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  • Il razzismo esiste

    Il razzismo esiste

    Il razzismo esiste, fratelli. Non sono pochi pazzi isolati, non sono gli estremisti di destra, non sono barbari e ignoranti leghisti, non sono focolai isolati. Noi italiani siamo razzisti.
    Com’e’ successo? Duemila anni fa l’impero romano in espansione tanto caro ai nostalgici del saluto a mano tesa integrava perfettamente gli extra-comunitari. Certo, c’erano armi e violenza, ma era una conquista, non flussi migratori. Ma una volta finita la guerra si cercava di inglobarne la cultura e di aiutare la civiltà in uno scambio che faceva crescere entrambe le parti.
    100 anni fa noi emigravamo in Germania e negli Stati Uniti, disperati e affamati alla ricerca di una vita migliore, e venivamo emarginati e derisi esattamente come quegli altri disperati che vengono da noi oggi.

    Cosa è successo per portarci a questi livelli?

    No, non è stata solo la Lega. Anche se avere al governo un partito ignorante e xenofobo aiuta.

    Il problema è che sono decenni che i media ce la pompano in testa, questa cosa del razzismo. A piccole dosi, quasi di sottofondo…
    Ma lo spacciatore è sempre marocchino, lo stupratore è sempre albanese, il furto lo fa sempre il rom, il lavoro ce lo rubano sempre pakistani e indiani. Gli Italiani sono sempre innocenti. Lo straniero è sempre il colpevole.

    Certo non è facile accettare il diverso.

    Tranne quando è schiavo nei cantieri edili del nord, che allora conviene perchè lo paghi una miseria e non devi pagarci le tasse e non devi impiantare sistemi di sicurezza, che tanto anche se cade e si fa male o se muore che ti frega? E’ clandestino, per lo Stato Italiano lui non esiste.
    O tranne quando è una minorenne figa, che allora va bene, anzi meglio, visto che puoi farci tutto quello che con tua moglie o la tua compagna non hai mai nemmeno immaginato.

    Siamo razzisti, gli extracomunitari li integriamo solo quando sono servi. O quando sono Svizzeri.

    E questa continua grancassa dei media è difficile da ignorare.
    Ma glissando per una volta sulla grande operazione di polizia (come può un uomo girare armato di 357 magnum credendosi l’ispettore Callaghan e uccidere 3 persone senza venire fermato?!?!) spaventa quest’odio represso pronto ad esplodere. Spaventano vite umane spente inutilmente, che non disturbavano, che non chiedevano nulla se non di poter fare qualche euro ai bordi del mercato italiano, per poter mangiare, per poter sopravvivere. Per andare avanti. Per essere meno disperati.

    Fratelli, smettetela di scaldarvi. Il lavoro questi non ve lo rubano. Voi i lavori che fanno loro li rifiutate.
    Mi fate ridere, imprenditori bastardi che sfruttate la mancanza di alternative di questa gente per pagarli poco e nulla, per lucrare, per il profitto. E poi li additate, li odiate, spargete la voce che rubano il lavoro agli italiani. Artigiano edile qualificato: € 20,00 all’ora, più tasse, INPS, INAIL, tredicesima, quattordicesima, ferie, malattia. Disperato rumeno con rudimenti di edilizia: € 20,00 al giorno. Il resto a carico suo. Siete voi a distruggere il mercato del lavoro, non loro.

    Siamo razzisti, come Monty Brogan nella 25a ora. Ne abbiamo un po’ per tutti. Ricettacolo di luoghi comuni, i pakistani e gli indiani puzzano di curry, gli albanesi sono violentatori, i Maghrebini sono spacciatori, i Senegalesi poco di buono che vendono imitazioni di Gucci e Fendi.

    Vi siete mai fermati a conoscerli? A parlarci? Molti sono laureati. Ok, non alla Bocconi, magari a Dakar, ma è gente che ha studiato, non sono mica il Trota.

    Perchè li odiamo? Perchè?

    Cerchiamo di capirlo in fretta, fratelli, l’odio ha portato all’olocausto, allo sterminio, alla guerra. La 357 Magnum non è la soluzione.

    Non siete morti al freddo di questa nostra città, ma su una grande pila d’ebano. E la vostra gente ballerà e canterà per quaranta notti.

  • 2 Giugno 1977

    A Milano viene gambizzato Indro Montanelli de “Il Giornale Nuovo”.
    A Firenze vengono distrutte le macchine di alcuni giornalisti de «La Nazione» e «Il Telegrafo»

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    Testi

  • 27 Maggio 1974

    A Firenze viene arrestato il brigatista Paolo Maurizio Ferrari.

    Nel pomeriggio del 27 Maggio 1974, a Firenze, finisce nelle mani della polizia Paolo Maurizio Ferrari. Da anni conduce vita clandestina, è indiziato per i sequestri di Bruno Labate, sindacalista CISNAL, di Ettore Amerio, dirigente della FIAT e, naturalmente, di Mario Sossi; sulle spalle ha una serie di ordini e mandati di cattura. Un arresto casuale, affermano gli inquirenti. Ma, si dice in questura a Torino, per dare una mano alla fortuna sarebbero occorsi 25 milioni.

    Così il P.M. Caccia ricostruisce l’arresto:

    «Intorno alle 18, personale della questura di Firenze si ricava nella abitazione di tale Resi Rossella, che ospitava Odorizzi Lucia. Nella abitazione si trovava un uomo il quale, constatata la presenza degli agenti, prima di qualunque scambio di parole, si dava alla fuga attraverso alle scale e a un giardino, scavalcava un muretto e tentava di fuggire su una motocicletta; ma veniva arrestato ugualmente dagli agenti. Egli rifiutava di dare le proprie generalità, ma attraverso le impronte digitali veniva identificato in Paolo Maurizio Ferrari».

    Addosso al giovane gli agenti trovano un mazzo di chiavi. Parcheggiata sotto l’appartamento al Campo di Marte c’è una 128, la macchina usata dal Ferrari. Ha la targa falsa, in una tasca della portiera ci sono una patente intestata ad Aldo Vieri, con la foto del giovane, e una fotocopia del «comunicato n. 8» delle bierre sul sequestro Sossi. 

    Viene portato a Torino e interrogato dai magistrati Caccia e Caselli. 

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    27 Maggio 1974
    Paolo Maurizio Ferrari nella foto segnaletica scattata in questura e al momento dell’arresto.
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  • 20 Aprile 1974

    Vengono trovati volantini delle Brigate Rosse a Torino, Firenze e Milano. (altro…)