Autore: zorba

  • Citazioni di Henry Miller: “Scrivere, meditai, deve essere…

    Citazioni di Henry Miller: “Scrivere, meditai, deve essere…

    “Scrivere, meditai, deve essere un atto privo di volontà. La parola, come una corrente profonda dell’oceano, deve emergere alla superficie per un proprio impulso. Un bambino non ha alcuna necessità di scrivere, è innocente. L’uomo scrive per liberarsi del veleno che ha accumulato con il suo modo falso di vivere. Cerca di riconquistare la propria innocenza, eppure (scrivendo) riesce soltanto a inoculare nel mondo il virus della sua delusione. Nessuno metterebbe una sola parola sulla carta se avesse il coraggio di vivere ciò in cui crede.”

    Henry Miller, Opus Pistorum

  • Recensione di Follia maggiore di Alessandro Robecchi

    Recensione di Follia maggiore di Alessandro Robecchi

    Follia maggiore è un romanzo di Alessandro Robecchi pubblicato da Sellerio Editore nel 2018

    Informazioni su ‘Follia maggiore’
    Titolo: Follia maggiore
    Autore: Alessandro Robecchi
    ISBN: 9788838937446
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Sellerio Editore
    Data di pubblicazione: 2018-01-11
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 390
    Goodreads
    Anobii

    Acquista Follia maggiore su GoodBook.it

    Carlo Monterossi è un ex autore televisivo, che ha lasciato il suo programma di punta, Crazy Love, per cercare di crearsene uno che non contemplasse la tv spazzatura fatta di rabbia, litigi e pianti disperati in diretta. Nel frattempo accompagna l’amico Oscar Falcone nel suo lavoro di investigatore privato piuttosto atipico. Come quando parte da Milano in direzione Napoli per andare a recuperare un vecchio ricco che ha fatto perdere le sue tracce al figlio.

    L’uomo anziano e ricco è Umberto Serrani, stravagante mago della finanza che a Milano ha sempre camminato sul crinale che divide la legalità dall’illegalità.

    Da questi presupposti si sviluppa un giallo divertente e coinvolgente, scritto molto bene da Alessandro Robecchi che ci porta a conoscere numerosi protagonisti, passa per concorsi di opera lirica e bar cinesi che denunciano richieste di estorsione, e ci accompagnano nella scoperta dell’assassinio di Giulia Zerbi, 59 anni e innocua traduttrice di francese.

    Un giallo atipico, dove le indagini sono più il sottofondo delle vite dei personaggi e dove la tensione sta più nella loro psicologia che della narrazione, dove le tinte scure vengono tratteggiate non tanto per creare suspense ma per necessità; perché l’ambientazione è una Milano buia, piovosa e un po’ nebbiosa, ed è quindi necessario colorarla quasi in bianco e nero, a tinte fosche.

    La vera forza del romanzo sono i personaggi. Alcuni stereotipati e divertenti, alcuni complessi e in continuo divenire (senza mai fermarsi né arrivare da nessuna parte, di fatto).

    Intrecci amorosi, camere d’albergo sfarzose e una colonna sonora che va dalle opere liriche a un Bob Dylan eternamente presente completano un quadro interessante e molto, molto piacevole alla lettura.

  • Citazioni di Alberto Moravia: “Tutta questa gente…

    Citazioni di Alberto Moravia: “Tutta questa gente…

    “Tutta questa gente […] sa dove va e cosa vuole, ha uno scopo, e per questo s’affretta, si tormenta, è triste, allegra, vive, io… Io invece nulla… Nessuno scopo… Se non cammino sto seduto: fa lo stesso.”

    Alberto Moravia, Gli Indifferenti

  • Citazioni di Eoin Colfer: “Quello che vi sembra il lieto fine…

    Citazioni di Eoin Colfer: “Quello che vi sembra il lieto fine…

    “Quello che vi sembra il lieto fine non è che il fugace attimo di sollievo prima che il serial killer che credevi morto si rialzi per massacrare tutti tranne la ragazza dalle tette più grosse, che sarà la prima a morire nel sequel dell’anno dopo”

    Eoin Colfer, E un’altra cosa

  • Recensione di Io so come hanno ucciso Pasolini

    Recensione di Io so come hanno ucciso Pasolini

    Io so come hanno ucciso Pasolini – Storia di un’amicizia e di un omicidio è un libro di Pino Pelosi pubblicato da Vertigo nel 2011.

    Informazioni su ‘Io so come hanno ucciso Pasolini’
    Titolo: Io so come hanno ucciso Pasolini
    Autore: Pino Pelosi
    ISBN: 9788862060318
    Genere: Biografico
    Casa Editrice: Vertigo
    Data di pubblicazione: 2011-10-03
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 123
    Goodreads
    Anobii

    Acquista Io so come hanno ucciso Pasolini su GoodBook.it

    Io so come hanno ucciso PasoliniIo so come hanno ucciso Pasolini – Storia di un’amicizia e di un omicidio è il libro attraverso cui Pino Pelosi, accusato e dichiarato colpevole della morte dell’intellettuale italiano ucciso a Ostia nel 1975, racconta quella verità rimasta sepolta per 35 anni: non era stato lui ad uccidere Pasolini, ma si è dichiarato colpevole per proteggere se stesso e i suoi cari, minacciati di morte.

    Il racconto è scritto in modo molto rapido e mancano molti particolari: racconta di come Pelosi e Pasolini si sono conosciuti, delle vicende che hanno accompagnato i due sulla spiaggia di Ostia dove Pasolini trova la morte.

    Di fatto c’è pochissimo di nuovo. Di fatto non c’è un nome, non ci sono persone verso cui indirizzare eventuali nuove indagini. Di fatto Pino Pelosi sa, ma non vuole dircelo.

    Ci aveva già avvisato nel prologo a onore del vero. Che lui avrebbe parlato, ma molte cose non le avrebbe dette, perché la paura e le minacce ci sono ancora, e Pino Pelosi vuole indirizzarci verso la verità senza dire nulla.

    I riferimenti si capiscono, per carità. Ma soltanto a patto di conoscere il contesto storico e le altre cause probabili che stanno dietro alla morte dell’intellettuale Bolognese.

    Un libro che non dà nulla in più se non conferme. A cosa poi, forse non ci è dato sapere.

  • Citazioni di Agente Italiano: “Il fatto era che metà di loro…

    Citazioni di Agente Italiano: “Il fatto era che metà di loro…

    “Il fatto era che metà di loro era cresciuto con la convinzione mai dichiarata che l’immarcescibile Partito democratico-cristiano fosse alla fine un male da accettare, quasi inevitabile, che truccava le carte, ma che proprio così facendo ti difendeva dal peggio. Come se fossimo un paese del Sudamerica che grazie a loro, allo scudo crociato e agli araldi della dottrina sociale della Chiesa ci eravamo evitati le rivoluzioni permanenti, i sandinisti, i generali e Pinochet, e le camere di tortura e gli stadi pieni di prigionieri, e i desaparecidos. In cambio, dovevamo solo chiudere gli occhi, fare finta di niente.”

    Agente Italiano, Il broglio

  • Recensione de Il figlio di Philipp Meyer

    Recensione de Il figlio di Philipp Meyer

    Il figlio è un romanzo di Philipp Meyer pubblicato da Einaudi nel 2015.

    Informazioni su ‘Il figlio’
    Titolo: Il figlio
    Autore: Philipp Meyer
    ISBN: 9788806225148
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Einaudi
    Data di pubblicazione: 2015-03-17
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 580
    Goodreads
    Anobii

    Acquista Il figlio su GoodBook.it

    Il figlioIl figlio è la storia degli Stati Uniti, nel passaggio dalla frontiera che sa più di western fino al boom economico degli anni Sessanta.

    La vicenda si snoda su tre personaggi appartenenti tutti alla stessa famiglia in generazioni diverse: Eli, leggendario capostipite chiamato “Il colonnello”, suo figlio Peter e la pronipote Jeanne Ann. La narrazione salta continuamente da un personaggio all’altro, da un periodo storico all’altro, senza mai far smarrire il lettore.

    La cultura dei nativi americani e lo scontro con la cosiddetta civiltà, l’allevamento, l’agricoltura e il petrolio sono alla base della narrazione e della storia del Texas e Philipp Meyer ci mostra la sua evoluzione, comparando gli stessi luoghi nell’arco di un centinaio di anni.

    Anche lo stile cambia a seconda del personaggio: in terza persona per narrare le vicende di Eli, rapito giovanissimo tra i comanche e cresciuto come loro; in forma di diario per parlare di Peter, figlio di Eli, e per narrarci i dubbi di un uomo che si sente estraneo alla legge del più forte e mai all’altezza delle imprese del leggendario capostipite della famiglia; in prima persona invece Jeanne Anne ci racconta la sua vita e i suoi deliri nel momento della vecchiaia, quando si tirano le somme e si fa il bilancio della propria esistenza tra fantasmi, successi e fallimenti.

    Un romanzo ottimamente scritto, che a seconda dei personaggi e della narrazione è romanzo d’avventura, un western, un romanzo storico, un romanzo di formazione. Senza mai perdere il filo della narrazione e l’obiettivo che si è prefissato l’autore: dare uno spaccato cronologico della storia del Texas e dei suoi abitanti.

  • Citazioni di Enrico Brizzi: “Eravamo cresciuti con l’idea…

    Citazioni di Enrico Brizzi: “Eravamo cresciuti con l’idea…

    “Eravamo cresciuti con l’idea di dover conquistare le donne, invece era tutto molto più semplice e terrificante: erano state loro a sceglierci, e sarebbero state loro a liberarsi di noi il giorno in cui si fossero stancate.”

    Enrico Brizzi, La nostra guerra

  • Citazioni di Charles Buskowski: “Che cosa fanno gli scrittori…

    Citazioni di Charles Buskowski: “Che cosa fanno gli scrittori…

    “Che cosa fanno gli scrittori quando non scrivono? Personalmente, io vado alle corse. Oppure, i primi tempi, morivo di fame o facevo lavori di merda.”

    Charles Bukowski, Il capitano è fuori a pranzo (e i marinai prendono il comando)

    Acquista Il capitano è fuori a pranzo su GoodBook.it

  • Recensione di Resto qui di Marco Balzano

    Recensione di Resto qui di Marco Balzano

    Resto qui è un romanzo di Marco Balzano pubblicato da Einaudi nel 2018.

    Informazioni su ‘Resto qui’
    Titolo: Resto qui
    Autore: Marco Balzano
    ISBN: 9788806237417
    Genere: Storico
    Casa Editrice: Einaudi
    Data di pubblicazione: 2018-02-20
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 192
    Goodreads
    Anobii

    Acquista Resto qui su GoodBook.it

    Resto Qui

    Un campanile che svetta dal lago. Che quando il lago è ghiacciato ci puoi arrivare a piedi. E toccarlo davvero, perché non è una foto artefatta, ma la realtà più delirante del capitalismo italiano prima fascista e poi del boom economico.

    Siamo a Curon, comune di frontiera tra Italia, Austria e Svizzera.

    Dopo la seconda guerra mondiale il Sudtirolo viene dato all’Italia, ma gli abitanti parlano ancora tedesco. Il fascismo cerca di assimilarli inviando maestri siciliani, abruzzesi e veneti ad insegnare l’italiano nelle scuole. Ma la maggior parte degli abitanti non è in grado di capire questi nuovi invasori.

    Non capisce nemmeno i volantini affissi per tutto il paese in cui si annuncia la creazione di una diga per la produzione di energia idroelettrica.

    È in questo paese che vivono Trina e la sua famiglia. Una famiglia che dovrà subire il fascismo, il nazismo dopo l’armistizio del ’43 e la Montecatini nel dopoguerra.

    Tre dittature che ne distruggeranno l’anima.

    Marco Balzano sceglie di raccontare uno dei luoghi e dei periodi storici tra i più nascosti della storia d’Italia, e lo fa con la semplicità e una maestria non indifferenti.

    Scritta sotto forma di diario dedicato alla figlia, Resto qui è la storia di una popolazione oppressa dallo stato italiano, dal nazismo tedesco e da quella grande dittatura che persiste ancora oggi: il capitalismo selvaggio delle grandi opere.

    Una storia fatta di prevaricazione e di resistenza, di lotta senza speranza e di follia in nome dei soldi.

    Un romanzo da leggere tutto d’un fiato, per sentire il fuoco dell’indignazione e la disperazione dell’inutilità di qualsiasi forma di resistenza.