Categoria: Libri

  • Recensione di Mastodon di Nox A.M. Ruit

    Recensione di Mastodon di Nox A.M. Ruit

    Mastodon è un romanzo fantasy ambientato nell’antica Roma di Nox A.M. Ruit, pubblicato da Casini Editore.

    Informazioni su ”Mastodon
    Titolo: Mastodon
    Autore: Nox A.M. Ruit
    ISBN: 9788879051934
    Genere: Fantasy Ucronico
    Casa Editrice: Casini Editore
    Data di pubblicazione: 2011-07-27
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 688
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    Anobii
    Il romanzo mi è stato inviato gratuitamente dall’autore per una recensione onesta.

    Mastodon non è un libro facile. Dopo una sessantina di pagine mi era salita forte la tentazione di mollarlo. Invece fortunatamente non l’ho fatto. Perché anche la costruzione di questa distopia non è semplice, e in fondo l’autore riesce a farlo con una certa destrezza e una certa credibilità.

    Siamo nel basso romano impero. Roma non sta decadendo, ma ad un certo punto gli dei hanno deciso di entrare direttamente nelle vicende umane attraverso il tramite di alcuni romani “illuminati” che vengono chiamati Venerabili. Attorno a loro è nato un esercito che li protegge e li accompagna nelle esquisizioni (missioni imposte dagli dei) che ha assunto molto più potere militari delle legioni.

    Ma non tutti gli dei stanno dalla parte di Roma. Anche gli dei hanno sete di potere… O questo resta una prerogativa umana?

    Il finale lento è giustificato dalla lunga spiegazione di tutto questo, dall’architettare il contesto storico e renderlo credibile agli occhi del lettore senza fare un’appendice storica che sarebbe stata molto peggio.

    Quindi piombiamo in questo mondo ucronico senza saperne granché, in una stanza buia di una locanda in tracia, dove il Venerabile Branwen e il suo custode Juba stanno dormendo. Il Venerabile sogna un sogno di Apollo ed è il sassolino che dà origine ai primi smottamenti.

    Le 400 pagine centrali scorrono veloci e interessanti. La scrittura è fluida e piacevole, i personaggi sono credibili e poco stereotipati..

    Unica pecca il finale. Sembra che le cose finiscano troppo in fretta, è poco equilibrato come si arriva alla risoluzione della storia.

    Per il resto un romanzo che mi ha regalato delle ore piacevoli.

  • L’altro capo del filo

    L’altro capo del filo

    L’altro capo del filo è un romanzo di Andrea Camilleri pubblicato da Sellerio Editore nel 2016, della serie del Commissario Montalbano.

    Informazioni su ‘L’altro capo del filo’
    Titolo: L’altro capo del filo
    Autore: Andrea Camilleri
    ISBN: 9788838935169
    Genere: Poliziesco
    Casa Editrice: Sellerio Editore
    Data di pubblicazione: 2016-05-26
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 301
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    Anobii

    L'altro capo del filoL’altro capo del filo è l’ennesimo romanzo di Andrea Camilleri sul Commissario Montalbano. Qualcuno potrebbe dire basta, visto che ormai le storie si ripetono e sono sempre un po’ le stesse.

    Non entro nemmeno in merito della trama perché posso pure essere d’accordo su queste obiezioni, ma alla fine mi convinco a leggere ogni romanzo che esce per due semplici motivazioni: la prima è che non ne scriverà ancora molti, e ogni storia che esce potrebbe essere l’ultima; la seconda e più importante è che anche in questo “episodio” Andrea Camilleri si prende la libertà di parlare schiettamente e apertamente di migranti come pochissimi scrittori con la sua visibilità hanno il coraggio di fare.

  • Parole in disordine

    Parole in disordine

    Parole in disordine è un romanzo di Alena Graedon pubblicato in Italia da Bompiani nel 2015.

    Informazioni su ”Parole in disordine
    Titolo: Parole in disordine
    Autore: Alena Graedon
    ISBN: 9788845279683
    Genere: Distopico
    Casa Editrice: Bompiani
    Data di pubblicazione: 2015-06-25
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 507
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    Acquista Parole in disordine su GoodBook.it

    Parole in disordineParole in disordine è stata una piacevole sorpresa. Mi aveva colpito la sinossi, anche se poteva essere una banalità incredibile. Beh, decisamente non lo è stata.

    In un mondo molto vicino al nostro la gente ha dimenticato il linguaggio. Non esistono più libri o riviste, ma “contenuti” scambiati su internet attraverso dei dispositivi chiamati Meme, smartphone molto più piccoli e integrati ai bisogni dell’utente. Quando un virus informatico intacca i Meme e soprattutto il nuovo modello “Nautilus”, il virus informatico diventa anche virus biologico, la “Febbre Verbale” che causa afasia, nausea, vomito e febbre e che porta alla morte.

    In un mondo nel caos, dove li linguaggio si sfalda e nemmeno le testate giornalistiche riescono a fare informazione perché piene di persone afasiche, soltanto i libri e il silenzio potranno essere una soluzione.

    Il romanzo è scritto molto bene. Ha un ottimo ritmo, legando questa interessante distopia alla scomparsa di Doug Johnson, lessicografo direttore del Dizionario Nord Americano in Lingua Inglese, e ci fa leggere queste 507 pagine con piacere e interesse.

    Ha due narratori, che si alternano nei vari capitoli (contrassegnati non da numeri ma da parole con la relativa definizione, espediente geniale molto funzionale alla vicenda trattata), che sono Anana Johnson, la figlia del lessicografo scomparso, e Bart, braccio destro di Doug. Entrambi cercano il lessicografo, entrambi vengono coinvolti nella strana epidemia di febbre verbale, ed entrambi fanno di tutto per sopravvivere, anche se per diverse motivazioni.

    Tutti i personaggi sono ben caratterizzati e credibili, e le descrizioni dei luoghi non sono mai pesanti ma particolareggiate.

    Da segnalare anche diversi dettagli stilistici, di cui il più geniale ed evidente è la febbre verbale di Bart, che comincia a scrivere utilizzando via via parole sempre più incomprensibili mentre la vicenda avanza; espediente che a tratti rende difficile la lettura ma che ha il grandissimo pregio di calarci come non mai nella vicenda.

    Davvero una piacevole sorpresa, questo “Parole in disordine”. Un capolavoro, con l’unica pecca di un finale forse troppo strascicato e una storia d’amore banale che fa da sottofondo ad una vicenda originalissima e interessante.

    Citazioni da “Parole in disordine”

    “Ho imparato che le parole ci trascinano nel tempo. Sono portali verso altre menti. Senza le parole, cosa ci rimane? Abitudini incomprensibili. Rituali strani. Cuori ossidati. Senza le parole siamo orfani della Storia. Le nostre vite e i nostri pensieri vengono cancellati”

    “Se c’è qualcosa che desideri davvero nella vita, soprattutto se c’è qualcosa che ti spaventa o che non ti fa sentire all’altezza, devi perseguirla fino in fondo. E farlo adesso. O fra non molto tempo, ti ritroverai ad aver ragione: non ne sarai all’altezza”

    “Le parole sono leggende viventi, rigonfie di significato. Noi le leghiamo l’una all’altra per costruire dei racconti, ma in realtà sono di per sé dei racconti, in grado di racchiudere storie vivide e complesse”

    “Ecco il nostro bel mondo nuovo: fuggire è impossibile. Non esistono posti dove possiamo essere lasciati in pace. Nemmeno dentro la nostra mente”

    “Come nazione, abbiamo praticato la produzione di massa prima della seconda guerra mondiale. Credevamo che lo spreco si sarebbe trasformato magicamente in benessere. Che se avessimo creato abbastanza beni usa e getta, avremmo rinvigorito il consumismo. E per un po’ ha funzionato. Ma c’è un piccolo e sporco segreto: le risorse sono limitate. A forza di consumare indiscriminatamente, non rimarrà più nulla. Anche il linguaggio. Non possiamo coniare una parola, usarla una volta e buttarla via. Il linguaggio è soltanto la perdita più recente. Siamo sempre convinti che le risorse siano infinite, anche mentre le stiamo esaurendo. Non solo il petrolio, l’oro, il ghiaccio polare e l’acqua, la larghezza di banda, ora persino i nostri pensieri e i nostri ricordi sono diventati usa e getta”

  • Sono lo stronzo più amato del pianeta

    Sono lo stronzo più amato del pianeta

    Sono lo stronzo più amato del pianeta è un racconto lungo (o un romanzo breve) scritto da Tamea Gre nel 2016.

    Informazioni su ”Sono lo stronzo più amato del pianeta
    Titolo: Sono lo stronzo più amato del pianeta
    Autore: Tamea Gre
    ASIN: B01MF76JBC
    Genere: Distopico
    Casa Editrice: Self Publishing
    Data di pubblicazione: 12 Ottobre 2016
    Lingua: Italiano
    Formato: Kindle
    Pagine: 60
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    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autrice in cambio di una recensione onesta

    Sono lo stronzo più amato del pianetaSono lo stronzo più amato del pianeta fa parte di una sorta di collana che si chiama Profezie da scongiurare e lo trovo un titolo decisamente a fuoco. Questo piccolo romanzo racconta la storia di Leo, un ragazzo del futuro, che si trova a dover scegliere tra un sì e un no in un referendum il cui quesito è quello di sterminare tutti i gatti e i criceti del mondo.

    Il contesto socio-politico è soltanto abbozzato, e nonostante questa scelta lasci un po’ l’amaro in bocca per la curiosità, da un punto di vista di equilibrio all’interno della narrazione è sicuramente una scelta condivisibile: il futuro ha portato all’umanità la Totale Trasparenza Politica e Sociale, una sorta di internet interconnesso a tutti i livelli dove tutti possono accedere a tutte le informazioni. Forse il sogno di ogni internauta di oggi.

    La scrittura è fluida e coinvolgente, senza cadute di stile o di registro e ci porta a leggere questa novelette in pochissimo e piacevole tempo.

    Queste 60 pagine, oltre a farci divertire per qualche ora hanno anche il grandissimo pregio di farci riflettere con leggerezza su alcune tematiche importanti, come la partecipazione alla vita politica (o alla non partecipazione), internet, i movimenti popolari, e come spesso l’indifferenza delle nostre scelte ci porti comunque ad accettare delle conseguenze che possono cambiare totalmente le nostre esistenze.

    Potete acquistare le novelette qui.

  • Citazioni di Dino Buzzati: Il tempo intanto correva

    Citazioni di Dino Buzzati: Il tempo intanto correva

    “Il tempo intanto correva, il suo battito silenzioso scandisce sempre più precipitoso la vita, non ci si può fermare neanche un attimo, neppure per un’occhiata indietro. “Ferma, ferma!” si vorrebbe gridare, ma si capisce ch’è inutile. Tutto quanto fugge via, gli uomini, le stagioni, le nubi; e non serve aggrapparsi alle pietre, resistere in cima a qualche scoglio, le dita stanche si aprono, le braccia si afflosciano inerti, si è trascinati ancora nel fiume, che pare lento ma non si ferma mai”.

    Dino Buzzati, Il deserto dei tartari

  • Fight Club 2

    Fight Club 2

    Fight Club 2 è una graphic novel scritta da Chuck Palahniuk e disegnata da Cameron Stewart, pubblicata in Italia da Bao Publishing il 6 Ottobre 2016.

    Informazioni su ”Fight Club 2
    Titolo: Fight Club 2
    Autore: Chuck Palahniuk e Cameron Stewart
    ISBN: 9788865437650
    Genere: Graphic Novel
    Casa Editrice: BAO Publishing
    Data di pubblicazione: 2016-10-06
    Lingua: Italiano
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 272
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    Anobii

    Fight Club 2Fight Club 2 – Il protocollo tranquillità, leggo nelle prime pagine di questo librone A4 dalla copertina rigida. Ho un po’ di timore, perché il progetto ha tutta l’aria di essere una trovata pubblicitaria come “Harry Potter and the cursed child“, ovvero un modo per fare tanti soldi distruggendo una storia che era già di per sé perfetta.

    Invece la storia comincia con “Guardatelo, si fa chiamare…” e ho già la bocca spalancata e l’acquolina in bocca. So il nome del protagonista di Fight Club. Così, subito, a pagina 2. Protagonista che è tornato alla sua vita borghese e tranquilla, con sua moglie Marla Singer e un figlio. Sì, proprio così: Marla fa la casalinga e il pazzo schizofrenico che ha creato Tyler Durden lavora e fa il bravo papà. Ovviamente con l’aiuto di discrete dosi di psicofarmaci.

    Solo che parliamo di Chuck Palahniuk, e le cose cominciano a degenerare in fretta.

    I disegni di questa storia sono molto precisi e perfettamente curati, e hanno il grosso pregio di stare ben lontani dalla rappresentazione che ha dato dei personaggi il film di David Fincher: non sono Edward Norton e Brad Pitt, ma dei personaggi perfettamente credibili per chi ha letto il primo romanzo.

    Inoltre ho trovato geniale la sovrapposizione alle tavole dei fumetti le pillole e i petali di rosa: sono il modo perfetto per rappresentare la scrittura folle e irritante di Palahniuk.

    La sensazione dopo essere arrivati in fondo è che la storia valga davvero la pena di essere stata raccontata. Non sembra solo un modo per fare soldi facili, ma un allargare una delle storie più famose e apprezzate di Chuck. E attenzione a commentare: stiamo violando le prime due regole del Fight Club.

    Il fumetto è disponibile in 2500 copie numerate con copertine diverse. Io ho la 0063.

  • La rabbia

    La rabbia

    La rabbia è una raccolta di graphic novel di alcuni fumettisti italiani che hanno condiviso l’esperienza del laboratorio Crack! a Roma, pubblicato da Einaudi Stile Libero Extra nel 2016.

    Informazioni su ”La rabbia
    Titolo: La rabbia
    Autore: Vari
    ISBN: 9788806230937
    Genere: Graphic Novel
    Casa Editrice: Einaudi Stile Libero Extra
    Data di pubblicazione: 2016-10-11
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 344
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    Anobii

    la rabbiaLa rabbia è un libro collettivo, composto da fumettisti che hanno condiviso l’esperienza del laboratorio Crack! a Roma, nella fortezza occupata del Forte Prenestino. Un’esperienza importante, perché è diventato uno degli spazi principali dove i fumettisti underground possono incontrarsi e farsi conoscere e imparare il valore dell’autoproduzione.

    Hordak 128

    Storia e disegni di Ratigher
    Soggetto di Alberta Ernesta

    Hordak 128 è una storia surreale, tra un artista di fama mondiale che non ha mai fatto vedere il suo volto e Oddone, un ragazzo un po’ fascista ma omosessuale che chiama i numeri per pompini trovati sulla metropolitana.
    Tratto semplice e minimale, per una storia talmente assurda da poter essere vera.

    \’krash\

    di Bambi Kramer

    In questo lavoro di Bambi Kramer si parte dalle sevizie da parte della polizia alla Diaz e a Bolzaneto durante il G8 di Genova per passare alla sindrome da schiacciamento di cui sembra essere affetta la nostra generazione. Un parallelo interessante, illustrato da disegni incredibili e complessi, realizzati a partire da un disegno ininterrotto di 10 metri lineari.

    Almeno un’ora in più

    Storia: Annalisa Trapani e Laura Nomisake
    Dialoghi: Annalisa Trapani
    Disegni: Laura Nomisake

    La storia di Laura Nomisake è una storia come tante: Silvia deve partire per le ferie, ma il suo capo la chiama per costringerla a finire un lavoro, facendole saltare le ferie. Forse non una storia originale, ma resta comunque una buona critica al capitalismo selvaggio che viviamo, unito al precariato e ai ricatti lavorativi degli ultimi vent’anni di storia sociale.

    Torrespaccata

    Storia: Giusy Noce
    Disegni: Vincenzo Filosa

    Anche questa storia è disegnata in maniera semplice, ma con attenzione ai particolari delle ambientazioni. Parla di un uomo che parla poco, che gira Roma e incontra persone. Le ascolta. Nessuno ascolta lui, e lui ha smesso di parlare. Ogni giorno. Tutti i giorni.

    Ballate in ritardo

    di Sonno

    Il fumetto di Sonno non è una storia vera e propria, sono una serie di vignette che non hanno nient’altro a collegarle se non il tema della raccolta, la rabbia. Tratto minimale e quasi poesia. Interessante, ma è forse l’autrice meno interessante della raccolta.

    Così passi dalla parte del torto

    di Zerocalcare

    Zerocalcare ci propone il suo tema sulla rabbia. Lo fa con il tratto che lo contraddistingue, con lui e l’amico armadillo come protagonisti. E ci parla della rabbia e della violenza nel suo vissuto, da quando era bambino fino agli scontri con fascisti o automobilisti di Roma. Lo fa con la sua solita ironia, con i personaggi dei cartoni animati degli anni ottanta e la sua incredibile capacità di far riflettere attraverso gli archetipi di un’intera generazione.

    Oggetti smarriti

    Storia: Federico Primosig e Simone Tso
    Dialoghi: Federico Primosig
    Disegni: Simone Tso

    Una storia ambientata tra Roma e Stoccolma, un veloce affresco della gioventù romana che emigra all’estero e poi torna ai luoghi che l’hanno cresciuta, come il laboratorio Crash! che ha fatto da humus a questa raccolta, attraverso un tratto pulito e curato.

    L’attesa

    di Hurricane

    Una storia distopica che ha al centro, come molti lavori della raccolta, il mondo del lavoro “giovanile”. Disegni allucinanti e allucinati per quella che è una delle migliori storie della raccolta.

  • Mardjan

    Mardjan

    Mardjan è un romanzo di Riccardo De Torrebruna pubblicato da Ensemble Edizioni nel 2016.

    Informazioni su ”Mardjan
    Titolo: Mardjan
    Autore: Riccardo De Torrebruna
    ISBN: 9788868811297
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Ensemble
    Data di pubblicazione: 2016-06-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 616
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    Anobii
    Questo romanzo mi è stato inviato gratuitamente dalla casa editrice per una recensione onesta.

    MardjanQuando mi è stato proposto di leggere questo romanzo ho accettato molto volentieri, perché avevo già letto di questo autore, sempre pubblicato da Ensemble, il romanzo Blood & Breakfast, che nonostante non fosse una storia illuminante, era stato molto piacevole e scritto bene.

    Ho cominciato questo romanzo con la certezza che sarebbe stata una storia piacevole e scritta bene.

    Procedendo nella lettura ho invece scoperto che Mardjan è molto di più che una storia piacevole.

    Dominic è un attore e regista un po’ visionario ma non molto conosciuto, molto amico di Gabriel, regista invece affermato. Vorrebbero mettere in scena una vecchia sceneggiatura di Dominic, “Mardjan”, ma Gabriel muore prima di cominciare anche solo a parlarne.

    Dominic allora decide di girare il film come tributo all’amico, per la maggior parte in Africa, senza sapere che diventerà il protagonista di un giallo fatto di lunghi tramonti, di povertà, di riscatto, di denaro e di potere.

    Il romanzo è scritto molto bene e in maniera incalzante e piacevole. Ci sono alcuni accorgimenti narrativi interessanti, e l’attenzione non scema mai.

    L’ambientazione esotica risulta molto credibile, vengono affrontati temi importanti come il razzismo, il sessismo, il potere, la ricerca del denaro senza alcuno scrupolo, la prostituzione minorile, e nonostante l’autore li sfiori appena con una veloce descrizione o con una breve scena, non risulta mai superficiale o banale.

    I personaggi sono molto ben caratterizzati, e sono molto reali, fatti di luce e di ombre, di peculiarità che ben li differenziano l’uno dall’altro.

    La storia è abbastanza originale e non scontata, le descrizioni sono ben fatte e il tono utilizzato dall’autore non ha mai cadute di stile.

    Il romanzo può essere acquistato sul sito internet di Ensemble.

    Citazioni da “Mardjan”

    “É una legge scritta da qualche parte: un ideale, una protesta, per sacrosanta che sia, non raggiunge mai lo stesso quoziente di rancore che anima quelli chiamati a fronteggiarla e che obbediscono di mestiere. É un ideale che si organizza e si dà gli strumenti del terrorismo non può scendere in strada a gridare la propria rabbia; per far questo, occorre una dose d’innocenza”

  • Orfani bianchi

    Orfani bianchi

    Orfani bianchi è un romanzo di Antonio Manzini pubblicato da Chiarelettere nel 2016.

    Informazioni su ”Orfani bianchi
    Titolo: Orfani bianchi
    Autore: Antonio Manzini
    ISBN: 9788861907034
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Chiarelettere
    Data di pubblicazione: 2016-10-20
    Lingua: Italiano
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 240
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    Anobii

    Orfani BianchiOrfani bianchi non è un romanzo del vicequestore Rocco Schiavone. Anzi, la protagonista per la prima volta è una donna, e in questo momento storico di rifugiati e immigrati in cerca di una vita migliore, sceglie una donna moldava che fa la badante.

    Una scelta coraggiosa per uno scrittore da poco salito alla ribalta, ma una scelta a cui mi sento di applaudire, se riesce a far riflettere anche solo per un attimo il popolo della Lega Nord e degli “aiutiamoli a casa loro”.

    Mirta è una donna moldava che fa la badante in Italia, mentre lascia in un piccolo paese della sua nazione il figlio appena dodicenne Ilie, che è senza un padre perché scappato ancora quando Ilie era piccolo. In Italia Mirta è costretta a lavori che nessuno più vuole fare, compreso quello di badare a famigliari anziani o con ridotta mobilità.

    La scrittura di Manzini è sempre fluida, anche se in questa trama senza colpi di scena forse risulta un po’ meno scorrevole del solito.
    Il romanzo si legge comunque in poco tempo e si arriva presto in fondo.

    Quanto costa abbandonare la propria famiglia per prendersi cura di quella di un altro?

    Alla base del romanzo c’è questa semplice domanda. E la risposta è scontata e banale appena si gratta via la patina di razzismo con cui siamo abituati a ricoprire tutto: costa molto. Troppo.