Aspesia Blues è un romanzo di Andrea Fantini pubblicato da Enzo Delfino Editore nel 2010.
Aspesia è una città della provincia laziale. Lontana dalla capitale, senza particolari attrazioni per i giovani e senza particolari orizzonti di svolta. I protagonisti sono un gruppo di ragazzi, come ce ne sono tanti, soprattutto in provincia (ma non solo). Una compagnia che lotta contro la noia come può, e beve, si droga, fa cazzate. Forse una storia un pò stereotipata, descritta così, ma devo dire che Andrea Fantini riesce a renderla decisamente appassionante.
La trama è forse banale, ma la scrittura dell’autore la rende attuale, quasi svincolata dagli anni Novanta in cui la vicenda si svolge; quasi un blues, appunto, fatto di riff di chitarra tristi e dissonanti, in cui le descrizioni dell’autore dissentono completamente dal forte accento laziale dei protagonisti e dai loro discorsi. Sembra quasi la struttura antifonale del blues, con la chiamata di un narratore che usa un linguaggio alto e la risposta secca, volgare e dialettale dei suoi protagonisti. Ma non tragga in inganno questa dualità: ho quasi la sensazione che l’autore sia soltanto l’evoluzione di uno di quei personaggi. Li conosce troppo bene, ne conosce le angosce, le reazioni, la lotta alla noia, le droghe…
Potete acquistare il romanzo dal catalogo della Enzo Delfino Editore.
Citazioni da “Aspesia Blues”
“Non si può essere deboli a sedici anni. Lo dicono le riviste e lo dice chi sedici anni non ne ha più. Essere giovani è la cosa peggiore che ti possa capitare a sedici anni.”
“Gli avventori giocano i loro ruoli consapevoli facendo girare la giostra eterna dell’abitudine, un mondo nel quale il mondo è presente di striscio e appena appare dalle pagine mal lette dei quotidiani, dai commenti mattutini tinti coi cappuccini e i cornetti freschi a suon di filosofie spicciole e triviali allo stesso tempo, assolutamente conformiste e indecenti, tutto consumato in una costante, dolente e precisione che diventa retaggio.”
“Vaga tutte le sere tra l’osteria e il pub, cercando quello che cercano tutti: essere compreso, accolto, accettato e di stordirsi col suo zozzo vino. La sua vita fa schifo, e lui lo sa. Non ha il coraggio di suicidarsi e non vuole sistemare le cose. Sta solamente aspettando la morte nel cattivo agio della sua esistenza e nulla al mondo potrebbe portarlo via da quel posto, tra i rifiuti e le zanzare, tra il puzzo e la cenere della sigaretta, tra il vino così cattivo da bruciare la gola e la sensazione che la morte, prima o poi, arriverà.”
“Solo perché nun c’avemo un cazzo da fa’. Chi se drogava nell’anni Sessanta cercava, stava a cerca’. Lo facevano co’ ’na certa purezza, e lo facevano quasi pe’ arricchisse de ’na conoscenza senza conosce le conseguenze. Nell’anni Settanta hanno capito che tutto quello che avevano pensato riguardo a le droghe nun era completamente vero e so’ tutti, o quasi tutti, rientrati nei ranghi. L’Ottanta l’avemo intravisti. La gente se drogava solo pe’ distruggese e nient’altro. È stato un suicidio organizzato già nei Settanta, solo dolore nient’altro. Te compravi il paradiso co’ venti mila lire, ce annavi a nozze, pareva che avevano aperto tutti i manicomi, lasciato anna’ tutti i potenziali suicidi e chi s’è sarvato ne porta ’e conseguenze e poi… poi ce semo noi. ’Sti cazzo de anni Novanta che nun c’hanno senso. Sembra che se trascineno. Noi ingoiamo tutto pe’ noia e paura della noia. C’hanno cresciuto co’ la paura del sesso, scopa’ vor di’ rischia’ de mori’, ci hanno detto che c’avemo tutto e ’sto tutto nun lo vedemo perché nun c’è. C’hanno detto pure che dovemo ringrazia’ pe tutto quello che c’avemo, st’abbondanza de cose… macchè! Sfido che la chiamano generazione X, dovevano chiamalla generazione zero. Nun c’avemo scopi, non conoscemo noi stessi, però guardamo la televisione. Semo solo una generazione de teste de cazzo che s’annoia e pe’ ammazza ’r tempo usa le droghe senza riconoscese in niente.”
“Non ci sono fonti dalle quali bere, acqua potabile, cerchi perfetti, solo disgrazie e disgraziati che si accoppiano e mettono sulla terra altri disgraziati, solo questo mare di inutile, nauseante candore nel quale rimanere stecchiti.”
“Dio arriva dove non arrivano i manicomi.”


Un giorno il mondo si sveglia e la corrente elettrica scompare. E’ l’effetto Carrington, una tempesta solare in grado di spazzare via per mesi (o anche anni) le attività elettromagnetiche sul nostro pianeta. All’improvviso il mondo scivola nel panico: anarchia, follia, violenza, ma anche solidarietà, riscoperta di un diverso modo di vivere e decrescita.
In questo romanzo Giacomo si racconta attraverso le relazioni con le donne della sua vita: una carrellata di esperienze amorose dall’adolescenza fino ai cinquant’anni. I primi capitoli sono le donne dell’adolescenza e della giovinezza, appena tratteggiate, che non hanno bisogno di venire approfondite, forse. Poi la prima moglie, Sofia. Da questo capitolo ogni donna raccontata ha l’occasione di un contraddittorio nel capitolo successivo: infatti dopo “Sofia” troviamo “Io, la moglie”, e questo succederà per tutte altre donne della vita di Giacomo, fino all’ultima moglie Marianne (“Io, la moglie francese”)
Autistici è un collettivo milanese che si occupa di tecnologia. Soprattutto della vera e propria parte tecnica. Decidono di costruire un server che garantisca l’anonimato degli utenti in un’era in cui Facebook non era ancora nato. E Mark Zuckerberg giocava con i giochini di plastica da mordere per rinforzare i dentini.
Michelangelo è un ingegnere informatico che lavora in un’azienda di giocattoli che sta per produrre una bambola interattiva di nome Aliena. E’ sposato con la sua sexy ex insegnante di Italiano Ileana e vive una vita tranquilla e felice. Fino al giorno in cui sul suo portatile dove sono stoccati tutti i file per la programmazione della bambola Aliena compare un virus che gli cancella tutto l’hard disk. Nulla di grave, se non che alla base di questo virus sembra esserci un suo vecchio amico, Ivan, ora eroinomane e appena suicidatosi in circostanze misteriose.
Il maresciallo Galina entra al Las Vegas, il peggio bar della città, in una torrida estate. Non ne ha voglia, ma deve indagare sul caso Galdini, moglie del geometra del comune e proprietaria di diversi appartamenti nella città.
Charles Jacobs è un pastore metodista che arriva in una piccola città del Maine. E’ giovane, ha voglia di darsi alla comunità e ha una passione per l’elettricità e i trucchi di magia. Il giovanissimo Jamie Morton abita vicino alla chiesa, ed è uno dei frequentatori delle messe e dei “Giovedì dei giovani metodisti”. Quando il fratello di Jamie perde la voce, il reverendo lo guarisce con un collare percorso da energia elettrica. Sembra andare tutto bene, finché la bella moglie del reverendo e il piccolo figlio muoiono brutalmente in un incidente d’auto. Da allora il reverendo perde la fede, e dopo la “predica terribile” in cui urla che Dio non esiste, viene cacciato dalla piccola cittadina.
Nel West Country, nella frazione di una città chiamata Yarvil, Pagford, il filantropo consigliere cittadino Barry Fairbrother muore improvvisamente di aneurisma. La sua morte lascia un posto vacante nel consiglio, proprio mentre si sta prendendo la decisione di restituire a Yarvil i Fields, i quartieri popolari malvisti dagli abitanti di Pagford, per il quale Fairbrother si stava invece battendo.
Il libro non è un romanzo. Né un saggio. La magistratura ha accusato Erri De Luca, uno degli scrittori più quotati in Italia, di “istigazione a delinquere”.
Colonna è uno scrittore fallito: ghostwriter, traduttore dal tedesco, giornalista senza giornale. La sua vita post-universitaria è totalmente diversa da come la immaginava. La sua vita si trascina finché un suo vecchio professore lo invita a diventare capo-direttore di un giornale particolare, chiamato “Domani”. Per qualche mese avrebbero dovuto preparare il “Numero zero”, l’uscita pilota di un periodico. I suoi colleghi sono personaggi particolari: un complottista, un giornalista legato ai servizi segreti, una ragazza con esperienza in giornali scandalistici… La macchina del fango che stanno per creare prende forma, mentre strane storie sembrano spuntare su Mussolini e su una sua eventuale fuga dall’Italia prima che i partigiani uccidessero un sosia…