Misteri d’Italia è un saggio di Carlo Lucarelli pubblicato da Einaudi nel 2002, che tratta i misteri italiani raccontati dallo stesso Lucarelli nel programma televisivo Blu Notte.
Lucarelli può piacere o non piacere, ma è innegabile che il su programma andato in onda su Rai Tre “Blu Notte” sia ottimamente costruito e frutto di un lavoro importante di ricerca. altro grande pregio, a mio avviso, è quello di portare alla conoscenza del grande pubblico (qualcuno dirà “pubblico di parte”, ma tant’è…) alcune tra le pagine più misteriose e importanti della recente storia d’Italia.
Questo libro è scritto come un romanzo, tanto che spesso si dimentica che i fatti trattati sono alcuni tra i fatti che hanno sconvolto l’Italia dal dopoguerra ad oggi; e probabilmente questa è la sua forza più grande: la lettura scorre veloce e interessante, emozionante e rabbiosa, mentre si imparano e si conoscono episodi come il rapimento di Michele Sindona e la morte del bancario di Roberto Calvi; l’incidente di Enrico Mattei, il caso Castellari, la strage di Gioia Tauro o i crimini della Banda della Uno Bianca. Episodi che sembrano quasi collegarsi a formare una trama intessuta nel buio, che fa da sfondo inquietante alla storia “ufficiale” italiana.


L’ispettrice di polizia Grazia Negro è stanca di serial killer. Della loro violenza, del loro egocentrismo, del sangue. Non che cambi molto, adesso lavora all’antmafia, ma almeno il sangue è un po’ meno, soprattutto in Emilia Romagna, dove la mafia si è già spartita il mercato del cemento e quello dei supermercati. Anche perché sta cercando di restare incinta, e braccare un serial killer potrebbe non essere l’attività giusta per avere un bambino. Poi, il figlio di un noto mafioso latitante viene ucciso. Con violenza, una violenza oltre ogni limite. Grazia comincia ad indagare, mentre Bologna viene scossa da altri efferati omicidi, riconducibili al primo. Un altro serial killer.