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  • Recensione di Hadriaticum di Pio Bianchini

    Recensione di Hadriaticum di Pio Bianchini

    Recensione di Hadriaticum di Pio Bianchini, pubblicato da Augh! Edizioni nel Maggio del 2017.

    Informazioni su ‘Hadriaticum’
    Titolo: Hadriaticum
    Autore: Pio Bianchini
    ISBN: 9788893431538
    Genere: Romanzo Storico
    Casa Editrice: Augh! Edizioni
    Data di pubblicazione: 2017-05-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 276
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    HadriaticumHadriaticum è un romanzo storico, e nelle intenzioni dell’autore Pio Bianchini c’è l’obiettivo di partire da alcuni documenti ufficiali sull’area marchigiana per descriverci questa storia del XIII secolo di pirati slavi al tempo dello splendore della Repubblica di Venezia.

    L’idea mi sembrava buona, anche se l’inizio del romanzo non sono riuscito proprio a comprenderlo. Perché c’è un prologo alla narrazione, in cui un personaggio insieme alla sua fidanzata ha uno strano senso di deja vu vedendo alcune rovine nelle Marche; prologo che continua con uno storico dei giorni nostri che trova i documenti da cui ha origine tutta la storia.

    Anche l’inizio della storia ambientata nel XIII secolo mi ha lasciato un po’ perplesso; ci sono un centinaio di pagine che ci raccontano la storia della nonna e della madre di due personaggi del romanzo, Lunardo e Marin. La narrazione qui è pesante, ma sembra necessaria perché così conosciamo le origini dei nostri protagonisti…

    Solo che i due gemelli non sono i protagonisti.

    Il vero protagonista è Siniša, pirata di Almissa e capitano di una sagitta che cerca prede nel Mar Mediterraneo.

    Da qui il romanzo è abbastanza buono, la narrazione procede spedita ed è interessante lo sviluppo della trama.

    Solo che siamo a metà romanzo, e la prima parte è scritta peggio e assolutamente non necessaria alla comprensione della trama.

    Il registro utilizzato è aulico, in linea con i fatti raccontati; ci sono espressioni del veneziano antico, presumo ci siano documenti affidabili da cui trae origine tutta la vicenda… Ma non mi pare sufficiente.

    I romanzi storici che ho letto, come quelli di Umberto Eco e di Wu Ming, sembrano catapultarci nell’epoca di cui parlano: ci trasportano indietro nel tempo permettendoci di essere testimoni di eventi di cui avevamo sentito parlare solo nei libri di storia, anche se svuotati di ogni passione e di ogni interesse.

    Pio Bianchini non mi pare essere riuscito in questo intento. Mancano descrizioni più approfondite dei luoghi, del vestiario, dell’ambiente in cui si muovono i suoi personaggi. Personaggi che a loro volta non sono così profondi da essere credibili… Restano fantasmi da libri di storia, solo un po’ più corporei, che si muovono tra le ombre di un’epoca passata che l’autore cerca di rendere attuale ma che riesce soltanto a dipingere in bianco e nero.

    Mancano i colori, manca la profondità in questa narrazione.

    Qualche traccia di sessismo qua e là, che può starci visto il periodo in cui è ambientato il romanzo ma che non ci sta assolutamente nelle parti di prologo ed epilogo quando torniamo ai giorni nostri.

    L’autore di Hadriaticum, Pio Bianchini

    Pio Bianchini nasce a Bologna nel 1957.
    Dopo il liceo classico, lascia l’università a pochi esami dalla laurea in Giurisprudenza e diventa imprenditore nel settore immobiliare. Romagnolo e grande appassionato di trekking e mountain bike, studia la storia dei luoghi che visita e la genealogia delle famiglie che li hanno abitati.

    Ha già pubblicato, nel 2012, “La leggenda di Ca’ Battaglia”, che ha partecipato ai premi letterari Città di Cattolica e Montefiore, dove ha ricevuto una menzione di merito e un premio e, nel 2015, “Petra Rubea”, vincitore “Prix Spécial Associations Culturelles” al World Literary Prize 2015 di Parigi e finalista al Premio Michelangelo Buonarroti 2016.

  • Recensione di Non lasciare la mia mano di Michel Bussi

    Recensione di Non lasciare la mia mano di Michel Bussi

    Non lasciare la mia mano è un romanzo di Michel Bussi pubblicato da Edizioni E/O nel 2017.

    Informazioni su ‘Non lasciare la mia mano’
    Titolo: Non lasciare la mia mano
    Autore: Michel Bussi
    ISBN: 9788866328506
    Genere: Thriller
    Casa Editrice: Edizioni E/O
    Data di pubblicazione: 2017-05-11
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 368
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    Non lasciare la mia manoNon lasciare la mia mano era stato pubblicato in Francia nel 2013 per poi venire riproposto in Italia nel 2017 dopo il buon successo di vendite di Ninfee Nere e Tempo Assassino.

    Ambientato nell’Isola di Reunion, uno dei pochi possedimenti extra-territoriali rimasto dalla Francia coloniale, questo romanzo ha la grande forza di trasportarci in questo paradiso tropicale, con descrizioni e passaggi che descrivono sia la geografia dell’isola (piante, insetti, spiagge, oceano), che la particolare sociologia: a Reunion vengono mescolate etnie in un complesso equilibrio fatto di odi, collaborazioni, affari ed emarginazione.

    All’interno di questa splendida cornice un turista, Martial Bellion, è accusato dell’omicidio della moglie, di cui però non si trova il corpo… E non si trova nemmeno Martial Bellion, in fuga con la figlia per tutta l’isola.

    Come al solito Michel Bussi costruisce un ottima trama (anche se meno complessa di altri suoi lavori), ottime descrizioni e un ottimo ritmo.

    Manca forse quella genialità a cui ci ha abituato in altri lavori (Ninfee Nere su tutti), quella costruzione della trama che ci permette di arrivare fino alla fine senza aver capito assolutamente nulla degli sviluppi successivi. Qui invece qualcosa si intuisce, c’è questa sensazione di “già lo sapevo”.

    Non lasciare la mia mano resta però un ottimo romanzo: ottime descrizioni, buoni i personaggi e buona trama. Il romanzo si divora in un attimo grazie al ritmo incalzante e alla leggerezza della scrittura di Bussi.

  • Recensione di A ciascuno il suo di Leonardo Sciascia

    Recensione di A ciascuno il suo di Leonardo Sciascia

    A ciascuno il suo è un romanzo di Leonardo Sciascia pubblicato da Adelphi nel 2000.

    Informazioni su ‘A ciascuno il suo’
    Titolo: A ciascuno il suo
    Autore: Leonardo Sciascia
    ISBN: 9788845915147
    Genere: Giallo
    Casa Editrice: Adelphi
    Data di pubblicazione: 2000-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 152
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    a ciascuno il suoA ciascuno il suo è un romanzo ambientato in Sicilia, ispirato all’assassinio del commissario di pubblica sicurezza di Agrigento Cataldo Tandoy, in cui un professore universitario si interessa ad un caso di duplice omicidio, finendo coinvolto in piccoli intrighi di potere da piccolo paesino.

    Il romanzo è scritto con lo stile fluido e diretto che caratterizza Leonardo Sciascia, oltre alla chiarezza narrativa che l’ha reso uno dei migliori saggisti italiani (da leggere assolutamente La scomparsa di Majorana), i personaggi sono credibili e ottimamente strutturati e l’ambiente provinciale siciliano viene dipinto con grande maestria.

    Cosa manca a questo romanzo per essere un ottimo libro?

    La trama forse non è indimenticabile né particolarmente originale (anche se qualche colpo di scena finale rende un po’ meno scontato il tutto), ma questo è dovuto a una sensazione di già letto che mi ha accompagnato per buona parte della lettura.

    E credo di avere capito il perché: decisamente la Sicilia di Camilleri deve molto a Sciascia.

    Nel 1967 esce il film omonimo, diretto da Elio Petri (e sceneggiato da questo insieme a Ugo Pirro), liberamente ispirato al romanzo. Il film segna tra l’altrol’inizio del sodalizio artistico fra il regista Petri, lo sceneggiatore Ugo Pirro e Gian Maria Volonté, a cui seguiranno altri fortunati film nel corso degli anni settanta

  • Recensione di Running per soli adulti di Laura Sonzogni e Paolo Barghini

    Recensione di Running per soli adulti di Laura Sonzogni e Paolo Barghini

    Running per soli adulti è un manuale scritto da Laura Sonzogni e Paolo Barghini con le illustrazioni di Fabio Delvò pubblicato da Correre nell’Ottobre 2016.

    Informazioni su ‘Running per soli adulti’
    Titolo: Running per soli adulti
    Autore: Laura Sonzogni, Paolo Barghini e Fabio Delvò
    ISBN: 9788898889587
    Genere: Manuale
    Casa Editrice: Correre
    Data di pubblicazione: 2016-10-18
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 132
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    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    Running per soli adultiDue personaggi immaginari, Andrea e Danielle, si incontrano prima della maratona di New York. Fanno sesso la sera prima della gara e scoprono che i loro risultati sportivi ne traggono giovamento. Perché allora non replicare questo particolare allenamento prima di ogni gara importante?

    La storia immaginaria di questi due personaggi è la scusa per sostenere una tesi interessante: che il sesso e l’attività sportiva non siano incompatibili come spesso è stato sostenuto (mi vengono in mente i ritiri delle squadre di calcio prima di partite importanti, dove il sesso è assolutamente vietato), ma che al contrario siano correlati per il miglioramento dei risultati sportivi.

    Questo manuale è interessante se siete runner professionisti e volete scoprire se il sesso può valere come allenamento: se così fosse sarebbe un allenamento molto più piacevole di tanti altri, non credete?

    Io del resto non so giudicare la tesi degli autori: non sono un runner professionista (mi piace correre per scaricare la tensione, più che per allenarmi seriamente per dei risultati sportivi) e quindi non credo mi cimenterò negli esercizi che compongono questo manuale. Preferisco tenere separate le due cose.

    Unica pecca il prezzo di copertina: nonostante le illustrazioni forse € 24,00 per 132 pagine sono un po’ troppi.

    Potete acquistare il libro sul sito di Correre.

    Gli autori di Running per soli adulti

    Laura Sonzogni (architetto, scrittore esordiente); Paolo Barghini (campione di ultramaratone, allenatore professionista); Fabio Delvò (illustratore professionista, disegna per il Corriere e altre testate culturali).

  • Recensione di Nero di Daniele Scalese

    Recensione di Nero di Daniele Scalese

    Recensione di Nero, un romanzo di Daniele Scalese pubblicato da Eremon Edizioni nel 2017.

    Informazioni su ‘Nero’
    Titolo: Nero
    Autore: Daniele Scalese
    ISBN: 9788889713754
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Eremon Edizioni
    Data di pubblicazione: 2017-05-01
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 172
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    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    NeroNero è un romanzo ambizioso. Racconta di Lorenzo, un personaggio come tanti che vive in una qualsiasi metropoli italiana e si sente ingabbiato tra un lavoro subordinato in cui deve sempre essere sottomesso e una storia con una donna che non sa se ama ma che ormai è diventata routine.

    Dopo essere stato licenziato alla sua prima “ribellione” lavorativa, Lorenzo imbocca la via dell’autodistruzione: comincia a prostituirsi e scivola lentamente in un “microcosmo torbido e amorale; un microcosmo denso di sesso, denaro e nessuna possibilità di salvezza, al cui interno tutti scopriranno di essere colpevoli”.

    È un romanzo ambizioso perché promette di raccontare una storia senza filtri, senza pregiudizi e senza morale, ambientata in una metropoli che è archetipo della metropoli moderna e allo stesso ambientata in una mente che si è persa e che scivola sempre più a fondo nella sua perdizione.

    Quello che mi è rimasto è un romanzo che non ha soddisfatto le attese.

    Il romanzo è scritto in maniera corretta e anche con un ottimo stile (anche se alcuni dialoghi forse andavano rivisti, come il primo monologo di Loredana decisamente troppo forbito confrontato con il resto dei dialoghi e della narrazione), ma quello che manca è una costruzione più attenta e rivista.

    Le descrizioni degli amplessi sono troppo morbidi, soprattutto per un romanzo che racconta di perdizione e amoralità: chiamare “cazzo” il pene e “fica” la vulva avrebbe decisamente migliorato la fruizione del lettore e aumentato la sensazione di qualcosa di sporco e amorale. Magari è solo una mia opinione personale (frutto perlopiù dell’amore che provo per le opere di Henry Miller), ma raccontare di un uomo amorale in maniera corretta e morale sembra un controsenso.

    I personaggi sono abbastanza credibili e ben costruiti, ma la narrazione a volte sembra forzata e poco realistica.

    Mi sono sembrati molto interessanti i dialoghi tra il protagonista Lorenzo e il suo “Io Nero”; la sensazione è che questi dialoghi avrebbero dovuto essere più approfonditi e centrali all’interno della narrazione, invece che esserne un contorno.

    Anche nel contenuto il sessismo che traspare avrebbe potuto essere evitato, o reso più grottesco in modo da prenderne le distanze.

    L’autore di Nero, Daniele Scalese

    Nato a Taranto nel 1988, Daniele Scalese si forma tra Lecce e Milano tra università e testi di Pessoa, David Foster Wallace e Hunter Scott Thompson.

    Collabora con alcune riviste cinematografiche, scrive racconti per un magazine e frequenta una scuola di scrittura creativa.

    Apprezza i film di Tarantino, Polanski, Lynch e Park Chan-Wook.
    Quando si sente triste, guarda Birdman.

  • Recensione di Dentro l’acqua di Paula Hawkins

    Recensione di Dentro l’acqua di Paula Hawkins

    Recensione di Dentro l’acqua, il secondo romanzo di Paula Hawkins pubblicato in Italia da Piemme nel 2017.

    Informazioni su ‘Dentro l’acqua’
    Titolo: Dentro l’acqua
    Autore: Paula Hawkins
    ISBN: 9788856660616
    Genere: Thriller
    Casa Editrice: Piemme
    Data di pubblicazione: 2017-05-02
    Lingua: Italiano
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 372
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    Dentro l'acquaLa ragazza del treno è stato un capolavoro assoluto, e il secondo romanzo di Paula Hawkins andava letto per forza.

    Tutta la vicenda di questo romanzo è ambientata nella campagna inglese nel paesino di Beckford, tagliato dall’omonimo fiume. E il paese e il fiume sono storicamente legati, perché nel fiume, in una particolare ansa, durante i secoli molte donne hanno trovato la morte; prima le streghe, che venivano sottoposte ad un pericoloso riti iniziatico, poi le donne che nessuno voleva che ci si sono suicidate.

    Quando a morire apparentemente per suicidio è Nel Abbott però qualche dubbio sorge: Nel stava scrivendo un libro sulla storia delle donne morte nel fiume, e molti in paese sono preoccupati che vicende torbide come il letto fangoso del fiume tornino a galla.

    A indagare sulla vicenda sono la sorella Julia, la figlia Lena e il poliziotto Sean che cercano la verità per motivi tutti diversi.

    Dentro l’acqua non è all’altezza de La ragazza del treno: manca quella perfezione e quella quadratura che hanno reso il suo primo romanzo un capolavoro assoluto.

    Ciò non toglie che il romanzo sia molto piacevole da leggere: la scelta della struttura narrativa con ogni capitolo dedicato al punto di vista di un personaggio all’inizio è un po’ confusionaria, ma arrivati a padroneggiare le diverse personalità la narrazione scorre veloce e senza intoppi.

    La scrittura è ottima e c’è da segnalare una cosa interessante: al centro della vicenda compaiono nuovamente le donne con maltrattamenti, violenze e femminismo; di questi temi non ce n’è ancora abbastanza nella letteratura del ventunesimo secolo.

    Citazioni da “Dentro l’acqua”

    “Mi sfugge ciò che vorrei trattenere, invece quello che voglio dimenticare riaffiora di continuo”

  • Recensione di La legge del Drago di Lorenzo Visconti

    Recensione di La legge del Drago di Lorenzo Visconti

    La legge del Drago è un romanzo di Lorenzo Visconti pubblicato da Amazon Publishing nel 2017.

    Informazioni su ‘La legge del Drago’
    Titolo: La legge del Drago
    Autore: Lorenzo Visconti
    ISBN: 9781542045148
    Genere: Noir
    Casa Editrice: Amazon Publishing
    Data di pubblicazione: 2017-05-16
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 222
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    La legge del dragoLorenzo Visconti è lo pseudonimo che Paolo Roversi (scrittore, sceneggiatore e saggista di Bukowski) ha scelto per pubblicare con Amazon Publishing e anche per dare il nome al protagonista della sua saga: infatti è il primo romanzo della serie “Dragon”, ovvero i noir polizieschi ambientati a Milano che hanno lui come protagonista.

    Troviamo Lorenzo Visconti detto il Drago poliziotto della polizia di Milano incastrato per un delitto che non ha commesso, che esce di prigione dopo otto mesi in attesa del processo. Per tirare avanti riscuote i debiti di uno strozzino e aiuta la sua collega/ amante Lara a fare luce su uno strano suicidio di una ragazza. Ovviamente senza trascurare l’indagine che lo ha condotto in carcere, dove speculatori senza scrupoli sopravvissuti a Tangentopoli costruiscono un grattacielo nel centro di Milano.

    Il personaggio è molto interessante, anche se simile a molti visti finora (come il vicequestore Rocco Schiavone di Antonio Manzini): un poliziotto non così integerrimo, violento, politicamente scorretto e lontano dall’ideale del difensore dell’ordine e della giustizia (e quindi in qualche modo più vicino alla realtà che ci circonda) a cui siamo abituati. Quasi un antieroe, se non fosse per la sua sete di giustizia e verità e di onestà in una Milano nebbiosa e disonesta fino al midollo dove speculatori senza scrupoli, politici corrotti e mafie di vario tipo si spartiscono la torta della speculazione edilizia e lo smaltimento dei rifiuti.

    Anche la trama è ben bilanciata e si regge perfettamente: le descrizioni sono minimali e scarne ma molto ben inserite all’interno della narrazione, che ha peraltro un buon ritmo e ci porta velocemente a mangiare una pagina dopo l’altra.

    Sembra che non ci sia nulla di negativo, eppure il mio voto è bassissimo. Perché? Purtroppo parliamo del finale. Quindi il commento negativo lo mettiamo nello spoiler, così non vi rovino il piacere della lettura. Vi basti pensare che il finale è il più maschilista, sessista e patriarcale finale che mi sia capitato di leggere; un finale che trasforma un libro da 8 in un libro da 3.

    Se avete già letto il libro vi spiego tutto qui:
    Parliamone: non mi spaventa il poliziotto cattivo, manesco e violento, anzi. Lo vedo molto più vicino al reale. Piccoli abusi di potere, qualcosina di illegale… Davvero ci stanno. Soprattutto per un poliziotto che di fatto poliziotto non lo è più. Ma questo finale andava tagliato e andava detto all’autore che un finale così non poteva essere pubblicato.

    L’omicida della ragazzina è il suo ragazzo. Il movente è che Micol, la ragazzina, era cambiata troppo, era diventata una “puttana”. E il nostro Drago a confessare alla sua collega: “L’ha fatto per amore”. No, col cazzo. L’ha fatto perché la considerava una sua proprietà. Perché era un cazzo di sessista. Ma non è finita qui. Il nostro brillante commissario non solo non lo arresta, ma lo mette pure su un treno e gli dà i soldi per rifarsi una vita.

    Qualcuno dirà che è perché il protagonista è un antieroe. Ma il protagonista non è un antieroe. È un poliziotto che fa il delinquente, ma che comunque persegue ideali di giustizia e di onestà. E lasciare andare un uomo che uccide la sua donna sembra essere una benedizione al comportamento, che sempre più spesso compare in maniera molto simile anche sulla cronaca nera dei nostri quotidiani.

  • Recensione di Buio a Grinville di Sergio Pavoloni

    Recensione di Buio a Grinville di Sergio Pavoloni

    Buio a Grinville è un romanzo thriller di Sergio Pavoloni pubblicato da Bookabook nel 2017.

    Informazioni su ‘Buio a Grinville’
    Titolo: Buio a Grinville
    Autore: Sergio Pavoloni
    ISBN: 9788899557652
    Genere: Thriller
    Casa Editrice: Bookabook
    Data di pubblicazione: 2017-06-16
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 236
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    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    Buio a GrinvilleSusanne Lay ha sedici anni e si trova suo malgrado coinvolta nel Male, quando il suo ragazzo viene selvaggiamente ucciso ad una festa. Dieci anni dopo il Male non l’ha ancora abbandonata quando, detective di polizia, trova tra la folla un uomo vestito come il suo ex ragazzo la sera del suo omicidio. Comincia così una spirale di avvenimenti che la porterà a cercare la luce della verità nel buio maligno di Grinville.

    Questo romanzo è molto bello a tratti. Ambientato nella provincia americana, mi ha ricordato le ambientazioni e le atmosfere del primo King, fatte di campagne, di uomini e donne che vivono le loro vite tranquille nelle loro villette e nella loro quotidianità e del tema centrale del Bene che lotta contro il Male.

    La vicenda ruota attorno a tre protagonisti principali: la già citata Susanne Lay e i suoi amici Margareth (archivista) e Kral (professore di filosofia), personaggi abbastanza credibili e ben tratteggiati che vengono spinti su una trama ben studiata e coinvolgente che ci porta velocemente fino alla fine di questo romanzo.

    Come dicevo mi è piaciuto molto ma solo a tratti, perché il romanzo è molto altalenante, troppo spesso ci sono cadute di stile e di trama che stonano con una narrazione complessivamente meglio delineata; sviluppi non molto convincenti, comportamenti e dialoghi dei personaggi un po’ artefatti e alcuni stereotipi di genere sulla protagonista che non mi convincono appieno.

    D’altra parte queste 236 pagine (nella versione eBook) si leggono molto in fretta: se è vero che ci sono alcune battute d’arresto nel ritmo è anche vero che nel complesso la trama è molto avvincente e coinvolgente, e la lettura risulta piacevole e appagante. Si viene coinvolti nella vicenda e si divorano le pagine alla ricerca della verità insieme alla protagonista, in un vortice sempre più veloce e ossessivo per capire finalmente chi dieci anni prima ha compiuto un efferato omicidio.

    Anche il finale (o meglio il pre-finale) mi ha convinto così così… Il finale vero e proprio invece mi è piaciuto e mi è sembrato molto ad effetto.

    Buono il lavoro di Bookabook sulla correzione della bozza e sulla realizzazione del progetto; unica pecca la mancanza di un lavoro di editing più approfondito, che avrebbe potuto portare il romanzo ad un livello altissimo.

  • Recensione de L’eredità del maestro di Alberto Bisi

    Recensione de L’eredità del maestro di Alberto Bisi

    L’eredità del maestro è un romanzo di Alberto Bisi, la prima avventura di Alan River “The Chronicles of the Seeker”, pubblicato da 0111 Edizioni nel 2017.

    Informazioni su ‘L’eredità del maestro’
    Titolo: L’eredità del maestro
    Autore: Alberto Bisi
    ISBN: 9788893700726
    Genere: Avventura
    Casa Editrice: 0111 Edizioni
    Data di pubblicazione: 2017-02-28
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 292
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    Anobii

    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    L'eredità del maestroL’eredità del maestro è la prima avventura di Alan River “The Seeker”, un personaggio che di lavoro cerca (e trova) le cose. Ovviamente non cose semplici e alla portata di tutti, ma principalmente reperti archeologici e manufatti esoterici come nel caso in questione. Il professor Black infatti lo contatta per trovare il libro perduto del Maestro, personaggio vissuto centinaia di anni prima che a quanto si dice aveva scoperto poteri inimmaginabili (come ad esempio vedere il futuro) poi trascritti in questo tomo.
    Allora Alan River parte per la Capitale del Sud e scoprirà che diventa sempre più difficile raccogliere l’eredità del maestro…

    Questo romanzo di Alberto Bisi è abbastanza piacevole e scorrevole e si rifà ai classici romanzi di avventura alla Salgari, alla Conrad o alla Kipling (o ai più moderni Crichton e Cussler); la trama narrativa si svolge in ordine cronologico perlopiù tramite il punto di vista del protagonista Alan River.

    Quello che manca rispetto ai mostri della letteratura citati poco prima è una certa dose di ritmo e un ambientazione caratteristica: tutto ciò che dovrebbe fare da contorno alla vicenda è molto nebbioso e bidimensionale.

    La scelta di collocare tutte le coordinate geografiche in luoghi fittizi per lasciare spazio all’immaginazione a mio avviso rende meno reale e coinvolgente lo sviluppo della trama. Sembra quasi cartonata, sembra il racconto di un racconto, oppure il resoconto scritto di un film; e se Salgari è riuscito a creare vere e proprie nazioni per sentito dire, credo che in quest’epoca di Google Earth e foto di ogni luogo del pianeta c’era bisogno di più attenzione e più indicazioni per inserire e colorare le ambientazioni.

    La scrittura è fluida e corretta, ma come accennavo prima manca di ritmo e di suspense, soprattutto nei momenti in cui l’avventura dovrebbe essere più vibrante e coinvolgente, come la ricerca di trappole in templi sabbiosi sotto il deserto o quando i nostri protagonisti vengono inseguiti dagli sgherri dell’antagonista.

    La trama è buona, forse non molto originale ma comunque si regge in piedi e ci accompagna in modo piacevole fino al finale, lasciato aperto per permettere una continuazione della saga.

    Una delle poche cose che però non mi è assolutamente piaciuta è l’inserimento del personaggio femminile di Jenny; troppo stereotipato, inutile al fine della trama e della narrazione e in odore di sessismo. L’ho trovata ancora più bidimensionale e cartonata di ambientazione e altri personaggi, oltre che vagamente offensiva per i cliché sulla donna che riesce a mettere su carta.

    L’autore de L’eredità del Maestro, Alberto Bisi

    Alberto Bisi è nato in provincia di Mantova nel 1982. Ha studiato presso l’Università di Parma dove si è laureato in Scienze dell’Informazione. “L’eredità del Maestro – The Chronicles of The Seeker” è il suo primo romanzo.

  • Recensione di Camera n°15 di Giustina Gnasso

    Recensione di Camera n°15 di Giustina Gnasso

    Camera n°15 è un romanzo di Giustina Gnasso pubblicato da Libromania nel Novembre 2016.

    Informazioni su ‘Camera n°15’
    Titolo: Camera n°15
    Autore: Giustina Gnasso
    ISBN: 9788899797263
    Genere: Thriller
    Casa Editrice: Libromania
    Data di pubblicazione: 2016-11-29
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 116
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    Questo libro mi è stato inviato dall’autrice in cambio di una recensione onesta

    Camera n°15Marta è una ragazza che lavora in un piccolo albergo di Milano vicino alla Stazione Centrale. Un albergo noioso e ormai fatiscente, lontano dai fasti del passato. La noia scompare all’improvviso quando un giapponese di mezza età, Akira Watanabe, arriva all’albergo e viene trovato morto la mattina successiva. Una serie di eventi sempre più strani e inquietanti sconvolgeranno la vita di Marta e dei suoi colleghi.

    Camera n°15 è un romanzo molto snello e piacevole.

    La scrittura di Giustina Gnasso è fluida e curata; sono buone le descrizioni sia degli ambienti che dei protagonisti, sono credibili i dialoghi e anche la scelta dei personaggi è molto interessante (Hirokichi uno dei miei preferiti in assoluto). La narrazione segue una trama lineare e cronologica degli eventi che crea un senso di avvicinamento alle vicende e ai personaggi da parte del protagonista, ed è anch’essa credibile e con un suo senso.

    Il romanzo è a metà strada tra un thriller, un horror e un noir, senza mai appartenere per forza ad uno di questi tre generi. Le ambientazioni notturne di una Milano nebbiosa e quasi decadente sono davvero un’ottima cornice per la storia di Marta, del suo collega Marco e delle morti misteriose a cui vanno incontro i loro colleghi.

    Un libro perfetto? No, purtroppo no. E dispiace perché manca davvero poco.

    Manca di approfondimento… Approfondimento sulla storia di Angela, il personaggio esterno alla routine del piccolo albergo, che secondo me andava sviluppata molto di più; approfondimento sulla tradizione giapponese che giustifica di fatto la sospensione dell’incredulità all’interno del romanzo; approfondimento sulle storie passate dei due protagonisti, che invece vengono citate soltanto come dei piccoli flash…
    È che a questi personaggi ci si affeziona, ed è un peccato non conoscerli un po’ di più.

    Al di là delle integrazioni che mi sarebbero piaciute (e che rimangono un’opinione del tutto personale) credo che il romanzo di Giustina Gnasso sia un’ottimo romanzo; senza la pretesa di cambiare la vita al lettore ma con la certezza di fargli passare momenti di bella lettura.

    Abbastanza originale e con un finale non così scontato.