro interessante, perché ci permette di mettere piede all’interno delle carceri turche, che saranno pure diverse dagli anni Settanta ma che con il regime camuffato di Erdoğan non saranno poi molto diverse. Forse andava scritto meglio, o forse no: in fondo qui non parliamo di un romanzo, ma dei fatti successi ad una persona qualunque.

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