Autore: zorba

  • Me ne fotto se il modello del Bigio di Brescia era Socialista

    Me ne fotto se il modello del Bigio di Brescia era Socialista

    io me ne fotto se il bigio di brescia era socialista

    Me ne fotto se il modello del Bigio di Brescia, che il Comune di Brescia vuole riposizionare in Piazza Vittoria “per ridare la forma della piazza come pensata dall’arch.Piacentini” era socialista.

    Me ne fotto che fosse un eroe di guerra, un partigiano, un playboy.

    E’ vero che il titolo “L’era fascista”, non è stato pensato dall’autore, lo scultore Arturo Dazzi, ma gli è stato affibbiato da un altro socialista, ben più famoso, Benito Mussolini. Certo è che ne ricalca lo stile, tipico dell’epoca: semplicità, geometria, azione, sfida. Immaginare il duce ai piedi della statua mi fa pensare all’invidia del pene. Gli uomini bassi, quanti danni che hanno fatto nella storia. Uno stile tipicamente fascista, che, è vero, ben si adatta alla struttura della fascistissima Piazza Vittoria.

    Ci sono alcune cose che l’opinione pubblica e i giornali sembrano aver dimenticato.

    La prima, più terra-terra, è il costo del restauro e del riposizionamento: 460.000 euro in una città dove le bonifiche ambientali, per dirne una, attendono da 20 anni. Andateglielo a dire ai bambini della Scuola Deledda di Chiesanuova che devono continuare a giocare sulla piattaforma di calcestruzzo invece che sull’erba dei parchi contaminata da PCB perché non ci sono i soldi. Perché li avete spesi per restaurare “L’era fascista”.

    La seconda, ben più ideologica: volete ricollocare una statua palesemente fascista a meno di 200 metri in linea d’aria dal monumento che ricorda i caduti di Piazza Loggia, caduti per mano neofascista il 28 Maggio 1974. Per questo davvero dovete vergognarvi. Perché non sono i sostenitori dell’ANPI ad avere dei pregiudizi ideologici. Siete voi che avete dimenticato. Commemorate un’epoca buia della storia d’Italia, celebrate quell’ideologia colpevole di avere spento nella vostra città le vite di vostri 8 concittadini.
    8 concittadini che non hanno avuto nemmeno giustizia, perché come in tutte le stragi di stato, non avete voluto dare un nome ed un volto ai colpevoli. Perché dopo 34 anni di processi avete pure condannato le parti civili al pagamento delle spese processuali.

    Per questo dovete vergognarvi. Soltanto per averlo pensato.

    Se fossi un restauratore o uno studente della Libera Accademia di Belle Arti di Brescia, proverei ribrezzo persino a toccarla, quella statua.

    Celebrarla? Se non possiamo non spendere quei soldi perché ormai sono stati destinati, posate la statua in Piazza Vittoria. Poi convocate i parenti di Giulietta Banzi Bazoli, di Livia Bottardi Milani, di Euplo Natali, di Luigi Pinto, di Bartolomeo Talenti, di Alberto Trebeschi. Di Clementina Calzari Trebeschi. Di Vittorio Zambarda. Consegnate una mazza a tutti loro, e mentre i cittadini di Brescia assistono in una piazza gremita, concedete ai parenti delle vittime della strage di Piazza Loggia almeno un pò di vendetta, se non di giustizia.
    Fategli demolire il Bigio. Un momento catartico collettivo per affossare finalmente il Fascismo e tutti i suoi merdosi strascischi.

    Io me ne fotto se il modello del Bigio era socialista. E voi?

  • Cosa rimane

    Cosa rimane

    Cosa rimane della marcia Susa Bussoleno

    Il 23 Marzo 2013 ho partecipato alla marcia No TAV da Susa a Bussoleno.

    Il nostro pullman è stato fermato più volte in autostrada dalla polizia. Ci hanno fatto scendere uno ad uno, ci hanno filmato la carta d’identità, poi il volto. Poi ci hanno fatto risalire, ci hanno riconsegnato i documenti. Poi via, verso Susa, veloci.

    Dopo 5 ore di autobus, prima di uscire dall’autostrada, quella scritta No TAV sul fianco della montagna. Come a far capire di essere in un altro mondo. Forse quell’altro mondo possibile di cui parlavamo nel 2001, nei pressi di Genova.
    Queste montagne sono antiche. E forti. Resistenti, detto alla partigiana. Sembrano inamovibili. Come i loro abitanti.

    Siamo scesi dal pullman che mancava ancora un’ora all’inizio della marcia. C’erano già molti pullman. Un sacco di persone. Ci siamo accodati, mischiati. Eravamo sorridenti.

    cosa rimane della marcia susa bussolenoNegli spiazzi vicino alla stazione di Susa la folla cominciava a montare, come una piena. Come una diga che rompe gli argini. Ho fotografato famiglie, bambini con la bandana No TAV appesa al collo. Anziani. Giovani che con le bombolette compilavano striscioni live. C’erano Valsusini, ma c’erano anche tantissime persone che hanno fatto della difesa del territorio una missione di vita. No Dal Molin, NoMuos, No F35. E tantissimi altri.

    Mi sono ritrovato in coda con gli anarchici pensando che la manifestazione fosse appena partita. Sbagliavo. Guardando in direzione di Bussoleno ho visto decine di migliaia di persone in marcia per dire basta. Per riprenderci il nostro territorio. I nostri soldi. Il nostro futuro. Per resistere. Per andare avanti. Per non fermarci.

    Ho attraversato la manifestazione, Sabato 23 Marzo. Sono partito dagli anarchici, dalle bandiere di partito (o Movimento), relegate in coda al corteo per dimostrare che i No TAV sono uomini e donne, non tesserati. Per far sì che nessuno si prendesse il merito di questo miracolo. Dopo SEL, M5S e Rifondazione Comunista, soltanto bandiere bianche, col treno sbarrato in rosso. Ho fatto chilometri con un sorriso ebete sulla faccia, perché non poteva essere vero. Eravamo il cambiamento. Il vento impetuoso senza essere Kamikaze. Consapevoli. Pronti. Decisi.

    Cosa rimane?
    Rimane un esercito di clown che simula una carica davanti all’unico cordone di polizia. Le facce e le parrucche colorate, i manganelli di gomma, gli scudi di cartone davanti ai blindati e alle armi. Poi andiamo avanti, e quella sarà l’unica polizia che vedrò. Perché non c’è spazio per loro, oggi.

    Cosa rimane?
    Rimane la sensazione di essere 80.000 individui che condividono un’idea. Non una massa che aderisce a un’ideologia in scatola.

    Cosa rimane?
    Rimane la fatica di una marcia di 8 km sotto la pioggia. Metafora della resistenza, di questa resistenza No TAV e di tutte le lotte portate avanti in questo paese. La stanchezza, a volte la disperazione; ma con la certezza che arriveremo in fondo, costi quel che costi.
    E quando pare di non farcela più comincia Bussoleno.

    Cosa rimane?
    Rimangono le facce dei valsusini schierati ai lati della strada, che sorridono e ringraziano questa folla immensa e multicolore, infinita e multipla, incuranti dei disagi che causiamo, ma grati della nostra presenza, del nostro appoggio. Del non farli sentire soli.

    Cosa rimane, nel buio del ritorno in pullman?
    Rimane questa speranza, l’immagine di questo serpentone senza fine che si snoda lungo le salite e le discese del percorso. La speranza che non tutto è perduto. Che possiamo farcela. Che siamo una moltitudine senza fine. Che non siamo soli, che non lo saremo mai.

    Rimaniamo noi, a resistere, ultimi baluardi contro l’ignoranza senza fine di questa becera Italia.

    Cosa rimane?
    cosa rimane della marcia susa bussoleno
    Rimane quel cartello sotto cui passa la manifestazione. Strada chiusa tra Susa e Bussoleno causa manifestazione. Quando quel cartello recherà scritto:

    Mentre il cuore d’Italia da Palermo ad Aosta si gonfiava in un coro di vibrante protesta

    Allora ci saremo. Nel cuore del momento.

    A sarà dura.

  • Cara cara Brenda

    Cara cara Brenda

    Cara cara Brenda è una raccolta di lettere che Henry Miller ha mandato all’attrice e modella Brenda Venus, pubblicato da Feltrinelli nel 1986.

    Informazioni su ‘Cara cara Brenda’
    Titolo: Cara cara Brenda
    Autore: Henry Miller
    ISBN: 9788807070167
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 1986-10-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 159
    Goodreads
    Anobii

    cara cara BrendaPrendete un uomo di 85 anni. Una persona intelligente, unica, creativa. Un artista. Che però è ormai sul viale del tramonto. A dire la verità ne sta percorrendo gli ultimi passi.

    Poi prendete una donna di 25 anni, un’attrice alle sue prime uscite, una bellissima donna con un seno prosperoso che sparge voluttuosità in ogni movimento.

    Immaginate che si scrivano delle lettere.

    Come potrebbero essere? Di cosa parlerebbero? Forse l’artista anziano consiglierebbe come vivere alla ragazza giovane. Oppure la raccomanderebbe ai molti produttori di Hollywood che conosce.

    Forse sarebbe così.

    Se non fosse che i due personaggi in questione sono Brenda Venus… E Henry Miller. E allora si parla del sesso tra due persone con 60 anni di differenza. Si parla di amore. Di bellezza. Di sensualità.

    Citazioni da “Cara cara Brenda”

    “Amo le donne e le considero superiori agli uomini. Sono gli uomini che fanno la guerra e altre cose orribili”

    “Non è molto importante quando cominci a scopare, ma come lo fai. Col cuore, con l’anima o solo con la fica”

    “Il mondo è nato ieri. Sparirà domani”

    “Ho bisogno di te come del peccato”

    “Una delle tragedie della vecchiaia è che si può essere molto infoiati e nello stesso tempo non avere erezioni. Ma immagino che succeda qualcosa di simile alle donne di tutte le età, no?”

    “La ragione migliore è sempre nessuna ragione”

    “Non ci occorrono più conoscenze, ma più saggezza.”

    “Secondo me non bisogna leggere per istruirsi, ma dare una possibilità di deliziarsi alla nostra anima”

    “Ho sempre sostenuto che se la vita è bella deve esserlo anche la morte. Sono misteri, non catastrofi”

    “Tollero anche una canaglia, se ha il senso dell’umorismo”

    “Oggi il mondo sembra impazzito per il sesso, ma ha dimenticato l’amore. Ed è l’amore che governa il mondo e quelli che hanno tutto il sesso che vogliono preferiscono l’amore”

    “L’immaginazione è sempre impura, e a volte anche folle”

    “Per me il sesso è sempre stato qualcosa di naturale, di semplice. Ho vissuto una vita piena di sesso. E ora, nella vecchiaia, mi vedo trattato come un amabile guru e un anacoreta. Non s’immagina che io abbia un paio di palle e ciò che le accompagna”

  • Dammi il nome

    Dammi il nome

    Tu, elettore del PdL… Dammi il nome… Dammi il nome…

    La mia condizione di “non-votante consapevole” mi mette in una condizione privilegiata all’alba di queste elezioni 2013.
    Posso guardare ai risultati delle elezioni con occhio quasi obiettivo (magari usando un pò più quello di sinistra..), non essendo deluso per i singoli risultati… Non deluso? Scherziamo?!?!?

    Il PD è riuscito a perdere anche queste elezioni. Era praticamente impossibile. Ma questo centro-sinistra è fallace e fallito da vent’anni, ed è uno dei principali motivi della permanenza di Silvio Berlusconi. Bersani, l’eterno secondo, non si smentisce.

    Il MOVIMENTO 5 STELLE è il vincitore di queste elezioni. Personalmente ne sono quasi contento, nonostante l’elettorato che li ha votati mi somiglia sempre meno (ex PD, ex Leghisti, ex ex ex). La speranza è che lavorino davvero con serietà e competenza per dare un nuovo volto, una nuova anima a questo paese.

    La LISTA CIVICA di Monti ha deluso. Del resto l’hanno votato solo i consigli di amministrazione delle banche italiane. Casini resta per un pelo, Fini se ne va, ed è la prima vittima illustre.

    Mi dispiace per la RIVOLUZIONE CIVILE. Come tutte le rivoluzioni, in Italia, è fallita. Se ne va Antonio Di Pietro, altra vittima illustre.

    E fin qui vado bene. Obiettivo. Distaccato.

    Poi arriva il delirio.
    Questo paese ha perso. E continuerà a perdere a qualsiasi tornata elettorale. Se ogni volta che devono scegliere, 7.332.121 di persone scelgono questo nano di gomma, becero, viscido, unto, plasticoso, patetico… Non c’è speranza.

    Io voglio i loro nomi. Voglio guardarli negli occhi. Capire chi sono. Cos’hanno in testa. Quanto conoscono il mondo che li circonda. Quanti anni hanno, che fanno nella vita. Voglio capire. E poi combatterli. Con le armi, all’ultimo sangue. Non è detto che io vinca. Anzi. Ma almeno una volta che avranno vinto loro saranno felici…

    Dammi il nome, elettore che vedi Berlusconi come il cugino simpatico che le spara sempre più grosse, come Aldo Baglio nella canzone di Elio e le Storie Tese.

    Dammi il nome, elettrice che non prova ribrezzo a guardare questo 76enne tristemente arrapato in overdose di Viagra. Non meriti nemmeno l’appellativo di donna, sei totalmente schiava di questo sistema del cazzo. Saresti stata una moglie perfetta nella civiltà contadina del 1850.

    Datemi i vostri nomi.

    Solo ora capisco cosa vuol dire che avete votato con la pancia. Perché, si sa… La pancia è piena di merda…

    Dammi il nome
    Litfiba

  • Libertà di repressione

    Libertà di repressione

    libertà di repressione

    Dopo stamattina tutti conoscete la storia. Tre attiviste di Femen, due ucraine e una francese si mettono in divisa (la loro, a seno nudo) per contestare l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al momento del voto.

    Non discuto le loro motivazioni, né l’efficacia della loro protesta (andare a contestare Berlusconi in topless è come fargli un regalo di compleanno), né l’ipocrisia della legge italiana che le accusa per oltraggio alla pubblica decenza quando le televisioni italiane ci hanno già temprato sul limite che possiamo definire come decenza.

    Quello che mi ha spaventato nelle immagini che ho visto è stata ancora una volta la brutale reazione delle forze di polizia. Vedere queste ragazze trascinate fuori con rabbia (erano armate? I capezzoli inturgiditi per il freddo sono stati scambiati per armi improprie?) mi ha fatto salire come sempre la rabbia.

    libertà di repressione

     

    Schiacciate sulla sede stradale, prese per i capelli, spinte a forza a terra, la pelle nuda vestita solo di una scritta “Basta Silvio” affondata nel nevischio sporco, mi chiedo qual’era la minaccia. Mi chiedo perché i giornalisti assiepati a fotografare le attiviste non siano intervenuti. Solo un timido “Così la soffochi, oh!”; e poi un altro scatto. Vedo braccia stortate dietro la schiena e mi chiedo chi crede più al Commissario Montalbano o al Maresciallo Rocca.

    Voglio i nomi degli agenti in evidenza, voglio un codice, una sigla, che li renda responsabili delle loro azioni. Vorrei violenza dove serve. Altrimenti controllo, cortesia e gentilezza. Decisione, certo. Ma non vorrete farmi credere che in tre per ragazza non si riusciva a scortarle fuori, a metterle qualcosa addosso e finire il tutto?

    Perché si è scelto ancora una volta di reprimere? E chi ha dato l’ordine?
    Non voglio una polizia violenta, quando qualcuno cerca di rovinare lo spot elettorale di uno dei candidati. Candidato che per altro ha molti più carichi pendenti con la giustizia delle attiviste di Femen.

    Altrimenti sono solo servi… Dei servi… Dei servi…

    I veri criminali
    Lord Bean

  • Perché andrò a verbalizzare il mio non voto

    Perché andrò a verbalizzare il mio non voto

    verbalizzare il mio non voto

    E’ più di un mese che leggo programmi elettorali, che seguo le discussioni in rete o quelle da bar, che ascolto le opinioni di amici che stimo per la loro visione politica. Più si avvicinava la data dell’elezione e più mi spaventavo. Perché mai come in questa elezione decisiva in questo sistema capitalistico in crisi mi sembrava necessario scegliere la lista giusta, quella che avrebbe ridato una dignità a questo paese.

    Avendo sempre votato a sinistra non voterò mai Berlusconi, che dopo 20 anni di distruzione finge sia colpa di un anno di Monti la nostra situazione. Che ancora una volta vuole stringere un patto con gli Italiani che sa benissimo che non rispetterà. Che dice che restituirà un IMU che ha prosciugato le tasche degli italiani senza dire che è stata così alta perché per 3 anni non è stata pagata la vecchia ICI.
    Non voterei mai la Lega, razzista e xenofoba, che per gli stessi 20 anni ha governato “alla destra del padre” e ancora ci parla di Roma Ladrona.
    Non voterei mai Monti, responsabile di questa crisi e servo del sistema bancario, che cerca di difendere una parte degli Italiani, quella più forte, più ricca, più elitaria. Che definisce schizzinosi i giovani. Che si era definita governo tecnico e di transizione, e poi si ricandida perché non riesce a lasciare privilegi e poltrona.
    Non voterei mai Bersani, che si definisce di sinistra offendendo tutti gli elettori che nella sinistra credono. Che sostiene la costruzione della TAV in Val Susa. Che è lontano dai cittadini.

    Ho ristretto la scelta a 3 programmi elettorali, sperando di riuscire a scegliere una lista.

    SEL, nonostante un buon programma elettorale, si è alleato al PD, e questo comporta un grosso problema. Votandolo, voterei una sinistra che tende troppo a destra. E non posso accettarlo.

    RIVOLUZIONE CIVILE ha un ottimo programma. Ingroia sembra una persona onesta, e parla di riunire i movimenti dal basso, quei movimenti con cui lotto per un mondo migliore. Ma alle parole non seguono i fatti. Rivoluzione Civile riunisce quei partiti esclusi dalle precedenti elezioni, quelli dell’”estrema sinistra” (che mi sembra veramente una definizione esagerata). Ancora una volta politici di professione, di esperienza, che hanno già fatto promesse che in passato non hanno mantenuto.

    La necessità di una classe politica nuova mi stava convincendo a votare il MOVIMENTO 5 STELLE, che oltre ad essere una sorta di movimento dal basso ha un programma elettorale che condivido in toto. Lo seguo dai primi Meetup, seguivo Beppe Grillo quando era un barlume di democrazia nel regime Berlusconiano.
    Ma c’è qualcosa che mi spaventa. Non tanto la pubblicizzata apertura a Casa Pound (strumentalizzata e pompata per screditarlo, a mio avviso; resta che avrebbe dovuto comunque dichiarare a gran voce il suo movimento come antifascista) quanto l’atteggiamento degli attivisti del movimento stesso. Mi ha spaventato la violenza di questa campagna elettorale, l’esclusione di qualsiasi idea estranea e non approvata, la rigidità del confronto con gli altri, anche in rete, anche ai livelli più bassi del movimento; anche da parte dei simpatizzanti dell’ultima ora.

    Il terribile risultato di questa campagna elettorale è la dimostrazione che più ci si avvicina al potere e più se ne viene intaccati, come con l’anello del potere di Sauron, nel Signore degli Anelli. Tutte le liste, anche quelle più nuove e “innovative” pare si avvicinino a Domenica 24 Febbraio con lo sguardo di Gollum che sibila “il mio tessssssoro”.
    Non si può candidare un Sam Gangee?

    Rimango deluso, come ad ogni elezione. Ma stavolta basta. Basta votare il meno peggio. Basta sentirmi deluso. Voglio sentirmi in pace con me stesso. Voglio farmi timbrare la scheda elettorale senza lasciare schede bianche né schede nulle alla maggioranza. Voglio che sia verbalizzato che la legge elettorale con cui andiamo a votare è incostituzionale (articoli 56 e 58 della Costituzione Italiana) perché non ci permette di scegliere direttamente i nostri rappresentanti.

    Voglio uscire dai seggi sentendomi per una volta orgoglioso di essere un elettore. Basta ascoltare Frankie Hi-Nrg con Rap Lamento mentre entro in cabina. Scelgo di dissentire.
    E di continuare a fare politica veramente dal basso, senza un nome, senza rimborsi, faticando e lottando per ogni centimetro di terreno. Questa è la politica. Non illudersi che basti mettere una croce su un pezzo di carta per aver fatto il proprio dovere.

    “Perché partecipazione è certo libertà… Ma è pure Resistenza”

    Rap Lamento
    Frankie Hi-Nrg Mc

    P.S. Se siete interessati al non-voto verbalizzato trovate indicazioni all’indirizzo http://www.non-voto.org.

  • Il broglio

    Il broglio

    Il broglio è un “romanzo simultaneo” uscito pochi giorni dopo le elezioni del 2006, da un autore anonimo chiamato “Agente Italiano”, probabilmente un giornalista ben introdotto nell’ambiente della politica che non ha trovato le prove per rendere pubblico il reportage.

    Informazioni su ‘Il broglio’
    Titolo: Il broglio
    Autore: Agente Italiano
    ISBN: 9788874241712
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Aliberti
    Data di pubblicazione: 2006-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 252
    Goodreads
    Anobii

    il broglioViene anche chiamato romanzo di fantapolitica: i personaggi sono fittizi, ma la storia è terribilmente vera. Quantomeno plausibile.

    Agente Italiano avanza l’ipotesi che durante le elezioni del 2006, vinte dal centro-sinistra, ci siano stati dei brogli. Che la “rimonta” della fazione di Silvio Berlusconi sia avanzata troppo durante lo spoglio rispetto agli exit-poll e ai sondaggi delle organizzazioni specializzate… E le schede bianche, storicamente attestate intorno all’8%, drasticamente calate tra l’1 e il 2%…

    Da questo romanzo è stato tratto il film-documentario “Uccidete la democrazia” del 2006. Che potete assolutamente perdervi.

    I personaggi de “Il broglio”

    • il Tycoon: Silvio Berlusconi
    • il Curato: Romano Prodi
    • il Baffo: Massimo D’Alema
    • il Secco: Piero Fassino
    • Pietro Livornesi: Giuseppe Pisanu

    Citazioni da “Il broglio”

    “Il fatto era che metà di loro era cresciuto con la convinzione mai dichiarata che l’immarcescibile Partito democratico-cristiano fosse alla fine un male da accettare, quasi inevitabile, che truccava le carte, ma che proprio così facendo ti difendeva dal peggio. Come se fossimo un paese del Sudamerica che grazie a loro, allo scudo crociato e agli araldi della dottrina sociale della Chiesa ci eravamo evitati le rivoluzioni permanenti, i sandinisti, i generali e Pinochet, e le camere di tortura e gli stadi pieni di prigionieri, e i desaparecidos. In cambio, dovevamo solo chiudere gli occhi, fare finta di niente.”

  • No compromise

    No compromise

    Nocompromise è l’unico libro scritto da Massimiliano Di Giorgio, giornalista della Reuters che ha lavorato anche per altre testate, come l’Unità.

    Informazioni su ‘Nocompromise’
    Titolo: Nocompromise
    Autore: Massimiliano Di Giorgio
    ISBN: 9788889702536
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Zona
    Data di pubblicazione: 2006-09-08
    Formato: Paperback
    Pagine: 128
    Goodreads
    Anobii

    no compromiseCinque ragazzi, in una grande città (che potrebbe essere una qualunque metropoli italiana), si ispirano all’A.L.F. (Animal Liberation Front), per formare un gruppo che contrasta lo sfruttamento degli animali e la vivisezione.

    Intraprendono così azioni di guerriglia urbana, per cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica e liberare alcuni animali. Fino a che, mentre liberano alcuni pitbull da un allevamento-lager…

     

  • Scheletri

    Scheletri

    Scheletri è una raccolta di racconti di Stephen King pubblicata da Sperling & Kupfer nel 1990.

    Informazioni su ‘Scheletri’
    Titolo: Scheletri
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788878245730
    Genere: Racconti
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 1996-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 560
    Goodreads
    Anobii

    ScheletriForse l’amore per i romanzi di uno scrittore può nascere del caso. Io credo che sia stato così per l’ossessione che ho per Stephen King.

    Il primo suo libro che ho letto, a 11 anni, era proprio questo “Scheletri“. Mi sono innamorato dalle prime pagine, da quel racconto “La Nebbia” da cui è stato tratto l’orribile film “The mist“. La tensione, le descrizioni lunghe e accurate, le ambientazioni folli e originali. Da li Stephen King non l’ho più abbandonato. Qualche volta mi ha deluso, ma mai ho pensato di smettere di leggerlo.

    Questa raccolta è la seconda della produzione dell’autore statiunitense; pubblicata nel 1985, viene 7 anni dopo “A volte ritornano” e 8 anni prima di “Incubi & Deliri“.

    Ci sono racconti indimenticabili come il già citato “La nebbia“, “Caino Scatenato” (che parla dell’utilizzo delle armi tra gli adolescenti e di una strage in una scuola, anticipando di una ventina d’anni Michael Moore e il suo “Bowling a Columbine“), “La scorciatoia della Signora Todd“, “Il viaggio” (che andrà ad ispirare “Primo treno per Marte” di Gianluca Grignani)… Ma sono soltanto alcuni, la raccolta si legge d’un fiato.

    Citazioni da “Scheletri”

    “Sapete cos’è il talento? La dannazione dell’aspettativa”

    “Quando le macchine falliscono, aveva detto […], quando la tecnologia fallisce, quando i sistemi religiosi tradizionali falliscono, la gente deve pur avere qualcosa. Anche uno zombie che spunta dalla notte può sembrare una cosa allegra rispetto all’orrore da commedia esistenziale dello strato di ozono che si dissolve sotto l’assalto combinato di un milione di bombolette spray di deodorante”

    “O mangi il mondo o il mondo mangia te e va bene in tutti e due i modi”

    “Nessun nastro azzurro è per sempre. Esiste lo zero, l’eternità, esiste la morte, ma non esiste l’assoluto”

    “Per un pò fu amore, poi fu come amore, poi fu finita”

    “Un uomo può spararsi in fronte con una calibro 38 e svegliarsi all’ospedale. Un altro può spararsi alla fronte con una calibro 22 e svegliarsi all’inferno… Se esiste. Io tendo a credere che si trovi qui sulla terra, probabilmente nel New Jersey”

    “Persino la persona più equilibrata è aggrappata alla propria salute mentale tramite una corda scivolosa. Ne sono convinto. Nell’animale umano i circuiti razionali sono impalcature fatiscenti”

    “Ci prendevamo per mano, bambini, e se ci sono state volte in cui ci siamo domandati perché, o se esistesse davvero qualcosa chiamato amore, era solo perché avevamo sentito il vento e l’acqua nelle notti lunghe d’inverno, e avevamo paura”

  • Tommyknocker Le creature del buio

    Tommyknocker Le creature del buio

    Tommyknockers le creature del buio è un romanzo di Stephen King pubblicato nel 1987 ed appartiene più alla fantascienza che al genere tipico di King (quello che viene chiamato horror ma che non lo è quasi mai).

    Informazioni su ‘Tommyknockers – Le creature del buio’
    Titolo: Tommyknockers – Le creature del buio
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788878242623
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 1993-06-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 784
    Goodreads
    Anobii

    tommyknocker le creature del buioUna scrittrice di libri western, Roberta “Bobbi” Anderson, inciampa in una protuberanza del terreno della sua proprietà nel paesino di Heaven, ovviamente nel Maine. Incuriosita dal materiale, comincia a scavare. E a scavare. E a scavare. Trova nientemeno che un astronave, che irradia una sorta di gas (o meglio di radiazione) di conoscenze, di energie alternative, e di una strana telepatia collettiva…

    Il protagonista è però l’amicoinsegnanteconfidenteamante Jim Gardener, un poeta che è arrivato all’ultimo stadio dell’alcolismo (personaggio autobiografico, visto che Tommykncoker viene scritto nel periodo in cui King si disintossica dall’alcool e dalle droghe leggere) che sembra immune alla contaminazione dell’astronave a causa di una piastra che gli hanno fissato nel cranio in seguito ad un incidente sciistico. Scaverà insieme a Bobbi, fino ad arrivare al misterioso portello che potrebbe riversare tutto il potere alieno dell’astronave…

    Citazioni da “Tommyknockers – Le creature del buio”

    “Il guaio di vivere da soli, aveva scoperto, e il motivo per cui la maggior parte delle persone che conosceva preferivano non restare sole nemmeno per poco, era che si prolungava lo stato di solitudine, più forti diventavano le voci del lato destro del cervello. A mano a mano che nel silenzio si spegnevano i radiofari della razionalità, quelle voci non si limitavano più a sollecitare le attenzioni, ma addirittura la esigevano. Era facile esserne spaventati, temere che in fondo in fondo fossero un sintomo di follia”

    “Nulla è destinato, sulla terra, a durare per sempre. Era stato cresciuto sulla base della convinzione che Dio è amore, ma veniva da chiedersi che cosa volesse significare amare un Dio, quando aveva fatto gli uomini e le donne abbastanza intelligenti da sbarcare sulla luna ma abbastanza stupidi da dover imparare che il “per sempre” non esiste”

    “Tutta la cultura, l’acume e la buona volontà di questo mondo non possono creare arte senza un pizzico di talento. Ma intelligenza e dedizione possono dar luogo a qualche notevole mistificazione”