Se domani si vive o si muore è un romanzo di Giuseppe Truini pubblicato da Ensemble nel 2012.
Lino è un figlio di papà, nel senso più puro del termine. Studente fuori corso a Roma, senza nessuna particolare abilità, senza nessuna particolare voglia, si è auto-escluso dal mondo borghese del padre e della sua azienda che ha portato grandi ricchezze a tutta la famiglia.
All’improvviso il padre ha bisogno di lui. Deve salire al nord, nella provincia torinese, per andare a trattare con le banche per avere dei prestiti che permetterebbero all’azienda di non chiudere l’impianto produttivo. Qui si trova a confrontarsi con alcuni suoi coetanei che non sono cresciuti come lui in ambienti protetti, e quindi precari, abituati a scontrarsi con il mondo dell’economia e del lavoro quotidianamente. Si trova anche a confrontarsi con il mondo del potere, quel potere dovuto al possesso e alla circolazione del denaro, e alle responsabilità che ha sempre cercato di evitare.
Potete acquistare “Se domani si vive o si muore” dal sito ufficiale di Ensemble.
Citazioni da “Se domani si vive o si muore”
“Per quanto possano essere grandi le cazzate che io possa fare, non lo saranno abbastanza da essere ricordate in eterno”


Oscar è laureato in lettere ma non fa il professore. Fa da supporto ad una ragazza, Edera, affetta da atrofia muscolare progressiva. Edera non è il suo nome, ma il nome che la nipote di Oscar le ha dato. Perché sua nipote vede dentro le persone, vede se sono pure o no e da loro il nome più adatto. Lavora per una cooperativa che non lo paga da un anno, vive con sua sorella Lucia (che rimane incinta essendo ancora vergine), sua nipote Silvia e suo nipote Matteo (che da quando ha vinto il premio di ragazzo più intelligente d’Italia non parla più ma comunica solo per rebus, equazioni e indovinelli scritti). Ovviamente loro sono i figli dell’altra sorella di Oscar, Elena, che fa l’avvocato per i diritti umani in Grecia. Sembra un libro strano ma tranquillo, finché una delle prostitute che abitano sotto casa di Oscar scompare. Da allora una serie di eventi precipiterà Oscar e la sua strana famiglia in una storia di potere e morte.
Carl è uno studente in medicina che sa benissimo che a breve mollerà. Vive a Roma, è senza soldi e non si sente assolutamente in grado di continuare. Quando la nonna paterna abruzzese muore, lasciandogli in eredità una casa, decide di trasformarla in un Bed & Breakfast. Dando il via ad una serie di eventi sempre più strani e sanguinari.
Sono gli anni ’50 e siamo ad Avellino. Il famoso avvocato Renzo Vinsa sta seguendo una causa per uno stupro su una minorenne da parte di un tenente dell’esercito, convinto da una disperata ed appassionata lettera del padre della giovane.
Dico libro e non romanzo perché come dice Bianca Maria Bruno nella prefazione:
Gioia, figlia ribelle di un politico di destra degli anni Settanta in Italia, è un’adolescente spumeggiante e piena di vita che vive in lombardia in una terra di confine con la Svizzera, piccoli paesini arroccati sulle montagne dove per tradizione l’occupazione più diffusa è il contrabbando.
Nell’Italia dei primi Novecento c’è una famiglia di industriali ricca e completamente pazza, che si basa su 4 semplici regole:
Siamo nel 1942 e l’Italia si è dichiarata neutrale all’avanzata nazista in Europa. La Francia ha un governo fantoccio dove nell’ombra troviamo ancora il burattinaio Hitler. Solo Russia, Stati Uniti e Gran Bretagna cercano di combattere il nazismo.
È un romanzo ambientato nel Mediterraneo negli anni successivi alle vicende di “Q”, celebre romanzo di Luther Blisset, il precedente nome del collettivo.
L’incancellabile segno di sé