Categoria: Radici

Insieme delle recensioni dei libri che ho letto e che sono tuttora presenti nella mia libreria virtuale. Perch

  • Recensione de La Provvidenza Rossa di Lodovico Festa

    Recensione de La Provvidenza Rossa di Lodovico Festa

    La provvidenza rossa è un romanzo di Lodovico Festa pubblicato da Sellerio Editore Palermo nel 2016.

    Informazioni su ‘La provvidenza rossa’
    Titolo: La provvidenza rossa
    Autore: Lodovico Festa
    ISBN: 9788838934483
    Genere: Giallo
    Casa Editrice: Sellerio Editore Palermo
    Data di pubblicazione: 2016-02-11
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 544
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    la provvidenza rossaSiamo a Milano nell’autunno del 1977: Bruna Calchi, giovane fioraia, viene uccisa da una sventagliata di mitra nel suo chiosco di Via Procaccini. La polizia interviene tempestivamente, anche se le indagini si muovono con i piedi di piombo, come gli anni che stanno cercando di capire e rincorrere: la fioraia è una militante del Partito Comunista Italiano. Anche il partito si sta muovendo per cercare di scoprire il colpevole, con due probiviri, che cercano di capire se sono stati i neofascisti, o, peggio, se Bruna è morta per qualche traffico illecito che potrebbe gettare una cattiva luce sul partito.

    Lo stile di scrittura è burocratico, contorto, difficile da seguire, poco scorrevole… Esattamente come quello di un ex dirigente PCI che si racconta e racconta quel periodo quasi quarant’anni dopo. È stato proprio questo stile spesso di difficile lettura ma perfettamente appropriato a quello che doveva descrivere a farmi apprezzare appieno questo romanzo, che non ha una grande trama ma è un perfetto esempio di ciò che doveva essere il partito comunista italiano al pieno del suo splendore, qualche attimo prima che il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro ne spezzassero i pilastri e lo facessero regredire a ciò che è diventata oggi la sinistra.

     

  • Recensione di Il fascismo eterno di Umberto Eco

    Recensione di Il fascismo eterno di Umberto Eco

    Il fascismo eterno di Umberto Eco è la trascrizione di un intervento fatto da Eco alla Columbia University e pubblicato da La Nave di Teseo nel 2018.

    Informazioni su ‘Il fascismo eterno’
    Titolo: Il fascismo eterno
    Autore: Umberto Eco
    ISBN: 9788893442411
    Genere: Saggistica
    Casa Editrice: La nave di Teseo
    Data di pubblicazione: 2018-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 51
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    Il fascismo eternoIl testo di questo intervento (realizzato originariamente in inglese) pronunciato da Umberto Eco alla Columbia University il 25 Aprile 1995 era stato pensato principalmente degli Stati Uniti scossi in quei giorni dall’attentato di Oklahoma City e dalla scoperta che negli USA esistevano ancora organizzazioni militari di estrema destra.

    Il bello di questo libriccino in fondo è proprio questo: la sua analisi lucida e dettagliata di quello che Eco chiama “Ur-Fascismo” o “Fascismo Eterno”, tutte quelle caratteristiche che delineano un movimento totalitarista e prevaricatore che in sé non possiede una vera e propria ideologia.

    Viviamo in un periodo storico dove molte di queste caratteristiche si stanno palesando di nuovo, mentre lo Stato e molti organi di stampa continuano a ripetere che il fascismo non esiste più, che non esistono più la destra e la sinistra, che non c’è più bisogno di essere antifascisti.

    Le caratteristiche del Fascismo Eterno secondo Eco sono:

    • Culto della tradizione, per la famiglia tradizionale rivendicando le proprie radici storiche e religiose.
    • Rifiuto del modernismo e a qualsiasi idea di cambiamento, giudicando il presente come immorale se paragonato al passato.
    • Culto dell’azione per l’azione e rifiuto della cultura. Ad esempio proporre misure semplici, drastiche e immediate a qualsiasi problema, anche se irrealizzabili.
    • Considerare il disaccordo tradimento.
    • Paura della differenza.
    • Continuo appello alle classi medie frustrate.
    • Considerare allo stesso tempo i nemici troppo forti e troppo deboli.
    • Considerare la vita una guerra permanente.
    • Ritenere che ciascuno sia educato a diventare un eroe.
    • Tenere atteggiamenti machisti.
    • Inneggiare al popolo e autonominarsi suo interprete contro i ‘putridi governi parlamentari’. Considerare quella dei propri seguaci la voce ‘vera’ del popolo.
    • Utilizzare una neo-lingua, ossia un lessico povero in cui i seguaci si riconoscono, così da limitare il pensiero critico.
  • Recensione di L’amico giusto di Marco Cesari

    Recensione di L’amico giusto di Marco Cesari

    L’amico giusto è un romanzo di Marco Cesari pubblicato da Ugo Mursia Editore nel 2019, vincitore del Premio Romanzo Italiano RTL 102.5.

    Informazioni su ‘L’amico giusto’
    Titolo: L’amico giusto
    Autore: Marco Cesari
    ISBN: 9788842561163
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Ugo Mursia Editore
    Data di pubblicazione: 2019-07-05
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 264
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    Lo premetto, potrei non essere particolarmente obiettivo nella recensione di questo romanzo. Non tanto perché conosco bene l’autore, essendo stato il mio compagno di banco alle superiori per un paio di anni, ma perché mi riconosco in quello che scrivo avendo condiviso le stesse esperienze.

    Perché L’amico giusto è molto lontano dalle mie letture, e solitamente quando qualche autore emergente mi propone un romanzo con una trama come questa non riesco nemmeno a finirlo. Leggo una ventina di pagine con una fatica incredibile, lo accantono e poi comunico all’autore che non terminerò la lettura.

    Invece questo romanzo è scritto dannatamente bene. Non tanto per la trama, che nonostante i colpi di scena non riesce ad allontanarsi poi molto da migliaia di romanzi di formazione che non hanno avuto altrettanta fortuna, ma per una scrittura fluida e accattivante che tiene attaccati alle pagine con una semplicità disarmante.

    Luca e Mattia sono due ragazzini molto diversi. Il primo è sicuro di sé, il secondo è timido e impacciato. Si trovano un pomeriggio sul lago, ne nasce un’amicizia immediata e fortissima. Un’amicizia che li accompagna per gli anni più importanti della loro formazione, e continua a legarli nonostante l’allontanamento alle superiori, e durante la ricerca della strada della propria vita.

    Sì, lo so. Ne avete già sentite a bizzeffe di trame come questa. Solo che quella che a prima vista è banalità in realtà potrebbe chiamarsi universalità, e fa tutta la differenza del mondo.

    Un romanzo in cui tutti si possono riconoscere, la cui trama ci riporta con forza all’adolescenza: alle amicizie mai dimenticate, ai primi amori, a quella sensazione di disperazione a cui non sembra esserci rimedio. Il tutto abbellito da una scrittura semplice, veloce e lineare, che ci fa correre a perdifiato fino ad un finale per nulla scontato.

    Bravo, Marco. Lo sapevo ancora vent’anni fa cercando di decifrare la tua pessima calligrafia che eri uno scrittore.

  • Recensione di The game di Alessandro Baricco

    Recensione di The game di Alessandro Baricco

    The game è un saggio di Alessandro Baricco pubblicato da Einaudi nel 2018.

    Informazioni su ‘The game’
    Titolo: The game
    Autore: Alessandro Baricco
    ISBN: 9788806235550
    Genere: Saggio
    Casa Editrice: Einaudi Stile Libero
    Data di pubblicazione: 2018-10-02
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 324
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    The GameThe game è idealmente il seguito del saggio di Alessandro Baricco del 2006, ed è un libro che parla di internet e dei social network.

    Baricco pone l’inizio del mutamento della nostra civiltà nel rapporto tra uomo, tastiera e schermo in contrapposizione a quello precedente, figlio della civiltà medioevale: uomo, spada e cavallo. È da questo nuovo rapporto che nasce la civiltà di internet, quella che dal calciobalilla si evolve nel flipper e poi nel videogioco.

    Baricco ricostruisce in modo piacevole e accattivante la storia di internet a partire dagli albori fino ai giorni nostri… Anzi, cerca anche di dare una visione di quello che sarà il game di domani, in funzione di quello che è successo fino ad oggi.

    The game è un saggio molto interessante e veramente molto ricco di spunti di riflessione. Alla fine non si può essere soltanto i luddisti del “io non ho i social network perché sono il Male”, né degli zombie che non si fanno domande su come strumenti potenti hanno modificato drasticamente il nostro modo di vivere.

    Solo un paio di perplessità: The Game è un nome veramente brutto per definire il mondo di internet e dei social network, anche se è chiaro e logico il perché Baricco lo ha scelto in funzione delle sue argomentazioni; e poi l’autore è spesso troppo saccente, la sua ironia spesso finisce nell’autocelebrazione… Ma è sicuramente un libro da leggere.

    Perché porsi delle domande sui social network e su internet è l’unico modo per capire dove stiamo andando. E come.

    Citazioni da The Game di Alessandro Baricco

    “Non si capisce nulla della rivoluzione digitale se non si ricorda che i nonni di quelli che iniziarono avevano combattuto una guerra un cui milioni di uomini erano morti per difendere la fissità di un confine o nel tentativo di spostarlo di qualche chilometro, alle volte di qualche centinaio di metri. Pochi anni dopo, l’isolamento cieco delle élite, l’immobilismo culturale dei popoli e il ristagno piombato delle informazioni avevano portato i loro padri a vivere in un un mondo in cui si poteva fare Auschwitz senza che nessuno lo sapesse, e sganciare una bomba atomica senza che la riflessione sull’opportunità di farlo riguardasse più di una manciata di persone. Loro stessi, crescendo, erano andati a scuola, ogni mattina, in un mondo diviso in due da una cortina di ferro e inchiodato a sé stesso dal pericolo di un apocalisse nucleare, peraltro gestita in stanze inaccessibili da un’élite blindata nel suo isolamento di casta. Tutto questo non accadeva in un mondo ancora calato nella barbarie di una pre-civilizzazione, ma, al contrario, in un angolo di mondo, l’Occidente, in cui una civiltà apparentemente sublime tramandava da secoli l’arte di coltivare ideali e valori altissimi: la tragedia era che tutto quel disastro non sembrava tanto il risultato imprevisto di un passaggio a vuoto di quella civiltà, quanto il prodotto coerente e inevitabile dei suoi principî, della sua razionalità, del suo modo di stare al mondo.”

    “Era il paradossale patrimonio che una civiltà apparentemente raffinatissima stava per passare ai suoi eredi: il privilegio di una fine tragica.”

    “Il modo migliore per disfarsi di un sacerdote è mettere tutti in grado di compiere miracoli.”

    “Molte persone provano a cambiare la natura degli umani, ma è davvero una perdita di tempo. Non puoi cambiare la natura degli umani; quello che puoi fare è cambiare gli strumenti che usano, cambiare le tecniche. Allora, cambierai la civiltà.”

    “La distinzione tra profeti e coglioni è diventata visibile solo a occhi molto freddi e allenati.”

    “L’individualismo è sempre, per definizione, una postura contro: è sedimento di una ribellione, ha la pretesa di generare un’anomalia, rifiuta di camminare nel gregge e cammina in solitudine in controsenso. Ma quando milioni di persone si mettono a camminare in controsenso, qual è il senso giusto della strada?”

    “Senza il riverbero di un qualche infinito, qualsiasi realtà suona un po’ sorda.”

  • Recensione di Elevation di Stephen King

    Recensione di Elevation di Stephen King

    Elevation è un romanzo di Stephen King pubblicato da Sperling & Kupfer nel 2019.

    Informazioni su ‘Elevation’
    Titolo: Elevation
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788820066932
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2019-02-19
    Lingua: Italiano
    Formato: Copertina rigida
    Pagine: 194
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    Elevation di Stephen KingElevation è un romanzo di 194 pagine. Che già per Stephen King è qualcosa di altamente atipico. E spesso deludente (mi viene in mente Colorado Kid, non esattamente il suo migliore romanzo).

    Questo Elevation invece mi ha incredibilmente stupito. Ricorda molto Sleeping Beauties, almeno negli intenti. Qui invece del maschilismo viene preso in esame il pregiudizio sulle coppie omosessuali in una piccola cittadina del Maine che ha già fatto da ambientazione a molti lavori di King: Castle Rock.

    L’incipit del romanzo è sovrannaturale, tipicamente Kinghiano: a Scott Carey sta succedendo qualcosa di incomprensibile, sta perdendo peso ma senza perdere massa. Il suo aspetto fisico non cambia di una virgola, ma il display della sua bilancia elettronica dice che da qualche mese perde regolarmente mezzo chilo di peso indipendentemente da quello che mangi.

    E sembra un processo irreversibile.

    Nel frattempo nella sua Castle Rock una coppia di donne, una coppia di donne sposate, ha aperto un ristorante. Che pochissime persone frequentano, e che sembra destinato a fallire entro un anno. Scott, prima di raggiungere il peso zero, decide che può almeno cercare di cambiare le cose nella sua piccola cittadina, ed eliminare il pregiudizio.

    Ci sono alcuni limiti, certo. Come già in Sleeping Beauties, del resto. Il mantenimento di alcuni stereotipi (l’uomo cavaliere che salva le donne dal pericolo, le persone discriminate spinose e difficili da trattare sono solo un paio di esempi) rimane, è vero. Ma come già per il romanzo scritto con il figlio devo dire che il fatto che uno scrittore della fama di Stephen King decida di dedicarsi a temi così sociali sia un ottimo segno. Un segnale di resistenza, negli Stati Uniti di Trump. Soprattutto da parte di uno che si è sempre definito repubblicano.

    Tra l’altro il romanzo ha una dolcezza, una leggerezza, che King non ha mai avuto. Una leggerezza. Elevation.

  • Recensione di Un atomo di Verità di Marco Damilano

    Recensione di Un atomo di Verità di Marco Damilano

    Un atomo di verità: Aldo Moro e la fine della politica in Italia è un saggio di Marco Damilano pubblicato da Feltrinelli nel 2018.

    Informazioni su ‘Un atomo di verità’
    Titolo: Un atomo di verità: Aldo Moro e la fine della politica in Italia
    Autore: Marco Damilano
    ISBN: 9788807070471
    Genere: Saggio
    Casa Editrice: Feltrinelli Fuochi
    Data di pubblicazione: 2018-03-08
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 272
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    Un atomo di veritàMarco Damilano è una persona che stimo molto. In quest’epoca di giornalismo servile e spesso menzognero lo trovo in possesso di un’onesta intellettuale molto rara. Inoltre scrive bene, e anche questo per il giornalismo odierno è più unico che raro.

    Quindi quando è uscito questo libro, proprio nel periodo in cui sto scrivendo un romanzo su Moro e le Brigate Rosse, ero molto curioso di sapere cosa ne pensasse lo “spiegonista” di Propaganda Live (nonché direttore de L’Espresso) del sequestro di Moro e dei poteri che si nascondevano dietro le Brigate Rosse.

    Purtroppo di questo non ho trovato nulla. Nessuno spunto di riflessione, nessuna rivelazione su uno dei momenti più bui e determinanti della politica italiana.

    Il libro parte da una breve biografia di Aldo Moro e continua fino al momento del sequestro; e le conclusioni sono un’analisi abbastanza approfondita ma anche abbastanza banale di come la situazione politica italiana cambi definitivamente dalla mattina dell’8 Maggio 1978 (“L’alba dei funerali di uno Stato”, come dicevano i Modena City Ramblers), quando il corpo senza vita di Aldo Moro viene ritrovato in Via Caetani.

    È comunque scritto in modo scorrevole e abbastanza completo per quanto riguarda riferimenti e fonti, e forse è un buon punto di partenza se siete interessati a conoscere meglio la vicenda di Moro, il suo sequestro e la sua uccisione… Ma se già ne sapete abbastanza forse è una lettura che non vi darà nulla di nuovo.

  • Recensione di The outsider di Stephen King

    Recensione di The outsider di Stephen King

    The Outsider è un romanzo di Stephen King pubblicato da Sperling & Kupfer nel 2018.

    Informazioni su ‘The outsider’
    Titolo: The outsider
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788820066239
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2018-10-23
    Lingua: Italiano
    Formato: Copertina rigida
    Pagine: 544
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    The outsiderComincio questo romanzo con ansia e voglia, perché leggo l’AV Club definirlo “L’It dell’era Trump notevole e veramente bello”.

    All’inizio non capisco cosa intendano dire: nella cittadina di Flint City un bambino di dieci anni viene ucciso e stuprato in un parco, e il colpevole viene presto arrestato: è Terry Maitland, allenatore delle squadre giovanili cittadine. Lo incastrano una serie praticamente infinita di testimonianze, tanto che la polizia arresta il sospettato in pubblico, davanti a centinaia di spettatori. Solo che qualche dubbio comincia a sorgere durante l’interrogatorio dell’uomo, che oltre ad essere incensurato e amato da tutta la comunità, sembra avere anche un alibi inattaccabile…

    E, devo dire, fin qui il romanzo è assolutamente avvincente. Un thriller ottimamente scritto, che ti tiene con il fiato sospeso, attaccato alle pagine, a cercare di arrivare a capire come sbrogliare questa situazione incredibile…

    Piccolo spolier, non aprire se non l’hai letto…

    Solo che all’improvviso un dubbio sorge. Stiamo parlando di Stephen King. Non è che per caso il colpevole è un essere mostruoso in grado di prendere le sembianze e il DNA di chi vuole… Ma no, sarebbe troppo banale…

    Poi qualcosa comincia a cambiare. Il genere letterario cambia, vira verso il brivido, l’immaginario mostruoso tipico di King, e si comincia anche a capire perché il romanzo venga paragonato (decisamente a torto) all’It del nuovo millennio.

    Ritroviamo Holly Gibney di Mr Mercedes così, un po’ all’improvviso e senza una ragione apparente. Che diventa subito protagonista della parte più immaginaria della narrazione. Un bellissimo personaggio, ma che mi avviso qui viene inserito un po’ forzatamente, il suo ingresso nella trama andava inserito molto più lentamente e meno all’improvviso.

    In It c’era una tensione continua, i protagonisti erano molto meglio strutturati, ed era una favola moderna in cui il bene è eternamente in lotta con il male e bisogna combatterlo, per quanto sembri spaventoso.

    Qui tutto questo manca.

  • Recensione di Fuoco e Sangue di George R.R. Martin

    Recensione di Fuoco e Sangue di George R.R. Martin

    Fuoco e sangue e è un romanzo di George R.R. Martin collegato alla saga de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, pubblicato da Mondadori nel 2018.

    Informazioni su ‘Fuoco e sangue’
    Titolo: Fuoco e sangue
    Autore: George R.R. Martin
    ISBN: 9788804703167
    Genere: Fantasy
    Casa Editrice: Mondadori
    Data di pubblicazione: 2018-11-22
    Lingua: Italiano
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 720
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    Fuoco e sanguePassare in libreria e trovare tra le ultime uscite un romanzo di George R.R. Martin con in copertina lo stemma dei Targaryen dal titolo “Fuoco e sangue”. E pensare: “Ma non doveva chiamarsi qualcosa tipo il Vento dell’Inverno il prossimo libro de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”? E soprattutto: “E non doveva uscire tipo nel prossimo millennio, visto che anche il simpatico vecchietto che ne è l’autore ha detto che sicuramente anche per il 2019 non se ne parla”?

    Infatti.

    Invece di proseguire la saga principale, il cui quinto libro è atteso dal 2011, Martin decide di cominciare uno spin-off in cui ci racconta la storia della dinastia del drago. E preparatevi fin da subito: non finisce con questo libro, anzi.

    La storia viene raccontata proprio come se fosse un saggio storico scritto da un maestro della cittadella, quindi scordatevi anche il ritmo forsennato con cui avete letto della lotta alla conquista del Trono di Spade. Una serie di date, di racconti volutamente obiettivi e poco avvincenti, che ci raccontano in maniera semplice e lineare, rigorosamente in ordine cronologico, di come Aegon il Conquistatore si lancia con i suoi draghi alla conquista dei Sette Regni e di come la dinastia si sviluppa.

    Allora consiglio di non leggerlo? Sì e no. Perché chi è appassionato della saga e sente parlare dei signori dei draghi da migliaia di pagine senza averne mai saputo più di tanto, è inevitabile che divori questo volume. Io l’ho fatto.

    Il grosso problema è che fa rabbia pensare alla stesura di queste 720 pagine e alla pesante assenza di “Winds of Winter”. In fondo è un problema di tempo, almeno per me. Del tempo passato da A dance with dragons, o del tempo passato dalla prima volta che ho letto “Il trono di spade”, nel 1999. Era lo scorso millennio, dannazione. Riuscirò mai a vedere la fine di questa saga? Dannato Martin.

  • Recensione di Donne informate sui fatti di Carlo Fruttero

    Recensione di Donne informate sui fatti di Carlo Fruttero

    Donne informate sui fatti è un romanzo di Carlo Fruttero pubblicato da Arnoldo Mondadori nel 2006.

    Informazioni su ‘Donne informate sui fatti’
    Titolo: Donne informate sui fatti
    Autore: Carlo Fruttero
    ISBN: 9788804560739
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Mondadori
    Data di pubblicazione: 2006-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Copertina rigida
    Pagine: 288
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    Donne informate sui fatti è un romanzo costruito in maniera impeccabile da uno dei più grandi romanzieri italiani del novecento. In coppia con Lucentini ha scritto numerosi capolavori (Enigma in luogo di mare, Il palio delle contrade morte, tanto per citarne un paio) e ha continuato anche dopo la morte del collega.

    Questo Donne informate sui fatti è costruito con la tecnica dei punti di vista: otto donne danno la loro opinione su un omicidio avvenuto a Torino, dove una donna viene trovata in un fosso. Sembra una prostituta, ma non lo è; o meglio, non lo è più. È la moglie di un famoso banchiere.

    La bidella e la barista che trovano il corpo, la carabiniera che affianca le indagini, la figlia e la migliore amica del marito della vittima, la volontaria del centro di accoglienza, la giornalista di una piccola televisione locale che cerca di carpire qualche informazione qua e là, la vecchia contessa che forse darà una svolta alle indagini.

    Otto voci diverse di otto donne diverse; tutte con la loro personalità, con la loro visione della vicenda e con la loro piccola verità da raccontare. Spicchi di verità che, raccolti insieme, ci porteranno alla verità. Forse.

    Un romanzo ottimamente costruito, che ha solo qualche piccolo difetto; una trama tutto sommato non molto originale, e forse una certa dose di stereotipi che avrebbero potuto essere evitati e rendere il romanzo ancora più completo e originale.

    Per il resto un maestro della narrazione italiana che ci guida attraverso una delle città che conosce meglio, Torino, rimbalzando tra i punti di vista di queste otto donne.

    Citazioni da “Donne informate sui fatti”

    “Tiriamo fuori tutto, liberiamoci, guardiamo in faccia la verità. Ma dov’è la verità, che diavolo di faccia avrà mai? Le giri intorno da tutte le parti e te la ritrovi sempre di profilo, massimo di tre quarti. Pura e semplice perdita di tempo”.

  • Recensione di Vietato obbedire di Concetto Vecchio

    Recensione di Vietato obbedire di Concetto Vecchio

    Vietato obbedire è un saggio di Concetto Vecchio pubblicato da BUR Biblioteca Universale Rizzoli nel 2005.

    Informazioni su ‘Vietato Obbedire’
    Titolo: Vietato obbedire
    Autore: Concetto Vecchio
    ISBN: 9788817006972
    Genere: Saggio
    Casa Editrice: BUR Biblioteca Universale Rizzoli
    Data di pubblicazione: 2005-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 252
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    Vietato ObbedireVietato obbedire è un saggio di Concetto Vecchio (ebbene sì, è il suo nome vero) che racconta la nascita e i primi anni della Libera Facoltà di Sociologia di Trento, un posto che ha assunto con il tempo caratteri mitici e che ha profondamente cambiato la visione dell’università in Italia.

    Perché oltre ad essere stato un serbatoio in cui si è sviluppata la protesta studentesca del ’68 e da dove sono usciti alcune tra le figure più politicamente interessanti degli anni settanta (come Margherita Cagol e Renato Curcio, fondatori delle BR, e Mauro Rostagno, tra i fondatori di Lotta Continua) è stato anche un modo profondamente diverso di concepire l’insegnamento e l’educazione universitaria.

    Concetto Vecchio scrive in modo molto fluido e scorrevole, e per un saggio di questo tipo non è un giudizio comune. La storia viene raccontata con ricchezza di particolari, la narrazione è ben costruita e sono presenti numerosi elementi di contesto come musica o film dell’epoca che aiutano ad immedesimare il lettore, a farlo sprofondare in uno dei più stimolanti periodi storici dell’Italia del Novecento.

    La storia è ben documentata ed esposta in maniera molto obiettiva, anche se credo che l’interesse per un periodo come questo derivi da una connotazione politica ben definita.