Categoria: Radici

Insieme delle recensioni dei libri che ho letto e che sono tuttora presenti nella mia libreria virtuale. Perch

  • Signore e signori buonanotte

    Signore e signori buonanotte

    Signore e signori buonanotte è un film satirico del 1976 diretto e sceneggiato dalla Cooperativa 15 Maggio, un insieme di registi e sceneggiatori tra i più celebri dell’epoca: Age, Leo Benvenuti, Luigi Comencini, Piero De Bernardi, Nanni Loy, Ruggero Maccari, Luigi Magni, Mario Monicelli, Ugo Pirro, Furio Scarpelli e Ettore Scola.

    E’ ovviamente un film a episodi, collegati dalla trama: una giornata qualsiasi di una fittizia televisione di Stato, i cui programmi (gli episodi) sono collegati dal TG3, telegiornale condotto da Paolo T.Fiume (Marcello Mastroianni).

    Una lingua per tutti / La lezione di inglese

    L’idea di una sorta di televisione didattica, con qualche grossa particolarità: l’insegnate mostra le parti del corpo nominandole con il loro nome in inglese, comprese seno e sedere. La stessa “insegnante” poi si sposta in una sorta di situazione con un alunno… Che si trasforma in un attentato della CIA davanti ad un’ambasciata…

    La bomba

    Diretto da Mario Monicelli, è un telefilm. Un commissariato di polizia viene fatto evacuare (dopo numerosi minuti dalla scoperta della bomba) con il forte sospetto di un attentato dinamitardo; quando l’artificiere scopre che la bomba non è altro che una sveglia dimenticata da un’anziana in una borsetta, la polizia non si lascia sfuggire l’occasione: per fomentare l’opinione pubblica a lottare contro gli estremismi (chiaro riferimento alle Brigate Rosse) una bomba autentica viene messa nella stazione…

    Trittico napoletano

    Sinite parvuolos: una sorta di film inchiesta ambientato a Napoli: dopo un’omelia del vescovo che premia le famiglie numerose condannando l’aborto ed esaltando la sacralità della vita, un bambino, costretto a lavorare per mantenere gli otto fratelli e la madre inferma, attraversa Napoli tra i suoi mille problemi e torna a casa per trovare ancora da fare a badare alla casa finendo per suicidarsi

    Mangiamo i bambini: dopo il documentario viene interpellato il famoso sociologo Schmidt, che per risolvere il problema della sovrappopolazione propone di rendere reale la feroce satira di Jonathan Swift (Una modesta proposta) facendo mangiare ai ricchi i bambini poveri.

    Paolo T. Fiume conduce un talk show con gli ultimi amministratori della città partenopea, curiosamente tutti con lo stesso cognome (Lo Bove). Di fronte alle accuse mosse dai telespettatori i quattro si insultano a vicenda e difendono il loro operato in toni sempre più accesi, finendo a mangiarsi la ricostruzione della città di Napoli che stava sul tavolo che li divideva.

    Il generale in ritirata

    Durante una parata militare non si trova più un generale che deve guidare la sfilata: il generale (Ugo Tognazzi) è seduto sulla tazza di un water ad espletare impegnativi bisogni fisici: il malfunzionamento dello sciacquone provoca una serie di disavventure che culmineranno con il suicidio del militare con la sua pistola d’ordinanza, seduto sul cesso e sporco di merda.

    L’ispettore Tuttumpezzo

    Dovrebbe essere la televisione per ragazzi, ma l’Ispettore Tuttumpezzo non mi piego e non mi spezzo (Vittorio Gassman), in missione per arrestare un commendatore accusato di corruzione, si piega pian piano al potere non solo fino al fallimento del suo mandato, ma anche all’umiliazione di vedere sostuita la sua duivisa con quella del cameriere.

    Il personaggio del giorno – Poco per vivere, troppo per morire

    Un reportage giornalistico sulla vita di tutti i giorni di un pensionato, Menelao Guardabassi (un Ugo Tognazzi da oscar), che spiega la sua sopravvivenza quotidiana vivendo con £ 32.000 al mese. Sempre in bilico tra il divertente e la tristezza più profonda (emblematica la scala espressiva di Tognazzi al sentire la parola “filetto”, dalla gioia alla disperazione in 15 secondi attraversando tutti gli stadi intermedi), con la rabbia sempre sul fondo che però, come spesso succede alla maggior parte degli Italiani,  non riesce mai ad affiorare del tutto. (“Io non mi lamento… Però qualche volta mi incazzo”)

    Il Disgraziometro

    E’ un quiz a premi che fa il verso al Rischiatutto di Mike Bongiorno, in cui il presentatore (Paolo Villaggio) invita il pubblico al grido di “Malinconia!” e in cui a vincere è chi riesce a provare di aver avuto le peggiori disgrazie. Sembra quasi un anticipo della televisione di oggi, in cui solo il dolore e la tristezza (sempre degli altri…) riescono a fare audience.

    Il Santo Soglio

    Sceneggiato che si rifà storicamente alla vicenda di Papa Sisto V, in cui uno dei cardinali per 10 anni di finge moribondo per essere eletto come Papa di transizione nel duro conflitto tra altri due candidati, il Piazza-Colonna e il Canareggio. Una storia interessante, con un buon Nino Manfredi e una storia conturbante tra Chiesa e Potere.

    La cerimonia delle cariatidi / Il salone delle cariatidi.

    All’inaugurazione dell’”Anno Pregiudiziario” i massimi rappresentanti dello Stato e della Chiesa (tra cui il presidente Giovanni Leone e il papa Paolo VI) si scatenano nella tarantella, sulle note di Funiculì funiculà.

    Se poi ci aggiungete che nella colonna sonora del film viene ripresa anche la parte strumentale de “Lo stambecco ferito” di Antonello Venditti e Lucio Dalla…

    Un film altalenante che, nonostante sia stato bistrattato più volte dalla critica (un Gassman e un Mastroianni sottotono) è secondo me uno dei film più significativi sulla politica italiana… Di oggi. Perchè se allora poteva essere troppo gonfiato, troppo forzato… Adesso, quasi quarant’anni dopo, è semplicemente perfetto. Tipo che se il presidente fosse ancora lui ci sarebbero state un sacco di persone cacciate con l’editto di Sofia.

    L’Italia ha bisogno di film come questo. Soprattutto adesso, così pericolosamente sull’orlo del baratro. Ma chi rimane? Non lamentiamoci. Qualche volta… Almeno qualche volta… Incazziamoci. O siamo già oltre il baratro. Signore e signori, buonanotte.

     

  • La casa del buio

    La casa del buio

    La casa del buio è un romanzo scritto a quattro mani da Stephen King e Peter Straub, pubblicato in Italia da Sperling & Kupfer nel 2001, ed è una sorta di seguito de “Il talismano“, scritto da loro due nel 1983.

    Informazioni su ‘La casa del buio’
    Titolo: La casa del buio
    Autore: Stephen King & Peter Straub
    ISBN: 9788820032890
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2002-01-01
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 714
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    la casa del buioA French Landing, nel Wisconsin, un serial killer, un mostro, rapisce i bambini e li restituisce morti e cannibalizzati. La cittadina è in preda al panico e al furore, sembra riversarla tutta sul capo della polizia Dale, che è ormai disperato e sull’orlo del licenziamento. Nella campagna vicino al paese risiede Jack Sawyer, amico del capo della polizia ed ex tenente della polizia di Los Angeles, dove ha lasciato una brillantissima carriera a soli trent’anni per ritirarsi a vita privata senza alcun apparente motivo. Jack è l’adulto che è diventato il ragazzino che ha attraversato gli Stati Uniti per ritrovare il talismano che avrebbe salvato sua madre dal cancro, a metà tra il nostro mondo e uno parallelo che chiamava “I Territori”.
    Ma Jack Sawyer poliziotto ha dimenticato quell’altro mondo. Lo dovrà ricordare a forza per risolvere il mistero del serial killer chiamato dai media “Il Pescatore”

    Un libro interessante, scorrevole e pieno di colpi di scena, anche se a mio avviso la seconda metà del libro perde qualcosa, mentre la prima è praticamente perfetta. E poi ovviamente… Il mondo della Torre Nera. Perché non sono proprio i Territori di quando era bambino. Incredibilmente, Jack approda nell’Entro Mondo nella tenda ospedale del racconto “Le piccole sorelle di Eluria” contenuta nella raccolta “Tutto è fatidico“. E questo, per chi è appassionato della saga, è piacevolmente conturbante.

    Citazioni da “La casa del buio”

    “Qui ci troviamo di fronte a un uomo spettacolarmente solo. La solitudine gli è talmente familiare che non ci fa neppure caso, come spesso avviene con le cose cui non riesci a porre rimedio. C’è ben peggio della solitudine, come la sindrome di Lou Gehrig o la paralisi cerebrale, tanto per nominarne due. La solitudine rientra solo nel programma, ecco tutto.”

    “Non appena inizia, il disfacimento non ha tregua.”

  • Recensione di Uomo nel buio di Paul Auster

    Recensione di Uomo nel buio di Paul Auster

    Uomo nel buio (Titolo originale Man in the Dark) è un romanzo di Paul Auster pubblicato da Einaudi nel 2008.

    Informazioni su ‘Uomo nel buio’
    Titolo: Uomo nel buio
    Autore: Paul Auster
    ISBN: 9788806194741
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Einaudi
    Data di pubblicazione: 2008-10-06
    Formato: Paperback
    Pagine: 152
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    Uomo nel buioAugust Brill è un settantenne critico letterario premiato anche da un Premio Pulitzer. Vive con la figlia, divorziata da poco, e con la nipote, il cui ragazzo è appena morto giustiziato dai ribelli in Iraq dove era andato come volontario.
    In casa c’è un atmosfera pesante, il vecchio sempre più spesso fatica a prendere sonno. Per addormentarsi ultimamente ha preso l’abitudine di raccontarsi una storia, di una sanguinosa seconda guerra civile americana dopo la prima elezione di George W. Bush, che ogni notte continua…

    Citazioni da “Uomo nel buio”

    “Fuggire in un film non è come fuggire in un libro. I libri ti costringono a contraccambiarli con qualcosa, a esercitare l’intelligenza e la fantasia, mentre un film si può vedere – e anche godere in uno stato di passività inerte.”

    “Le azioni abiette che gli esseri umani perpetrano gli uni contro gli altri non sono solo aberrazioni, ma una parte essenziale di quello che noi siamo.”

    “Questa fu la mia guerra. Non una vera guerra, forse, ma quando hai assistito a una violenza su quella scala, non fatichi a immaginare qualcosa di peggio; e quando la tua mente è in grado di far questo, capisci che le peggiori possibilità della fantasia sono incarnate dal paese in cui vivi.”

    “Che vita è? Così tranquilla, cazzo, così monotona. Non la sopporto più. lo non so niente, August. lo non ho fatto niente. Per questo vado via. Per sperimentare qualcosa che non riguarda me stesso. Per ritrovarmi fuori, nel grande e marcio mondo, e scoprire cosa si sente a essere parte della storia.”

  • Dannazione

    Dannazione

    Dannazione è un romanzo dello scrittore statiunitense Chuck Palahniuk, pubblicato da Mondadori nel 2011.

    Informazioni su ‘Dannazione’
    Titolo: Dannazione
    Autore: Chuck Palahniuk
    ISBN: 9788804612865
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Mondadori Strade Blu
    Data di pubblicazione: 2011-10-11
    Formato: Paperback
    Pagine: 252
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    dannazioneMadison Spencer è una ragazzina tredicenne figlia di un’attrice e di un miliardario. E’ una ragazza problematica, vive in un collegio svizzero dove tutte la odiano perché grassottella e un po’ sfigata; la madre la vuole una bambina di 8 anni in eterno perché non vuole far sapere al mondo di essere invecchiata; i suoi genitori adottano continuamente bambini disagiati da ogni parte del mondo che diventano suoi fratellastri per qualche giorno (giusto il tempo per i servizi fotografici dei media) e poi vengono rispediti in qualche altra scuola o collegio.
    Ma poco importano i problemi di Madison: muore (a suo dire per un’overdose di Marijuana) e si ritrova inspiegabilmente all’inferno. Conosce così alcuni personaggi che sembrano essere usciti pari pari da Breakfast Club, film cult di John Huges del 1985, che diventeranno i suoi nuovi amici.

    La trama sembra molto banale, vero? Il problema è che stiamo parlando di Palahniuk. Quell’uomo strano e vagamente inquietante che ha scritto Fight Club, Soffocare, Diary, Gang Bang… Non di uno qualunque. E quando si parla di lui non esiste il banale.

    Citazioni da “Dannazione”

    “Detestiamo i rinnegati. Morire, ancora più dell’alcolismo o della dipendenza da eroina, sembra il peggiore dei vizi, e in un mondo dove ti accusano di essere pigra se non ti depili le gambe essere morta sembra la più grave delle mancanze”

    “La verità è che, quando sarete morti, nemmeno i senzatetto e i ritardati vorranno essere nei vostri panni”

    “Se la Terra ci sembra un inferno è soltanto perché siamo convinti che debba essere un paradiso”

    “Prima che facciate lo sforzo di smettere di fumare, tenete a mente che fumare sigarette e sigari è un ottimo allenamento per l’inferno”

    “Ogni volta che un dio succedeva al precedente quest’ultimo cadeva nell’oblio e nel disprezzo. […] Se la civiltà durerà abbastanza a lungo, in futuro anche Gesù potrebbe ritrovarsi a vagare per l’oltretomba, scartato e messo al bando”

    “Non è giusto, no, ma a quanto pare l’unico essere immortale autorizzato a flirtare con gli esseri umani è Dio stesso”

    “La maggior parte della gente fa figli non appena l’entusiasmo per la vita comincia a scemare. Un figlio ti permette di rispolverare l’eccitazione che un tempo provavi per… be’, per tutto. Una generazione dopo, saranno i tuoi nipoti a restituirti una bottarella di entusiasmo. Riprodursi è una specie di richiamino di amore per la vita.”

    “Per quanto la morte possa sembrare spiacevole, di buono c’è che soffri una volta sola. Dopo, il dolore scompare. Il ricordo può essere enormemente traumatico, ma è appunto solo quello: un ricordo. Nessuno ti chiede di fare il bis. A meno che tu non sia induista, forse.”

    “Non è giusto, no, ma se la vita ci sembra un inferno è soltanto perché siamo convinti che debba durare per sempre. La vita è breve. La morte è per sempre. Ma presto lo scoprirete da voi. E agitarsi non serve a niente”

    “«La morte è un processo lungo» dice Archer. «Il corpo è soltanto la prima delle cose che schiattano.» E il senso è: poi devono morire i sogni. E poi le aspettative. E la rabbia per aver dedicato una vita intera a imparare cose e amare persone e guadagnare soldi, per poi scoprire che di tutte quelle cagate alla fine non ti resta niente. È vero, la morte del corpo è la parte più semplice. Poi devono morire i ricordi. E l’ego. L’orgoglio e la vergogna e l’ambizione e la speranza, tutte quelle stronzate dell’identità possono metterci secoli a scomparire.»”

  • Christine la macchina infernale

    Christine la macchina infernale

    Christine la macchina infernale è un romanzo di Stephen King pubblicato nel 1983. Nello stesso anno è uscito il film omonimo diretto da John Carpenter, un film che fareste meglio a perdervi.

    Informazioni su ‘Christine la macchina infernale’
    Titolo: Christine la macchina infernale
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788878244733
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2008-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 634
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    christine la macchina infernaleArnie Cunningham è uno sfigato senza nessun amico; gracile, bravo a scuola e brufoloso è destinato ad essere preso in giro per tutti gli anni del college e del liceo. L’unico suo amico è l’atletico Dennis Guilder, un ragazzo normale e piuttosto celebre, che per qualche incomprensibile motivo è anche una brava persona.

    Un giorno tornando dal loro lavoro estivo Arnie e Dennis trovano una Plymouth Fury del 1958 che è praticamente un rottame nel giardino di un vecchio con il cartello vendesi. Arnie sembra impazzito per quell’auto e l’acquista nonostante tutti i dubbi dell’amico… Poi per mesi si rinchiude in un’officina malfamata per rimetterla a posto… Quando ricompare a scuola Arnie è cambiato: aggressivo, sicuro di se. Riesce persino a portare fuori bella nuova ragazza della scuola… Merito di Christine? La strana macchina che sembra essere diventata nuova, come se Arnie fosse un mago dei motori… Del tutto perfetta se non per qualche piccolo dettaglio: la radio è sintonizzata solo sui vecchi classici e il contachilometri va solo al contrario…

    Citazioni da “Christine la macchina infernale”

    “Se fare il ragazzo significa imparare a vivere, allora fare l’adulto significa imparare a morire”

    “Motori. Ecco un altro aspetto fondamentale dell’adolescenza. Ci sono tutti questi motori e capita a volte che uno si ritrovi a infilare la chiave d’accensione in uno di quei motori e li faccia partire, ma non sa che cavolo sono o che cosa cavolo dovrebbero fare. Si ha qualche notizia, ma non di più. E’ lo stesso con la droga, con l’alcool, con il sesso e spesso con altre cose, tipo un lavoro estivo che da origine a un nuovo interesse, un viaggio, un corso a scuola. I motori. Ti danno le chiavi e qualche istruzione e ti dicono: metti in moto, vedi un po’ che cosa fa. A volte quello che fa è portarti a zonzo per una vita allegra e gratificante, mentre altre volte ti lancia giù per l’autostrada verso l’inferno e ti lascia tutto maciullato ai bordi della carreggiata”

    “Il nemico è l’amore. […] Si. I poeti fraintendono l’amore continuamente e qualche volta in buona fede. L’amore è il più antico degli assassini. L’amore non è cieco. L’amore è un cannibale con una vista estremamente acuta. L’amore è un insetto che ha sempre fame.”

    “Quando si passa attraverso l’inferno si viene fuori con la pelle indurita dalle fiamme”

  • Quello che non si doveva dire

    Quello che non si doveva dire

    Quello che non si doveva dire è l’ultimo saggio scritto dal giornalista Enzo Biagi e pubblicato da Rizzoli nel 2006, meno di un anno prima della sua morte.

    Informazioni su ‘Quello che non si doveva dire’
    Titolo: Quello che non si doveva dire
    Autore: Enzo Biagi
    ISBN: 9788817013109
    Genere: Saggistica
    Casa Editrice: Rizzoli
    Data di pubblicazione: 2006-10-01
    Formato: Copertina rigida
    Pagine: 317
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    quello che non si doveva direNon lascia nessun dubbio già dal titolo e dalla copertina: il titolo del libro infatti attraversa come un cerotto bianco la bocca del giornalista. Quello che non si doveva dire è il motivo per cui il giornalista Biagi è stato allontanato dalla RAI nel 2002 con l’Editto di Sofia del dittatore morbido (parole di Montanelli) Silvio Berlusconi. Un giornalista, che oltre ad aver raccontato 50 anni di storia d’Italia dalla RAI e da numerosi giornali nazionali (Resto del Carlino, Corriere della Sera, Il Giornale…) aveva dato il 25 Aprile 1945 l’annuncio via radio della liberazione dal nazifascismo. Un personaggio così.

    Biagi non fa altro che raccontarci le trasmissioni de Il Fatto che avrebbe ancora voluto fare se non fosse stato allontanato: ci parla di RAI, dei ragazzi di Locri che in Calabra combattono l’ ‘ndrangheta, di Auditel, dell’informazione nei nuovi teatri di guerra, di fascismo… Sempre con il suo stile sobrio ma tagliente, condito da un’amarezza lasciatagli dall’essere licenziato da un’azienda a cui aveva dato quasi tutta la sua vita (e con raccomandata con ricevuta di ritorno) e dal fatto che ad essergli costato il posto fosse il desiderio dittatoriale di Silvio Berlusconi.

    Giusto per rinfrescarvi la memoria, che non fa mai male, il retrocopertina del libro recita questa scritta:

    Costituzione della Repubblica Italiana
    ART.3

    Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinione politiche, di condizioni personali e sociali.

    E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

    Ridateci Biagi. Al suo posto ci hanno messo Giuliano Ferrara. Per dire quanto abbiamo perso.

  • Il peso della farfalla

    Il peso della farfalla

    Il peso della farfalla è un racconto di Erri De Luca, pubblicato nel 2007 da Feltrinelli.

    Informazioni su ‘Il peso della farfalla’
    Titolo: Il peso della farfalla
    Autore: Erri De Luca
    ISBN: 9788807017933
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 2009-11-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 70
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    il peso della farfallaE’ un racconto breve di 70 pagine, che si legge in non più di un paio d’ore, e tutto sommato piacevole, anche se non mi sembra quel capolavoro per cui viene spacciato.

    Ambientato in montagna (uno dei posti che lo scrittore predilige), è la storia del Re dei Camosci, ormai vecchio, che deve affrontare per un altro anno la lotta dei giovani. “Forse è tempo che le sue corna si arrendano a un figlio più deciso”. Dall’altra parte c’è un cacciatore di frodo, schivo e senza particolari talenti se non quello di avere ucciso più camosci di qualsiasi altro, tanto da essere definito anche lui il “Re dei Camosci”. La storia si basa su questo incontro / scontro che vede di fronte due esseri completamente diversi eppure così simili nella loro reciproca devastante solitudine.

  • Il signore degli anelli

    Il signore degli anelli

    Credo che recensire in qualunque modo un libro come Il signore degli Anelli di Tolkien sia impossibile. Anche farne un riassunto è perfettamente impossibile. Mi limiterò ai fatti.

    Informazioni su ‘Il signore degli anelli’
    Titolo: Il signore degli anelli
    Autore: John R.R. Tolkien
    ISBN: 9788845290053
    Genere: Fantasy
    Casa Editrice: Bompiani
    Data di pubblicazione: 2000-11-11
    Formato: Paperback
    Pagine: 1366
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    il signore degli anelliJohn R.R. Tolkien scrive i tre volumi che compongono Il signore degli Anelli (La compagnia dell’Anello, Le due torri e Il ritorno del Re) tra il 1939 e il 1949, e riesce a pubblicarli tutti tra il 1954 e il 1955.

    Questi volumi sono il seguito cronologico de Lo Hobbit, ma hanno poco a vedere con il primo lavoro del padre del fantasy: attingono a piene mani dal corpus mitologico, geografico e storico che Tolkien ha elaborato per tutta la vita (corpus raccolto ne Il Silmarillion), e ne sono la rappresentazione perfetta. Protagonista dei tre libri è Frodo Baggins, nipote di Bilbo che aveva viaggiato con i nani ne Lo Hobbit. No, scusate, non è vero. Il protagonista della storia è Aragorn, prima vagabondo evitato da tutti e poi Re di tutti gli uomin. O Gandalf, lo stregone grigio che aumenta la sua forza fino a diventare lo stregone bianco. O l’amicizia tra il nano Gimli e l’elfo Legolas. Oppure Smeagol/Gollum, che attraversa tutta la terra di mezzo per recuperare l’Unico Anello, fonte di potere immenso e unico manufatto in grado di controllare tutti gli altri anelli del potere. Il protagonista è Sam Gamgee. Dannazione.

    Un libro incredibile, che ha donato alla Gran Bretagna un mondo di storie che non aveva mai posseduto; al di là del ciclo bretone (di origine comunque francese) la tradizione inglese non era in forma scritta e si è per la maggior parte persa; al di la della bellezza o meno della storia (incredibilmente fantastica, fidatevi), Tolkien ha l’indiscusso merito di avere inventato un mondo dal quale ancora oggi sceneggiatori, scrittori e fumettisti attingono a piene mani. Elfi ed Orchi, Nani e stregoni, un mondo magico che assomiglia incredibilmente al nostro, come se fosse il mondo della porta accanto, oppure il nostro mondo dell’altro ieri.

    Anche i temi affrontati da questo migliaio di pagine sono innumerevoli: la speranza, l’umilità, l’arroganza, il viaggio, il dolore della perdita, la natura contro la tecnologia…

    Come fare una recensione? Impossibile. Se siete interessati leggetevi la pagina di Wikipedia. O forse è meglio leggere direttamente il libro. Ci sono talmente tante cose che circondano Il signore degli Anelli che prima dovete leggervi il libro, e poi, se avete scoperto un mondo di cui vi siete innamorati  e che volete a tutti i costi conoscere, leggere tutte le migliaia di pagine scritte da appassionati sulla sua interpretazione e comprensione.

    Citazioni da “Il signore degli Anelli”

    “Non vi è infatti segno più evidente della potenza dell’Oscuro Signore: l’inimicizia che separa coloro che ancora lo combattono”

    “Il bene e il male sono rimasti immutati da sempre, e il loro significato è il medesimo per i Cavalieri di Rohan, gli Elfi, per i Nani e per gli Uomini. Tocca ad ognuno di noi discernerli, tanto nel Bosco d’Oro quanto nella propria dimora”

    “Si giunge al mattino soltanto attraverso le ombre”

    “Egli sapeva in fin dei conti di non essere abbastanza grande per portare un simile fardello, anche se le visioni non fossero state esclusivamente ingannevoli illusioni. Il piccolo giardino di un libero giardiniere era tutto ciò di cui aveva bisogno, e non un giardino ingigantito alle dimensioni di un reame; aveva bisogno di adoperare le proprie mani, e non di comandare le mani altrui”

    “Mai è una parola lunga persino per me, disse Barbalbero”

  • Nostri amici da Frolix 8

    Nostri amici da Frolix 8

    Nostri amici da Frolix 8 è un romanzo distopico di Philip K. Dick pubblicato nel 1970, e uno dei lavori meno famosi di uno dei più grandi scrittori di fantascienza mai esistiti.

    Informazioni su ‘Nostri amici da Frolix 8 ‘
    Titolo: Nostri amici da Frolix 8
    Autore: Philip K. Dick
    ISBN: 9788834711835
    Genere: Fantascienza
    Casa Editrice: Fanucci Editore
    Data di pubblicazione: 2006-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 294
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    nostri amici da frolix 8Il mondo è governato da due mutazioni, gli Uomini Nuovi con un cervello modificato e super-intelligenti e gli Insoliti con capacità paranormali come telepatia, telecinesi e preveggenza. Per gli Uomini Nuovi, gli uomini come noi, non c’è possibilità di scalata sociale né benessere. Lo Stato è poliziesco e repressivo, i concorsi per l’assegnazione dei posti pubblici sono pilotati e truccati. Gli unici che cercano di ribellarsi sono gli Uomini Nascosti, che stampano volantini in attesa del ritorno del loro leader, Thors Provoni, fuggito anni prima su un astronave per cercare nello spazio degli esseri in grado di liberarli.

    Un libro che come il più famoso 1984 di George Orwell è ancora attualissimo e interessante; che descrive un mondo che è si di fantascienza, ma non così lontano dal nostro, dove la classe politica rimane pressoché identica  a se stessa e dove la polizia è schierata violenta alla difesa del sistema.

    Un libro da non perdere, se vi piace la fantascienza, ben più piacevole del più famoso Ubik. Con un finale da brivido, anche quello spaventosamente illuminante. Sembra quasi di sentire Fabrizio De Andrè in “Nella mia ora di libertà”:

    Certo bisogna farne di strada da una ginnastica d’obbedienza
    Fino ad un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza
    Però bisogna farne altrettanta per diventare così coglioni
    Da non riuscire più a capire che non ci sono poteri buoni

    Citazioni da “Nostri amici da Frolix 8”

    “Prima il governo degli Insoliti, poi quello degli Uomini Nuovi… Se veramente si sono accordati fra di loro per mettere in piedi questo sistema, pensò, in modo da poter controllare il funzionamento degli esami per il personale, allora costituirebbero sul serio, come ha detto il barista, una struttura di potere capace di perpetuarsi da sola; ma il nostro intero sistema politico si basa sull’ostilità reciproca dei due gruppi… E’ una verità basilare della nostra esistenza… Insieme all’altra verità indiscussa che grazie alla loro superiorità quelli meritano di governare e sanno farlo con saggezza”

    “Mai guardare negli occhi un falco o un’aquila. Perché non potrai mai dimenticare l’odio che ti trasmettono… E il bisogno insaziabile, appassionato, di essere liberi, e il bisogno di volare”

  • Il talismano

    Il talismano

    Il talismano è un romanzo fantasy scritto a quattro mani da Stephen King e Peter Straub e pubblicato nel 1983, di cui è stato scritto anche un seguito nel 2001, “La casa del buio“.

    Informazioni su ‘Il talismano’
    Titolo: Il talismano
    Autore: Stephen King & Peter Straub
    ISBN: 9788878240087
    Genere: Fantasy
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 1988-04-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 655
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    il talismanoJack Sawyer è un ragazzo di 12 anni orfano di padre e figlio di una ex diva del cinema di serie B che si trasferisce sulla costa est in seguito all’aver scoperto di essere malata di cancro. Il ragazzo passeggia sulla spiaggia di questa località nel New Hampshire al finire dell’estate, sempre più triste e sconsolato per la sua sorte e quella della madre, quando un giostraio nero di nome Svelto Parker gli rivela che esiste un mondo parallelo chiamato “I Territori” strettamente legato agli Stati Uniti, dove praticamente ogni americano ha una sorta di doppio, un “gemellante”. Gli rivela inoltre che sulla costa Ovest, in California, esiste un oggetto magico, “Il talismano” in grado di guarire sua madre dal cancro. Jack allora parte per un lungo viaggio on the road verso la California e attraverso i Territori.

    Un libro sorprendente, sia per le tematiche che per la trama. La presenza di Straub dona una tinta gotica ad un romanzo che sarebbe un perfetto fantasy in stile King (i Territori sembrano una sorta di prova generale per le ambientazioni de La Torre Nera), arricchendolo di suspence e di tinte cupe.

    Citazioni da “Il talismano”

    “Le stanze d’albergo accettano le partenze senza emozioni”