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  • Recensione di Altai di Wu Ming

    Recensione di Altai di Wu Ming

    Altai è un romanzo del collettivo Wu Ming, pubblicato da Einaudi Stile Libero nel 2009.

    Informazioni su ‘Altai’
    Titolo: Altai
    Autore: Wu Ming
    ISBN: 9788806198961
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Einaudi Stile Libero
    Data di pubblicazione: 2009-11-17
    Formato: Paperback
    Pagine: 413
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    altaiÈ un romanzo ambientato nel Mediterraneo negli anni successivi alle vicende di “Q”, celebre romanzo di Luther Blisset, il precedente nome del collettivo.

    È il 1569, e l’Arsenale di Venezia sta bruciando. Emanuele De Zante indaga sui colpevoli, su incarico del consiglio di Venezia, ma le sue conclusioni non piacciono ai governanti della Serenissima, che vogliono che il colpevole sia designato nell’ebreo alla corte del sultano ottomano, Giuseppe Nasi, storico nemico della Repubblica. Allora il colpevole diventa lo stesso De Zante, alias Manuel Cardoso, ebreo convertito. L’uomo riesce a fuggire, prima nel Delta del Po, poi alla sua città natale, Ragusa (Dubrovinik). Qui viene catturato da emissari di Giuseppe Nasi, che lo condurranno a Istanbul. De Zante si troverà allora faccia a faccia con le origini che ha fuggito, lavorando proprio per quello che era il suo storico nemico.

    Nonostante fosse stato ribadito a più riprese, “Altai” non è un seguito di Q. Ambientato soltanto cinque anni dopo le vicende del più celebre romanzo del collettivo, Altai è un romanzo bellissimo, ambientato in una delle città più misteriose del Mediterraneo (Istanbul) e con una trama avvincente e credibile.

    La forza del collettivo spesso credo sia proprio questa: dipingere un contesto storico assolutamente credibile nel quale inserire personaggi cangianti che si evolvono di pari passi con la trama, e spesso appartenenti a gruppi sociali emarginati e perseguitati.

    Si parla quindi di lotte, di ricerca di riscatto, di ritorno alle origini e a una sorta di “purezza”. Il tutto con una scrittura fluida ed avvincente.

    Citazioni da “Altai”

    “La tortura è inutile quando si cerca la verità”

    “La fuga era una crisalide, ma il bruco non diveniva farfalla: soltanto un altro bruco”

    “La differenza tra il sonno del giusto e quello dello stolto è che lo stolto non si alza più”

    “Machiavelli ha scritto che bisogna guardare il fine, non i mezzi. […] Con gli anni, ho invece imparato che i mezzi cambiano il fine”

  • Baby blue

    Baby blue

    Baby blue è un romanzo di Flavia Giordano pubblicato nel 2015 dalla Enzo Delfino Editore.

    Informazioni su ‘Baby blue’
    Titolo: Baby blue
    Autore: Flavia Giordano
    ISBN: 9788895758183
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Enzo Delfino Editore
    Data di pubblicazione: 2015-01-01
    Formato: eBook
    Pagine: 81
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    baby blueAnna è una madre che ha appena avuto il suo secondo figlio. In ospedale la sua vicina di letto, che sembra mentalmente disturbata, muore all’improvviso.
    Al ritorno a casa Anna, che sembra vittima di una grave depressione post-partum, non riesce a legare con il nuovo arrivato, e anche Sasha, il suo primo figlio, sembra comportarsi in maniera strana e sempre più preoccupante. Il marito sembra non notare nulla, mentre la situazione si fa sempre più ricca di tensione di paranormale…

    Potete acquistare il romanzo sul sito della Enzo Delfino Editore.

  • Recensione di 54 di Wu Ming

    Recensione di 54 di Wu Ming

    54 è un romanzo del collettivo Wu Ming pubblicato da Einaudi Stile Libero nel 2002. E’ stato tradotto in inglese, olandese, spagnolo e portoghese, in tutte le edizioni è stato rilasciato sotto licenza Creative Commons BY-NC (Attribuzione Non Commerciale) e liberamente scaricabile in vari formati dal sito ufficiale della Wu Ming Foundation.

    Informazioni su ’54’
    Titolo: 54
    Autore: Wu Ming
    ISBN: 9780151013807
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Wu Ming Foundation
    Data di pubblicazione: 2002-03-01
    Formato: eBook
    Pagine: 362
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    54Siamo nel 1954, tra Italia, Costa Azzurra, Jugoslavia e Unione Sovietica. La guerra fredda è cominciata, Stalin è appena morto e il maresciallo Tito si sta avvicinando alle potenze Europee allontanandosi dall’Unione Sovietica. Non ci sono veri e propri protagonisti, ma molti filoni di storie che si intrecciano per disegnare un panorama socio-politico che molti di noi non conoscono: l’inizio della guerra fredda e la spartizione del mondo dopo la seconda guerra mondiale.
    Ci sono almeno tre vicende principali che ruotano attorno ad alcuni personaggi:

    • un barista di Bologna, Robespierre (Pierre) Capponi, detto “il re della Filuzzi”, che è da tempo alla ricerca del padre, che ha disertato l’esercito italiano per unirsi ai ribelli di Tito ed è rimasto in Jugoslavia;
    • un killer della mafia al servizio del boss Lucky Luciano, Steve “Cemento” Zollo, che dopo decenni di onorato servizio decide di farsi i soldi della pensione facendo la cresta sulla droga del boss;
    • Cary Grant, l’attore di Hollywood che viene scritturato dal MI9 per fare un film sul Maresciallo Tito e vola in Jugoslavia per incontrarlo

    Oltre ai  tre filoni principali un’infinità di protagonisti, che porteranno la vicenda a concludersi in Francia appena oltre il confine con l’Italia. O in Messico, chi può dirlo.

    Potete trovare il romanzo, rilasciato sotto licenza Creative Commons BY-NC direttamente sul sito del collettivo Wu Ming all’indirizzo http://www.wumingfoundation.com/giap/?page_id=6338, oppure direttamente da qui:

    54
    ePub | Mobi (Kindle) | Pdf | Odt

    Citazioni da “54”

    “Non c’è nessun dopoguerra. Gli stolti chiamavano pace il semplice allontanarsi del fronte. Gli stolti difendevano la pace sostenendo il braccio armato del denaro. Oltre la prima duna gli scontri proseguivano. Zanne di animali chimerici affondate nelle carni, il cielo pieno di acciaio e fumi, intere culture estirpate dalla Terra. Gli stolti combattevano i nemici di oggi foraggiando quelli di domani. Gli stolti gonfiavano il petto, parlavano di libertà, democrazia, qui da noi, mangiando i frutti di razzie e saccheggi. Difendevano la città da ombre cinesi di dinosauri. Difendevano il pianeta da simulacri di asteroidi. Difendevano l’ombra cinese di una civiltà. Difendevano un simulacro di pianeta”.

    “Alle manifestazioni, quando prendo le botte, non mi sento un eroe. Mio padre, mio fratello e tutti gli altri hanno combattuto per una buona causa, ma a quelli della mia età hanno lasciato solo le storie dei partigiani e le armi a far la ruggine in cantina, per sognare la rivoluzione che non viene mai.”

    “Il sesso era un’allusione sottile tra romanticismo e ironia”.

    “Vedere e ascoltare. Poche gocce e appare ogni filo del tessuto del mondo.”

  • Recensione di L’armata dei sonnambuli di Wu Ming

    Recensione di L’armata dei sonnambuli di Wu Ming

    L’armata dei sonnambuli è un romanzo pubblicato da Einaudi del collettivo Wu Ming nel 2014, il secondo del cosiddetto “Trittico Atlantico”, tre romanzi ambientati negli ultimi 30 anni del XVIII secolo su entrambe le sponde dell’Oceano Atlantico (il primo era Manituana, del 2007).

    Informazioni su ‘L’armata dei sonnambuli’
    Titolo: L’armata dei sonnambuli
    Autore: Wu Ming
    ISBN: 9788806214135
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Einaudi Stile Libero
    Data di pubblicazione: 2014-04-08
    Formato: Paperback
    Pagine: 796
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    L'armata dei sonnambuliTutta la vicenda si svolge dal 21 Gennaio 1973 al 21 Gennaio 1975 a Parigi, nel periodo cioè che va dalla decapitazione di Luigi XVI e che verrà chiamato poi Regime del Terrore.

    Come al solito non è una narrazione prettamente storica quella di Wu Ming: i protagonisti sono personaggi perlopiù sconosciuti: Orpheé D’Amblanc, un medico mesmerizzatore; Marie Noziere, sarta e giacobina del quartiere di Sant’Antonio e il figlio Bastien e del poliziotto di quartiere Treignac; dell’attore bolognese emigrato in Francia Leo Modonnet.
    Sullo sfondo delle vicende personali di questi protagonisti ordinari il trasformarsi della vittoria del popolo della Rivoluzione Francese nel Regime del Terrore che sfocerà poi nella Restaurazione e nella salita al potere di Napoleone Bonaparte.

    Nell’appendice poi il capolavoro: i documenti da cui hanno tratto ispirazione gli autori per i loro personaggi; personaggi reali, romanzati, che dimostrano l’incredibile lavoro di ricerca del collettivo.

    Una domanda sorge spontanea: le scuole italiane non potrebbero usarli nell’insegnamento della storia? Da “Q” a “L’armata dei sonnambuli” la storia non è mai stata così facile da imparare. E tremendamente interessante. Oltre che essere la storia dei vinti, e non dei vincitori.

  • Acciaio

    Acciaio

    Acciaio è il primo romanzo di Silvia Avallone, pubblicato nel 2010 da Rizzoli, da cui è stato tratto un adattamento cinematografico nel 2012 per la regia di Stefano Mordini.

    Informazioni su ‘Acciaio’
    Titolo: Acciaio
    Autore: Silvia Avallone
    ISBN: 9788817037631
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Rizzoli
    Data di pubblicazione: 2010-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 297
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    AcciaioCon questo romanzo l’autrice sbanca quasi ogni premio letterario italiano: vince il Premio Campiello, il Premio Flaiano e il Premio Fregene e si classifica al secondo posto al Premio Edoardo Kihlgren e al Premio Strega, a soli 4 voti dal vincitore Antonio Pennacchi.

    Francesca Morganti ed Anna Sorrentino sono due adolescenti che vivono la realtà di emarginate dei palazzoni popolari di Piombino, paese in cui ogni momento della vita (e della morte) sembrano essere legati all’acciaieria Lucchini, potente industria italiana su cui ruota l’economia del paese.
    Entrambe molto belle, sono figlie di due uomini che ruotano intorno all’acciaieria, ed entrambe cercano un modo per sfuggire al grigiume della vita che le circonda. Entrambe sono invidiate dalle coetanee (soprattutto da Lisa, ragazza intelligente ma bruttina) e desiderate dai ragazzi più grandi, ma sembra non esserci nulla in grado di turbare o diminuire la loro amicizia e la loro complicità. Tranne un bellissimo ragazzo molto più grande di cui si innamora Anna, venendo ricambiata. Tranne l’amicizia di Francesca per Anna che si trasforma in amore. Tranne l’acciaio, e il grigiume dell’inquinamento e dei palazzoni di cemento, che sembrano soffocare la vita della persone di Via Stalingrado…

    Molte le critiche dei cittadini di Piombino e degli operai, che ritengono che il tema degli incidenti sul lavoro sia trattato troppo superficialmente e in maniera banale.

    Finalmente qualcosa di italiano ben scritto e abbastanza originale da non essere una copia di qualcosa.

    Citazioni da “Acciaio”

    “Non è una cosa possibile. Non sono due mondi comunicanti. Non basta fare un buco in una rete e infilarci dentro la testa per avere una vita diversa”

    “Cercava le parole senza cercarle. E il tempo non passava mai. Non si amano le parole, non ti cambiano. Le parole non aggiustano le cose”

    “Tu sei convinto che devi avere di più, di più, ogni giorno che passa. Che questa è la logica delle cose. Invece capita che di meno, di meno, ogni giorno che passa”

    “Non è qualcosa che perdi. E’ qualcosa che perde te”.

  • Le prime luci del mattino

    Le prime luci del mattino

    Le prime luci del mattino è il sesto romanzo di Fabio Volo, pubblicato da Mondadori nel 2011.

    Informazioni su ‘Le prime luci del mattino’
    Titolo: Le prime luci del mattino
    Autore: Fabio Volo
    ISBN: 9788804613893
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Arnoldo Mondadori
    Data di pubblicazione: 2011-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 238
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    Le prime luci del mattinoMi è stato presentato come un grande racconto erotico, ma devo dire che l’esito è decisamente deludente.

    Una donna sposata, Elena, stretta in una vita che la rende infelice e che l’ha costretta a rinunciare al suo vero io a forza di rinunce e compromessi, si avventura in una relazione extraconiugale che rivoluzionerà la sua vita.

    La trama non è sicuramente originale, ma il risultato è decisamente pessimo.
    Certo, non è sicuramente facile: la protagonista è una donna, Elena, e quindi difficile da descrivere non solo per le sensazioni e le emozioni che prova ma anche e soprattutto per il piacere e la sessualità.

     

    Citazioni da “Le prime luci del mattino”

    “Quando non riesci ad ottenere quello che vuoi, finisci per amare ciò che puoi”

    “Ci vuole molta energia per inventarsi un presente quando il futuro sembra più una minaccia che una speranza”

    “Mi ci sono voluti anni per imparare a riconoscere il valore di un incontro nel momento stesso in cui lo vivo e non da ciò che accade il giorno dopo”

    “Mi chiedo se ci sia più peccato nel seguire quello che sento o nell’ipocrisia di vivere ciò che non sono”

    “La mano con cui scrivo è la stessa con cui mi do piacere. Scrivere è diventato quasi come toccarmi”

  • L’anello intorno al sole

    L’anello intorno al sole

    L’anello intorno al sole è un romanzo di fantascienza scritto da Clifford Simak nel 1952.

    Informazioni su ‘L’anello intorno al sole’
    Titolo: L’anello intorno al sole
    Autore: Clifford D. Simak
    ISBN: A000107915
    Genere: Fantascienza
    Casa Editrice: Arnoldo Mondadori
    Data di pubblicazione: 2008-06-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 360
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    l'anello intorno al soleUno scrittore di provincia, Jay Vickers, viene incaricato da un’associazione governativa di indagare sulla comparsa sul mercato di numerosi prodotti che stanno mandando in rovina l’economia mondiale, come lamette che non perdono mai il filo, lampadine eterne o accendini senza ricarica. Ma è quando viene messa in vendita l’automobile eterna ad un prezzo ridicolo, che il governo si preoccupa seriamente e non sa più che pesci pigliare…

    Una storia ben scritta e molto originale per il genere di fantascienza; come molti libri di Simak c’è molta poca tecnologia futuristica e molta più analisi sociologica e psicologica nella trama del romanzo. Le atmosfere, soprattutto nella realtà parallela che si troverà ad esplorare il protagonista, sono bucoliche e rilassate come non ci si aspetterebbe di trovare in una storia che parla di androidi e replicanti.

    Citazioni da “L’anello intorno al sole”

    “La gaiezza non bastava più, il cinismo si era esaurito, la disinvoltura non era mai stata altro che una difesa temporanea. Perciò adesso la gente cer-cava la droga della finzione, e ciascuno si identificava con un’altra vita e con un altro tempo e  un altro luogo… al cinema o alla televisione o nel movimento Finzionista. Ed erano quelli che erano più forti, quelli che non cercavano un sollievo nella violenza o nella droga vera. Perché, fino a quando eri qualcun altro, non avevi bisogno di essere te stesso. Ed era spaventosamente difficile, e sconvolgente, essere se stesso.”

    “Il mondo che hanno costruito, […] non è molto bello, sa. È stato costruito con troppo sangue e troppa infelicità, e troppe ossa mescolate nella calce. Nel corso di tutta la sua storia non c’è quasi stato un anno in cui non vi sia stata, in qualche angolo della Terra, la violenza… ma cosa dico, un anno? Un mese, un giorno. E non parlo della violenza del singolo, non parlo della violenza che è propria delle cose di ogni giorno, parlo di quella organizzata, ufficiale.
    Ed era vero, si disse Vickers. E davanti agli occhi della sua mente sfilavano visioni di eserciti in assetto di battaglia, di poliziotti infagottati e armati come misteriosi abitanti di altri mondi, di sangue sparso nelle strade, di scontri e lotte e sangue, sangue senza fine”.

    “La gente finalmente sapeva. Era stato detto a tutti… che esistevano quelli che Crawford aveva chiamati i mutanti.
    E tutti odiavano i mutanti. Evidentemente, coloro che avevano parlato avevano parlato bene. Ma non c’era molto da stupirsi, in fondo. Era logico che la gente odiasse i mutanti. Li odiavano, perché l’esistenza dei mutanti faceva di loro degli umani di seconda classe, perché erano degli uomini di Neanderthal invasi all’improvviso da un popolo strano che andava in giro armato di arco e di frecce.”

    “Dietro a tutto, dietro la facciata della civiltà, il presente stava in agguato nella caverna, per impedire l’avvento del futuro”.

    “Una catena interminabile di mondi, uno dietro l’altro. Un anello intorno al sole”

    “Persino lì, nel cuore della nazione, tra le fattorie e i piccoli villaggi e nei ristoranti sui bordi della strada, ribolliva l’odio. E questo, si disse, dava la misura della cultura edificata sulla Terra… Una cultura fondata sull’odio e su un orgoglio terribile e sul sospetto verso tutti coloro che non parlavano la stessa lingua, non mangiavano lo stesso cibo o non si vestivano allo stesso modo. Era una cultura meccanica e sghemba di macchine sferraglianti, un mondo tecnologico che poteva fornire comodità animalesche, ma non la giustizia umana e neppure la sicurezza. Era una cultura che aveva lavorato i metalli, manipolato l’atomo, domato le sostanze chimiche, e aveva costruito utensili e strumenti complicati e pericolosi. Aveva concentrato la propria attenzione sugli aspetti tecnologici, ignorando quelli sociologici, e così un uomo poteva premere un bottone e distruggere una città lontana senza neppure conoscere la vita e le abitudini e i pensieri e le speranze e le convinzioni delle persone che aveva ucciso.
    Sotto la superficie lucida si poteva udire il rombo minaccioso delle macchine, e gli ingranaggi e i pignoni, la cinghia di trasmissione, il generatore, senza il lievito della comprensione umana, erano le avanguardie del disastro.”

    “Ma anche se alcuni si aggrappavano ancora al sogno profumato, ve n’erano altri, quelli come George, gli «attivisti», disposti a battersi per la promessa che intuivano nella seconda terra, e ogni giorno sarebbero stati più numerosi quelli disposti a riconoscere la promessa e a lavorare per realizzarla.
    Avrebbero diffuso la buona novella e sarebbero fuggiti davanti alla polizia al suono delle sirene, e si sarebbero nascosti nelle cantine buie, per uscirne di nuovo quando la polizia se ne fosse andata.”

    “-Fanno sul serio, Ann-
    -Ma sono umani, Jay. Come noi-
    -Non come noi- disse Vickers.-Sono soltanto umani. Questo è il loro guaio. Essere umani, oggi, non è sufficiente-“

  • La casa del buio

    La casa del buio

    La casa del buio è un romanzo scritto a quattro mani da Stephen King e Peter Straub, pubblicato in Italia da Sperling & Kupfer nel 2001, ed è una sorta di seguito de “Il talismano“, scritto da loro due nel 1983.

    Informazioni su ‘La casa del buio’
    Titolo: La casa del buio
    Autore: Stephen King & Peter Straub
    ISBN: 9788820032890
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2002-01-01
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 714
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    la casa del buioA French Landing, nel Wisconsin, un serial killer, un mostro, rapisce i bambini e li restituisce morti e cannibalizzati. La cittadina è in preda al panico e al furore, sembra riversarla tutta sul capo della polizia Dale, che è ormai disperato e sull’orlo del licenziamento. Nella campagna vicino al paese risiede Jack Sawyer, amico del capo della polizia ed ex tenente della polizia di Los Angeles, dove ha lasciato una brillantissima carriera a soli trent’anni per ritirarsi a vita privata senza alcun apparente motivo. Jack è l’adulto che è diventato il ragazzino che ha attraversato gli Stati Uniti per ritrovare il talismano che avrebbe salvato sua madre dal cancro, a metà tra il nostro mondo e uno parallelo che chiamava “I Territori”.
    Ma Jack Sawyer poliziotto ha dimenticato quell’altro mondo. Lo dovrà ricordare a forza per risolvere il mistero del serial killer chiamato dai media “Il Pescatore”

    Un libro interessante, scorrevole e pieno di colpi di scena, anche se a mio avviso la seconda metà del libro perde qualcosa, mentre la prima è praticamente perfetta. E poi ovviamente… Il mondo della Torre Nera. Perché non sono proprio i Territori di quando era bambino. Incredibilmente, Jack approda nell’Entro Mondo nella tenda ospedale del racconto “Le piccole sorelle di Eluria” contenuta nella raccolta “Tutto è fatidico“. E questo, per chi è appassionato della saga, è piacevolmente conturbante.

    Citazioni da “La casa del buio”

    “Qui ci troviamo di fronte a un uomo spettacolarmente solo. La solitudine gli è talmente familiare che non ci fa neppure caso, come spesso avviene con le cose cui non riesci a porre rimedio. C’è ben peggio della solitudine, come la sindrome di Lou Gehrig o la paralisi cerebrale, tanto per nominarne due. La solitudine rientra solo nel programma, ecco tutto.”

    “Non appena inizia, il disfacimento non ha tregua.”

  • Recensione di Uomo nel buio di Paul Auster

    Recensione di Uomo nel buio di Paul Auster

    Uomo nel buio (Titolo originale Man in the Dark) è un romanzo di Paul Auster pubblicato da Einaudi nel 2008.

    Informazioni su ‘Uomo nel buio’
    Titolo: Uomo nel buio
    Autore: Paul Auster
    ISBN: 9788806194741
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Einaudi
    Data di pubblicazione: 2008-10-06
    Formato: Paperback
    Pagine: 152
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    Uomo nel buioAugust Brill è un settantenne critico letterario premiato anche da un Premio Pulitzer. Vive con la figlia, divorziata da poco, e con la nipote, il cui ragazzo è appena morto giustiziato dai ribelli in Iraq dove era andato come volontario.
    In casa c’è un atmosfera pesante, il vecchio sempre più spesso fatica a prendere sonno. Per addormentarsi ultimamente ha preso l’abitudine di raccontarsi una storia, di una sanguinosa seconda guerra civile americana dopo la prima elezione di George W. Bush, che ogni notte continua…

    Citazioni da “Uomo nel buio”

    “Fuggire in un film non è come fuggire in un libro. I libri ti costringono a contraccambiarli con qualcosa, a esercitare l’intelligenza e la fantasia, mentre un film si può vedere – e anche godere in uno stato di passività inerte.”

    “Le azioni abiette che gli esseri umani perpetrano gli uni contro gli altri non sono solo aberrazioni, ma una parte essenziale di quello che noi siamo.”

    “Questa fu la mia guerra. Non una vera guerra, forse, ma quando hai assistito a una violenza su quella scala, non fatichi a immaginare qualcosa di peggio; e quando la tua mente è in grado di far questo, capisci che le peggiori possibilità della fantasia sono incarnate dal paese in cui vivi.”

    “Che vita è? Così tranquilla, cazzo, così monotona. Non la sopporto più. lo non so niente, August. lo non ho fatto niente. Per questo vado via. Per sperimentare qualcosa che non riguarda me stesso. Per ritrovarmi fuori, nel grande e marcio mondo, e scoprire cosa si sente a essere parte della storia.”

  • Dannazione

    Dannazione

    Dannazione è un romanzo dello scrittore statiunitense Chuck Palahniuk, pubblicato da Mondadori nel 2011.

    Informazioni su ‘Dannazione’
    Titolo: Dannazione
    Autore: Chuck Palahniuk
    ISBN: 9788804612865
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Mondadori Strade Blu
    Data di pubblicazione: 2011-10-11
    Formato: Paperback
    Pagine: 252
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    dannazioneMadison Spencer è una ragazzina tredicenne figlia di un’attrice e di un miliardario. E’ una ragazza problematica, vive in un collegio svizzero dove tutte la odiano perché grassottella e un po’ sfigata; la madre la vuole una bambina di 8 anni in eterno perché non vuole far sapere al mondo di essere invecchiata; i suoi genitori adottano continuamente bambini disagiati da ogni parte del mondo che diventano suoi fratellastri per qualche giorno (giusto il tempo per i servizi fotografici dei media) e poi vengono rispediti in qualche altra scuola o collegio.
    Ma poco importano i problemi di Madison: muore (a suo dire per un’overdose di Marijuana) e si ritrova inspiegabilmente all’inferno. Conosce così alcuni personaggi che sembrano essere usciti pari pari da Breakfast Club, film cult di John Huges del 1985, che diventeranno i suoi nuovi amici.

    La trama sembra molto banale, vero? Il problema è che stiamo parlando di Palahniuk. Quell’uomo strano e vagamente inquietante che ha scritto Fight Club, Soffocare, Diary, Gang Bang… Non di uno qualunque. E quando si parla di lui non esiste il banale.

    Citazioni da “Dannazione”

    “Detestiamo i rinnegati. Morire, ancora più dell’alcolismo o della dipendenza da eroina, sembra il peggiore dei vizi, e in un mondo dove ti accusano di essere pigra se non ti depili le gambe essere morta sembra la più grave delle mancanze”

    “La verità è che, quando sarete morti, nemmeno i senzatetto e i ritardati vorranno essere nei vostri panni”

    “Se la Terra ci sembra un inferno è soltanto perché siamo convinti che debba essere un paradiso”

    “Prima che facciate lo sforzo di smettere di fumare, tenete a mente che fumare sigarette e sigari è un ottimo allenamento per l’inferno”

    “Ogni volta che un dio succedeva al precedente quest’ultimo cadeva nell’oblio e nel disprezzo. […] Se la civiltà durerà abbastanza a lungo, in futuro anche Gesù potrebbe ritrovarsi a vagare per l’oltretomba, scartato e messo al bando”

    “Non è giusto, no, ma a quanto pare l’unico essere immortale autorizzato a flirtare con gli esseri umani è Dio stesso”

    “La maggior parte della gente fa figli non appena l’entusiasmo per la vita comincia a scemare. Un figlio ti permette di rispolverare l’eccitazione che un tempo provavi per… be’, per tutto. Una generazione dopo, saranno i tuoi nipoti a restituirti una bottarella di entusiasmo. Riprodursi è una specie di richiamino di amore per la vita.”

    “Per quanto la morte possa sembrare spiacevole, di buono c’è che soffri una volta sola. Dopo, il dolore scompare. Il ricordo può essere enormemente traumatico, ma è appunto solo quello: un ricordo. Nessuno ti chiede di fare il bis. A meno che tu non sia induista, forse.”

    “Non è giusto, no, ma se la vita ci sembra un inferno è soltanto perché siamo convinti che debba durare per sempre. La vita è breve. La morte è per sempre. Ma presto lo scoprirete da voi. E agitarsi non serve a niente”

    “«La morte è un processo lungo» dice Archer. «Il corpo è soltanto la prima delle cose che schiattano.» E il senso è: poi devono morire i sogni. E poi le aspettative. E la rabbia per aver dedicato una vita intera a imparare cose e amare persone e guadagnare soldi, per poi scoprire che di tutte quelle cagate alla fine non ti resta niente. È vero, la morte del corpo è la parte più semplice. Poi devono morire i ricordi. E l’ego. L’orgoglio e la vergogna e l’ambizione e la speranza, tutte quelle stronzate dell’identità possono metterci secoli a scomparire.»”