15 Dicembre 1980
Viene diffuso dalle Brigate Rosse il comunicato n°2 sul rapimento D’Urso.
I terroristi affermano:
«L’Asinara è il più infame dei campi speciali. È lo specchio fedele della barbarie imperialista. Esso rappresenta infatti il massimo della repressione e della disumana volontà di massacro di questo regime. Questo mostruoso luogo di tortura è il ricatto costante, la minaccia sempre presente, col quale sperano di piegare la lotta dei proletari prigionieri».
Torna il clima del sequestro Moro. Nella totale inerzia dei servizi di sicurezza, le forze politiche sono duramente contrapposte: c’è chi ritiene che ai terroristi si debba rispondere con la fermezza rifiutando qualunque forma di trattativa (il PCI e il PLI), e chi invece sostiene la necessità “umanitaria” che lo Stato patteggi coi terroristi per salvare la vita del prigioniero e ottenerne la liberazione (il PSI e il Partito radicale).
Stavolta la DC assume una ambigua posizione intermedia.
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Testi
- Sergio Flamigni, La sfinge delle Brigate Rosse. Delitti, segreti e bugie del capo terrorista Mario Moretti.
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