“Voglio un po’ di felicità, dice la gente. Ebbene, non l’hanno forse? Non li teniamo in continuo movimento, non diamo loro ininterrottamente svago? Non è per questo che in fondo viviamo? per il piacere e i più svariati titillamenti? E tu non potrai negare che la nostra forma di civiltà non ne abbia in abbondanza, di titillamenti”
Ray Bradbury, Fahrenheit 451
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Citazioni di Ray Bradbury: “Voglio un po’ di felicità…
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Citazioni di Clifford D. Simak: “La gaiezza non bastava più…”
“La gaiezza non bastava più, il cinismo si era esaurito, la disinvoltura non era mai stata altro che una difesa temporanea. Perciò adesso la gente cercava la droga della finzione, e ciascuno si identificava con un’altra vita e con un altro tempo e un altro luogo – al cinema o alla televisione o nel movimento Finzionista. Ed erano quelli che erano più forti, quelli che non cercavano un sollievo nella violenza o nella droga vera. Perché, fino a quando eri qualcun altro, non avevi bisogno di essere te stesso. Ed era spaventosamente difficile, e sconvolgente, essere se stesso.”
Clifford D. Simak, L’anello intorno al sole
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Citazioni di Ernest Hemingway: “Spesso si presenta la felicità…”
“Spesso si presenta la felicità come qualcosa di molto noioso ma, pensava, […] ciò dipende dal fatto che la gente noiosa a volte è molto felice mentre le persone intelligenti spesso fanno di tutto per rendere infelici se stesse e tutti gli altri.”
Ernest Hemingway, Isole nella corrente
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Descrizione in viaggio
Due occhi azzurri si muovono frenetici alla ricerca del paesaggio… Occhi che ondeggiano, alla ricerca di dettagli nel passato. Faccia malinconica, non ancora triste, Disinteresse riguardo a tutto ciò che non è passato. O futuro.
Il presente sembra importarle poco, la separa da due persone fondamentali, lontane nello spazio ed estremi del suo tempo.
Gli occhi si fermano su dettagli insignificanti permettendogli di vedere oltre… Forse di abbandonare definitivamente il suo passato, proiettandosi appieno nel suo futuro felice. Forse non regge alla malinconia. Abbandonare questo luogo per l’ennesima volta, abbandonare lui, stavolta forse per sempre.
Viene distratta da altro, si gira per un attimo verso di me e sorride. Poi ritorna con lo sguardo, gli occhi e la mente ai suoi pensieri. Pensieri che lei crede felici, anche se mistificati con quella strana nebbia di dolore che definisce ciò che è stato una volta e che ora non è più.
Il treno si ferma, con lui i pensieri vorticosi di lei. Incomprensibile, nel suo bisogno di continua fuga. Le labbra sono compresse e spinte all’infuori, come a trattenere ricordi che la stanno lasciando. Ancora non riesco a capirla, nonostante questo ultimo stretto contatto.
C’è qualcosa che mi sfugge.
La sua tristezza mi ricorda la mia, sembra però che non voglia darla a vedere. La manifesta soltanto quando crede che nessuno la guardi. Forse non riesce a capire che felicità e tristezza sono incompatibili, o una o l’altra.
O forse ha trovato il senso della vita: l’essere umano – contraddizione si realizza solo nel bisogno di tristezza e gioia. Tristezza e gioia. L’amore…
Le passanti
Fabrizio De Andrè -

La strada per Zion
Il tempo è fermo, eppure vola. Il mondo intorno sbiadisce, si annebbia, come un velo di condensa sul vetro di una macchina abbandonata a se stessa.
Sparisce la ricerca della felicità, dell’essere liberi, di cambiare il mondo… Svanisce come per incanto la preoccupazione del mutuo da pagare, dello stiracchiare la paga per arrivare a fine mese, del cliente insoddisfatto che riversa la sua rabbia nel tuo orecchio, semplice impiegato in affitto.
E’ il sesso la strada per Zion? Sono questi baci brucianti, queste carezze da brivido, questi sospiri sincopati di orgasmi sussurrati a gran voce? No, non è il vostro solito sesso, fatto di peni e vagine, di tette e di culi, di veline e di potenti, di sogni da quattro soldi venduti dall’ennesimo reclame televisivo. Non è il sesso da prima adolescenza, sbandierato con orgoglio per poter dire “io c’ero”. Non è il sesso usato come merce di scambio, come motore dell’economia, non è il sesso dell’ennesima bellezza perfetta che ti distrae dalle miserie che ti circondano come un’atmosfera insana e velenifera.
La strada per Zion è un sesso diverso, è il fuoco che divampa dal plesso solare per bruciare tutti i pensieri inutili, i dubbi assillanti che appaiono sempre meno importanti, che svuota la mente per lasciare soltanto un sorriso ebete di gioia. E’ il sesso fatto di suoni inarticolati più che di parole, è il sesso dislessico di ormoni impazziti nei posti più improbabili e insignificanti.
Quel sesso non dura mai a lungo: gli incendi consumano se stessi, i ghiacci, anche quelli più eterni, si spezzano logorati dalle correnti di acqua salata della Quotidianità.
La strada per Zion si percorre di corsa, sempre più veloci, mano nella mano, uno aggrappato all’altra… E ogni metro che ti avvicina alla meta ti spinge a correre sempre più forte. Una volta arrivati a Zion si è incredibilmente felici. C’è calma e pace a Zion, ci sono fiumi di armonie riposanti di acqua che eternamente scorre, ci sono nettari prelibati che si asciugano al sole, ci sono ansiti e sudore come nella più perfetta serata d’estate.
Poi ci si addormenta a Zion.
E al risveglio Zion non c’è più, Zion è scomparsa. Tutto è scomparso. Ci si prende di nuovo per mano, si ricomincia il cammino, ci si riprova, ma una volta che si viene scacciati Zion è sempre più lontana, sempre più difficile da raggiungere.
Si lascia Zion, si resta con un senso di delusione, di malinconia, di imperfezione.Forse il sesso, quello buono, forse Zion, paradiso in terra, non sono altro che due corpi consapevoli della loro inadeguatezza alla ricerca della creazione di una sola anima perfetta.
To Zion
Lauryn Hill + Carlos Santana -

Perdere la mente
Pessimismo e fastidio. Mi sento come in trappola, qualunque cosa accada. Mi sento schiacciato, claustrofobico, una tigre in gabbia che continua a girare nervosa intorno alle sbarre… Come se potesse cambiare qualcosa… Sbattiamo la testa al muro, di che colore è il nostro sangue? Forse, raggrumandosi, scioglierà come acido le sbarre di questa prigione… Se fosse solo sangue… Quante mani si alzerebbero se chiedessi se siete felici? Tante, lo so… Eppure credo che sarebbe bello guardarsi dentro un pò ed essere sinceri… Cosa vuol dire essere felici? È questa la domanda che dobbiamo porci? O non ci sono domande? Sono un pazzo della peggior specie, uno schizofrenico che vive due vite, un depresso cronico perché non appartiene alla generazione della lotta armata e delle bombe in piazza né all’arrendevolezza del futuro, persa tra i dubbi di McDonald’s e coca cole. Ho rabbia bollente nelle vene, ma nessun canale di sfogo… La mia mente si perde, barcolla come nelle mie peggiori serate alcoliche…
Che splendore, svegliarsi un giorno senza più trovarla…
Where is my mind
The Pixies




