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  • Citazioni di Andrea De Carlo: “È che i ruoli…

    Citazioni di Andrea De Carlo: “È che i ruoli…

    “E’ che i ruoli sono più forti delle persone […]. Le persone si adeguano ai ruoli, non viceversa I poliziotti si comportano da poliziotti, in qualunque parte del mondo, e qualunque sia il loro carattere individuale se non ci sono abbastanza controlli diventano facilmente dei torturatori.”

    Andrea De Carlo, Tecniche di seduzione

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  • Citazioni di Andrea De Carlo: “Volere quello che non ci danno…

    Citazioni di Andrea De Carlo: “Volere quello che non ci danno…

    “Volere quello che non ci danno, non volere quello che ci danno. Inseguire chi ci scappa, scappare da chi ci insegue. Se prendi un bambino di tre anni, è già tutto lì. E non c’è nessuna evoluzione, né con l’esperienza né con l’età né con niente. L’unica cosa che riusciamo a fare è complicare la superficie e inventare degli atteggiamenti, ma il meccanismo rimane lo stesso. Questa specie di regola della bilancia, una parte che sale quando l’altra scende, in modo del tutto automatico e inevitabile.”

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  • Citazioni di Andrea De Carlo: “Siamo noi che cerchiamo…”

    Citazioni di Andrea De Carlo: “Siamo noi che cerchiamo…”

    “Siamo noi che cerchiamo di fermare le cose che ci piacciono, renderle più permanenti e sicure possibile, sottrarle ai pericoli del tempo e delle trasformazioni e dei cambiamenti d’umore. Ed è anche bella l’idea che due persone possano vivere insieme sicure e fiduciose, senza i sospetti e i giochi di contrappeso e i ricatti e le lusinghe fasulle di un rapporto instabile. Però è un’idea, e quello che succede in realtà è che ci costruiamo intorno una prigione di certezze reciproche, e intanto le cose che volevamo salvare sono sgusciate fuori tra le sbarre”

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  • Citazioni di Andrea De Carlo: “La cosa terribile di una famiglia…”

    Citazioni di Andrea De Carlo: “La cosa terribile di una famiglia…”

    “La cosa terribile di una famiglia, o di qualunque storia sedimentata, è questo dare per scontato di esserci. Dare per scontato che uno torni a casa a mangiare, senza nessuna particolare sorpresa né contentezza quando succede. Dare per scontati tutti i gesti che prima sembravano così rari e preziosi.”

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  • Citazioni di Andrea De Carlo: la cosa peggiore è l’assuefazione…

    Citazioni di Andrea De Carlo: la cosa peggiore è l’assuefazione…

    “La cosa peggiore è l’assuefazione, non riuscire più a stupirti di quello che fai. Dovremmo provare di continuo a togliere dalla nostra vita le cose che diamo per scontate, fare passare qualche tempo prima di rimettercele. Stare una settimana senza luce elettrica o un mese senza telefono, dormire per terra qualche notte ogni tanto”

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  • Tecniche di seduzione

    Tecniche di seduzione

    Tecniche di seduzione è un romanzo di Andrea De Carlo pubblicato da Bompiani nel 1991.

    Informazioni su ‘Tecniche di seduzione’
    Titolo: Tecniche di seduzione
    Autore: Andrea De Carlo
    ISBN: 9788845218132
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Bompiani
    Data di pubblicazione: 1992-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 355
    Goodreads
    Anobii

    Copertina di Tecniche di Seduzione di Andrea De CarloScritto da Andrea De Carlo nel 1991, “Tecniche di Seduzione” è il suo romanzo più riuscito.
    Nonostante persista quella meccanicità e quella freddezza nella descrizione dei sentimenti e nella narrazione, proprie dello stile dell’autore, la trama del romanzo è avvincente e sorprendente.
    Roberto Bata è un apprendista giornalista della rivista milanese “Prospettiva”.

    Costretto a noiose interviste telefoniche, ha l’occasione di un lavoro sul campo andando ad intervistare l’attrice emergente Maria Blini, nello spettacolo sceneggiato dal celebre scrittore Marco Polidori, autore di bestseller internazionali.
    Durante il ricevimento post spettacolo Roberto Bata conosce casualmente lo scrittore famoso, e la sua vita ne verrà sconvolta…

    Roberto si troverà a Roma, a lavorare in un ambiente surreale, dove un mucchio di gente vive succhiando il sangue infetto dello Stato, una ragnatela politica fatta di uomini senza scrupoli, arraffoni, scrittori falliti e uomini potenti; ragnatela che intrappolerà il protagonista nella sua infinita ingenuità.

    Citazioni da “Tecniche di seduzione”

    “La cose terribile di una famiglia, o di qualunque storia sedimentata, è questo dare per scontato di esserci. Dare per scontato che uno torni a casa a mangiare, senza nessuna particolare sorpresa né contentezza quando succede. Dare per scontati tutti i gesti che prima sembravano così rari e preziosi…”

    “Siamo noi che cerchiamo di fermare le cose che ci piacciono, renderle più permanenti e sicure possibile, sottrarle ai pericoli del tempo e delle trasformazioni e dei cambiamenti d’umore. Ed è anche una bella l’idea che due persone possano vivere insieme sicure e fiduciose, senza i sospetti e i giochi di contrappeso e i ricatti e le lusinghe fasulle di un rapporto instabile. Però è un’idea, e quello che succede in realtà è che ci costruiamo intorno una prigione di certezze reciproche, e intanto le cose che volevamo salvare sono sgusciate fuori tra le sbarre”

    “Non è incredibile come quando ti innamori di una donna ti sembra che lei viva d’aria, senza peso e senza fatica, senza nemmeno bisogno di mangiare, alimentata solo dalle sue qualità sorprendenti? […] Sei così pieno di entusiasmo per la sua mancanza di peso che dedichi tutte le tue energie a renderla una parte permanente della tua vita, e non ti rendi conto di come in questo modo trasformi il suo equilibrio, e aiuti il suo peso a venire fuori. Vengono fuori le sue malattie psicosomatiche e vengono fuori i suoi genitori, vengono fuori i suoi difetti fisici e i suoi difetti di carattere e le sue richieste. E in buona parte sono richieste legittime, ma questo non fa che appesantirla ancora, finché sei schiacciato a terra e hai solo voglia di scappartene via, a cercare da qualche parte una persona più leggera”

    “I socialisti sono come lui. […] Sono arrivati più tardi alla tavola imbandita del potere, vogliono rifarsi in fretta di quello che hanno perso. […] Hanno queste labbra tumide, queste mani grassocce e questi nasi carnosi, queste guance gonfie. Sono una nuova generazione, rispetto ai democristiani, con meno impacci e meno apparenze da fingere di rispettare. Sono stati loro a portare il sesso allo scoperto nella politica italiana, dopo vent’anni di masturbazioni all’ombra delle sagrestie. Sono più giovani, e di certo più moderni e meno provinciali, ma hanno la stessa disonestà di fondo, e anche una tendenza allo squadrismo culturale. Hanno i loro piccoli Goebbels e i loro piccoli Speer, i loro cani d’attacco e le loro liste di prescrizione, e tutto il tempo giocano a presentarsi come disinvolti e agganciati al resto dell’Europa.
    I democristiani sono dei mostri. Sono l’anima nera dell’ipocrisia e della vigliaccheria italiana. Vivono di inganni e sotterfugi e trame e omissioni e bugie e dichiarazioni ritrattate, dell’ambiguità elevata a sistema politico. Hanno sulle spalle quarantacinque anni di collusioni con la mafia e colpi di stato preparati e tenuti in caldo, e stragi di innocenti e servizi depistati, e censure e pressioni e minacce e ricatti dietro la facciata, e furti e sprechi su una scala spaventosa. E’ semplice mediocrità culturale e umana, squallore grigio al riparo delle correnti del mondo”

    “E’ che sono le difficoltà a sviluppare l’intelligenza, la facilità produce solo mancanza di motivi e riflessi lenti”

    “E’ che i ruoli sono più forti delle persone […]. Le persone si adeguano ai ruoli, non viceversa. I poliziotti si comportano da poliziotti, in qualunque parte del mondo, e qualunque sia il loro carattere individuale se non ci sono abbastanza controlli diventano facilmente dei torturatori”

    “La cosa peggiore è l’assuefazione, non riuscire più a stupirti di quello che fai. Dovremmo provare di continuo a togliere dalla nostra vita le cose che diamo per scontate, fare passare qualche tempo prima di rimettercele. Stare una settimana senza luce elettrica o un mese senza telefono, dormire per terra qualche notte ogni tanto”.

    “Volere quello che non ci danno, non volere quello che ci danno. Inseguire chi ci scappa, scappare da chi ci insegue. Se prendi un bambino di tre anni è già tutto lì. E non c’è nessuna evoluzione, né con l’esperienza né con l’età né con niente. L’unica cosa che riusciamo a fare è complicare la superficie e inventare degli atteggiamenti, ma il meccanismo rimane lo stesso. Questa specie di regola della bilancia, una parte che sale quando l’altra scende, in modo del tutto automatico e inevitabile”

    “I veri libri vengono tutti fuori da uno stato di carenza acuta, da un’incapacità di trattare in termini concreti col mondo. Da un desiderio di rivalsa abbastanza intenso da spingerti a costruire versioni parallele della tua vita”

    “Una passione si alimenta di quello che non sai di un’altra persona, molto più di quello che sai. Se non la conosci e hai qualche buon elemento di partenza ti puoi immaginare qualsiasi cosa. Sovrapponi le tue fantasie alle zone d’ombra, e se ci sono tante zone d’ombra hai ancora più spazio, puoi farci stare dei sogni interi. Ma il guaio di una passione è che produce molta luce concentrata, è solo questione di tempo prima che rischiari ogni singolo angolo. E di solito non ci trovi più molto quando l’ombra si è dissolta…”

    “I libri sono sempre finti, per quanta verità ci ficchi dentro”.

  • Arcodamore

    Arcodamore

    Arcodamore è un romanzo di Andrea De Carlo pubblicato in questa edizione da Mondadori nel 2004.

    Informazioni su ‘Arcodamore’
    Titolo: Arcodamore
    Autore: Andrea De Carlo
    ISBN: 9788845225949
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Mondadori
    Data di pubblicazione: 1999-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 292
    Goodreads
    Anobii

    Arcodamore | Andrea De CarloArcodamore è una tipica storia di Andrea De Carlo. Una storia d’amore, per molti versi, tra due personaggi di una certa classe sociale (lui fotografo professionista, lei arpista di fama quasi internazionale), che si cercano, si assaggiano, si lasciano, litigano, e poi si trovano di nuovo.

    Una storia già vista nella produzione dell’autore, che la scrive con il suo solito stile abbastanza freddo e meccanico.

    Pessima la caratterizzazione dei personaggi: solo Manuela, la protagonista, viene dipinta in modo abbastanza accurato, mentre tutti gli altri, da Leo (il fotografo) al cugino, all’ex compagno dell’arpista, vengono soltanto abbozzati.
    Anche questo abbastanza tipico della produzione dell’autore.

    Solo i sentimenti e le relazioni tra le persone sono descritti a fondo, anche se in quel modo distaccato e freddo, quasi meccanico, che hanno portato Andrea De Carlo nell’Olimpo degli autori italiani. La metafora dell’Arco d’Amore, nonostante tutto, rimane terribilmente banale.

    Citazioni da “Arcodamore”

    Ho visto i frammenti sparsi della tua vita a casa tua, e mi facevano anche paura. L’idea di tutto quello che hai fatto senza di me. Tutti i pensieri e le sensazioni che ti sono passati dentro.