Autore: zorba

  • Fine turno

    Fine turno

    Fine turno è un romanzo di Stephen King pubblicato da Sperling & Kupfer il 7 Giugno 2016.

    Informazioni su ”Fine turno
    Titolo: Fine turno
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788820061012
    Genere: Noir
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2016-06-07
    Lingua: Italiano
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 496
    Goodreads
    Anobii

    Fine turnoFine turno è il terzo e ultimo romanzo della saga di Mr. Mercedes. Ritroviamo il detective privato Bill Hodges  e la sua socia Holly Gibney della Finders Keepers alle prese con uno strano suicidio collegato ancora ai fatti del massacro di Brady Hartsfield. Solo che il signor Mercedes non ne può essere in alcun modo responsabile, visto che è ridotto a poco più di un vegetale nel reparto neuropsichiatrico di un ospedale. Oppure no?

    Stephen King abbandona il filone hardboiled di cui faceva parte questa saga per tornare a toni più paranormali e che ci sono più famigliari.

    La storia, invece che beneficiarne, secondo me torna ad essere una banale storia di Stephen King. Scritta come sempre in modo notevole, ma nulla di originale. Già vista, già letta, senza molte sorprese.

    Dispiace abbandonare le vicende di Bill Hodges. Era un bellissimo personaggio, come del resto lo erano tutti quelli di questo strano e atipico mondo kinghiano.

  • Vuoti a perdere

    Vuoti a perdere

    Vuoti a perdere è un romanzo di Massimo Fagnoni pubblicato da Eclissi Editore nel 2015.

    Informazioni su ‘Vuoti a perdere’
    Titolo: Vuoti a perdere
    Autore: Massimo Fagnoni
    ISBN: 9788895200897
    Genere: Giallo
    Casa Editrice: Eclissi
    Data di pubblicazione: 2015-05-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 293
    Goodreads
    Anobii

    Vuoti a perdereUna ragazza di un liceo bolognese viene uccisa in maniera brutale appena fuori bologna, a denunciarne la scomparsa erano stati due suoi compagni al maresciallo dei carabinieri Greco.

    É proprio dal liceo Righi che partono le indagini, infiltrando due agenti per cercare di scoprire qualcosa di più sulla vita e le frequentazioni di Laura.

    In un mondo fatto di scontri politici tra destra e sinistra, di ricchezza borghese e riscatto criminale proletario, di droghe e rave party nella campagna Bolognese, il maresciallo Greco cercherà insieme alla sua squadra il colpevole di questo efferato omicidio.

    Il romanzo di Massimo Fagnoni non è un giallo in senso stretto e nemmeno un thriller, ma è scritto molto bene e con un ritmo incalzante che rende piacevole la lettura.

    I suoi personaggi sono ben caratterizzati, anche se dal mio punto di vista faccio fatica ad identificarmi (come magari può essere stato con il Commissario Montalbano o con il Vicequestore Schiavone).

  • Baby Boomers

    Baby Boomers

    Baby Boomers – Siamo la goccia che diventa mare è un romanzo di Mario Pacchiarotti, autopubblicato nel 2016.

    Informazioni su ‘Baby Boomers – Siamo la goccia che diventa mare’
    Titolo: Baby Boomers – Siamo la goccia che diventa mare
    Autore: Mario Pacchiarotti
    ISBN: 9781533050328
    Genere: Distopico
    Casa Editrice: Self-Publishing
    Data di pubblicazione: 2016-06-18
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 268
    Goodreads
    Anobii

    Baby BoomersBaby Boomers è uno strano romanzo distopico di un autore che si è autopubblicato, Mario Pacchiarotti. Continuo a ritenere incredibile che delle case editrici si lascino scappare queste storie, che meriterebbero di essere pubblicate e diffuse in un mercato molto più ampio di quello che può essere garantito dal self-publishing.

    Siamo nell’Italia nel 2031, al governo ormai da diverse legislature c’è “La Fratellanza” un partito che ha creato il vuoto politico intorno a sé attraverso l’approvazione di leggi inique, come una legge elettorale con un premio di maggioranza enorme e quella che priva del diritto di voto gli ultra-ottantenni.

    La generazione dei settantenni, quella nata negli anni Sessanta durante il boom economico (i Baby Boomers, appunto) si vede privata della pensione e cerca di sopravvivere in un mondo del lavoro sempre più precario e difficile. Un gruppetto di settantenni, all’interno del mondo virtuale di Ironhearth, una sorta di gioco online alla World of Warcraft, escogita un piano per cercare di cambiare le cose, assaltando il Nuovo Palazzo del Parlamento nel disperato tentativo di cambiare un sistema corrotto e senza via d’uscita.

    Questo romanzo è scritto benissimo e in maniera del tutto credibile: credibili sono i personaggi, che in un mondo che li vede esclusi fanno lavori assurdi per mantenersi e si ribellano ad un sistema che si regge sull’indifferenza; credibile è il contesto distopico, che sembra una naturale evoluzione dei governi italiani degli ultimi anni, fatti di corruzione e accordi tra le parti politiche nella sistematica distruzione della costituzione e dei valori su cui si è fondata, almeno nominalmente, la nostra Repubblica; credibile è il piano che i sei Baby Boomers escogitano per assaltare il Nuovo Palazzo del Parlamento, un bunker di calcestruzzo inaccessibile dal quale La Fratellanza governa con una sorta di dittatura ombra la vita dei cittadini italiani.

    La storia si legge tutta d’un fiato, è scorrevole e piacevole, e dal momento in cui i protagonisti entrano nel Nuovo Palazzo del Parlamento non si vorrebbe mai smettere di leggere.

    Mario Pacchiarotti costruisce una distopia che è talmente probabile da essere la naturale evoluzione del nostro governo e dell’indifferenza dei cittadini italiani che cercano di sopravvivere senza mai ribellarsi, adattandosi a muoversi nella zona d’ombra lasciate dall’aggirare la legge e dalla mentalità da “furbetti del quartierino”.

    Un romanzo da leggere, perché l’Italia di dopodomani sta arrivando. E la domanda che ci costringe a porci è: noi cosa possiamo fare? Avremo il coraggio di essere la goccia che diventa mare?

    Citazioni da “Baby Boomers – Siamo la goccia che diventa mare”

    “Non ci sono storie che un ragazzo non possa leggere, ci sono solo domande alle quali noi genitori non abbiamo la voglia e il coraggio di rispondere”

    “La verità è una medicina amara da bere, tutti la invocano, ma nessuno la vuole conoscere davvero”

    “La poesia è come un profumo sottile: non sempre ti accorgi che c’è, eppure quando la avverti può toccarti dentro e farti piangere, o ridere, o magari anche perderti per sempre”

    “«Non contano solo i risultati?»
    «No, Luca, non per me. Conta quello che facciamo, le motivazioni che ci spingono. Questo conta, più di ogni altra cosa al mondo.»
    Prese la scatola dove aveva riposto le copie e si avviò verso la porta. Sulla soglia si voltò.
    «Conta quello che siamo.»”

    “Il pensiero in fondo è la forma più pericolosa di rivoluzione”

  • Il viaggio Volume I

    Il viaggio Volume I

    Il viaggio Volume I è un romanzo auto-pubblicato di Francesca Riscaio nel 2015.

    Questo romanzo mi è stato inviato gratuitamente dall’autrice in cambio di una recensione onesta.
    Informazioni su ‘Il viaggio – Volume I’
    Titolo: Il viaggio – Volume I
    Autore: Francesca Riscaio
    ISBN: 9786051769080
    Genere: Fantasy
    Casa Editrice: Self-Publishing
    Data di pubblicazione: 2015-07-15
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 544
    Goodreads
    Anobii

    Il viaggio Volume IUna ragazza si sveglia in una foresta circondata dai Cavalieri di Sar, ma non ricorda nulla di se stessa, nemmeno dello strano manufatto che sembra essere fuso con il suo braccio. Si sveglia disturbata dalle urla dei cavalieri che stanno quasi torturando un figlio di Maar, un essere imponente a metà tra uomo e lupo. La ragazza, che non ricorda nemmeno il suo nome, comincia da questo risveglio un viaggio che la porterà in giro per il mondo alla ricerca di se stessa e del significato del suo manufatto, attraverso le lotte di potere di uomini e dei.

    Quando Francesca Riscaio mi ha inviato una copia omaggio del romanzo ero un po’ in dubbio; nutro molta diffidenza nei confronti dei fantasy, soprattutto di autori indipendenti. Le esperienze passate non mi hanno mai entusiasmato. Sembrano essere sempre la copia di qualcos’altro, un rimescolamento, una fusione, un taglia e cuci.

    Inoltre quando si scrive un romanzo fantasy, soprattutto se il primo di una saga, come in questo caso, è importante creare una geografia variegata di un mondo immaginario, con nomi credibili e diversificati; inventare un contesto storico articolato e sensato, magari da svelare poco a poco per spiegare al lettore le motivazioni dell’agire dei personaggi.

    “Il viaggio Volume I” non è un romanzo che rivoluzionerà il fantasy come hanno fatto Harry Potter o la saga de Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Ma rispetta tutte queste regole ed è scritto molto bene.

    Le descrizioni dei luoghi e del contesto storico sono particolareggiate e credibili, i personaggi sono ben caratterizzati e definiti, e la protagonista, che verrà poi battezzata con il nome di Naalna, è un personaggio a cui ci si affeziona: determinata e forte, a causa della sua perdita di memoria vede il mondo con curiosità e si emoziona di ogni cosa incontri.

    Il linguaggio alto e la scelta del registro rendono credibile questo mondo e la storia che viene raccontata, ci si appassiona a questo strano viaggio e si cammina al fianco dei protagonisti con la curiosità di scoprire il passato di Naalna e il futuro di un mondo stretto nella morsa di una dittatura di un imperatore odioso e senza scrupoli.

    Biografia di Francesca Riscaio

    Mi chiamo Francesca. Sono nata a Città della Pieve, il 12 agosto del 1975, vivo a Perugia, lavoro a Castiglione del Lago. Leggo e scrivo da quando ho imparato a farlo. Amo disegnare e considero il disegno una forma diversa di scrittura (e viceversa). Ho studiato per diventare copywriter e ho lavorato per molto nell’ambito pubblicitario. Quando il settore è entrato in crisi, la mia vita ha preso altre strade, ma non ho mai abbandonato la scrittura. In questa mi sono rifugiata per non inaridirmi nel tempo in cui ho vissuto come cemento tra i mattoni. “Il viaggio” è stata la mia sfida, il risultato del mio non arrendermi e non abbandonare completamente le mie speranze. Ne sono fiera. Non posso modellare la realtà e piegarla ai miei desideri, ma ne “Il viaggio” ho raggiunto un buon compromesso con la storia che avevo dentro. Vorrei che il mondo da me immaginato accogliesse quante più persone possibili. Credo fortemente che possa essere un buon rifugio: è ciò che mi piace pensare. Per me lo è stato.

    Per maggiori informazioni: http://www.memoriedinael.com.

  • Lo zen e l’arte di scopare

    Lo zen e l’arte di scopare

    Lo zen e l’arte di scopare è un libro di Jacopo Fo pubblicato da Giunti Demetra nel 1998.

    Informazioni su ‘Lo zen e l’arte di scopare’
    Titolo: Lo zen e l’arte di scopare
    Autore: Jacopo Fo
    ISBN: 9788871228587
    Genere: Humor
    Casa Editrice: Giunti Demetra
    Data di pubblicazione: 1998-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 114
    Goodreads
    Anobii

    Lo zen e l'arte di scopareJacopo Fo è il figlio di Franca Rame e Dario Fo. Ha pubblicato questo manualetto dal titolo divertente.

    Il libro si prefigge lo scopo di insegnare agli adolescenti i misteri del sesso. Ci riesce? No, non si diventa amatori perfetti dopo la lettura di questo “saggio”. Ma è uno scritto divertente e che scorre veloce, che in qualche modo educa a liberarsi dei preconcetti che la Chiesa Cattolica a inculcato a generazioni di italiani, ad imparare a rispettare l’altro e ad ascoltare le sue reazioni e quelle del suo corpo.

  • L’isola bianca 33°22’04.0″N, 112°16’10.0″W

    L’isola bianca 33°22’04.0″N, 112°16’10.0″W

    L’isola bianca 33°22’04.0″N, 112°16’10.0″W è un romanzo autopubblicato su Amazon di Gabriele Valenza nel Febbraio 2016.

    Questo romanzo mi è stato inviato su GoodReads dall’autore per una recensione onesta
    Informazioni su ‘L’isola bianca’
    Titolo: L’isola bianca 33°22’04.0″N, 112°16’10.0″W
    Autore: Gabriele Valenza
    ASIN: B01BKK3GRC
    Genere: Fantascienza
    Casa Editrice: Self Publishing
    Data di pubblicazione: 2016-02-07
    Lingua: Italiano
    Formato: Kindle
    Pagine: 106
    Goodreads
    Anobii

    Copertina de L'isola biancaDuncan Glisworth è uno dei pochi sopravvissuti ad una sanguinosa guerra nucleare che ha praticamente raso al suolo gli Stati Uniti d’America. In un mondo in cui l’unica legge è la legge del più forte, il nostro protagonista dal passato segnato dall’uccisione del padre cerca di sopravvivere con un’unica idea in testa: quella di trovare l’isola bianca, una leggendaria oasi di pace dove le persone vivono in armonia e senza l’ossessione della sopravvivenza.

    Questo romanzo auto-pubblicato ci racconta una storia che mi era sembrata molto interessante, soprattutto perché adoro le storie post-apocalittiche dove la società deve resettarsi in qualche modo per andare avanti. Quello che mi resta dopo averla letta è una profonda delusione.

    Ho trovato lo stile di scrittura troppo ampolloso e ricercato, soprattutto per una storia ambientata in un mondo dove la tecnologia e la cultura non esistono praticamente più; i dialoghi sono poco credibili proprio per questo motivo: parlano tutti con troppa proprietà di linguaggio, per un mondo abitato perlopiù da solitari armati che girano per il paese alla ricerca di cibo.

    Anche il contesto in cui si svolge la narrazione è poco descritto e approfondito, e manca secondo me anche una giustificazione scientifica a sorreggere la vicenda: Duncan girovaga per gli Stati Uniti dopo 75 anni dall’esplosione di numerose bombe atomiche (di cui non si sa nulla riguardo alla composizione), quando solitamente, per quanto ne so, ci vogliono circa 300 anni per riavere una zona abitabile dopo l’esplosione di una bomba nucleare diversa da quelle di Nagasaki e Hiroshima (molto più leggere di quelle in produzione al momento negli armamenti degli Stati). Per fare un esempio a Cernobyl si parla di almeno 20.000 anni prima di poter abitare nuovamente in sicurezza quell’area.

    I personaggi sono poco credibili e poco strutturati, non si evolvono se non all’improvviso e per ragioni poco approfondite e reali. Duncan vive uccidendo altri esseri umani e spesso cibandosi di loro, ma quando incontra una bambina e una donna diventa un cavaliere senza macchia e senza paura.

    Ci sono alcuni errori grammaticali e refusi, ma anche numerose imprecisioni che avrebbero bisogno di un lungo lavoro di editing. A mio avviso l’esempio più eclatante è quando il protagonista Duncan guarda Ashley dicendole:

    “La prima volta che ti ho vista sembravi uscita da un film di Sergio Leone”

    giustificando questa uscita con il fatto che il padre fosse appassionato di cinema e del regista.

    C’è corrente elettrica un po’ ovunque nonostante siano passati 75 anni dalla fine della produzione di una centrale nucleare o del petrolio che servirebbe per alimentare i generatori, ci sono munizioni e armi facilmente reperibili e che funzionano sempre, in tutto il romanzo non un proiettile si rifiuta di esplodere. Il fucile del protagonista resta sepolto in un bunker per tutti e 75 gli anni e il protagonista non deve nemmeno oliarlo o cambiarne una parte…

  • Moby Dick

    Moby Dick

    Moby Dick è un romanzo di Herman Melville, pubblicato originariamente nel 1851, mentre questa edizione di Crescere è del 2012.

    Informazioni su ‘Moby Dick’
    Titolo: Moby Dick
    Autore: Herman Melville
    ISBN: 9788883371738
    Genere: Classici
    Casa Editrice: Crescere
    Data di pubblicazione: 2012-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 576
    Goodreads
    Anobii

    Moby DickMoby Dick è un romanzo che tutti conoscono, anche se sono moltissimi a non averlo mai letto. É un romanzo entrato fortemente nella cultura occidentale, nonostante alla morte dell’autore nel 1891, quarant’anni dopo la pubblicazione, ne erano state vendute meno di 3000 copie. E il motivo fondamentale per cui è diventato uno dei classici della letteratura, soprattutto quella americana, è che il libro è molto bello e pieno di spunti di riflessione. Io l’avevo letto da piccolo, ma era una riduzione. La versione integrale è migliore? Può essere, ma è anche incredibilmente lunga e noiosa.

    Melville prende spunto da due avvenimenti, per scrivere il suo capolavoro: un resoconto del primo ufficiale Owen Chase della baleniera Essex, “Narrazione del naufragio della Baleniera Essex di Nantucket che fu affondata da un grosso capodoglio al largo dell’Oceano Pacifico“, di cui è uno degli otto sopravvissuti, e il ritrovamento, attorno al 1830, di un enorme capodoglio albino al largo delle cose dell’isola cilena di Mocha. Il capodoglio aveva più di venti ramponi conficcati nel dorso, e divenne famoso con il nome di Mocha Dick.

    Il romanzo parla di Ismaele, un marinaio che si imbarca per la caccia alle balene per la prima volta su una nave di nome Pequod dal porto di Nantucket, la capitale della caccia alla balena. Il capitano della nave è Achab, che in realtà si è messo in viaggio per uccidere il capodoglio più grande che sia mai esistito, Moby Dick, la balena bianca, per vendicarsi del loro ultimo incontro dove il capitano Achab ha perso una gamba.

    Il romanzo è tutto qui, e non servirebbero 600 pagine per svilupparne la trama. Il testo viene riempito con le nozioni della caccia alla balena, dai materiali usati per gli arpioni, a come si toglie la carne all’animale legato alla nave, di come si caccia, persino quali sono le zone di pesca più prolifiche.

    A noi obiettivamente tutto questo non interessa. Anche perché adesso la caccia alla balena si fa in tutt’altro modo, e un trattato storico sulla caccia a questo animale, soprattutto adesso che è quasi in via d’estinzione, a me sinceramente fa rabbrividire e basta.

    Allora il romanzo non merita la sua fama? Oh, no. La merita eccome. Le considerazioni sulla religione, su dio, sulla vita, sull’ossessione, sulla lotta tra il bene e il male, sono incredibilmente attuali e fanno riflettere su temi importanti per il genere umano. A maggior ragione per un romanzo pubblicato 150 anni fa. E la lunghezza della narrazione, la digressione enciclopedica e quasi scientifica, ci fanno quasi essere sul ponte del Pequod, ad ascoltare quel pazzo di Achab chiedere ad ogni marinaio che incontra se ha visto la balena bianca.

    Citazioni da “Moby Dick”

    “Chi non è uno schiavo? Ditemelo.”

    “Un uomo può essere onesto sotto qualunque pelle”

    “Chi si porta addosso qualche generosa esca alle risate, è un uomo che vale più di quanto non si pensi”

    “Gioia all’uomo, alta, altissima e interiore gioia, che contro gli dei e i commodori superbi di questo mondo oppone sempre il proprio io inesorabile. Gioia a chi si regge ancora sulle forti braccia quando la nave di questo mondo vile e traditore gli è sprofondata sotto. Gioia a chi nella verità non dà quartiere, e uccide, brucia, distrugge ogni peccato anche se deve stanarlo da sotto le toghe dei giudici e dei senatori”

    “Tutti i grandi uomini tragici lo sono per via di qualcosa di anormale. Puoi starne sicuro, tu giovane ambizioso, che ogni grandezza mortale non è che malattia”

    “Le cose più degne di ammirazione sono quelle che non si possono esprimere, i ricordi indimenticabili non fanno scrivere epitaffi”

    “Ma la mia unica ruota dentata si adatta a tutte le loro ruote, e girano. O se volete mi stanno davanti come tanti mucchietti di polvere, e io ne sono la miccia. Oh, è duro che per accendere gli altri anche la miccia debba andare distrutta!”

    “Non so cosa potrà succedere, ma comunque sia ci andrò incontro ridendo. C’è un ghigno così comico in tutti i vostri errori!”

    “La pazzia umana è spesso una cosa scaltra e terribilmente felina. Quando pensi che se ne sia andata, può darsi che si sia soltanto trasformata in qualche forma ancora più subdola”

    “I tuoi pensieri hanno creato dentro di te una creatura; e all’uomo che a forza di pensare si trasforma in un Prometeo, un avvoltoio divora il cuore per sempre. Un avvoltoio che è la stessa creatura che egli crea”

    “Sicuro, sciocchi mortali, il diluvio di Noè non si è ancora abbassato; esso copre ancora due terzi della dolce terra”

    “Come quest’oceano spaventoso circonda la terra verdeggiante, così nell’anima dell’uomo c’è un’insulare Tahiti, piena di pace e di gioia, ma circondata da tutti gli orrori di questa semisconosciuta vita”

    “Tutti gli uomini sono avvolti in lenze da balene. Tutti sono nati col cappio al collo; ma è solo quando sono presi nella stretta improvvisa e fulminea della morte che si rendono conto dei pericoli muti, sottili, onnipresenti della vita”

    “Non c’è pazzia degli animali sulla terra che non venga infinitamente superata dalla pazzia degli uomini”

    “Mi rallegro sempre nella calma silenziosa del centro; e mentre pianeti pesanti ed eterni di dolore mi ruotano attorno, giù nel profondo e nell’entroterra io continuo a bagnarmi in un’eterna soavità di gioia”

    “Non è forse un detto sulle labbra di tutti che il Possesso è metà della Legge, cioè a dire indifferentemente da come la cosa è venuta in possesso? Ma spesso la proprietà fa tutta la legge. Che cosa sono i muscoli e le anime dei servi russi e degli schiavi repubblicani se non pesce legato, il cui possesso è l’unica sua legge? Cos’è per il proprietario rapace l’ultimo obolo della vedova se un pesce legato? Che cos’è quella casa marmorea di un furfante non smascherato, con la targa sull’uscio come guidone, che cos’è se non pesce legato? Che cos’è il catastrofico interesse anticipato che il mediatore Mardocheo ottiene dal povero fallito Facciafflitta, su un prestito che permetterà alla famiglia di quest’ultimo di non morire di fame, che cos’è quel rovinoso interesse se non pesce legato? Che cos’è il redditto di 100.000 sterline che l’Arcivescovo di Salvalanima si pappa sul magro pane e formaggio di centinaia di migliaia di lavoratori dalla schiena rotta (tutti sicuri del cielo senza il minimo bisogno di Salvalanima), che cos’è quella cifra tonda se non pesce legato? Che cosa sono se non pesce legato le città e i villaggi ereditati dal Duca di Beozia? Che cos’è la povera Irlanda per quel temuto ramponiere di John Bull, e il Texas per quel lanciere apostolico Fratello Jonatha, se non pesci legati? E in tutti questi casi non è forse il Possesso l’unica vera legge? Ma se la teoria del pesce legato è quasi universalmente applicabile, ancora di più lo è la teoria sorella del pesce libero. Essa è di applicazione internazionale e cosmica. Che cos’era l’America nel 1492 se non pesce libero in cui Colombo piantò la bandiera di Spagna in modo da contrassegnarla per i suoi regali padroni? Che cos’era la Polonia per lo zar, la Grecia per i Turchi, l’India per l’Inghilterra? E che cosa sarò finalmente il Messico per gli Stati Uniti? Tutti pesci liberi. E i diritti dell’uomo e le libertà del mondo che cosa sono se non pesce libero? E le teste e le opinioni di tutti gli uomini? E il principio della libertà religiosa? E i pensieri dei pensatori per i contrabbandieri di parole grosse? Che cos’è questo stesso gran globo se non pesce libero? E tu, lettore, che altro sei, se non un pesce libero e un pesce legato assieme?”

    “L’uomo ama il suo simile ma è anche un animale che fa denaro, e questa propensione interferisce troppo spesso con la sua capacità di amare”

    “C’è una saggezza che è dolore; ma c’è un dolore che è pazzia”

    “Grandi fatiche, poco profitto per quelli che chiedono al mondo la propria spiegazione; il mondo non sa spiegare se stesso”

    “Chi deve giudicare, quando il giudice stesso è portato alla sbarra?”

  • Intervista a Giorgio Borroni, l’autore di Zombie Mutation

    Intervista a Giorgio Borroni, l’autore di Zombie Mutation

    Per la prima volta mi trovo a “fare un intervista” ad un autore, Giorgio Borroni. Ovviamente non su richiesta dell’autore stesso, ma perché dopo aver letto Zombie Mutation alcune cose mi hanno incuriosito molto.

    Per questo ho ricontattato Giorgio e gli ho fatto alcune domande:

    SZ: Innanzitutto, perché hai scelto di auto-pubblicarti?

    GB: Perché auto-pubblicarmi? Beh, ho lavorato per alcune case editrici e in una abbastanza grande quando ero in servizio mi avevano messo a “sopprimere” speranze di esordienti: leggi, stronca e invia una lettera all’interessato con un bel “No grazie”. Molti per incapacità o spocchia lo meritavano anche, una telefonò anche in redazione sbraitando che lei aveva vinto il Premio Pinco Pallino e quindi meritava la pubblicazione… però a dire il vero il Fantasy e l’Horror erano visti un po’ come la peste, a meno che non fossero cloni di Harry Potter o Twilight. Mi sono auto-prodotto, quindi, per non rimbalzare sul muro di gomma. E uso il termine “produzione” perché ho deciso di realizzare un prodotto più professionale possibile. Per questo mi sono rivolto a una agenzia per l’editing e a un attore professionista per la lettura.

    SZ: Il tuo romanzo è stato pubblicato in epub, ma anche in audiolibro mp3. Perché hai scelto anche questo formato? Credi che sia il futuro della lettura?

    GB: L’incontro con gli audiolibri è stato casuale, per prepararmi a un concorso ascoltavo in auto i libri che non avevo tempo di leggere. Poi è diventata una passione. Adoro andare in auto e ascoltare storie, apprezzare classici come i Miserabili che dall’alto dei loro 5 tomi spaventerebbero chiunque… in più le voci degli attori (perché è bene dirlo, sono letture espressive di professionisti, non di software con la voce stile “annuncio dei treni in arrivo”) ti calano subito nell’atmosfera del romanzo. Se l’audiolibro è il futuro? Lo credo e lo spero proprio: all’estero sono popolarissimi, la gente ha capito che basta infilarsi un paio di cuffie, andare a fare jogging o al mare ed essere proiettati nella narrazione, come se si vivessero le scene in prima persona.

    SZ: La tua storia sembra ambientata nel midwest rurale americano, il Nebraska, o il Wyoming. Sono posti che conosci? Perché questa ambientazione?

    GB: No, sono posti che non conosco, mai stato in USA. In realtà i paesaggi collinosi e brulli sono la Toscana d’estate… mi potrai chiedere: perché non ambientare Zombie Mutation in Maremma? Mi è venuto così, di getto, Crane è molto simile a Clint Eastwood come personaggio e sono contento che tu abbia colto la citazione. 

    SZ: Nel tuo romanzo parli di “Opliti di Cristo”, che sembrano un’estremizzazione del pensiero cattolico che vede gli zombie come un castigo divino. Una scelta politica? Una casualità?

    GB: Ah, domanda spinosa, ma sono lieto che tu me l’abbia fatta… In realtà l’ispirazione di Zombie Mutation mi è venuta 10 anni fa, ma sono pigro e non ho molta fiducia in me stesso, quindi l’ho messo per iscritto solo l’anno scorso. Dieci anni fa dunque… beh un mio amico cercava di rimorchiare una tipa che apparteneva a un culto, una specie di setta di fanatici ultra-cristiani e per non mollarlo da solo andai al mare con loro. Ne sono uscite fuori delle perle favolose, la tipa che diceva che aveva rifiutato il dottorato in chimica per stare vicina alla sua “chiesa”, un altro tizio invece sosteneva che a un certo punto Gesù gli aveva detto che doveva smettere di suonare la batteria nei gruppi metal per non essere “controllato” dal Maligno. Ah, sì, c’era pure un’altra tipa che sosteneva che i terremoti sono provocati dalla coda del Diavolo stile Godzilla e che i reperti dei dinosauri sono dei falsi perché lei era creazionista. Insomma, con tutto il rispetto per chi crede (per me puoi essere anche Pastafariano o un Juggalo, non mi importa), cominciai a immaginarmi un mondo governato da persone con questa mentalità… il vedere una punizione ovunque, essere schiavi delle superstizioni… gli zombie sono venuti di conseguenza.

    SZ: Giorgio, ti ringrazio per aver soddisfatto le mie curiosità. Vuoi dirci altro?

    GB: Ti ringrazio tantissimo per l’interesse mostrato per la mia opera, voglio cogliere l’occasione per ringraziare lo staff de Ilnarratore.com per aver creduto in me e lo staff della agenzia “Escrivere.com” per aver valorizzato al meglio il mio prodotto.

    Ora non vi resta che leggere Zombie Mutation, il suo romanzo, che potete acquistare sul sito de ilnarratore.com, scaricando il file che contiene l’audiobook in formato mp3 e il romanzo in formato epub.
  • Recensione di Chi non muore di Vincenzo Galati

    Recensione di Chi non muore di Vincenzo Galati

    Chi non muore è un romanzo di Vincenzo Galati pubblicato da Eclissi Edizioni del 2016.

    Informazioni su ‘Chi non muore’
    Titolo: Chi non muore
    Autore: Vincenzo Galati
    ISBN: 9788899505066
    Genere: Giallo
    Casa Editrice: Eclissi Edizioni
    Data di pubblicazione: 2016-09-20
    Formato: Paperback
    Pagine: 220
    Goodreads
    Anobii
    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    Chi non muoreUno speculatore edile genovese senza scrupoli sta cercando di sfrattare venti famiglie da uno stabile per demolirlo e costruirci un centro commerciale; rimangono soltanto due vecchietti tra l’impresario e il suo sogno di speculazione. Wanda e Angelo vengono aiutati da Olga, una vecchietta con il debole delle indagini, e da una banda di nonnetti per cercare di fare luce sulla vicenda: una banda di scalcinati ubriaconi, scommettitori, gattare riuscirà ad impedire l’ennesima ingiustizia sociale?

    Ora, questo romanzo si apre con la mia citazione preferita di De André, da “Smisurata Preghiera”:

    Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria, col suo marchio speciale di speciale disperazione, e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi per consegnare alla morte una goccia di splendore, di umanità, di verità.

    e forse questo mi ha un po’ fatto avvicinare subito al romanzo, come se fosse sulla mia stessa lunghezza d’onda, ma la storia di Vincenzo Galati è molto ben scritta. Il genere è un giallo spesso tinto da pennellate di ironia e di divertimento, ma sotto questa patina di scherzosità si nascondono tematiche su cui è bene riflettere, specie in questi tempi bui che stiamo attraversando.

    Il tema è centrale è la speculazione edilizia: quanto oltre è lecito che un uomo si spinga per fare affari e guadagnare alle spalle di cittadini che hanno sempre meno da perdere? Quanti speculatori camminano in bilico sulla sottile linea che separa il mondo degli affari dall’illegalità vera e propria?

    Sullo sfondo della Genova dei carrugi, diventata qualcosa di diverso dalle canzoni di Fabrizio De André mantenendo però la sua aura di esclusione e di “smisurate preghiere”, Vincenzo Galati ci racconta anche come gli esclusi siano sempre i primi a combattere: gli anziani, gli ubriaconi, gli emarginati, spesso senza l’aiuto della polizia, sono quelli che si ribellano alle ingiustizie cercando di raddrizzarle. Qualche volta riuscendoci e qualche altra fallendo.

    Acquistare

    Ho avuto il privilegio di leggere questo romanzo in anteprima, il romanzo esce il 20 Settembre 2016 e potete acquistarlo sul sito della casa editrice “Eclissi Edizioni – Collana I dingo“, ovviamente dal 20 Settembre.

    Vincenzo Galati, l’autore

    Vincenzo Galati quarantacinque anni, genovese.
    Autore di racconti, testi teatrali e cene con delitto, ha esordito nel romanzo con Lo strano mistero di Torre Mozza (Onirica Edizioni, 2011) con cui ha vinto il Premio Nanà, nuovi scrittori per l’Europa e Casa Sanremo Writers.

  • Recensione di Zombie Mutation di Giorgio Borroni

    Recensione di Zombie Mutation di Giorgio Borroni

    Zombie Mutation è un romanzo autopubblicato in epub e audiolibro formato mp3 da Giorgio Borroni e distribuito da “ilnarratore.com” nel 2016.

    Informazioni su ‘Zombie Mutation’
    Titolo: Zombie Mutation
    Autore: Giorgio Borroni
    ISBN: 9788894175820
    Genere: Horror / Distopico
    Casa Editrice: Self Publishing
    Data di pubblicazione: 2016-05-01
    Formato: epub / mp3
    Pagine: 100
    Goodreads
    Anobii
    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    zombie mutationSolitamente non recensisco autori che si auto-pubblicano, quasi per lo stesso motivo per cui non lo faccio con i romanzi delle case editrici a pagamento: non c’è un filtro. Può capitare di leggere delle cose orribili e ci sono molti più libri che tempo.

    Sarà stata l’estate, ma avevo pochi romanzi arretrati da leggere e ho accettato, anche perché la sinossi del romanzo mi aveva parecchio incuriosito. Nonostante fosse una storia di zombie. Tra cinema e letteratura le storie di zombie ormai si vendono a un tanto al chilo. Ma Giorgio Borroni in questo breve romanzo ci racconta la giornata tipo di un veterano della caccia allo zombie, Brian Crane, che si trova una nuova recluta da addestrare (Jedediah Braddock) in un mondo dominato da una setta cattolica ultra-conservatrice, gli Opliti di Cristo, tra inseguimenti, ricordi e scontri con i colleghi troppo “ferventi” e bigotti.

    La narrazione, molto veloce e ben descritta, si svolge su due diversi piani temporali: quello principale, con la giornata in cui Brian Crane riceve la sua nuova recluta e inizia l’inseguimento di Hellstorm, uno zombie particolarmente grosso e pericoloso; e quello secondario, nient’altro che le registrazioni del dottor Joseph Karp, antecedenti alla vicenda principale, che descrivono il virus che ha dato origine agli zombie.

    Non c’è grande originalità nella visione degli zombie: sono nati da un virus creato in qualche modo da laboratori umani e diffuso tramite le api e ha cambiato il modo di vivere dell’umanità. I punti di originalità sono altri: la scelta dell’ambientazione, rurale e contadina al contrario di quella delle grandi metropoli a cui siamo abituati, e il contesto socio-culturale che la circonda, quello fatto di religione, bigottismo e cristianesimo portato all’estremo. Il tutto magistralmente condito da scene ottimamente descritte che ricordano i film western di Sergio Leone (la faccia di Brian Crane nella mia mente è diventata quasi subito molto simile a quella di un Clint Eastwood invecchiato, come in “Gran Torino”), splatter ma non troppo, avvincenti e mai fastidiose.

    E se le descrizioni sono ottime, le caratterizzazioni dei personaggi sono ancora meglio. In pochissime pagine i due protagonisti sono ben distinti, ben delineati e cominciamo da subito a essere immersi nella storia e a essere empatici. Come dice molto bene nella prefazione Pietro Gandolfi:

    Perché a nessuno interessa una storia se non si è interessati al destino dei suoi protagonisti. Qui si evita la perfezione di certi eroi impavidi e infallibili, ma è proprio attraverso l’umanità dei personaggi se il gioco riesce.

    Download

    Il romanzo è acquistabile all’indirizzo http://www.ilnarratore.com/product.php~idx~~~2779~~Giorgio+Borroni+_+Zombie+Mutation+_download~.html, scaricando il file che contiene l’audiobook in formato mp3 e il romanzo in formato epub.

    Giorgio Borroni, l’autore

    Giorgio Borroni (1977), dopo la laurea in Lettere presso l’Università di Pisa e il diploma in Fumetto conseguito presso la Scuola Internazionale di Comics di Firenze, ha curato e tradotto le edizioni di ‘Frankenstein’ di Mary Shelley per Feltrinelli e di ‘Dracula’ di Bram Stoker per Barbera. Ha tradotto ‘Io morirò domani’, un thriller di Dawood Ali McCallum edito da Giunti ed è autore di un manuale di Letteratura Italiana per Liberamente. Da sempre appassionato di fumetti, ha collaborato con BD e J-pop per la traduzione di graphic novel come ‘Parker’ di Darvyn Cooke, ‘Body Bags’ di Jason Pearson, ‘Battlechasers’ di Joe Madureira e della serie manga ‘The legend of Zelda’, ‘Warcraft’, ‘Starcraf’t. Un suo breve racconto, ‘L’America che non conosci’, è stato pubblicato da Dunwich sull’antologia horror ‘La serra trema’. Come illustratore ha lavorato su numerose copertine di Anonima GDR webzine e le sue opere compaiono sul numero 7 della rivista digitale Altrisogni, edita da Dbooks.