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Abulafia
Home›On Writing›Abulafia›La strada per Zion

La strada per Zion

By zorba
17 Maggio 2010
2710
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Il tempo è fermo, eppure vola. Il mondo intorno sbiadisce, si annebbia, come un velo di condensa sul vetro di una macchina abbandonata a se stessa.

Sparisce la ricerca della felicità, dell’essere liberi, di cambiare il mondo… Svanisce come per incanto la preoccupazione del mutuo da pagare, dello stiracchiare la paga per arrivare a fine mese, del cliente insoddisfatto che riversa la sua rabbia nel tuo orecchio, semplice impiegato in affitto.

E’ il sesso la strada per Zion? Sono questi baci brucianti, queste carezze da brivido, questi sospiri sincopati di orgasmi sussurrati a gran voce? No, non è il vostro solito sesso, fatto di peni e vagine, di tette e di culi, di veline e di potenti, di sogni da quattro soldi venduti dall’ennesimo reclame televisivo. Non è il sesso da prima adolescenza, sbandierato con orgoglio per poter dire “io c’ero”. Non è il sesso usato come merce di scambio, come motore dell’economia, non è il sesso dell’ennesima bellezza perfetta che ti distrae dalle miserie che ti circondano come un’atmosfera insana e velenifera.

La strada per Zion è un sesso diverso, è il fuoco che divampa dal plesso solare per bruciare tutti i pensieri inutili, i dubbi assillanti che appaiono sempre meno importanti, che svuota la mente per lasciare soltanto un sorriso ebete di gioia. E’ il sesso fatto di suoni inarticolati più che di parole, è il sesso dislessico di ormoni impazziti nei posti più improbabili e insignificanti.

Quel sesso non dura mai a lungo: gli incendi consumano se stessi, i ghiacci, anche quelli più eterni, si spezzano logorati dalle correnti di acqua salata della Quotidianità.

La strada per Zion si percorre di corsa, sempre più veloci, mano nella mano, uno aggrappato all’altra… E ogni metro che ti avvicina alla meta ti spinge a correre sempre più forte. Una volta arrivati a Zion si è incredibilmente felici. C’è calma e pace a Zion, ci sono fiumi di armonie riposanti di acqua che eternamente scorre, ci sono nettari prelibati che si asciugano al sole, ci sono ansiti e sudore come nella più perfetta serata d’estate.

Poi ci si addormenta a Zion.

E al risveglio Zion non c’è più, Zion è scomparsa. Tutto è scomparso. Ci si prende di nuovo per mano, si ricomincia il cammino, ci si riprova, ma una volta che si viene scacciati Zion è sempre più lontana, sempre più difficile da raggiungere.
Si lascia Zion, si resta con un senso di delusione, di malinconia, di imperfezione.

Forse il sesso, quello buono, forse Zion, paradiso in terra, non sono altro che due corpi consapevoli della loro inadeguatezza alla ricerca della creazione di una sola anima perfetta.

To Zion
Lauryn Hill + Carlos Santana

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