Praticamente innocuo è un romanzo di Douglas Adams pubblicato da Mondadori nel 2007.
Ford Perfect, alieno in incognito sulla Terra, rimane 15 anni senza la possibilità di poter ripartire. Nella Guida galattica per gli autostoppisti di cui è uno dei reporter più prolifici, alla voce “Terra”, veniva indicata la definizione:
Innocuo
Dopo aver conosciuto tutto quello che c’era da sapere sugli umani e sulle altre forme di vita che abitano il pianeta, Ford invia milioni di bite di informazioni alla casa editrice, per aumentare la voce ed aiutare gli autostoppisti che la visiteranno in futuro.
Dopo l’intervento di redattori, direttori, aiuto-redattori, aiuto-direttori, la voce verrà ampliata in:
Praticamente innocuo
Da qui il titolo del quinto ed ultimo libro della triologia della Guida galattica per gli autostoppisti. E questo dice più o meno tutto quello che bisogna sapere sulla poetica di Douglas Adams.
Questo libro affronta temi cari alla fantascienza classica: paradossi temporali, universi paralleli… E una figlia nata da processi misteriosi e pseudo-scientifici, ovviamente.
Citazioni da “Praticamente Innocuo”
“La storia della Galassia si è un po’ ingarbugliata per diverse ragioni: in parte perché chi cerca di tenersene al corrente si è un po’ ingarbugliato, e in parte perché, obiettivamente, sono successe cose che rendono tutto molto ingarbugliato.
Uno dei problemi riguarda la velocità della luce e le difficoltà che comporta il tentare di superarla. Non la si può superare. Niente viaggia più in fretta della velocità della luce, con la possibile eccezione delle cattive notizie, che seguono proprie leggi specifiche. Di fatto, gli Hingefreel di Arkintoofle Minor cercarono di costruire astronavi propulse da cattive notizie, ma non funzionavano molto bene ed erano accolte così male quando arrivavano da qualche parte, che arrivare da qualche parte finiva per non avere alcun senso.”“Qualunque cosa accadde, accadde.”
“Qualunque cosa che, accadendo, ne fa accadere un’altra, ne fa accadere un’altra.”
“Qualunque cosa che, accadendo, induce se stessa a riaccadere, riaccade.”
“Però non è detto che lo faccia in ordine cronologico.”“La prima cosa da capire a proposito degli universi paralleli… è che non sono paralleli. È importante rendersi conto che, a rigore, non sono neppure universi, ma è molto più facile cercare di capirlo un po’ più tardi, dopo che ci si è resi conto che tutto quello che si è capito fino a quel momento non è vero.”
“La principale differenza tra una cosa che potrebbe rompersi e una cosa che non può in alcun modo rompersi è che quando una cosa che non può in alcun modo rompersi si rompe, di solito risulta impossibile da riparare”


Addio e grazie per tutto il pesce è il messaggio che la seconda forma di vita più intelligente del pianeta Terra, i delfini, lasciano agli umani quando i Vogon (tra gli esseri più spregevoli dell’universo) demoliscono la Terra.


“La vita l’universo e tutto quanto” è la terza parte della Guida Galattica per gli Autostoppisti, Douglas Adams affronta un tema insolitamente serio: il razzismo. Solo che lo fa a suo modo, ovviamente. Senza schemi, in modo talmente assurdo da essere quasi credibile.
Ristorante al termine dell’universo è “la seconda parte di sei” della saga della “Guida Galattica per gli autostoppisti”.
La Guida galattica per gli autostoppisti è il primo della “trilogia in cinque parti” omonima scritta da Douglas Adams nel 1979, come risultato della trasposizione delle prime quattro puntate della serie radiofonica (trasmessa con lo stesso nome) da lui condotta per una radio londinese.


Pubblicato nel 1987 si fa fatica a dargli un genere letterario.
Noto in Italia anche come “Gli anni della fenice”, questo romanzo di Ray Bradbury è stato pubblicato nel 1953 come ampliamento del racconto “The fireman” (“Gli anni del rogo”) e fa parte dei romanzi distopici della seconda metà del Novecento, sulla linea del lavoro di Huxley e di Orwell.
Sarà perché ho appena letto “Buick 8”, sarà che questo è solo un racconto (anche se sono 80 pagine), ma ho trovato Miglio 81 una delle cose più scialbe che ha scritto King. I personaggi sterili e poco descritti, poco cinematografici. La situazione poco credibile, troppo surreale, falsa.