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  • Recensione de Le meraviglie del duemila di Emilio Salgari

    Recensione de Le meraviglie del duemila di Emilio Salgari

    Le meraviglie del duemila è un romanzo di Emilio Salgari pubblicato nel 1907, in questa versione edito da Viglongo nel 1995.

    Informazioni su ‘Le meraviglie del duemila’
    Titolo: Le meraviglie del duemila
    Autore: Emilio Salgari
    ISBN: 9788872351819
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Viglongo
    Data di pubblicazione: 1995-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Copertina rigida
    Pagine: 288
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    le meraviglie del duemilaLe meraviglie del duemila è un romanzo utopico. O forse distopico, dipende un po’ dai punti di vista.

    Lo scienziato Toby Holker nel 1900 scopre una pianta in grado di sospendere le funzioni vitali di un essere vivente per un tempo indefinito, il cui risveglio può avvenire soltanto grazie ad un procedimento ben definito.

    Il dottore convince quindi il suo amico James Brandok, annoiato rampollo di una famiglia ricca, a partecipare con lui al suo esperimento: prendere l’estratto della pianta e dormire per 100 anni fino al 2000, lasciando le istruzioni a un discendente per svegliarlo e scoprire l’evoluzione dell’umanità.

    Tutto avviene secondo i piani e i due si svegliano nel duemila, scorrazzando per il mondo come turisti in visita.

    Salgari è storicamente uno degli scrittori italiani con più immaginazione, tanto da avere scritto romanzi ambientati ai Caraibi, in India e nei posti più esotici senza esserci mai andato.

    In questo romanzo però manca qualcosa, anche se è vero che non era semplice.

    Emilio Salgari immagina come si evolverà il mondo con quasi 100 anni di anticipo (il romanzo viene pubblicato nel 1907), e sceglie decisamente il secolo sbagliato, il Novecento, il secolo con probabilmente più cambiamenti nella storia dell’umanità: bellici, sociali e politici, oltre che prettamente tecnologici.

    Il risultato quindi è un mondo fatto di navi volanti (con le ali battenti, come quelle degli uccelli), di treni velocissimi e tunnel verso il Polo Nord.

    Salgari vuole un mondo iper-tecnologico dove gli animali da allevamento sono tutti morti, dove le macchine hanno sostituito i lavoratori e dove i criminali sono esiliati in isole autogovernate in mezzo al mare?

    Forse no, forse qualche critica c’è. Ma è troppo sottointesa e nascosta, davvero troppo.

  • Recensione di Codice A Zero di Ken Follett

    Recensione di Codice A Zero di Ken Follett

    Recensione di Codice A Zero di Ken Follett, pubblicato da Mondadori nel 2002.

    Informazioni su ‘Codice A Zero’
    Titolo: Codice A Zero
    Autore: Ken Follett
    ISBN: 9788804501299
    Genere: Thriller
    Casa Editrice: Mondadori
    Data di pubblicazione: 2002-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 345
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    Codice A ZeroKen Follett non è un autore che mi appassiona particolarmente. Dopo aver letto I pilastri della terra non ho più avuto la spinta a leggere altro.

    Un amico però mi ha consigliato questo romanzo, mi ha detto che era molto diverso dallo standard dell’autore e devo dire che aveva perfettamente ragione.

    Nel Gennaio del 1958 gli Stati Uniti d’America stanno per lanciare il satellite Explorer, nell’abito della corsa allo spazio della Guerra Fredda contro l’Unione Sovietica. Nello stesso istante un uomo si sveglia nei bagni della Union Station di Washington: è lacero, sporco, puzza di alcol e non si ricorda nulla.

    Codice A Zero è la ricostruzione della memoria di questo ubriacone senzatetto che non è un ubriacone senzatetto, una storia che si intreccia con scienziati, agenti segreti, spie e corsa agli armamenti; ovvero tutti gli elementi della Guerra Fredda.

    Un romanzo scritto in maniera pressoché perfetta, con molti flashback man mano che il protagonista Luke ricostruisce pezzi di vita e uno stile avvincente e senza respiro che ci porterà a Cape Canaveral a pochi istanti dal lancio dell’Explorer.

    Una ricostruzione storica precisa e convincente completano un romanzo davvero bello, che ci permette anche di conoscere qualcosa in più riguardo ad uno dei periodi storici più nebbiosi della storia degli Stati Uniti d’America, e di riflesso dei nostri tempi.

  • Recensione di Follia maggiore di Alessandro Robecchi

    Recensione di Follia maggiore di Alessandro Robecchi

    Follia maggiore è un romanzo di Alessandro Robecchi pubblicato da Sellerio Editore nel 2018

    Informazioni su ‘Follia maggiore’
    Titolo: Follia maggiore
    Autore: Alessandro Robecchi
    ISBN: 9788838937446
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Sellerio Editore
    Data di pubblicazione: 2018-01-11
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 390
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    Carlo Monterossi è un ex autore televisivo, che ha lasciato il suo programma di punta, Crazy Love, per cercare di crearsene uno che non contemplasse la tv spazzatura fatta di rabbia, litigi e pianti disperati in diretta. Nel frattempo accompagna l’amico Oscar Falcone nel suo lavoro di investigatore privato piuttosto atipico. Come quando parte da Milano in direzione Napoli per andare a recuperare un vecchio ricco che ha fatto perdere le sue tracce al figlio.

    L’uomo anziano e ricco è Umberto Serrani, stravagante mago della finanza che a Milano ha sempre camminato sul crinale che divide la legalità dall’illegalità.

    Da questi presupposti si sviluppa un giallo divertente e coinvolgente, scritto molto bene da Alessandro Robecchi che ci porta a conoscere numerosi protagonisti, passa per concorsi di opera lirica e bar cinesi che denunciano richieste di estorsione, e ci accompagnano nella scoperta dell’assassinio di Giulia Zerbi, 59 anni e innocua traduttrice di francese.

    Un giallo atipico, dove le indagini sono più il sottofondo delle vite dei personaggi e dove la tensione sta più nella loro psicologia che della narrazione, dove le tinte scure vengono tratteggiate non tanto per creare suspense ma per necessità; perché l’ambientazione è una Milano buia, piovosa e un po’ nebbiosa, ed è quindi necessario colorarla quasi in bianco e nero, a tinte fosche.

    La vera forza del romanzo sono i personaggi. Alcuni stereotipati e divertenti, alcuni complessi e in continuo divenire (senza mai fermarsi né arrivare da nessuna parte, di fatto).

    Intrecci amorosi, camere d’albergo sfarzose e una colonna sonora che va dalle opere liriche a un Bob Dylan eternamente presente completano un quadro interessante e molto, molto piacevole alla lettura.

  • Recensione di Io so come hanno ucciso Pasolini

    Recensione di Io so come hanno ucciso Pasolini

    Io so come hanno ucciso Pasolini – Storia di un’amicizia e di un omicidio è un libro di Pino Pelosi pubblicato da Vertigo nel 2011.

    Informazioni su ‘Io so come hanno ucciso Pasolini’
    Titolo: Io so come hanno ucciso Pasolini
    Autore: Pino Pelosi
    ISBN: 9788862060318
    Genere: Biografico
    Casa Editrice: Vertigo
    Data di pubblicazione: 2011-10-03
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 123
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    Io so come hanno ucciso PasoliniIo so come hanno ucciso Pasolini – Storia di un’amicizia e di un omicidio è il libro attraverso cui Pino Pelosi, accusato e dichiarato colpevole della morte dell’intellettuale italiano ucciso a Ostia nel 1975, racconta quella verità rimasta sepolta per 35 anni: non era stato lui ad uccidere Pasolini, ma si è dichiarato colpevole per proteggere se stesso e i suoi cari, minacciati di morte.

    Il racconto è scritto in modo molto rapido e mancano molti particolari: racconta di come Pelosi e Pasolini si sono conosciuti, delle vicende che hanno accompagnato i due sulla spiaggia di Ostia dove Pasolini trova la morte.

    Di fatto c’è pochissimo di nuovo. Di fatto non c’è un nome, non ci sono persone verso cui indirizzare eventuali nuove indagini. Di fatto Pino Pelosi sa, ma non vuole dircelo.

    Ci aveva già avvisato nel prologo a onore del vero. Che lui avrebbe parlato, ma molte cose non le avrebbe dette, perché la paura e le minacce ci sono ancora, e Pino Pelosi vuole indirizzarci verso la verità senza dire nulla.

    I riferimenti si capiscono, per carità. Ma soltanto a patto di conoscere il contesto storico e le altre cause probabili che stanno dietro alla morte dell’intellettuale Bolognese.

    Un libro che non dà nulla in più se non conferme. A cosa poi, forse non ci è dato sapere.

  • Recensione de Il figlio di Philipp Meyer

    Recensione de Il figlio di Philipp Meyer

    Il figlio è un romanzo di Philipp Meyer pubblicato da Einaudi nel 2015.

    Informazioni su ‘Il figlio’
    Titolo: Il figlio
    Autore: Philipp Meyer
    ISBN: 9788806225148
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Einaudi
    Data di pubblicazione: 2015-03-17
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 580
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    Il figlioIl figlio è la storia degli Stati Uniti, nel passaggio dalla frontiera che sa più di western fino al boom economico degli anni Sessanta.

    La vicenda si snoda su tre personaggi appartenenti tutti alla stessa famiglia in generazioni diverse: Eli, leggendario capostipite chiamato “Il colonnello”, suo figlio Peter e la pronipote Jeanne Ann. La narrazione salta continuamente da un personaggio all’altro, da un periodo storico all’altro, senza mai far smarrire il lettore.

    La cultura dei nativi americani e lo scontro con la cosiddetta civiltà, l’allevamento, l’agricoltura e il petrolio sono alla base della narrazione e della storia del Texas e Philipp Meyer ci mostra la sua evoluzione, comparando gli stessi luoghi nell’arco di un centinaio di anni.

    Anche lo stile cambia a seconda del personaggio: in terza persona per narrare le vicende di Eli, rapito giovanissimo tra i comanche e cresciuto come loro; in forma di diario per parlare di Peter, figlio di Eli, e per narrarci i dubbi di un uomo che si sente estraneo alla legge del più forte e mai all’altezza delle imprese del leggendario capostipite della famiglia; in prima persona invece Jeanne Anne ci racconta la sua vita e i suoi deliri nel momento della vecchiaia, quando si tirano le somme e si fa il bilancio della propria esistenza tra fantasmi, successi e fallimenti.

    Un romanzo ottimamente scritto, che a seconda dei personaggi e della narrazione è romanzo d’avventura, un western, un romanzo storico, un romanzo di formazione. Senza mai perdere il filo della narrazione e l’obiettivo che si è prefissato l’autore: dare uno spaccato cronologico della storia del Texas e dei suoi abitanti.

  • Recensione di Resto qui di Marco Balzano

    Recensione di Resto qui di Marco Balzano

    Resto qui è un romanzo di Marco Balzano pubblicato da Einaudi nel 2018.

    Informazioni su ‘Resto qui’
    Titolo: Resto qui
    Autore: Marco Balzano
    ISBN: 9788806237417
    Genere: Storico
    Casa Editrice: Einaudi
    Data di pubblicazione: 2018-02-20
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 192
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    Resto Qui

    Un campanile che svetta dal lago. Che quando il lago è ghiacciato ci puoi arrivare a piedi. E toccarlo davvero, perché non è una foto artefatta, ma la realtà più delirante del capitalismo italiano prima fascista e poi del boom economico.

    Siamo a Curon, comune di frontiera tra Italia, Austria e Svizzera.

    Dopo la seconda guerra mondiale il Sudtirolo viene dato all’Italia, ma gli abitanti parlano ancora tedesco. Il fascismo cerca di assimilarli inviando maestri siciliani, abruzzesi e veneti ad insegnare l’italiano nelle scuole. Ma la maggior parte degli abitanti non è in grado di capire questi nuovi invasori.

    Non capisce nemmeno i volantini affissi per tutto il paese in cui si annuncia la creazione di una diga per la produzione di energia idroelettrica.

    È in questo paese che vivono Trina e la sua famiglia. Una famiglia che dovrà subire il fascismo, il nazismo dopo l’armistizio del ’43 e la Montecatini nel dopoguerra.

    Tre dittature che ne distruggeranno l’anima.

    Marco Balzano sceglie di raccontare uno dei luoghi e dei periodi storici tra i più nascosti della storia d’Italia, e lo fa con la semplicità e una maestria non indifferenti.

    Scritta sotto forma di diario dedicato alla figlia, Resto qui è la storia di una popolazione oppressa dallo stato italiano, dal nazismo tedesco e da quella grande dittatura che persiste ancora oggi: il capitalismo selvaggio delle grandi opere.

    Una storia fatta di prevaricazione e di resistenza, di lotta senza speranza e di follia in nome dei soldi.

    Un romanzo da leggere tutto d’un fiato, per sentire il fuoco dell’indignazione e la disperazione dell’inutilità di qualsiasi forma di resistenza.

  • Recensione di Joele di Michele De Lullo

    Recensione di Joele di Michele De Lullo

    Joele è un romanzo di Michele De Lullo pubblicato da EdiKiT nel 2017

    Informazioni su ‘Joele’
    Titolo: Joele
    Autore: Michele De Lullo
    ISBN: 9788898423521
    Genere: Romanzo Breve
    Casa Editrice: EdiKiT
    Data di pubblicazione: 2017-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 112
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    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    joeleJoele è il protagonista di questo romanzo di Michele De Lullo. Lo troviamo anziano e un po’ confuso nel prologo, e attraverso continui passaggi tra passato e presente cominciamo a conoscerne la vita dalla giovinezza al momento che l’ha portato fino al presente.

    La scelta della struttura narrativa è interessante, anche se forse alcuni ritorni al presente andavano arricchiti per permettere di dare più equilibrio a questa scelta; il contrasto tra il vigoroso ed entusiasta archeologo e il triste e confuso vecchio del presente aiuta a creare la distanza giusta tra questi due momenti della vita del personaggio.

    Michele De Lullo ha una buona scrittura, fluida e molto chiara. L’unica cosa che forse andava un po’ rivista sono alcuni dialoghi nella prima parte del libro, forse un po’ troppo formali per un rapporto intimo tra due innamorati.

    La trama di questo romanzo di formazione è scorrevole anche se non proprio avvincente, e forse non particolarmente originale. Da metà libro probabilmente si capisce già come andrà a finire.

    L’autore di Joele, Michele De Lullo

    Michele De Lullo nasce a San Marco In Lamis, sul Gargano, nel 1983; ma da qualche tempo vive a Genova, dove insegna in una scuola media. 

    Da sempre appassionato di letteratura, dopo gli studi si dedica ad attività sociali e solidali (con associazioni e scuole) grazie alle quali incrementa il suo bagaglio culturale e tecnico, arrivando a tenere corsi di scrittura creativa, laboratori sulla legalità e la dispersione scolastica,  organizzazione di eventi culturali, come cineforum e iniziative di lettura. 

    Oltre alla scrittura, si dedica con passione anche alla pittura. 

    Joele è il suo primo lavoro per una casa editrice. 

    Ha da poco pubblicato il suo secondo lavoro, un pamphlet culinario dal titolo “Il lanciatore di patate” per i tipi di Ouverture Edizioni.

     

  • Recensione de La scatola dei bottoni di Gwendy di Stephen King e Richard Chizmar

    Recensione de La scatola dei bottoni di Gwendy di Stephen King e Richard Chizmar

    La scatola dei bottoni di Gwendy è un romanzo di Stephen King e Richard Chizmar, pubblicato da Sperling & Kupfer nel 2018.

    Informazioni su ‘La scatola dei bottoni di Gwendy’
    Titolo: La scatola dei bottoni di Gwendy
    Autore: Stephen King e Richard Chizmar
    ISBN: 9788820064334
    Genere: Horror
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2018-03-20
    Lingua: Italiano
    Formato: Hardcover
    Pagine: 256
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    La scatola dei bottoni di GwendyIl re del brivido esce ormai con un paio di libri all’anno, sempre in coppia con qualcuno, il figlio o qualche amico. La domanda nasce spontanea: li scrive lui o li firma soltanto per guadagnare qualche diritto e far vendere di più al co-autore?

    Ok, mi avvalgo della facoltà di non rispondere.

    Anche perché con la traduzione non è che un possa proprio capirlo.

    Comunque… La scatola dei bottoni di Gwendy è un abbozzo di romanzo. Un racconto lungo col sapore della favola ma che ha l’ambizione di raccontarci una storia. Ad essere onesti non del tutto convincente né originale.

    Gwendy è una ragazza grassa, che mentre corre sulla scogliera di Castle Rock incontra un misterioso uomo nero che le regala una scatola con dei bottoni, dicendole che tramite quella scatola è possibile distruggere i cinque continenti (schiacciando un diverso bottone colorato) o semplicemente quello che si vuole schiacciando il bottone rosso. La ragazzina crescerà con questa responsabilità addosso, aiutata fisicamente e mentalmente da misteriosi cioccolatini che escono dalla scatola ed economicamente da rarissimi dollari d’argento.

    La scrittura è come sempre scorrevole e piacevole, il romanzo per essere di King è di una brevità imbarazzante. Ma quando si arriva alla conclusione della storia, cosa ci lascia questo romanzo? Poco o nulla. Non convincente la protagonista, non esiste un antagonista vero e proprio e tutti i personaggi ricordano chi più o chi meno un’altro personaggio di una qualsiasi storia kinghiana. Non c’è nemmeno una tensione particolare sulla trama, troppo lineare e banale per suscitare dubbi e domande nel lettore.

  • Recensione di Raggruppamento spada di Matteo Marchisio

    Recensione di Raggruppamento spada di Matteo Marchisio

    Recensione di Raggruppamento spada di Matteo Marchisio, pubblicato da Delos Digital il 4 Aprile 2017.

    Informazioni su ‘Raggruppamento spada’
    Titolo: Raggruppamento spada
    Autore: Matteo Marchisio
    ASIN: B06XYY5W5K
    Genere: Avventura
    Casa Editrice: Delos Digital
    Data di pubblicazione: 2017-04-04
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 84
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    Raggruppamento spada

    Raggruppamento spada è il terzo romanzo di una serie cominciata in Rodesia e finita per il momento in una segheria di Addis Abeba. Qui ritroviamo il nostro protagonista Rieke Hatefield e la sua ragazza Katie (che ora è sua moglie) insieme al misterioso italiano Barba. Proprio quest’ultimo darà vita all’inizio della trama, inviando marito e moglie a Torino in una missione commerciale. Siamo nei primi anni Ottanta, e in una nebbiosa città del nord ci sono ancora focolai di organismi paramilitari di estrema destra… Come il Raggruppamento Spada, che entra in contatto con il nostro protagonista e dà lo spunto all’azione che si concluderà di nuovo in Africa. Come ripetuto anche nelle recensioni dei primi due romanzi (Sezione NKZ-68 e Nowaland) la critica non cambia molto: buona scrittura da parte dell’autore, alcuni limiti nella costruzione della trama e soprattutto nella descrizione delle azioni dei personaggi e delle loro costruzioni. Qui cambiano anche molto le ambientazioni: dall’Etiopia a Torino, da Torino alla Francia, dalla Francia di nuovo in Africa. La mancanza di queste descrizioni è qui forse più evidente, forse proprio a causa di questi cambiamenti. La variazione di stile e l’arricchimento di dettagli avrebbe coinvolto di più il lettore portandolo al centro della narrazione. Dei tre romanzi questo è il peggiore per quanto riguarda la correzione della bozza (numerosissimi i refusi, che spesso compromettono anche il senso di alcune frasi) e l’editing del testo. E a mio avviso il Raggruppamento Spada, per essere un organizzazione paramilitare di estrema destra, non è ridicolizzato abbastanza. Sono in lavorazione altri due romanzi con questi personaggi, se vi sono piaciuti restate in contatto con la Delos Digital e con Matteo Marchisio.  

  • Recensione di Sezione NKZ-68 di Matteo Marchisio

    Recensione di Sezione NKZ-68 di Matteo Marchisio

    Sezione NKZ-68 è un romanzo di Matteo Marchisio pubblicato da Delos Digital il 6 Settembre 2016.

    Informazioni su ‘Sezione NKZ-68’
    Titolo: Sezione NKZ-68
    Autore: Matteo Marchisio
    ASIN: B01LCIOZ8G
    Genere: Horror
    Casa Editrice: Delos Digital
    Data di pubblicazione: 2016-09-06
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 112
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    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    Sezione NKZ-68Sezione NKZ-68 è il primo romanzo di una triologia ambientata in Rodesia (il moderno Zimbabwe). Il protagonista del romanzo è Rieke Hatefield, ricco e annoiato rampollo di una delle storiche famiglie inglesi che hanno colonizzato lo stato all’epoca del colonialismo; proprietario di una piantagione di caffè il ricco ragazzo con un passato militare viene coinvolto dal primo ministro rodesiano nell’accompagnare un agente della CIA nella zona di guerra al confine con il Mozambico, dove i ribelli foraggiati dall’Unione Sovietica stanno sobillando una rivolta. Pare che tra le fila dei ribelli ci siano delle creature che resistano ai proiettili: gli het, gli indemoniati.

    Ho letto questo romanzo molto in fretta, Matteo Marchisio scrive con un buono stile e un buon ritmo e la lettura è piacevole e scorrevole. La trama è ben costruita e interessante, la componente “horror” è molto diluita a favore di una trama molto più thriller.

    Alcune pecche nelle descrizioni degli ambienti e delle azioni peggiorano un poco la lettura, che avrebbe potuto essere più interessante e coinvolgente per il lettore; a volte ho avuto la sensazione che la narrazione saltasse, un po’ come un film montato non proprio alla perfezione. Qualche refuso di troppo e dei personaggi non perfettamente convincenti fanno perdere qualche altro punto di valutazione: la compagna del protagonista sembra una bella macchietta e null’altro, l’agente della CIA e i russi nascosti dell’ombra andavano secondo me inseriti meglio. In questo modo sembrano poco più che sagome.

    Resta una buona idea, che poteva essere sistemata con un po’ di lavoro di editing e una riflessione sulla costruzione dei luoghi.