Tag: recensioni libri

  • Recensione di Un bravo ragazzo di Giampaolo Morelli

    Recensione di Un bravo ragazzo di Giampaolo Morelli

    Un bravo ragazzo: Storia di un giovane prestigiatore erotomane dislessico è un romanzo di Giampaolo Morelli pubblicato da Fazi nel 2011.

    Informazioni su ‘Un bravo ragazzo’
    Titolo: Un bravo ragazzo: Storia di un giovane prestigiatore erotomane dislessico
    Autore: Giampaolo Morelli
    ISBN: 9788864112329
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Fazi
    Data di pubblicazione: 2011-02-23
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 223
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    un bravo ragazzoEro molto curioso di leggere questo romanzo, perché adoro Giampaolo Morelli nell’Ispettore Coliandro. Riesce ad interpretare in modo molto intelligente un personaggio un po’ stupido e sicuramente molto ignorante.

    Poi la prefazione di Lucarelli aiutava ad aumentare un attimo le aspettative. Vero che i due hanno lavorato insieme per parecchio tempo e magari si tratta di un favore…

    Forse avevo soltanto le aspettative troppo alte.

    Il romanzo di Morelli parla di Raimondo, un sedicenne come tanti: timido, insicuro, un po’ sfigato. Parecchio sfigato, a dire il vero, tanto che il suo sogno è fare il prestigiatore, il mago. Tanto da innamorarsi perdutamente e con la forza dei sedicianni della più bella della scuola, Claudia. Tanto da non andare nemmeno bene a scuola. Tanto che tutti i suoi amici sono più spigliati ed estroversi di lui.

    La scrittura è buona e piacevole, il libro scorre fino alla fine in modo molto morbido, senza scossoni, con un senso di empatia con il protagonista e con le sue sfighe. Protagonista credibile anche se un po’ caricato, un po’ estremizzato nelle caratteristiche dell’archetipo dell’adolescente sfigato.

    Quello che manca in questo romanzo credo sia un po’ di originalità. Dal Giovane Holden a Jack Frusciante passando per la tristezza e la banalità di Federico Moccia e le migliaia di serie tv realizzate con attori troppo grandi per la parte, credo che l’adolescenza sia già stata trattata in tutte le salse e in qualsiasi modo. L’unica novità è che qui il protagonista fa il mago.

  • Recensione di SICE Le bambole non hanno diritti di Fernando Santini

    Recensione di SICE Le bambole non hanno diritti di Fernando Santini

    SICE Le bambole non hanno diritti è un romanzo di Fernando Santini pubblicato da Dark Zone nel 2017.

    Informazioni su ‘SICE Le bambole non hanno diritti’
    Titolo: SICE Le bambole non hanno diritti
    Autore: Fernando Santini
    ISBN: 8899845239
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Dark Zone
    Data di pubblicazione: 2017-10-25
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 224
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    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    Le bambole non hanno dirittiSICE è l’acronimo di una nuova squadra speciale della polizia di Stato, la Squadra Investigativa Crimini Efferati, al cui comando viene posto il vicequestore Marco Gottardi. I primi due casi che si trovano ad affrontare sono quelli di un regista romano ucciso nel suo appartamento e quello di un bambino siriano trovato morto nel Tevere.

    Il romanzo ha una trama davvero interessante, che si snoda tra registi senza scrupoli, alta borghesia romana (e ovviamente politica) e il CIE di Lecce, dove gli uomini e le donne all’interno come in un carcere sono in attesa di sapere il loro destino.

    Purtroppo la scrittura di Fernando Santini mi è risultata troppo rigida e formale, soprattutto nei dialoghi, che a volte risultano davvero irreali. Allo stesso tempo la vicenda è trattata in modo troppo frettoloso, soffermandosi poco sui dettagli, sulle ambientazioni, sui protagonisti. E anche sugli argomenti trattati, che andavano decisamente approfonditi vista l’importanza che ricoprono.

    I personaggi della squadra SICE non vengono descritti né fisicamente né psicologicamente e si confondono l’uno con l’altro. Come del resto gli antagonisti, i personaggi di contorno, i luoghi, gli spazi e le azioni. E negli ultimi anni le serie letterarie poliziesche hanno decretato la loro fortuna proprio sui personaggi e suoi loro rapporti più che sulle trame poliziesche, come il Commissario Montalbano o il Vice Questore Schiavone.

    Mi ha colpito in negativo il fatto che soprattutto i personaggi femminili sono molto stereotipati nei comportamenti: le donne della SICE che piangono di fronte ai crimini efferati e che vengono consolati dai colleghi uomini o la cattiva della vicenda chiamata ripetutamente “troia” e “puttana” dagli stessi agenti di polizia.

  • Recensione di Le ribelli di Chandler Baker

    Recensione di Le ribelli di Chandler Baker

    Le ribelli è un romanzo di Chandler Baker pubblicato da Longanesi nel 2020.

    Informazioni su ‘Le ribelli’
    Titolo: Le ribelli
    Autore: Chandler Baker
    ISBN: 9788830452794
    Genere: Thriller
    Casa Editrice: Longanesi
    Data di pubblicazione: 2020-01-30
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 400
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    le ribelliLe ribelli è un thriller di Chandler Baker ambientato a Dallas nei giorni nostri. La cornice della narrazione è un’immaginaria azienda leader nella produzione di abbigliamento sportivo, la Truviv, e le protagoniste sono quattro avvocatesse che lavorano tra i dirigenti dell’azienda.

    Sloane, Ardie e Grece nel corso degli anni sono diventate molto amiche. Sono delle donne realizzate, con un lavoro ben pagato, una famiglia e con una vita apparentemente tranquille. Ma tutte e tre hanno avuto o stanno avendo problemi con il loro capo, Ames Garrett, problemi legati alle molestie sessuali sul luogo di lavoro.

    Quando il CEO della Truviv muore e sembra essere Garrett il successore più probabile, le tre amiche decidono di fare qualcosa…

    Un romanzo costruito bene su un tema decisamente non facile: quello delle molestie sessuali sul luogo di lavoro e in generale sul sessismo imperante anche in uno stato che immaginiamo sempre progressista come gli Stati Uniti d’America. Un tema non facile, ma che l’autrice affronta secondo me in modo analitico e credibile, senza forzature e inserendolo all’interno di una trama complessa che si alterna su due filoni narrativi. Il primo è la narrazione principale, il secondo sono le trascrizioni di una sorta di interrogatorio o processo (scopriremo cosa sono soltanto verso la fine).

    Il romanzo è scritto bene, anche se per qualche motivo la lettura non è particolarmente veloce e avvincente.

    Ha sicuramente il pregio di porre l’attenzione su un argomento che nonostante tutti gli studi, le lotte e la letteratura, è ancora al centro del dibattito femminista: l’uguaglianza dei salari (soprattutto negli stipendi dirigenziali) e le molestie sul luogo di lavoro. E se un argomento resta al centro della discussione è quasi sempre perché ancora non è stato risolto.

  • Recensione di Pojana e i suoi fratelli di Andrea Pennacchi

    Recensione di Pojana e i suoi fratelli di Andrea Pennacchi

    Pojana e i suoi fratelli è un libro di Andrea Pennacchi pubblicato da People nel 2020.

    Informazioni su ‘Pojana e i suoi fratelli’
    Titolo: Pojana e i suoi fratelli
    Autore: Andrea Pennacchi
    ISBN: 9788832089547
    Genere: Teatro
    Casa Editrice: People
    Data di pubblicazione: 2020-03-26
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 144
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    pojana e i suoi fratelliHo conosciuto Andrea Pennacchi come molti, con il video virale Ciao Teroni girato su internet praticamente ovunque. Di quel video mi ha colpito l’immediatezza, la credibilità, l’esagerazione. Allora non lo sapevo, ma avevo appena conosciuto Pojana, un avido piccolo imprenditore veneto che sembra incarnare tutti i pregiudizi e i brutti luoghi comuni del nord-est.

    Da quest’anno l’ho visto anche quasi tutti i Venerdì sera a Propaganda Live, l’appuntamento settimanale con la sua rabbia e le mie risate, perché quando un personaggio è così denso di pregiudizi e luoghi comuni diventa una macchietta, e serve a screditare e ad esorcizzare la paura che ci siano tante persone attorno a noi che gli assomiglino.

    Esorcizzare la paura che anche noi, anche solo in minima parte, potremmo assomigliarli. Perché i pregiudizi, chi più e chi meno, ce li abbiamo tutti.

    Pojana e i suoi fratelli è di fatto una raccolta dei monologhi scritti da Andrea Pennacchi, a partire proprio da Ciao Teroni per arrivare agli ultimi monologhi presentati a Propaganda Live appena prima della pubblicazione del libro. Almeno per quanto riguarda il Pojana. Perché poi conosciamo anche i suoi fratelli, e quelli proprio non li conoscevo.

    Se fino a quel momento ero rimasto un po’ deluso dell’acquisto (internet mi offre gratis tutti i monologhi di Andrea Pennacchi, con il plus importante che in più lo vedo e lo sento), i fratelli del Pojana valgono da soli i soldi dell’acquisto. Tutti con la loro caratterizzazione, tutti con le loro idee, tutti diversi. E come il loro fratello, tutti a loro modo illuminanti.

  • Recensione di Un viaggio che non promettiamo breve di Wu Ming 1

    Recensione di Un viaggio che non promettiamo breve di Wu Ming 1

    Un viaggio che non promettiamo breve è un saggio di Wu Ming 1 pubblicato da Einaudi nel 2016 sui venticinque anni della lotta No TAV in Val Susa.

    Informazioni su ‘Un viaggio che non promettiamo breve’
    Titolo: Un viaggio che non promettiamo breve
    Autore: Wu Ming 1
    ISBN: 9788806225643
    Genere: Saggio
    Casa Editrice: Einaudi
    Data di pubblicazione: 2016-10-31
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 652
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    Un viaggio che non promettiamo breveUn viaggio che non promettiamo breve è il racconto della lotta No TAV dagli inizi (1991) fino al momento in cui il libro viene pubblicato, il 2016.

    Non è sicuramente completo, visto che dal 2016 ne sono successe tante altre di cose (come l’arresto di Nicoletta Dosio per essersi rifiutata di rispettare le misure “cautelari” e liberata ieri), ma è un bellissimo racconto, visto il talento dell’autore nel raccontare la storia assieme al collettivo Wu Ming.

    Il saggio si snoda a partire da una semplice domanda: “Perché qui? Perché in Val Susa e non in un altro posto? Perché in questo luogo si è riusciti a resistere alla realizzazione di una grande opera per più di venticinque anni?”.

    Wu Ming 1 cerca di darsi una risposta. E di darla a noi. E nel cercare una risposta ripercorre la storia di questo magnifico movimento, che ha dato tanta aria in tutta Italia e molto anche spesso nel momento a chi si batte contro gli interessi di pochi imprenditori che cercano di guadagnare sulla salute dei cittadini.

    A differenza di tantissimi altri libri che ho letto sulla lotta No TAV sicuramente quello che lo caratterizza è lo stile di scrittura, piacevole e scorrevole, e la narrazione. Quello che possiamo leggere in Un viaggio che non promettiamo breve potrebbe essere un romanzo, se non sapessimo che è tutto vero.

    Citazioni di Un viaggio che non promettiamo breve

    “Cospirare significa respirare insieme”

    “La ripicca del potere sbeffeggiato deturpava il mondo”

  • Recensione de I testamenti di Margaret Atwood

    Recensione de I testamenti di Margaret Atwood

    I testamenti è un romanzo di Margaret Atwood pubblicato da Ponte alle Grazie nel 2019.

    Informazioni su ‘I testamenti’
    Titolo: I testamenti
    Autore: Margaret Atwood
    ISBN: 9788833312415
    Genere: Distopico
    Casa Editrice: Ponte alle Grazie
    Data di pubblicazione: 2019-09-10
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 502
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    I testamentiI testamenti è l’attesissimo seguito de Il racconto dell’ancella, pubblicato per la prima volta nel 1985. Perché attendere 35 anni per dare un seguito a una storia? Ma è semplicissimo, perché la realizzazione della serie tv ispirata al primo romanzo ha fatto crescere l’attenzione attorno alla storia, e Margaret Atwood aveva già lavorato alla sceneggiatura che andava ben oltre i fatti raccontati dal primo romanzo.

    Non voglio essere polemico con Atwood, ma mi fa sempre molto arrabbiare quanto le serie tv possono modificare, anticipare, ritardare o spingere la realizzazione di un romanzo (o forse sono soltanto scottato dalla terribile esperienza delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, di cui sto aspettando da quasi 10 anni il sesto libro).

    Questo attesissimo libro delude? Direi di no. Nonostante non sia perfetto soprattutto nella costruzione dell’intreccio e della trama è un ottimo romanzo, ben scritto e con i soliti interessantissimi contenuti di un mondo distopico in cui le donne sono destinate quasi unicamente allo scopo riproduttivo.

    Buona parte di questo secondo capitolo si svolge in Canada, ancora libero dalla dittatura religiosa della Repubblica di Gilead, e ci viene mostrato un interessante contrasto, nonostante non sia un mondo così perfetto come quello che credevamo nel primo libro.

    La scrittura è scorrevole e piacevole, gli espedienti narrativi sono interessanti anche se non particolarmente originali e il romanzo si legge tutto di un fiato. I contenuti fanno riflettere e ci costringono a pensare alla nostra vita e al modo in cui la nostra società maschilista tratta le donne. Siamo davvero così lontani dalla Repubblica di Gilead?

    Citazioni da I testamenti

    “«Nessuno vuole morire» disse Becka. «Ma c’è chi non vuole vivere in nessuno dei modi consentiti»”.

    “Gli innocenti che negano la propria colpa parlano esattamente come i colpevoli, di cero lo avrai notato, mio lettore. Chi li ascolta tende a non credere né agli uni né agli altri”.

  • Recensione di Addio fantasmi di Nadia Terranova

    Recensione di Addio fantasmi di Nadia Terranova

    Addio fantasmi è un romanzo di Nadia Terranova pubblicato da Einaudi nel 2018 e semifinalista del Premio Strega 2019.

    Informazioni su ‘Addio fantasmi’
    Titolo: Addio fantasmi
    Autore: Nadia Terranova
    ISBN: 9788806237455
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Einaudi
    Data di pubblicazione: 2018-09-25
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 208
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    Addio fantasmiIda è siciliana ma vive a Roma, dove è sposata e vive una vita tranquilla ed equilibrata. La madre, che vive ancora a Messina, la chiama per mettere ordine tra le cose che ha lasciato prima di ristrutturare e vendere la casa dove è nata.

    Il ritorno a Messina metterà Ida di fronte al difficoltoso rapporto con la madre e alla scomparsa del padre, che non è morto ma un giorno semplicemente se n’è andato di casa. Un faccia a faccia con il passato che costringerà la protagonista a farsi domande sul proprio presente, compreso un matrimonio che non è mai stato desiderio ma equilibrio e sicurezza.

    Addio fantasmi è scritto molto bene. Le parole sono scelte con cura, ci sono tantissimi spunti di riflessione sul passato, sulla memoria e quanto queste ossessioni possono influenzare e distruggere presente e futuro. L’argomento non è originalissimo, la trama abbastanza sterile.

    Citazioni da Addio fantasmi

    “Negare ciò che si è stati, tramutarsi in qualcosa di differente e poi dimenticare di averlo desiderato – non c’era altro modo per diventare adulti, e se c’era non lo conoscevo”.

    “Cerchi concentrici di storie mi circondano in un finto abbraccio. Dormire non si può, se la memoria è un magazzino aperto e ogni dettaglio cerca posto in un racconto”.

    “Passiamo l’esistenza a sbattere ciglia e poi un battito, uno solo fra i tanti, cambia direzione e scompiglia ciò che siamo”.

    “Il tradimento non è nulla, mezze frasi e verità in eccesso hanno già spaccato in due quello che siamo, ci siamo amati e feriti e abbiamo dormito accanto distanti e selvaggi, ci siamo mostrati nudi e incompatibili in un modo irreversibile per scoprire ogni volta che di irreversibilità non si muore”.

    “Gli oggetti non sono affidabili, i ricordi non esistono, esistono solo le ossessioni. Le usiamo per tenere la crepa aperta e ci raccontiamo che la memoria è importante, che noi soltanto ne siamo i guardiani. Teniamo la ferita larga perché ci stiano dentro i nostri mali, i nostri timori, stiamo attenti che sia profonda abbastanza da contenere il nostro dolore, guai a lasciarlo vagare”.

    “Amiamo le nostre ossessioni, e non si ama ciò che ci rende felici, al contrario. Ci attacchiamo gli uni agli altri, e nessuno è fatto di sostanze nobili”.

    “La morte è un punto fermo, mentre la scomparsa è la mancanza di un punto, di qualsiasi segno di interpunzione alla fine delle parole. Chi scompare ridisegna il tempo, e un circolo di ossessioni avvolge chi sopravvive”.

    “Costruisco altre esistenze e nuove storie, cesello un mondo parallelo in cui si muovono voci, corpi e nomi ben scanditi, sillabati e concreti; la mia fantasia è senza limiti, non è vero: la mia fantasia è un dittatore sveglio, se c’è una contraddizione frena, si imbizzarrisce, correggi!, mi ordina, correggi!, urla, correggi!, deve essere tutto perfetto, tutto, correggi! Per anni obbedisco ogni notte, ogni notte mi sottometto, aggiungo particolari, elimino le incoerenze, smusso quello che non va, aggiungo quello che so, anche di giorno lavoro al soldo del mio dittatore notturno”.

    “Noi non osserviamo per ricordare, ma per sperare; tutti gli oggetti ricoprivano un ruolo e avviavano un ricatto, e ora sono intorno a me a guardarmi”.

    “Ogni notte uso la mia insonnia per una storia più utile, più verosimile; ma la fantasia non scalda, né scaldano i ricordi. Immaginare non serve a niente, solo a far passare il tempo dell’attesa”.

  • Recensione di La penultima verità di Philip K. Dick

    Recensione di La penultima verità di Philip K. Dick

    La penultima verità è un romanzo di Philip K. Dick del 1964, pubblicato in questa edizione da Fanucci nel 2017.

    Informazioni su ‘La penultima verità’
    Titolo: La penultima verità
    Autore: Philip K. Dick
    ISBN: 9788834734216
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Fanucci
    Data di pubblicazione: 2017-08-31
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 253
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    la penultima veritàIn un mondo distopico la guerra fredda continua ancora, ma gli Stati Uniti d’America e la Russia si chiamano Dem-Occ e Bloc-Pop. In superficie si combatte la guerra post nucleare, e a causa delle radiazioni gli esseri umani si sono ritirati sotto terra divisi in “formicai”, piccole città sotterranee destinate alla produzione di automi, chiamati plumbei, incaricati proprio di continuare a combattere la guerra in superficie.

    La fornitura di risorse di ogni formicaio è legata alla quantità di plumbei prodotti, e quando il capo meccanico di un formicaio ha bisogno di un pancreas artificiale, la necessità spinge il sindaco Nicholas St. James a tornare in superficie, nonostante il pericolo di radiazioni. Dove scoprirà la penultima verità.

    Di Dick mi ha sempre colpito, oltre a una scrittura incredibile e a una capacità di critica sociale non indifferente,  la molteplicità di mondi narrativi che è stato in grado di creare. Questa è sicuramente uno dei motivi che gli permettono di essere uno degli autori più ripresi dalla televisione e dal cinema per la creazione di film e serie tv: Minority Report, Paycheck ma anche la recente The man in the High Castle.

    Anche in questo romanzo troviamo in Dick la critica forte alla guerra fredda che ha caratterizzato la seconda metà del Novecento; lo fa con un ambientazione non proprio originale (alcuni aspetti sono ripresi anche ne Il simulacro, dello stesso anno) ma che mantiene una sua coerenza narrativa e una sua importanza ai fini della critica.

    Mancano forse quelle citazioni che mi hanno fatto innamorare di Dick… Quelle tre quattro righe ogni tanto di feroce critica di un sistema che non è il nostro perché distopia, ma che è qui appena dietro l’angolo.

  • Recensione di Stoner di John Williams

    Recensione di Stoner di John Williams

    Recensione di Stoner di John Williams, romanzo pubblicato da Fazi nel 2016. La prima versione originale è del 1965.

    Informazioni su ‘Stoner’
    Titolo: Stoner
    Autore: John Williams
    ISBN: 9788893250627
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Fazi
    Data di pubblicazione: 2016-11-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 352
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    StonerSe si dovesse scegliere di leggere un libro per la trama nessuno leggerebbe questo romanzo. William Stoner, il protagonista di questo romanzo di John Williams, è spaventosamente noioso. Una vita completamente piatta, non si è mai allontanato da casa per più di 40 chilometri, a quarant’anni ha sempre avuto lo stesso lavoro, è sposato con la stessa donna e non è felice del suo matrimonio, non condivide nulla con i suoi genitori.

    Ammettiamolo: le premesse sono orribili. Nessuno lo leggerebbe.

    E allora perché farlo? Perché quando si comincia a leggerlo non si capisce come ma diventa un romanzo di formazione fantastico: scorrevole, scritto bene, a suo modo avvincente. E credo che il talento di John Williams sia proprio qui: rendere avvincente la noia, descrivere una vita forse sprecata celebrandola e portandola ad esempio, a monito.

    Anche la trama, con i pochi elementi a disposizione per creare qualcosa di leggibile, è ben concepita; è scritto dannatamente bene, i personaggi sono caratterizzati e pieni ed è davvero un peccato girare l’ultima pagina di questo libro. E questa sensazione di perdita credo sia la recensione positiva migliore.

    Anche se la descrizione migliore di Stoner l’ho trovata nella postfazione del libro, scritta da Peter Cameron:

    “La verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria”.

    Citazioni di Stoner

    “La persona che amiamo da subito non è quella che amiamo per davvero e che l’amore non è una fine ma un processo attraverso il quale una persona tenta di conoscerne un’altra”.

    “È facile considerarsi per bene, quando non si ha alcun motivo per non esserlo”.

  • Recensione di Storie di donne straordinarie di Paolo Villaggio

    Recensione di Storie di donne straordinarie di Paolo Villaggio

    Storie di donne straordinarie è un libro di Paolo Villaggio pubblicato da Mondadori nel 2009.

    Informazioni su ‘Storie di donne straordinarie’
    Titolo: Storie di donne straordinarie
    Autore: Paolo Villaggio
    ISBN: 9788804586388
    Genere: Satira
    Casa Editrice: Mondadori
    Data di pubblicazione: 2009-04-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 198
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    Storie di donne straordinarieStorie di donne straordinarie prometteva davvero bene. Innanzitutto perché Paolo Villaggio oltre che a essere un attore e un comico che è entrato nella memoria collettiva del nostro paese è stato anche un pensatore lucido e atipico, criticando molto spesso il sistema capitalista e mettendone in scena una critica feroce, anche attraverso il suo personaggio più famoso: Ugo Fantozzi.

    Un secondo motivo è che è importante e fondamentale riscrivere la narrazione dei personaggi femminili della storia, che troppo spesso sono solo delle ombre degli uomini importanti che le hanno oscurate. Questo ovviamente non per demerito di questi personaggi, ma perché la storia la fanno i vincitori, e il patriarcato ha purtroppo sempre vinto negli ultimi duemila anni.

    Il risultato però è decisamente deludente. Forse è colpa delle aspettative troppo alte, ma mi è rimasto davvero poco delle donne citate e raccontate da Paolo Villaggio. Prometteva di essere un lungo viaggio attraverso la storia alla riscoperta delle figure femminili importanti: invece è stata soltanto un’occasione per fare umorismo e battute e creare situazioni divertenti che hanno almeno il pregio di non scadere (quasi) mai nel sessismo.

    Le donne presentate vanno da Eva (quella della mela) a Eva Braun, la compagna di Hitler, passando per mogli, sorelle, madri e parenti varie di personaggi storici come Mosè, San Francesco, Dante. Quasi come a dire che dietro ogni grande uomo c’è una grande donna. Però sempre dietro, e sempre lodate in qualche modo perché non mettono in ombra il loro uomo.

    Paolo Villaggio, uomo di sinistra, come molti intellettuali di sinistra non riesce a lavorare abbastanza sul suo sessismo.