Categoria: Libri

  • No compromise

    No compromise

    Nocompromise è l’unico libro scritto da Massimiliano Di Giorgio, giornalista della Reuters che ha lavorato anche per altre testate, come l’Unità.

    Informazioni su ‘Nocompromise’
    Titolo: Nocompromise
    Autore: Massimiliano Di Giorgio
    ISBN: 9788889702536
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Zona
    Data di pubblicazione: 2006-09-08
    Formato: Paperback
    Pagine: 128
    Goodreads
    Anobii

    no compromiseCinque ragazzi, in una grande città (che potrebbe essere una qualunque metropoli italiana), si ispirano all’A.L.F. (Animal Liberation Front), per formare un gruppo che contrasta lo sfruttamento degli animali e la vivisezione.

    Intraprendono così azioni di guerriglia urbana, per cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica e liberare alcuni animali. Fino a che, mentre liberano alcuni pitbull da un allevamento-lager…

     

  • Scheletri

    Scheletri

    Scheletri è una raccolta di racconti di Stephen King pubblicata da Sperling & Kupfer nel 1990.

    Informazioni su ‘Scheletri’
    Titolo: Scheletri
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788878245730
    Genere: Racconti
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 1996-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 560
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    Anobii

    ScheletriForse l’amore per i romanzi di uno scrittore può nascere del caso. Io credo che sia stato così per l’ossessione che ho per Stephen King.

    Il primo suo libro che ho letto, a 11 anni, era proprio questo “Scheletri“. Mi sono innamorato dalle prime pagine, da quel racconto “La Nebbia” da cui è stato tratto l’orribile film “The mist“. La tensione, le descrizioni lunghe e accurate, le ambientazioni folli e originali. Da li Stephen King non l’ho più abbandonato. Qualche volta mi ha deluso, ma mai ho pensato di smettere di leggerlo.

    Questa raccolta è la seconda della produzione dell’autore statiunitense; pubblicata nel 1985, viene 7 anni dopo “A volte ritornano” e 8 anni prima di “Incubi & Deliri“.

    Ci sono racconti indimenticabili come il già citato “La nebbia“, “Caino Scatenato” (che parla dell’utilizzo delle armi tra gli adolescenti e di una strage in una scuola, anticipando di una ventina d’anni Michael Moore e il suo “Bowling a Columbine“), “La scorciatoia della Signora Todd“, “Il viaggio” (che andrà ad ispirare “Primo treno per Marte” di Gianluca Grignani)… Ma sono soltanto alcuni, la raccolta si legge d’un fiato.

    Citazioni da “Scheletri”

    “Sapete cos’è il talento? La dannazione dell’aspettativa”

    “Quando le macchine falliscono, aveva detto […], quando la tecnologia fallisce, quando i sistemi religiosi tradizionali falliscono, la gente deve pur avere qualcosa. Anche uno zombie che spunta dalla notte può sembrare una cosa allegra rispetto all’orrore da commedia esistenziale dello strato di ozono che si dissolve sotto l’assalto combinato di un milione di bombolette spray di deodorante”

    “O mangi il mondo o il mondo mangia te e va bene in tutti e due i modi”

    “Nessun nastro azzurro è per sempre. Esiste lo zero, l’eternità, esiste la morte, ma non esiste l’assoluto”

    “Per un pò fu amore, poi fu come amore, poi fu finita”

    “Un uomo può spararsi in fronte con una calibro 38 e svegliarsi all’ospedale. Un altro può spararsi alla fronte con una calibro 22 e svegliarsi all’inferno… Se esiste. Io tendo a credere che si trovi qui sulla terra, probabilmente nel New Jersey”

    “Persino la persona più equilibrata è aggrappata alla propria salute mentale tramite una corda scivolosa. Ne sono convinto. Nell’animale umano i circuiti razionali sono impalcature fatiscenti”

    “Ci prendevamo per mano, bambini, e se ci sono state volte in cui ci siamo domandati perché, o se esistesse davvero qualcosa chiamato amore, era solo perché avevamo sentito il vento e l’acqua nelle notti lunghe d’inverno, e avevamo paura”

  • Tommyknocker Le creature del buio

    Tommyknocker Le creature del buio

    Tommyknockers le creature del buio è un romanzo di Stephen King pubblicato nel 1987 ed appartiene più alla fantascienza che al genere tipico di King (quello che viene chiamato horror ma che non lo è quasi mai).

    Informazioni su ‘Tommyknockers – Le creature del buio’
    Titolo: Tommyknockers – Le creature del buio
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788878242623
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 1993-06-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 784
    Goodreads
    Anobii

    tommyknocker le creature del buioUna scrittrice di libri western, Roberta “Bobbi” Anderson, inciampa in una protuberanza del terreno della sua proprietà nel paesino di Heaven, ovviamente nel Maine. Incuriosita dal materiale, comincia a scavare. E a scavare. E a scavare. Trova nientemeno che un astronave, che irradia una sorta di gas (o meglio di radiazione) di conoscenze, di energie alternative, e di una strana telepatia collettiva…

    Il protagonista è però l’amicoinsegnanteconfidenteamante Jim Gardener, un poeta che è arrivato all’ultimo stadio dell’alcolismo (personaggio autobiografico, visto che Tommykncoker viene scritto nel periodo in cui King si disintossica dall’alcool e dalle droghe leggere) che sembra immune alla contaminazione dell’astronave a causa di una piastra che gli hanno fissato nel cranio in seguito ad un incidente sciistico. Scaverà insieme a Bobbi, fino ad arrivare al misterioso portello che potrebbe riversare tutto il potere alieno dell’astronave…

    Citazioni da “Tommyknockers – Le creature del buio”

    “Il guaio di vivere da soli, aveva scoperto, e il motivo per cui la maggior parte delle persone che conosceva preferivano non restare sole nemmeno per poco, era che si prolungava lo stato di solitudine, più forti diventavano le voci del lato destro del cervello. A mano a mano che nel silenzio si spegnevano i radiofari della razionalità, quelle voci non si limitavano più a sollecitare le attenzioni, ma addirittura la esigevano. Era facile esserne spaventati, temere che in fondo in fondo fossero un sintomo di follia”

    “Nulla è destinato, sulla terra, a durare per sempre. Era stato cresciuto sulla base della convinzione che Dio è amore, ma veniva da chiedersi che cosa volesse significare amare un Dio, quando aveva fatto gli uomini e le donne abbastanza intelligenti da sbarcare sulla luna ma abbastanza stupidi da dover imparare che il “per sempre” non esiste”

    “Tutta la cultura, l’acume e la buona volontà di questo mondo non possono creare arte senza un pizzico di talento. Ma intelligenza e dedizione possono dar luogo a qualche notevole mistificazione”

  • Il venditore di armi

    Il venditore di armi

    Il venditore di armi è un romanzo di Hugh Laurie pubblicato da Marsilio nel 2008.

    Informazioni su ‘Il venditore di armi’
    Titolo: Il venditore di armi
    Autore: Hugh Laurie
    ISBN: 9788831795784
    Genere: Poliziesco
    Casa Editrice: Marsilio
    Data di pubblicazione: 2008-09-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 349
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    Anobii

    il venditore di armi di Hugh LaurieTrovo questo libro tra i miei pdf e rimango a bocca aperta. Quel Hugh Laurie? Quello che fa Gregory House? Solitamente penso che se uno ha una dote è quella. Lui sa recitare, il personaggio della serie è uno dei più credibili e complessi comparsi sul piccolo schermo. Non sarà in grado di fare nient’altro altrettanto bene.

    Poi scopri che oltre ad attore e scrittore è anche musicista, doppiatore e regista, e allora la curiosità aumenta.

    Pubblicato nel 1996 in Gran Bretagna, arriva solo nel 2007 in Italia sull’onda del successo di Dottor House – Medical Division.

    Thomas Lang è un ex poliziotto con una ex moglie, che adesso fa il mercenario per vivere, nonostante i contatti che ancora gli restano con i poliziotti e i servizi segreti londinesi. E non è un criminale, tutto sommato: quando gli offrono centomila dollari per uccidere un industriale americano, Lang non accetta e cerca di avvertire il suo “obiettivo” del pericolo che corre. Si troverà coinvolto in un traffico internazionale di armi, tra imprenditori senza scrupoli, polizia, CIA e servizi segreti della regina.

    Citazioni da “Il venditore di Armi”

    “Quando qualcuno ti dice che è una lunga storia, è solo un modo cortese di informarti che non te la racconterà mai”

    “Il sesso provoca più infelicità che piacere. Perché uomini e donne vogliono cose diverse e uno dei due finisce sempre deluso”

    “Nella vita reale, e mi scuso se mando in pezzi illusioni coltivate con amore nel profondo dell’animo, gli uomini nella posizione di Ricky non mandano nessuno affanculo. Non sogghignano insolenti, non sputano negli occhi altrui, e di sicuro, definitivamente, categoricamente, non si liberano d’impeto. Quel che davvero fanno è restare immobili, e rabbrividire, e piangere, e implorare, letteralmente implorare, la mamma. I loro nasi colano, le gambe tremano, ed emettono uggiolii. E’ così che sono fatti gli uomini, tutti gli uomini, ed è così che è fatta la realtà. Mi spiace, ma non si scappa”.

    “In materia di sesso, è mia opinione, gli uomini si trovano presi tra una roccia e un posto morbido, tenero, arrendevole. I meccanismi sessuali dei due sessi non sono compatibili, è questa l’orribile verità. Uno è un’utilitaria, adatta per lo shopping, i giri brevi in città, ed estremamente facile da parcheggiare; l’altro è una station wagon, creata per lunghe distanze e carichi pesanti, più grande, più complessa, e di manutenzione più difficile. Non comprereste una Fiat Panda per trasportare mobili d’antiquariato da Bristol a Norwich e non comprereste una Volvo per nessun’altra ragione. Non è che una sia migliore dell’altra. Sono diverse, tutto qui. È una verità che di questi tempi non osiamo ammettere, perché l’uniformità è la nostra religione e gli eretici non sono meglio accetti di quanto lo siano mai stati, però io la ammetterò, perché ho sempre pensato che l’umiltà davanti ai dati di fatto sia l’unica cosa capace di tenere assieme un uomo razionale. Sii umile di fronte ai fatti e fiero di fronte alle opinioni, ha detto George Bernard Shaw. In realtà non lo ha detto. Volevo solo dare l’appoggio di un’autorità a questa mia osservazione perché so che non vi piacerà. Se un uomo si arrende all’orgasmo, bene, okay, è tutto lì. Un momento. Uno spasmo. Un evento senza durata. Se invece si trattiene, cercando di ricordare tutti i nomi possibili del catalogo di vernici Dulux, o qualunque sia il suo metodo ritardante, viene accusato di essere freddamente tecnico. In un caso o nell’altro, se sei un maschio eterosessuale emergere da un incontro erotico moderno acquistando un certo credito è impresa diabolicamente ardua. Sì, certo, il credito non è il succo dell’esercizio. D’altro canto, è facile dirlo quando ne hai. Credito. E al giorno d’oggi i maschi non ne ottengono. Nell’arena sessuale, gli uomini sono giudicati in base agli standard femminili. Puoi sibilare e mugugnare e inspirare profondamente quanto vuoi, ma è così. (Sì, certo, gli uomini giudicano le donne in altre sfere, le trattano con condiscendenza, le tiranneggiano, le escludono, le opprimono, le gettano nella disperazione; però, quanto a ginnastica erotica, le regole sono state dettate dalle donne. È la Fiat Panda che deve tentare di essere come la Volvo, non viceversa.) Non sentirete mai uomini criticare una donna perché impiega quindici minuti a raggiungere l’orgasmo; e se ne sentite uno, non sottintende accuse di incapacità, o arroganza, o egoismo. Di solito, gli uomini abbassano la testa e dicono sì, il suo corpo funziona così, è di questo che lei ha bisogno, e io non sono riuscito a darglielo. Sono una merda e andrò via subito, appena trovo l’altro calzino. Il che, a essere onesti, è ingiusto, ai limiti del ridicolo. Come sarebbe ingiusto definire “automobile di merda” una Fiat Panda solo perché non riesci a far entrare un intero guardaroba dietro i sedili anteriori. Può essere una merda per tante altre ragioni (si rompe spesso, consuma un casino d’olio, oppure è color verde lime con la parola “turbo” pateticamente scritta sul lunotto posteriore), però non è una merda per colpa dell’unica caratteristica per la quale è stata volutamente progettata: essere piccola. E nemmeno la Volvo è un’auto di merda perché non sguscia sotto le sbarre alle uscite dei parcheggi e non vi permette di andarvene senza pagare. Bruciatemi su un mucchio di fascine, se volete, ma le due macchine sono semplicemente diverse, e questo è quanto. Progettate per fare cose diverse, a velocità diverse, su differenti tipi di strade. Sono diverse. Non sono uguali. Differiscono. Ecco, l’ho detto. E non mi sento per niente meglio.”

  • La leggenda del vento

    La leggenda del vento

    La leggenda del vento è un romanzo di Stephen King appartenente alla saga de “La Torre Nera” e pubblicato da Sperling & Kupfer nel 2012.

    Informazioni su ‘La leggenda del vento’
    Titolo: La leggenda del vento
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788820053253
    Genere: Fantasy
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2012-11-13
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 384
    Goodreads
    Anobii

    la leggenda del vento di stephen kingQuando su un gruppo di Anobii su Stephen King vengo a sapere che uscirà l’ottavo libro della Torre Nera rimango sconvolto. Come l’ottavo libro? Non era tutto finito?!?!?

    La leggenda del vento però non è un vero e proprio ottavo libro. E’ il 5° libro e mezzo, quello che viene chiamato spin-off, una storia collegata alla trama principale ma che si sviluppa in parallelo.
    Allora smetto di leggere le anticipazioni e attendo.

    Nel Novembre del 2012 esce La leggenda del vento (titolo originale: The wind through the keyhole); torna a tradurlo il traduttore storico di Stephen King, Tullio Dobner.

    Non so cosa mi aspettassi, esattamente. Forse un’altra Sfera del buio. Invece questo romanzo mi ha ricordato molto di più “Gli occhi del drago”.

    Roland e i suoi compagni si sono appena risvegliati dopo il palazzo di smeraldo in cui hanno affrontato Randall Flagg e l’Uomo Tick-Tock. Si stanno dirigendo verso la regione dei Calla, solo che loro ancora non lo sanno. Stanno per venire sorpresi da uno starkblast, una tempesta gelida di incredibile violenza. Trovano rifugio in un villaggio abbandonato, e mentre la temperatura cala, si trovano di nuovo attorno ad un fuoco per un breve racconto dell’infanzia di Roland. E della Leggenda del Vento, un racconto dentro ad un racconto.

    Citazioni da “La leggenda del vento”

    “Faceva male ovviamente, ma più spesso che no ho capito che è così per le cose migliori, ho scoperto. Uno non penserebbe che sia così, invece, come solevano dire i vecchi, il mondo ha un titolo e c’è sempre una fine”

    “Erano anni buoni, ma, come sappiamo dai racconti e dalla vita, gli anni buoni non durano mai a lungo”

  • Il libro nero dell’Alta Velocità

    Il libro nero dell’Alta Velocità

    Il libro nero dell’Alta Velocità è un saggio di Ivan Cicconi pubblicato da Koiné nel 2011.

    Informazioni su ‘Il libro nero dell’Alta Velocità’
    Titolo: Il libro nero dell’Alta Velocità
    Autore: Ivan Cicconi
    ISBN: 9788889828175
    Genere: Saggistica
    Casa Editrice: Koiné
    Data di pubblicazione: 2011-09-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 192
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    Anobii

    Ebbene si, questo libro parla di TAV. E non ne parla con toni entusiastici, anzi. Aspettate, non cambiate pagina. Fermatevi un attimo. Potreste pentirvi. Questo libro parla di TAV ma non di NoTAV (tranne un paio di paginette a metà libro, ma nulla più). Siete ancora qui? Incredibile come i media vi abbiano spaventato sulla Val Susa. Sbagliate, sbagliate di grosso.

    Ma non siamo qui per parlare di questo.

    Ivan Cicconi si laurea a Bologna presso la Facoltà di Ingegneria. E’ noto come uno dei maggiori esperti di infrastrutture e lavori pubblici. Giusto per farvi capire… E’ stato Capo della Segreteria Tecnica del Ministero dei Lavori Pubblici, membro del Consiglio di Amministrazione dell’ANAS, professore a contratto nelle facoltà di architettura delle università La Sapienza di Roma, del Politecnico di Torino ed alla Università LUISS di Roma. Ha svolto attività di ricerca per il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), per l’ENEA (Ente Nazionale per le Energie Alternative), per il CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) e per l’UE (Unione Europea) in programmi di assistenza per organismi di paesi dell’America Latina (Mercosur, Argentina, Uruguay).

    Siete convinti che sia uno che sa il fatto suo?

    Bene. In questo libro parla della Storia dell’Alta Velocità in Italia. Di chi ha pensato il progetto, di chi l’ha gestito e lo gestisce, di chi ne ha ricevuto in appalto la costruzione, di chi ha ricevuto il sub-appalto… Via via fino alla Val Susa ed oltre, anche della Milano-Venezia che sta stendendo le sue rotaie nella Provincia di Brescia mentre sto scrivendo.

    Ora: so che se qualcuno lo leggerà (al di fuori della ristretta cerchia di chi ha capito che quello che succede in Val Susa è la più grande resistenza democratica degli ultimi anni) è perché si propone come un libro obiettivo. E lo è.

    Il piccolo problema è che dice le stesse cose di tutti quei NoTav che odiate tanto, che vi spaventano. Le stesse identiche cose, non perché sia un sovversivo, ma perché conosce il problema dal punto di vista tecnico, tecniche che ha appreso anche dai Valsusini, che sono molto più preparati di questo Governo Tecnico.

    Tecnico? Che battuta. Nell’Alta Velocità non c’è nulla di tecnico, se si vuole farla. Sono solo soldi. Che non andranno ai comuni cittadini, ma ai pochi furbetti che hanno capito come sopravvivere a Tangentopoli.

     

  • Ultimi scritti

    Ultimi scritti

    Ultimi scritti è una raccolta degli appunti di Charles Baudelaire uscita postuma e pubblicata in Italia da Feltrinelli nel 1995.

    Informazioni su ‘Ultimi scritti’
    Titolo: Ultimi scritti
    Autore: Charles Baudelaire
    ISBN: 9788807821172
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 1995-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 140
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    Anobii

    Acquista Ultimi scritti su GoodBook.it

    ultimi scrittiTutti questi appunti erano contenuti in un baule conservato dalla madre del poeta; questi fogli passarono nelle mani di Asselineau e quindi in quelle di Poulet-Malassis, che le classificò numerandole progressivamente. Furono quindi pubblicate nel 1887 con il titolo di Jornaux Intimes (Diari Intimi) nel volume Oeuvres posthumes da E.Crépet.
    Il figlio J.Crépet ne pubblicò un’altra edizione nel 1908 inserendo anche tutto il materiale tagliato nella prima edizione.

    Ultimi scritti è un titolo globale per quelle che in realtà avrebbero dovuto essere tre opere distinte: Razzi, Il mio cuore messo a nudo e Povero Belgio.

    Razzi

    Razzi non ha riscontri nella letteratura francese. Non sono aforismi, ma veri e propri appunti, abbastanza casuali, su riflessioni del poeta (molte delle quali sfoceranno nello Spleen di Parigi dei Fiori del Male) o su abbozzi di opere da comporre in futuro; esempi di questo tipo di materiale letterario si trovano invece tra i romantici tedeschi, come Schlegel o Novalis, anche se non esistono prove che Baudelaire conoscesse i loro lavori.

    Il mio cuore messo a nudo

    La seconda parte prende il titolo da una provocazione di Edgar Allan Poe in “Marginalia“:

    Se qualche ambizioso accarezza l’idea di rivoluzionare con un colpo solo l’universo del pensiero, delle opinioni e del sentimento umano […] non deve far altro che scrivere e pubblicare un librettino. Il titolo sarà semplice, poche parole di uso corrente: “Il mio cuore messo a nudo”. Ma poi il libretto dovrà tener fede al titolo. […] Nessuno ha il coraggio di scriverlo. Nessuno avrà mai il coraggio di scriverlo. Nessuno saprebbe scriverlo, se pure avesse il coraggio.

    L’idea di questo libro, come già in quella di Poe, non è tanto un libro di confessioni autobiografiche dell’autore: il cuore di cui parla è una sorta di pathos, o forse meglio una pietas; una condivisione del cuore, come se fosse il senso comune dell’umanità, come nei Fiori del Male quando Baudelaire chiama fratello il lettore e sorella l’amante. Il cuore dell’umanità che si mette a nudo, che si descrive, che parla. Un “libretto” che parla di pietà, ma anche di odio, di odio come forza in grado di rompere le barriere erette da chi si pone al di là del bene e del male in modo da restarsene tranquillo e appagato (non a caso Nietzsche, dopo aver letto questi appunti definirà Baudelaire il primo grande uomo moderno).

    Povero Belgio

    Baudelaire va in Belgio nel 1864 per due motivi: tenere una serie di conferenze e per incontrare gli editori de “I miserabili” di Victor Hugo nella speranza di strappargli un contratto vantaggioso che possa sollevarlo dalla sua miseria economica. Le conferenze sono un fallimento e gli editori non vogliono in nessun modo pubblicare la sua opera.
    E’ con questo stato d’animo che il poeta visita il Belgio. Un Belgio borghese, dove germogliano i primi germi della massificazione, della decadenza della religione e della morale in funzione del denaro. Ne diventa anche dipendente, di questa sua “Passione per la stupidità”

    Citazioni da “Ultimi scritti”

    “Dio è l’unico essere che, per regnare, non ha neppure bisogno di esistere”

    “La voluttà unica, suprema dell’amore sta nella certezza di fare il male. – L’uomo e la donna sanno fin dalla nascita che nel male si trova ogni piacere”

    “Ci sono epidermidi da crostaceo per le quali il disprezzo non è più una vendetta”

    “Ciò che non è leggermente difforme ha l’aria insensibile; – ne consegue che l’irregolarità, vale a dire l’inatteso, la sorpresa, la stupefazione sono una parte essenziale e caratteristica della bellezza”

    “Dio è scandalo, uno scandalo che da profitto”

    “Creare un luogo comune è genio”

    “Una malizia o una satira della provvidenza contro l’amore, e, nella modalità della generazione, un segno del peccato originale. Di fatto noi non possiamo fare all’amore che con organi escrementizi. Non potendo sopprimere l’amore, la chiesa ha voluto almeno disinfettarlo, e ha creato il matrimonio”

    “Davanti alla storia e al popolo francese, la grande gloria di Napoleone III sarà quella di aver provato che il primo venuto può, impadronendosi del telegrafo e della tipografia nazionale, governare una grande nazione.
    Imbecille è chi crede che simili cose possano compiersi senza il consenso del popolo. – e chi crede che la gloria non può trovare altro sostegno che nella virtù.
    I dittatori sono i servi del popolo, – nient’altro – ruolo schifoso, per altro – e la gloria non è che il risultato dell’adattamento di uno spirito con la stupidità nazionale”

    “Avviso ai non comunisti: tutto è comune, perfino Dio.”

    “Si può castigare chi si ama. […] Ma questo implica il dolore di disprezzare ciò che si ama”

    “Il dolore del cornuto.
    Nasce dal suo orgoglio, da un falso ragionamento sull’onore e sulla felicità, e da un amore scioccamente sviato da Dio per essere attribuito alle creature.
    E’ sempre l’animale in adorazione che sbaglia l’idolo”

  • Cell

    Cell

    Cell è un romanzo di Stephen King, pubblicato nel 2006 da Sperling & Kupfer e tradotto da Tullio Dobner.

    Informazioni su ‘Cell’
    Titolo: Cell
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788820040642
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2006-01-01
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 503
    Goodreads
    Anobii

    cellClay Riddell è un disegnatore e sta passeggiando per Boston  con il suo portfolio in mano. E’ il più per giorno della sua vita (o almeno così crede), ha appena firmato un contratto con un’importante casa editrice di fumetti che pubblicherà le storie del suo personaggio.
    Crede che sia il miglior giorno della sua vita, quando il mondo impazzisce.
    Qualcuno, presumibilmente una qualche associazione terroristica, invia un impulso trasmesso a tutti i possessori di telefono cellulare del mondo, che azzera il loro cervello rimandandoli a uno stato animale. Senza coscienza, senza progresso, senza morale, gli uomini e le donne che prima stavano usando un telefonino diventano aggressivi e cominciano ad uccidersi e aggredirsi, contemporaneamente in tutto il giorno. Clay, che ripudia l’uso di telefoni cellulari, si trova nella minoranza dell’umanità esiliata nel proprio mondo, mentre i “telepazzi” cominciando a riunirsi in stormi con capacità telepatiche. Troverà due amici, Tom e Alice, e li convincerà a partire alla ricerca di suo figlio, rimasto a casa nel Maine e proprietario di un telefono cellulare, e della sua ex moglie.

    Questo libro si rifà al filone catastrofico della produzione di King (il cui apice e inizio è senza dubbio “L’ombra della Scorpione”), e a causa di questo risulta poco innovativo, da una sensazione di già letto.

    Citazioni da “Cell”

    “Forse la generosità emerge in tutti noi, se ce ne viene data l’occasione”

    “Alla base, vedete, noi non siamo affatto homo sapiens. Il nostro nocciolo è la follia. La direttiva primarie è l’omicidio. Quello che Darwin per delicatezza non ha voluto dire, amici miei, è che se siamo diventati i padroni del mondo non è stato perché siamo i più intelligenti o nemmeno i più crudeli, ma perché siamo sempre stati i più pazzi e sanguinari figli di puttana della giungla”

    “Per ogni Michelangelo c’è un marchese de Sade, per ogni Gandhi un Eichmann, per ogni Martin Luther King un Osama Bin Laden. Limitiamoci a dire che l’uomo è riuscito a dominare il pianeta grazie a due caratteristiche fondamentali. Una è l’intelligenza, l’altra è l’assoluta determinazione a eliminare qualunque cosa o essere vivente lo ostacoli”

    “Quando un collaborazionista smette di essere un collaborazionista? La risposta, gli sembrò, era quando i collaborazionisti diventavano un’evidente maggioranza. A quel punto quelli che non erano collaborazionisti diventavano… Bè, un romantico avrebbe definito le persone di quel tipo “clandestini”. Una persona non romantica li avrebbe definiti “fuggiaschi”. O forse semplicemente banditi”

    “Erano nati nella violenza e nell’orrore, ma la nascita è solitamente difficile, spesso violenta e qualche volta orribile”

    “L’istinto di sopravvivenza è come l’amore. Sono ciechi entrambi”

  • La signora del gioco

    La signora del gioco

    La signora del gioco è un libro di Luisa Muraro, filosofa e scrittrice nonché docente di filosofia all’Università di Verona.

    Informazioni su ‘La signora del gioco’
    Titolo: La signora del gioco
    Autore: Luisa Muraro
    ISBN: 9788877384492
    Genere: Saggistica
    Casa Editrice: La Tartaruga
    Data di pubblicazione: 2006-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 337
    Goodreads
    Anobii

    La signora del gioco di Luisa MuraroIl punto di partenza era interessante: questo libro si occupa dei processi per stregoneria dal XIV al XVII secolo in un modo alternativo: presenta gli atti dei processi che vuole trattare quasi senza commenti (se non un minimo di inquadramento o di traduzione quando il linguaggio si fa troppo arcaico o dialettale), come se le persone processate si rivolgessero direttamente al lettore; come se il lettore fosse un giurato che deve valutare la colpevolezza o meno di queste donne diverse, atipiche, “contro”.

    E per il lettore non è facile, l’idea è buona, ma il contesto in cui veniamo proiettati è troppo atipico, troppo assurdo per la nostra mentalità. Un sistema giuridico fatto di tortura, di ignoranza, di bugia, di magia.

    Si conosce poco il problema della stregheria, le sue motivazioni, i suoi riti, la sua rivoluzione. E questa è secondo me una grossa delusione.

  • Fight Club

    Fight Club

    Fight Club è un romanzo di Chuck Palahniuk pubblicato da Mondadori Strade Blu nel 2004.

    Informazioni su ‘Fight Club’
    Titolo: Fight Club
    Autore: Chuck Palahniuk
    ISBN: 9788804508359
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Mondadori Strade Blu
    Data di pubblicazione: 2012-10-30
    Formato: Paperback
    Pagine: 224
    Goodreads
    Anobii

    fight club di chuck palahniukHo letto questo libro anni fa perché il film di David Fincher con Brad Pitt ed Edward Norton è un capolavoro.
    Ed oltre ad essere avvincente e realizzato benissimo, è completamente folle.

    Volevo conoscere chi era il folle ad aver concepito quella storia fuori di testa. Tra simili ci si dovrebbe capire.

    Ho conosciuto Chuck Palahniuk. E mi sono innamorato.

    Il protagonista di questa storia (che non ha un nome, e questo è di per sé significativo) è impiegato in una società assicurativa, e comincia a soffrire d’insonnia.
    Realizza di essere insoddisfatto della sua vita, di una vita confezionata ad arte dalla società capitalistica, e vorrebbe fare qualcosa per cambiarla.
    Conosce Tyler Durden su una spiaggia di nudisti, mentre costruisce con dei pezzi di legno l’ombra di una mano.
    Scopre di vivere nella stessa città.
    Quando il suo appartamento confezionato con i mobili preconfezionati tipo Ikea esplode, il protagonista chiama Tyler.

    Cambierà la sua vita, anche più di quanto vorrebbe.

    Citazioni da Fight Club

    “Io lo so perché lo sa Tyler”

    “Facile piangere quando ti rendi conto che tutte le persone che ami o ti respingono o vanno all’altro mondo. Dato un lasso di tempo abbastanza lungo, per tutti la percentuale di sopravvivenza precipita a zero”

    “E’ così che va con l’insonnia. Tutto è così lontano, una copia di una copia di una copia. L’insonnia ti distanzia da ogni cosa, tu non puoi toccare niente e niente può toccare te”

    “Questa era libertà. Perdere ogni speranza era la libertà”

    “Un momento era il massimo che ci si poteva aspettare dalla perfezione”

    “Compri mobili. Dici a te stesso, questo è il divano della mia vita. Compri il divano, poi per un paio d’anni se soddisfatto al pensiero che, dovesse andare tutto storto, almeno hai risolto il problema divano. Poi il giusto servizio di piatti. Poi il letto perfetto. Le tende. Il tappeto. Poi sei intrappolato nel tuo bel nido e le cose che una volta possedevi, ora possiedono te”

    “Forse l’automiglioramento non è la risposta. […] Forse la risposta è l’autodistruzione”

    “Sono un ragazzo trentenne e mi domando se un’altra donna è davvero la risposta che mi occorre”

    “Sai, la scarpetta di vetro della nostra generazione è il preservativo. Te la infili quando incontri uno sconosciuto. Balli tutta notte, poi lo butti via. Il preservativo, voglio dire, non lo sconosciuto”

    “Quello che ama, dice Marla, sono tutte le cose che la gente adora e poi butta via un giorno o un’ora dopo. Il modo in cui un albero di Natale è il centro dell’attenzione e poi, dopo Natale, vedi tutti quegli alberi di Natale morti con le striscioline di carta stagnola ancora appese, gettati ai bordi della strada. Vedi quegli alberi e pensi a tutti gli animali travolti dagli automobilisti o alle vittime dei maniaci sessuali con le mutande infilate alla rovescia e le braccia legate con nastro adesivo da elettricista”

    “Tyler dice che io non sono nemmeno vicino ad aver toccato il fondo. E se non precipito completamente non posso essere salvato. Gesù lo ha fatto con quella sua storia della crocifissione. Io non dovrei limitarmi ad abbandonare i soldi, tutti i miei effetti personali e le mie conoscenze. Questo non è solo un ritiro di fine settimana. Io dovrei separarmi dall’automiglioramento e dovrei lanciarmi a capofitto verso il disastro. Non posso continuare a giocare sul sicuro. Questo non è un seminario.”

    “E’ solo dopo che hai perso tutto […] che sei libero di fare qualunque cosa”

    “Per questo amo tanto i gruppi di sostegno, se la gente pensa che stai morendo, ti presta tutta la sua attenzione. Se questa può essere l’ultima volta che ti vedono, ti vedono davvero. Tutto il resto finisce fuori dalla finestra, il conto in rosso e le canzoni alla radio e i capelli in disordine. Hai la loro piena attenzione. La gente ti ascolta invece di aspettare il suo turno per parlare. E quando qualcuno ti parla, non ti sta cacciando balle. Quando chiacchierate, costruite qualcosa e dopo siete tutt’e due diversi da prima”

    “La filosofia di vita di Marla, mi ha detto, è che lei può morire in qualsiasi momento. La tragedia della sua vita è che non è vero.”

    “Non c’è niente di statico. Tutto va a pezzi”

    “Il disastro è un aspetto naturale della mia evoluzione […] sulla via verso la tragedia e la dissoluzione. […] Sto sciogliendo i miei legami con il potere fisico e gli oggetti terreni. […] Perché solo distruggendo me stesso posso scoprire il più elevato potere del mio spirito”

    “Il liberatore che distrugge la mia proprietà […] sta lottando per salvare il mio spirito. L’insegnante che sgombra tutti i possessi dal mio sentiero mi renderà libero”

    “Quando Tyler ha inventato il Progetto Caos, Tyler ha spiegato che lo scopo del Progetto Caos non aveva niente a che fare con il prossimo. A Tyler non importava se qualcun altro si faceva male o no. Lo scopo era far prendere coscienza a ciascun partecipante al progetto del potere che ha di controllare la storia. Noi, ciascuno di noi, possiamo assumere il controllo del mondo.”

    “Avevo voglia di distruggere tutte le cose belle che non avrei mai avuto. Bruciare le foreste dell’Amazzonia. Pompare clorofluoroidrocarburi in cielo a mangiarsi l’ozono. Aprire le valvole dei serbatoi delle superpetroliere e svitare i tappi sulle piattaforme petrolifere. Volevo uccidere tutti i pesci che non potevo permettermi di comperare e annerire le spiagge della Costa Azzurra che non avrei mai visto. Volevo che il mondo intero toccasse il fondo.
    Mentre picchiavo quel ragazzo, in realtà avrei voluto piantare una pallottola tra gli occhi di ogni panda in pericolo che si rifiuta di scopare per salvare la propria specie e ogni balena o delfino che molla tutto e va a spiaggiarsi. Non vederla come estinzione. Prendila come un ridimensionamento. Per migliaia di anni gli esseri umani hanno incasinato e insozzato e smerdato questo pianeta e ora la storia si aspetta che sia io a correre dietro agli altri per ripulirlo. Io devo lavare e schiacciare i miei barattoli. E rendere conto di ogni goccia di olio di motore usato. Tocca a me pagare il conto per le scorie nucleari e i serbatoi di benzina interrati e i residui tossici scaricati nel sottosuolo una generazione prima che io nascessi.”

    “Uccelli e cervi sono uno stupido lusso e tutti i pesci dovrebbero galleggiare. Volevo dar fuoco al Louvre. Spaccare gli Elgin Marbles a martellate e pulirmi il culo con la Gioconda. Questo è il mio mondo, ora. Questo è il mio mondo, il mio mondo, e quelle persone antiche sono morte”.

    “Volevamo liberare il mondo dalla storia.
    Facevamo colazione nella casa di Paper Street e Tyler mi ha detto di immaginarmi di piantare ravanelli e patate sul green della quindicesima buca di un campo di golf dimenticato.
    Darai la caccia agli alci nelle valli boscose intorno alle rovine del Rockefeller Center e cercherai molluschi intorno allo scheletro dello Space Needle, inclinato di quarantacinque gradi. Dipingeremo sui grattacieli le figure di enormi totem e simulacri di divinità maligne e tutte le sere quel che resta del genere umano si ritirerà negli zoo abbandonati e si chiuderà a chiave nelle gabbie per proteggersi dagli orsi e dai grandi felini e dai lupi che di notte passeggiano e ci guardano dall’altra parte delle sbarre.
    “Il riciclaggio e i limiti di velocità sono cazzate” ha detto Tyler. “E’ come uno che smette di scopare quando è sieropositivo.”
    Sarà il Progetto Caos a salvare il mondo. Un’era glaciale culturale. Un secolo buio prematuramente indotto. Il Progetto Caos obbligherà l’umanità a entrare in catalessi o in fase di remissione il tempo necessario alla Terra per riprendersi.
    “Giustifica tu l’anarchia” dice Tyler. “Risolvila tu.”
    Come fa il fight club con impiegati e commessi, il Progetto Caos disarticolerà la civiltà perché si possa fare qualcosa di meglio del mondo.
    “Immaginati” ha detto Tyler, “a far la posta all’alce dalle finestre dei grandi magazzini tra file puzzolenti di splendidi abiti da sera e smoking che vanno in malora appesi alle loro grucce, porterai indumenti di pelle che ti dureranno fino all’ultimo dei tuoi giorni e ti arrampicherai per i rami grossi come tronchi del kudzu rampicante che abbraccia la Sears Tower. Come Jack sulla pianta di fagioli, sbucherai dalla volta gocciolante della foresta e l’aria sarà così tersa che vedrai figure minuscole battere il granturco e disporre a essiccare strisce di carne di cervo nella corsia d’emergenza vuota di una superstrada abbandonata che si allunga, larga otto corsie e torrida ad agosto, per mille chilometri.”
    Questo era lo scopo del Progetto Caos, ha detto Tyler, la completa e immediata distruzione della civiltà.
    Che cosa viene dopo nel Progetto Caos nessuno lo sa salvo Tyler. La seconda regola è che non si fanno domande.”

    “Basta sapere dove guardare e ci sono scheletri in tutti gli armadi”

    “Tu non sei un delicato e irripetibile fiocco di neve. Tu sei la stessa materia organica deperibile di chiunque altro e noi tutti siamo parte dello stesso cumulo in decomposizione. […] La nostra cultura ci ha resi tutti uguali. Nessuno è più veramente bianco o nero o ricco. Tutti vogliamo lo stesso. Individualmente non siamo niente.
    Il lettore s’interrompe quando io entro a farmi il sandwich e tutte le scimmie spaziali restano in silenzio come se io fossi solo. Io dico di non badare a me. Già letto. L’ho battuto a macchina io. L’avrà letto probabilmente anche il mio capo. Siamo tutti un gran mucchio di merda, dico.”

    “Se sei maschio e sei cristiano e vivi in America, tuo padre è il tuo modello di Dio. […] E se non hai mai conosciuto tuo padre, se tuo padre prende il largo o muore o non è mai a casa, che idea ti fai di Dio?”

    “Quello che devi considerare è la possibilità che a Dio tu non sia simpatico. Potrebbe essere che Dio ti odi. Non è la cosa peggiore che può capitare.”

    “Il modo in cui la vedeva Tyler era che attirare l’attenzione di Dio per essere stati cattivi era meglio di non ottenere attenzione per niente. Forse perché l’odio di Dio è meglio della sua indifferenza”

    “Se tu potessi essere o il peggior nemico di Dio o niente di niente, che cosa sceglieresti? Noi siamo i figli di mezzo di Dio, secondo Tyler Durden, senza un posto speciale nella storia e senza speciale attenzione. Se non otteniamo l’attenzione di Dio non abbiamo speranza di dannazione o redenzione.
    Che cos’è peggio, l’inferno o niente?
    Solo se veniamo presi e puniti possiamo essere salvati.
    “Brucia il Louvre” dice il meccanico, “e pulisciti il culo con la Gioconda. Almeno così Dio saprà come ci chiamiamo.”
    Più in basso cadi, più in alto volerai. Più lontano corri, più Dio ti vuole indietro.
    “Se il figliol prodigo non avesse mai lasciato casa sua” dice il meccanico, “il vitello grasso sarebbe ancora vivo.”
    Non è abbastanza essere conteggiato con i granelli di sabbia sulla spiaggia e le stelle in cielo.”

    “Tu non sei i soldi che hai in banca. Non sei il tuo lavoro. Non sei la tua famiglia e non sei quello che dici di essere a te stesso. […] Tu non sei il tuo nome. Non sei i tuoi problemi.”

    “Vedo gli uomini più forti e intelligenti che siano mai vissuti […] e questi uomini sono alle pompe di benzina e a servire ai tavoli. […] Se potessimo mettere questi uomini in campi di addestramento e finire di educarli. Una pistola non fa altro che focalizzare un’esplosione in una sola direzione. Avresti una classe di uomini e donne giovani e forti, tutta gente desiderosa di dare la vita per qualcosa. La pubblicità ha spinto questa gente ad affannarsi per automobili e vestiti di cui non hanno bisogno. Intere generazioni hanno svolto lavori che detestavano solo per comperare cose di cui non hanno veramente bisogno. Noi non abbiamo una grande guerra nella nostra generazione, o una grande depressione, e invece sì, abbiamo una grande guerra dello spirito. Abbiamo una grande rivoluzione contro la cultura. La grande depressione è quella delle nostre vite. Abbiamo una depressione spirituale. Dobbiamo mostrare la libertà a questi uomini e a queste donne rendendoli schiavi e mostrare loro il coraggio spaventandoli. Napoleone si vantava di poter addestrare uomini a sacrificare la vita per un nastrino. Pensa a quando proclamiamo uno sciopero e tutti si rifiutano di lavorare fino a quando non abbiamo ridistribuito le ricchezze del mondo. Pensa ad andare a caccia di alci nelle valli boscose intorno alle macerie del Rockefeller Center.”

    “Le persone che stai cercando di calpestare, sono quelle le persone da cui dipendi tu. Noi siamo le persone che laviamo i tuoi vestiti e cuciniamo i tuoi pasti e te li serviamo a tavola. Noi ti facciamo il letto. Noi ti proteggiamo mentre dormi. Noi guidiamo le ambulanze. Noi smistiamo le tue telefonate. Noi siamo cuochi e tassisti e sappiamo tutto di te. Noi esaminiamo le tue richieste di indennizzo alle compagnie d’assicurazione e gli addebiti sulla tua carta di credito. Noi controlliamo ogni spicchio della tua vita. Noi siamo i figli di mezzo della storia, cresciuti dalla televisione a credere che un giorno saremo milionari e divi del cinema e rockstar, ma non andrà così.”

    “Perché ho provocato tanto dolore?
    Non mi sono reso conto che ciascuno di noi è un sacro, irripetibile fiocco di neve di speciale irripetibile specialità?
    Non vedo come siamo tutti manifestazioni di amore?
    Io guardo Dio alla sua scrivania che prende appunti su un bloc-notes, ma Dio non ha capito un bel niente.
    Noi non siamo speciali.
    Non siamo nemmeno merda o immondizia.
    Noi siamo.
    Noi siamo soltanto e quello che succede succede soltanto”