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LibriRadici
Home›Radici›Libri›Recensione di The outsider di Stephen King

Recensione di The outsider di Stephen King

By zorba
8 Gennaio 2019
3067
0
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The Outsider è un romanzo di Stephen King pubblicato da Sperling & Kupfer nel 2018.

[su_box title=”Informazioni su ‘The outsider'”]Titolo: The outsider
Autore: Stephen King
ISBN: 9788820066239
Genere: Narrativa
Casa Editrice: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 2018-10-23
Lingua: Italiano
Formato: Copertina rigida
Pagine: 544
Goodreads
Anobii

[su_button url=”https://www.goodbook.it/scheda-libro/stephen-king/the-outsider-9788820066239-1042281.html” target=”blank” style=”ghost” background=”#ef812d” color=”#ef812d” size=”4″ radius=”10″ icon=”icon: shopping-cart” icon_color=”#ef812d”]Acquista The Outsider su GoodBook.it[/su_button]

[/su_box]

The outsiderComincio questo romanzo con ansia e voglia, perché leggo l’AV Club definirlo “L’It dell’era Trump notevole e veramente bello”.

All’inizio non capisco cosa intendano dire: nella cittadina di Flint City un bambino di dieci anni viene ucciso e stuprato in un parco, e il colpevole viene presto arrestato: è Terry Maitland, allenatore delle squadre giovanili cittadine. Lo incastrano una serie praticamente infinita di testimonianze, tanto che la polizia arresta il sospettato in pubblico, davanti a centinaia di spettatori. Solo che qualche dubbio comincia a sorgere durante l’interrogatorio dell’uomo, che oltre ad essere incensurato e amato da tutta la comunità, sembra avere anche un alibi inattaccabile…

E, devo dire, fin qui il romanzo è assolutamente avvincente. Un thriller ottimamente scritto, che ti tiene con il fiato sospeso, attaccato alle pagine, a cercare di arrivare a capire come sbrogliare questa situazione incredibile…

[su_spoiler title=”Piccolo spolier, non aprire se non l’hai letto…” style=”fancy” icon=”plus-circle”]

Solo che all’improvviso un dubbio sorge. Stiamo parlando di Stephen King. Non è che per caso il colpevole è un essere mostruoso in grado di prendere le sembianze e il DNA di chi vuole… Ma no, sarebbe troppo banale…

[/su_spoiler]

Poi qualcosa comincia a cambiare. Il genere letterario cambia, vira verso il brivido, l’immaginario mostruoso tipico di King, e si comincia anche a capire perché il romanzo venga paragonato (decisamente a torto) all’It del nuovo millennio.

Ritroviamo Holly Gibney di Mr Mercedes così, un po’ all’improvviso e senza una ragione apparente. Che diventa subito protagonista della parte più immaginaria della narrazione. Un bellissimo personaggio, ma che mi avviso qui viene inserito un po’ forzatamente, il suo ingresso nella trama andava inserito molto più lentamente e meno all’improvviso.

In It c’era una tensione continua, i protagonisti erano molto meglio strutturati, ed era una favola moderna in cui il bene è eternamente in lotta con il male e bisogna combatterlo, per quanto sembri spaventoso.

Qui tutto questo manca.

Trama
6.5
Scrittura
8
Contenuto
5.5
6.7
Un romanzo da buttare? No, assolutamente. Il buon King è sempre King, la lettura è scorrevole e piacevole. Il problema è che se leggi tutto King, quando trovi dei romanzi inferiori a quello che ti aspetti... Sembrano delle cose illeggibili invece che dei buoni romanzi. Stephen King ha scritto di meglio. It, tanto per dirne uno, che è un capolavoro assoluto. Forse l'era Trump ha fatto dimenticare agli americani anche cosa sia la buona letteratura.
Reader Rating: (1 Rate)
6
TagsFlint Cityhorrorpoliziescorecensione librirecensione librorecensioni libristephen king
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L'alba dei funerali di uno stato

    Words of Fame

    “Sulla spalletta del ponte
    Le teste degli impiccati
    Nell’acqua della fonte
    La bava degli impiccati.

    Sul lastrico del mercato
    Le unghie dei fucilati
    Sull’erba secca del prato
    I denti dei fucilati.

    Mordere l’aria mordere i sassi
    La nostra carne non è più d’uomini
    Mordere l’aria mordere i sassi
    Il nostro cuore non è più d’uomini.

    Ma noi s’è letta negli occhi dei morti
    E sulla terra faremo libertà
    Ma l’hanno stretta i pugni dei morti
    La giustizia che si farà.”

    — Franco Fortini, Fogli di via e altri versi
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