Categoria: Libri

  • La scatola a forma di cuore – Recensione

    La scatola a forma di cuore – Recensione

    La scatola a forma di cuore è un romanzo di Joe Hill pubblicato da Sperling & Kupfer nel 2007.

    Informazioni su ‘La scatola a forma di cuore’
    Titolo: La scatola a forma di cuore
    Autore: Joe Hill
    ISBN: 9788820043544
    Genere: Horror
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2007-10-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 384
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    La scatola a forma di cuoreQuanti leggerebbero Joe Hill se non fosse il figlio di uno degli scrittori più famosi e acclamati degli ultimi trent’anni? Quanto è stato facilitato il suo cammino verso la pubblicazione, visto che in Italia la sua casa editrice è la stessa del padre? Ma soprattutto, che senso ha farsi queste domande?

    Joe Hill è figlio di Stephen King. Ha scelto di darsi un altro nome per non sfruttare appieno la popolarità del padre. Ha avuto il coraggio di scrivere più o meno delle stesse ambientazioni del “Re del Brivido”. Per me questo è sufficiente.

    La scatola a forma di cuore è una storia di fantasmi. Jude Coyne è una rockstar miliardaria che ama collezionare oggetti insoliti, come il cranio di un uomo che era stato posseduto da un demone, la confessione di una strega, o uno snuff movie girato dalla polizia messicana. Quando su un piccolo sito internet di aste online trova in vendita un fantasma, non riesce a resistere, e lo acquista.
    Gli arriva a casa una scatola a forma di cuore, con all’interno il vestito del morto, a cui il fantasma è particolarmente legato. La sua vita cambia radicalmente e scopre che il fantasma fa parte del suo passato e il suo non è stato un acquisto casuale.

    La scrittura di Joe Hill è molto fluida e cinematografica, molto simile a quella del padre. Potrebbe essere un difetto, questa mancanza di originalità, ma se mi dicessero che scrivo quasi come Stephen King io non è che mi offenderei. I personaggi sono molto credibili, sono interessanti e vengono presentati molto bene; inoltre la loro crescita è curata e coinvolgente.

    La trama è ben costruita, e nonostante non sia anch’essa particolarmente originale, mi ha portato velocemente a divorare le pagine fino al finale, forse scontato o forse no.

    La scatola a forma di cuore è un ottimo romanzo, ben scritto e piacevole se vi piace il genere. Una storia di fantasmi non originalissima ma nemmeno particolarmente scontata.

  • Le scarpe dei suicidi – Recensione

    Le scarpe dei suicidi – Recensione

    Le scarpe dei suicidi è un saggio di Tobia Imperato sull’arresto di tre anarchici torinesi: Edoardo Massari (Baleno), Maria Soledad Rosas (Sole) e Silvano Pellissero, pubblicato da Autoproduzioni Fenix nel 2013.

    Informazioni su ‘Le scarpe dei suicidi’
    Titolo: Le scarpe dei suicidi
    Autore: Tobia Imperato
    ISBN: A000008466
    Genere: Saggio
    Casa Editrice: Autoproduzioni Fenix
    Data di pubblicazione: 2013-12-01
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 194
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    Le scarpe dei sucidiLe scarpe dei suicidi non è raccontato da un punto di vista obiettivo, lo annuncia l’autore nell’introduzione. Le scarpe dei suicidi è un resoconto di parte, scritto con partecipazione e rabbia da un anarchico molto legato alle vicende raccontate.

    Sui muri di Torino (e non solo) campeggiano ancora su diversi muri le scritte “Sole, Baleno e Silvano Liberi”. Spesso mi è capitato di chiedermi chi erano questi tre. Questo libro ne da una risposta esauriente.

    Sole, Baleno e Silvano sono tre anarchici legati alle esperienze degli squatters torinesi, che vivono nella Casa Occupata di Collegno, vicino a Torino. Il 5 Marzo 1998 vengono arrestati su ordine del PM Laudi, accusati di far parte di un organizzazione armata sovversiva chiamata “Lupi Grigi”, ed autori dei primi “attentati” contro i cantieri dell’Alta Velocità in Val Susa.

    Vengono messi in isolamento, gli viene impedito di parlare anche con gli avvocati, e vengono accusati di crimini gravissimi; Sole e Baleno non ce la fanno a resistere privati della libertà e si suicidano. Solo Silvano Pelissero arriverà fino al processo farsa, che lo condannerà ad 8 anni di carcere sulla base di prove ridicole che non dimostrano assolutamente il suo coinvolgimento in alcun “attentato” ai cantieri del TAV.

    Un racconto pieno di rabbia, scritto da un uomo che ha vissuto da vicino gli eventi raccontati, con una scrittura lineare e una successione cronologica, ci racconta gli abusi di potere di uno Stato che deve sacrificare per forza al Dio Denaro (leggi interessi sulle Grandi opere) sull’altare della giustizia delle vittime innocenti.

    Un sacrificio di sangue pesante, un bilancio incredibilmente a sfavore del movimento anarchico: due giovani suicidati, un altro costretto ad anni di carcere per qualche furto in cantieri e supermercati.

    Il libro è in download gratuito:

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  • Il mistero delle dame di Lautrec – Recensione

    Il mistero delle dame di Lautrec – Recensione

    Il mistero delle dame di Lautrec è un romanzo di Stefano Guidotti pubblicato da Ciesse Edizioni il 1 Aprile 2016 nella collana Black & Yellow.

    Informazioni su ‘Il mistero delle dame di Lautrec’
    Titolo: Il mistero delle dame di Lautrec
    Autore: Stefano Guidotti
    ISBN: 9788866601890
    Genere: Giallo
    Casa Editrice: Ciesse Edizioni
    Data di pubblicazione: 2016-04-01
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 345
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    Questo libro mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    Il mistero delle dame di LautrecSto leggendo molti romanzi di autori esordienti, in questo periodo. Spesso già dalla sinossi si capisce che non sarà una lettura entusiasmante. Anche in questo caso non mi aspettavo una grande lettura. Niente di originale, insomma. Invece sono stato piacevolmente sorpreso.

    Siamo a Parigi alla fine dell’Ottocento. Gustave Rossini è un personaggio ambiguo, una sorta di grosso ragno all’intero di una ragnatela di rapporti con tutti gli strati sociali parigini, dalla più bassa criminalità ai più alti ambienti politici e borghesi.
    Quando viene trovato morto nel suo studio con la porta chiusa dall’interno dagli ospiti di una cena organizzata nella sua villa, sono in molti a gioirne, compreso il commissario Gidot, che viene chiamato ad indagare.

    Sembra tutto molto banale, forse. Quasi la trama di una cena con delitto che si organizza in locali specializzati o in una cena tra amici. Decisamente non è così.

    Stefano Guidotti parte con alcuni capitoli sugli ospiti che ricevono l’invito per la cena. Ce li presenta in poche pagine, tratteggiandone con precisione il carattere e l’indole e permettendoci di averne un’idea precisa nel momento in cui arrivano dall’anfitrione Gustave Rossini. Poi comincia la cena. La narrazione si svolge tutta all’interno di questa misteriosa grande casa, ogni azione dei personaggi è un indizio come nella migliore tradizione giallistica. Anche i movimenti dell’ispettore Gidot, giunto sul luogo del delitto dopo la scoperta del cadavere sono indizi di una trama complessa e non banale che troverà nel finale la sua soluzione ad effetto in cui si incastreranno tutti i pezzi del puzzle.

    Il romanzo è scritto molto bene, i dialoghi sono credibili e con un registro adeguato al periodo storico dell’ambientazione; le divagazioni su letteratura e arte ottocentesca sembrano sempre a tema sulla bocca degli invitati alla cena e non sembrano mai un modo per vantarne le conoscenze da parte dell’autore.

    Se vi piace il giallo più classico, quello di Agatha Christie e Arthur Conan Doyle, questo è il romanzo che fa per voi.

    Biografia di Stefano Guidotti

    Stefano Guidotti, nato a Fiorenzuola d’Arda (PC) il 12 Giugno 1963. Da circa una decina d’anni ho incominciato a scrivere, realizzando prima qualche racconto breve e poi due romanzi. Uno ambientato a Parigi alla fine dell’800 (Il mistero della dame di Lautrec) e l’altro – ancora inedito – a Berlino a cavallo della seconda guerra (Una stagione imprevista). Entrambe le opere sono caratterizzate da un’accurata ricostruzione storica e da una trama di fantasia che s’intreccia a eventi e personaggi reali. Si tratta di storie poliziesche, con soluzione svelata nelle ultime pagine, che si rifanno alla tradizione più classica del “giallo”.

  • Hermanos – Recensione

    Hermanos – Recensione

    Hermanos è un romanzo scritto a quattro mani da Alessandro Bogani ed Edoardo Pozzoli, pubblicato da Inspired Digital Publishing nel 2016.

    Informazioni su Hermanos
    Titolo: Hermanos
    Autore: Alessandro Bogani e Edoardo Pozzoli
    ISBN: 9788894182019
    Genere: Western
    Casa Editrice: Inspired Digital Publishing
    Data di pubblicazione: 2016-09-23
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 243
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    Questo libro mi è stato inviato dagli autori in cambio di una recensione onesta

    HermanosHermanos parte da un’idea buona, il voler rendere omaggio a un certo tipo di film, ad un filone western che parte da Sergio Leone e arriva fino ai più recenti Django e The hateful eight; è una scelta rischiosa, ma che può riuscire.

    La presentazione del romanzo afferma:

    Hermanos è un romanzo western dal sapore duro e dalle tinte forti, esattamente come l’epoca in cui è ambientato, dove una persona con in mano un’arma poteva fare una grande differenza. Un libro coinvolgente ed emozionante per un genere che ancora oggi continua ad affascinare le persone.

    Se l’idea era buona, il risultato non è quello che mi aspettavo.

    Gli ingredienti ci sarebbero anche tutti: banditi che rapinano l’esercito, una rivoluzione in Messico da finanziare e i passaggi dell’Arizona e della Sonora, ci si immaginano sparatorie, sangue e azione, vendette e uomini senza legge disposti a tutto pur di raggiungere i loro scopi.

    I fratelli Ostega si uniscono a un medico mezzosangue e ad un soldato dell’esercito americano per appropriarsi di un carico d’oro che potrebbe renderli ricchi, ma una banda di rivoluzionari messicani li anticipa e porta l’oro in Messico per finanziare una rivoluzione imminente. La banda li insegue per avere l’oro, tuffandosi in un passato fatto di vendette che credevano superate e che invece sono ancora lì in attesa.

    Le intenzioni suono buone, la trama è forse un po’ banale ma interessante e la scrittura, nonostante alcuni scivoloni e dei dialoghi non proprio perfetti, è accettabile.

    Quello che manca sono dei personaggi credibili e ben caratterizzati: Julio Ostega viene dipinto come un uomo lento di mente e veloce di mano, sembra quasi una caricatura; quando l’azione si incentra su di lui quello che doveva essere uno spaghetti western diventa quasi una parodia alla Lucky Luke. Il fratello Rodrigo, l’uomo dai mille piani e dalla mente fina è talmente stereotipato da finire anche lui al limite del terreno delle parodie. Di Andrew, metà Navajo e metà Inglese conosciamo la storia difficile e burrascosa che però non si riflette nel personaggio, che sembra essere un pacioso Buddha. Diego, invece, soldato codardo, risulta del tutto inutile per lo sviluppo della trama. Che dire poi di Thomas, il più descritto nei flashback che ne delineano il passato, e della cui fine improvvisa ancora non mi capacito?

    Mancano anche delle descrizioni migliori degli ambienti, dei vestiti e dei viaggi, che avrebbero conferito al racconto uno sfondo in grado di dare maggiore credibilità alla narrazione e una trama un po’ più originale dell’accozzaglia di cliché ormai troppo abusati.

    Il libro scorre veloce è molto breve e scarno, ma quello che ne esce è una storia western alla Tex Willer senza Tex Willer. Altro che Tarantino.

    Biografia di Alessandro Bogani

    Alessandro Bogani nasce nel 1995 in provincia di Milano, ha conseguito il diploma di maturità scientifica ed è attualmente iscritto al corso di laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche. L’interesse per la letteratura si manifesta con forza durante gli ultimi anni di liceo, tanto da far nascere in lui il desiderio di sperimentare in prima persona il mestiere dello scrittore. Ha un debole per la fantascienza di Asimov e per quei libri dal sapore “terroso” come La strada, Il buio oltre la siepe e Furore, ma il suo sogno è di sperimentare e rivisitare quanti più generi letterari possibili, dal western alla fantascienza, confrontandosi con essi da scrittore per conoscerli meglio. Oltre alla letteratura, le sue passioni sono la musica, la cinematografia e la fisica, interessi che spesso s’intrecciano e vanno a contaminare ciò che scrive.

    Biografia di Edoardo Pozzoli

    Edoardo Pozzoli nasce nel 1995 a Desio, una cittadina vicino alla metropoli milanese. Attualmente è iscritto al corso di laurea in Economia e gestione dei beni culturali, all’Università Cattolica di Milano. Sogna un’Italia che sappia valorizzare al massimo i suoi beni culturali, dai parchi archeologici alle mostre di arte contemporanea, cercando di dare un valido contributo a questa causa. Amante di gran parte dei generi letterari sin da piccolo, ha sempre avuto una predilezione per quello storico/narrativo, spaziando dalle epoche antiche fino a quelle più contemporanee. Appassionato di cinema, si è affacciato da qualche anno al mondo dei fumetti Bonelli, e spera di far tornare il genere western italiano nella vita degli italiani, con uno stile audace e moderno.

  • L’immemore errante – Recensione

    L’immemore errante – Recensione

    L’immemore errante è un romanzo di Alba Ligorio pubblicato da Arduino Sacco Editore nel Dicembre 2016.

    Informazioni su ‘L’immemore errante’
    Titolo: L’immemore errante
    Autore: Alba Ligorio
    ISBN: 9788869512469
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Arduino Sacco Editore
    Data di pubblicazione: 2016-12-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 164
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    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autrice in cambio di una recensione onesta.

    L'immemore erranteL’immemore errante non appartiene sicuramente ai generi letterari che prediligo. È quasi un testo per il teatro, una commedia di quelle di una volta, mi ha ricordato molto le commedie dialettali che spesso vengono ancora rappresentate dalle mie parti. E sicuramente non mi hanno mai fatto impazzire.

    Il protagonista della vicenda, ambientata nel milleduecento in Toscana si risveglia da una botta in testa e ha perso la memoria. Il padrone della locanda che lo ha trovato lo guarisce, ma nel frattempo cerca di fargli sposare una delle sue orribili figlie. L’immemore errante riesce a scappare, da quel momento comincia gli incontri con personaggi sempre più improbabili e comici che lo portano attraverso Liguria e Toscana alla ricerca dei cibo e della sua memoria perduta.

    Il romanzo è scritto bene, ricalca le commedie classiche e credo che l’intento dell’autrice fosse proprio quello di omaggiare questo genere letterario. Direi che ci riesce abbastanza bene, la vicenda è coinvolgente, il personaggio divertente e le situazioni che lo ospitano diventano sempre più assurde e imprevedibili man mano che procede la narrazione.

    Anche il linguaggio e il registro utilizzati sono ottimi, credibili e senza imprecisioni o cadute.

    Queste sicuramente le cose positive.

    Ma, ahimé. Ci sono anche alcune cose negative. Innanzitutto la mancanza di originalità. L’omaggio a un genere letterario a mio avviso non deve essere un “compitino” che ne appaghi tutti i crismi e i canoni. Forse a questa storia serviva di più per elevarsi.

    Anche se quello che più a mio avviso pregiudica la mia opinione di questo romanzo è il finale. Per più di un centinaio di pagine seguiamo questo personaggio tra mille peripezie alla ricerca della sua identità e dei suoi ricordi perduti, e in un attimo il romanzo è finito, si scopre chi è e il romanzo è finito. Senza particolari colpi di scena, senza un vero e proprio finale che renda perfettamente riuscita questa commedia.

  • Nella pancia del mostro – Recensione

    Nella pancia del mostro – Recensione

    Nella pancia del mostro è un romanzo di Dario Stefano Villasanta pubblicato da Lettere Animate nel 2016.

    Informazioni su ‘Nella pancia del mostro’
    Titolo: Nella pancia del mostro
    Autore: Dario Stefano Villasanta
    ISBN: 9788868829292
    Genere: Noir
    Casa Editrice: Lettere Animate
    Data di pubblicazione: 2016-11-18
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 201
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    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    nella pancia del mostroNella pancia del mostro è un romanzo che ha tutte le premesse per essere un romanzo interessante. Si svolge su due trame distinte che si avvicinano sempre di più verso il finale: in una Davide Villari è internato in un OPG e vive la realtà distorta di questi luoghi infernali creati dalle istituzioni; dall’altro Domenico e Giulia, due persone distinte con un passato in comune legato da Dax, un misterioso personaggio che ha cambiato le loro vite e che si è suicidato lanciandosi in un fiume al confine della Svizzera.

    La prima parte del romanzo, quella ambientata nell’OPG di Castiglione delle Stiviere è molto ben scritta: credibile e cruda, presenta descrizioni accurate di ambienti e di situazioni oltre che dei rapporti di potere creati negli ospedali psichiatrici.

    La seconda parte invece a mio avviso presenta molti puniti deboli: i personaggi non sono molto ben caratterizzati e presentano troppi stereotipi (anche di genere); la scrittura è lenta e macchinosa e la trama presenta numerose falle e forzature. I dialoghi sono stucchevoli e poco credibili, e la lettura rallenta in modo considerevole.

    Purtroppo le premesse di questo romanzo non vengono mantenute: quello che poteva essere una finestra sul mondo troppo spesso ignorato degli OPG si trasforma in un romanzo forzato, dove la trama e la narrazione diventano servi del contenuto, di quella denuncia sociale che l’autore vuole lanciare con rabbia e forza.

    A mio avviso il romanzo avrebbe dovuto rimanere all’interno dell’OPG, in prima persona, e approfondire l’argomento e i sentimenti di rabbia del protagonista senza cedere ad una storia che risulta troppo artificiosa.

    Il risultato sarebbe stato un libro crudo che avrebbe spaccato le coscienze e aperto diversi occhi.

    L’autore, Dario Stefano Villasanta

    Dario Stefano Villasanta, classe ’72, è blogger e organizzatore di eventi culturali, nonché collaboratore ufficio stampa per diversi autori giallo/noir. Studi di Filosofia non terminati, un passato da cantante non professionista, scrive racconti fin da ragazzino, ma inizia a pubblicare romanzi solo nel 2014 (Il Migliore, Il Gioco del castello) e due raccolte di racconti brevi (Dalla cenere nel 2015 e Strade sporche nel 2016).

    Con Lettere Animate ha pubblicato anche Il Prezzo (2016) con cui ha vinto da autoprodotto un premio speciale al Premio Internazionale Città di Cattolica 2015, (il titolo di allora era Angeli e folli). È incappato anch’egli, come i protagonisti, nelle maglie delle Istituzioni dalle quali ha tratto larga ispirazione per questa storia.

  • Recensione di Tempo assassino di Michel Bussi

    Recensione di Tempo assassino di Michel Bussi

    Tempo assassino il secondo romanzo di Michel Bussi pubblicato in Italia da Edizioni E/O nel 2016.

    Informazioni su ”Tempo assassino
    Titolo: Tempo assassino
    Autore: Michel Bussi
    ISBN: 9788866328162
    Genere: Giallo
    Casa Editrice: Edizioni E/O
    Data di pubblicazione: 2016-10-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 510
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    Tempo assassinoIl romanzo si svolge su due piani temporali diversi, uno nel 1989 e l’altro nel 2016; in entrambi la protagonista è Clotilde, ragazza corsa nipote di una delle famiglie più influenti della penisola della Revellata.

    Nel 1989, durante una vacanza in Corsica, Clotilde precipita con i genitori e il fratello maggiore in macchina da una scogliera, ed è l’unica sopravvissuta. Nel 2016, ventisette anni dopo, la ragazza diventata donna e madre e torna per la prima volta sui luoghi dell’incidente.

    Si ritroverà tra fantasmi e ricordi di una tragedia non ancora superata, che da semplice incidente si trasformerà in assassinio e vendetta. O no?

    Michel Bussi è un ottimo scrittore: le sue descrizioni della Corsica sono bellissime e inquietanti, l’isola della Bellezza diventa una bellezza dark, attraente e inquietante, un campeggio sul Mediterraneo il teatro di una tragedia consumata tra passato e futuro.

    I personaggi hanno due anime, figlie del cambiamento che ogni persona attraversa in trent’anni di crescita e delle maschere che le persone indossano tra pubblico e privato; sono credibili e interessanti e coinvolgono il lettore in una vicenda privata che attende trent’anni prima di trovare un senso. O giustizia.

    L’utilizzo dei due piani temporali, attraverso un espediente banale ma efficace come il diario della protagonista Clotilde, rende la narrazione avvincente e veloce nella lettura.

    Una storia complessa, piena di colpi di scena, fatta di mistero, suspence, follia e tradizioni sullo sfondo di una Corsica selvaggia e bellissima.

    Citazioni da Tempo Assassino

    “La felicità è facile, basta crederci! Le vacanze servono a questo: cielo senza nuvole, mare e sole. Servono a crederci, a riempirsi di illusioni per il resto dell’anno”

    “Gli adolescenti peggiori sono quelli che rifiutano lo scontro”

    “È una mancanza di rispetto nei confronti della bellezza, quella che non bisogna disturbare e nemmeno condividere, quella che bisogna solo apprezzare. Da soli. La bellezza è un segreto, e parlarne significa violentarla”

    “Siamo i guardiani dell’equilibrio che si crea tra l’egoismo di ogni singolo individuo e la follia del mondo”

  • Il codice della strega

    Il codice della strega

    Il codice della strega è un insieme di tre volumi auto pubblicati da Federico Negri nel 2015.

    Informazioni su ”Il codice della strega
    Titolo: Il codice della strega
    Autore: Federico Negri
    ASIN: B00UYX6YPI
    Genere: Fantasy / Steampunk
    Casa Editrice: Self Publishing
    Data di pubblicazione: 2015-03-19
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 400
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    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    Il codice della stregaIl codice della strega un libro che raccoglie i primi tre volumi di questa saga scritta da Federico Negri.

    In un mondo futuristico dove la tecnologia serve ormai a poco e gli oceani sono sconvolti da tempeste invalicabili il mondo è regredito a un mondo che assomiglia al 1600 europeo: commercianti e nobili che aiutano e scatenano guerre di potere tra le nazioni, intere popolazioni relegate a vivere da escluse nei sottofondi delle città e la magia che si risveglia attraverso una stirpe di streghe…

    La trama della saga è molto chiara e lineare: ogni libro della saga ha come titolo il nome di una delle streghe protagoniste, appartenenti tutte allo stesso clan magico: le Santuini. La narrazione procede spedita, e lo stile di scrittura utilizzato è molto asciutto e piacevole. I personaggi sono ben delineati e interessanti, hanno una loro evoluzione all’interno della narrazione e appassionano il lettore alle loro vicende.

    Le uniche cose che avrebbero potuto migliorare, a mio avviso, sono due: le descrizioni dei luoghi e il contesto storico.

    Per essere un fantasy questa saga è molto snella nelle descrizioni degli ambienti. Le città sono appena tratteggiate, quasi fumose, le campagne e le rovine di castelli che le streghe attraversano sono lasciate troppo all’immaginazione; e manca a mio avviso un contesto che definisca questo futuro alternativo, che potrebbe tranquillamente essere un mondo fantastico immaginato dall’autore e non così strettamente “steampunk”.

    Biografia di Stefano Negri

    Scrittore compulsivo e intermittente, fondamentalmente imbrattacarte a tempo perso. Scrivo fantasy, dystopian, thriller e sci-fi. Sono nato a Torino negli anni di piombo ma trascorro buona parte del mio tempo librato in volo, tra un continente e l’altro, per viaggi di lavoro (quello vero). In aereo si scrive benissimo.

  • La spada del destino – Recensione

    La spada del destino – Recensione

    La spada del destino è una raccolta di sei racconti dello scrittore polacco Andrzej Sapkowski, pubblicata da Nord Edizioni nel 2011.

    Informazioni su ”La spada del destino
    Titolo: La spada del destino
    Autore: Andrzej Sapkowski
    ISBN: 9788842916642
    Genere: Fantasy
    Casa Editrice: Nord Edizioni
    Data di pubblicazione: 2011-03-10
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 448
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    La spada del destinoLa spada del destino è il secondo volume della saga del witcher Geralt di Rivia dalla quale è stata tratta ispirazione per la famosa serie di videogiochi “The Witcher”.

    Il limite del possibile

    Geralt di Rivia è uno strigo, un cacciatore di mostri, che vaga per il mondo alla ricerca di mostri da uccidere per soldi dopo l’evento noto come la “Congiunzione delle sfere”, il fenomeno che ha riversato i mostri nel mondo che conosciamo. Nel suo vagabondare lo strigo incontra un cavaliere soprannominato “Tre Taccole” che lo accompagna alla ricerca di un drago che sta terrorizzando il regno di Caingorn. Per il codice del witcher Geralt non potrebbe uccidere il drago; partecipa alla caccia solo perché così può rivedere Yennefer, la strega della quale è da sempre innamorato e ossessionato. Si troverà in un’avventura difficile con un finale assolutamente imprevisto.

    Una scheggia di ghiaccio

    Il secondo racconto approfondisce il rapporto tra lo strigo e la maga Yennefer: nella città di Aedd Gynvael Geralt incontra la maga, e scopre che da tempo immemore ha una relazione con un altro mago, Istredd. Yennefer non sa decidere tra l’uno e l’altro, facendo impazzire di gelosia entrambi fino a che lo strigo e il mago non si lanceranno in uno scontro mortale per il cuore della maga, come nella più banale e scontata storia medievale.

    Il fuoco eterno

    Geralt è a Novigrad, una delle città più grandi del mondo, con il suo amico Ranuncolo, un bardo famosissimo. In una locanda incontrano un mezzuomo, Dainty Biberveldt, e cercano di farsi offrire da mangiare visto che sono senza denaro. All’improvviso nella stanza entra una copia esatta del mezzuomo, che si scopre essere l’originale: quello che avevano incontrato era un mostro informe chiamato mimik, in grado di assumere le sembianze, i ricordi e i comportamenti di chiunque voglia.
    Il mimik scappa, e il terzetto composto da Geralt, Ranuncolo e Biberveldt gira la città alla ricerca del “mostro”.

    Un piccolo sacrificio

    Geralt sta facendo da interprete al principe Agloval nel suo tentativo di convolare a nozze con Sh’eenaz, una sirena. La trattativa fallisce e il principe si rifiuta di pagarlo. Ad un banchetto lo strigo conosce Occhietto, una vecchia amica e collega del bardo Ranuncolo, della quale si infatua.
    Arriva Agloval, e dà un altro incarico al witcher: scoprire cosa uccide i pescatori alle Zanne del Drago, il confine tra la scogliera e il regno del mare.

    La spada del destino

    Geralt è nel bosco di Brokilon, ultimo baluardo della natura contro il progresso, dove le driadi, le ninfe delle querce, stanno conducendo una guerra centenaria contro i regni circostanti. Mentre sta portando un’ambasceria alla regina delle driadi da parte Re Venzlav di Brugge incontra una bambina, Ciri, che gli sembra di avere già visto. L’ambasceria fallirà, ma all’improvviso la bambina sembra essere la cosa più importante del mondo.

    Qualcosa di più

    Un racconto strutturalmente complesso in cui lo strigo alterna stati di veglia in cui viene raccontato il presente e stati di alterazione dovuta alle ferite subite in cui ricorda gli eventi recenti che lo hanno portato al confine del Regno di Temeria. Al centro della vicenda ancora il rapporto tra lo strigo Geralt e la bambina Ciri, che sembra essere parte integrante del suo destino. E forse qualcosa di più.

    I racconti sono interessanti, anche se non scritti in modo esemplare. Il mondo che viene dipinto dallo scrittore polacco è ben congegnato, i mostri attingono da tutte le mitologie e sono ben inserito nella narrazione. Il witcher Geralt è un bel personaggio, in bilico tra la sua insensibilità e l’amore, tra mostri buoni e mostri cattivi, tra bene e male, tra destino e volontà.

    L’unica pecca è il rapporto tra Geralt e Yennefer, riportato anche nei videogiochi: veramente troppo assurdo e troppo fuori dal personaggio per essere credibile, a mio avviso.

  • Ninfee nere

    Ninfee nere

    Ninfee nere è un romanzo di Michel Bussi pubblicato da Edizioni E/O nel 2016.

    Informazioni su ”Ninfee nere
    Titolo: Ninfee Nere
    Autore: Michel Bussi
    ISBN: 9788866327462
    Genere: Thriller
    Casa Editrice: Edizioni E/O
    Data di pubblicazione: 2016-05-26
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 394
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    Ninfee nereSono molto selettivo sui thriller, i gialli e i misteri. Ne ho letti tantissimi ed è uno dei generi che preferisco.

    Michel Bussi è esploso l’anno scorso, e tendo a diffidare delle esplosioni. Ho cominciato a leggere Ninfee Nere con distacco, aspettandomi una storia banale, magari con dei personaggi curati e interessanti, ma nulla di più.

    Dopo una cinquantina di pagine ero strabiliato.

    Tre personaggi femminili sono il centro di vicende ambientate a Giverny, in Normandia, il piccolo paese teatro della produzione del poeta impressionista Monet e del suo ciclo più famoso, le ninfee.

    Una è una vecchia stramba, l’altra una maestra bellissima della scuola elementare del paese e l’ultima è una bambina di undici anni che dipinge con un talento da genio.

    Un chirurgo oftalmologo viene ucciso vicino allo stagno delle ninfee di Monet. Le indagini per scoprire il colpevole saranno la trama di una incredibile vicenda.

    Bussi costruisce una storia perfetta. Parlarne e descriverla toglierebbe il piacere di leggerlo…

    Attenzione! Spoiler! Non cliccare se non avete letto il romanzo!
    L’utilizzo di diversi piani temporali è perfetto, e crea un senso di disorientamento che in un thriller e in un giallo sono l’ingrediente principale. Fino a una cinquantina di pagine dalla fine non si ha la minima idea di chi sia il colpevole. Né che i tre personaggi femminili siano in realtà la stessa persona. Sono talmente ben caratterizzati e originali che il fatto che siano tre persone differenti è assolutamente credibile.

    Come è credibile il fatto che in realtà siano la stessa persona. Perché le vicende raccontate da Bussi giustificano ampiamente i radicali cambiamenti di Fanette/Stephanie/la strega.

    Veramente un capolavoro di incastri, di scelte stilistiche, di descrizioni di personaggi, di ambientazione.

    Sembra di essere a Giverny e mentre il mistero si infittisce passeggiamo a fianco dell’ispettore Serenaç, che sembra brancolare nel buio.

    Citazioni da Ninfee nere

    “Si finisce sempre per dimenticare. Si dimentica la mattanza, si dimenticano le barbarie e si ammira la follia”