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  • Il libro nero dell’Alta Velocità

    Il libro nero dell’Alta Velocità

    Il libro nero dell’Alta Velocità è un saggio di Ivan Cicconi pubblicato da Koiné nel 2011.

    Informazioni su ‘Il libro nero dell’Alta Velocità’
    Titolo: Il libro nero dell’Alta Velocità
    Autore: Ivan Cicconi
    ISBN: 9788889828175
    Genere: Saggistica
    Casa Editrice: Koiné
    Data di pubblicazione: 2011-09-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 192
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    Ebbene si, questo libro parla di TAV. E non ne parla con toni entusiastici, anzi. Aspettate, non cambiate pagina. Fermatevi un attimo. Potreste pentirvi. Questo libro parla di TAV ma non di NoTAV (tranne un paio di paginette a metà libro, ma nulla più). Siete ancora qui? Incredibile come i media vi abbiano spaventato sulla Val Susa. Sbagliate, sbagliate di grosso.

    Ma non siamo qui per parlare di questo.

    Ivan Cicconi si laurea a Bologna presso la Facoltà di Ingegneria. E’ noto come uno dei maggiori esperti di infrastrutture e lavori pubblici. Giusto per farvi capire… E’ stato Capo della Segreteria Tecnica del Ministero dei Lavori Pubblici, membro del Consiglio di Amministrazione dell’ANAS, professore a contratto nelle facoltà di architettura delle università La Sapienza di Roma, del Politecnico di Torino ed alla Università LUISS di Roma. Ha svolto attività di ricerca per il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), per l’ENEA (Ente Nazionale per le Energie Alternative), per il CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) e per l’UE (Unione Europea) in programmi di assistenza per organismi di paesi dell’America Latina (Mercosur, Argentina, Uruguay).

    Siete convinti che sia uno che sa il fatto suo?

    Bene. In questo libro parla della Storia dell’Alta Velocità in Italia. Di chi ha pensato il progetto, di chi l’ha gestito e lo gestisce, di chi ne ha ricevuto in appalto la costruzione, di chi ha ricevuto il sub-appalto… Via via fino alla Val Susa ed oltre, anche della Milano-Venezia che sta stendendo le sue rotaie nella Provincia di Brescia mentre sto scrivendo.

    Ora: so che se qualcuno lo leggerà (al di fuori della ristretta cerchia di chi ha capito che quello che succede in Val Susa è la più grande resistenza democratica degli ultimi anni) è perché si propone come un libro obiettivo. E lo è.

    Il piccolo problema è che dice le stesse cose di tutti quei NoTav che odiate tanto, che vi spaventano. Le stesse identiche cose, non perché sia un sovversivo, ma perché conosce il problema dal punto di vista tecnico, tecniche che ha appreso anche dai Valsusini, che sono molto più preparati di questo Governo Tecnico.

    Tecnico? Che battuta. Nell’Alta Velocità non c’è nulla di tecnico, se si vuole farla. Sono solo soldi. Che non andranno ai comuni cittadini, ma ai pochi furbetti che hanno capito come sopravvivere a Tangentopoli.

     

  • Ultimi scritti

    Ultimi scritti

    Ultimi scritti è una raccolta degli appunti di Charles Baudelaire uscita postuma e pubblicata in Italia da Feltrinelli nel 1995.

    Informazioni su ‘Ultimi scritti’
    Titolo: Ultimi scritti
    Autore: Charles Baudelaire
    ISBN: 9788807821172
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 1995-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 140
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    ultimi scrittiTutti questi appunti erano contenuti in un baule conservato dalla madre del poeta; questi fogli passarono nelle mani di Asselineau e quindi in quelle di Poulet-Malassis, che le classificò numerandole progressivamente. Furono quindi pubblicate nel 1887 con il titolo di Jornaux Intimes (Diari Intimi) nel volume Oeuvres posthumes da E.Crépet.
    Il figlio J.Crépet ne pubblicò un’altra edizione nel 1908 inserendo anche tutto il materiale tagliato nella prima edizione.

    Ultimi scritti è un titolo globale per quelle che in realtà avrebbero dovuto essere tre opere distinte: Razzi, Il mio cuore messo a nudo e Povero Belgio.

    Razzi

    Razzi non ha riscontri nella letteratura francese. Non sono aforismi, ma veri e propri appunti, abbastanza casuali, su riflessioni del poeta (molte delle quali sfoceranno nello Spleen di Parigi dei Fiori del Male) o su abbozzi di opere da comporre in futuro; esempi di questo tipo di materiale letterario si trovano invece tra i romantici tedeschi, come Schlegel o Novalis, anche se non esistono prove che Baudelaire conoscesse i loro lavori.

    Il mio cuore messo a nudo

    La seconda parte prende il titolo da una provocazione di Edgar Allan Poe in “Marginalia“:

    Se qualche ambizioso accarezza l’idea di rivoluzionare con un colpo solo l’universo del pensiero, delle opinioni e del sentimento umano […] non deve far altro che scrivere e pubblicare un librettino. Il titolo sarà semplice, poche parole di uso corrente: “Il mio cuore messo a nudo”. Ma poi il libretto dovrà tener fede al titolo. […] Nessuno ha il coraggio di scriverlo. Nessuno avrà mai il coraggio di scriverlo. Nessuno saprebbe scriverlo, se pure avesse il coraggio.

    L’idea di questo libro, come già in quella di Poe, non è tanto un libro di confessioni autobiografiche dell’autore: il cuore di cui parla è una sorta di pathos, o forse meglio una pietas; una condivisione del cuore, come se fosse il senso comune dell’umanità, come nei Fiori del Male quando Baudelaire chiama fratello il lettore e sorella l’amante. Il cuore dell’umanità che si mette a nudo, che si descrive, che parla. Un “libretto” che parla di pietà, ma anche di odio, di odio come forza in grado di rompere le barriere erette da chi si pone al di là del bene e del male in modo da restarsene tranquillo e appagato (non a caso Nietzsche, dopo aver letto questi appunti definirà Baudelaire il primo grande uomo moderno).

    Povero Belgio

    Baudelaire va in Belgio nel 1864 per due motivi: tenere una serie di conferenze e per incontrare gli editori de “I miserabili” di Victor Hugo nella speranza di strappargli un contratto vantaggioso che possa sollevarlo dalla sua miseria economica. Le conferenze sono un fallimento e gli editori non vogliono in nessun modo pubblicare la sua opera.
    E’ con questo stato d’animo che il poeta visita il Belgio. Un Belgio borghese, dove germogliano i primi germi della massificazione, della decadenza della religione e della morale in funzione del denaro. Ne diventa anche dipendente, di questa sua “Passione per la stupidità”

    Citazioni da “Ultimi scritti”

    “Dio è l’unico essere che, per regnare, non ha neppure bisogno di esistere”

    “La voluttà unica, suprema dell’amore sta nella certezza di fare il male. – L’uomo e la donna sanno fin dalla nascita che nel male si trova ogni piacere”

    “Ci sono epidermidi da crostaceo per le quali il disprezzo non è più una vendetta”

    “Ciò che non è leggermente difforme ha l’aria insensibile; – ne consegue che l’irregolarità, vale a dire l’inatteso, la sorpresa, la stupefazione sono una parte essenziale e caratteristica della bellezza”

    “Dio è scandalo, uno scandalo che da profitto”

    “Creare un luogo comune è genio”

    “Una malizia o una satira della provvidenza contro l’amore, e, nella modalità della generazione, un segno del peccato originale. Di fatto noi non possiamo fare all’amore che con organi escrementizi. Non potendo sopprimere l’amore, la chiesa ha voluto almeno disinfettarlo, e ha creato il matrimonio”

    “Davanti alla storia e al popolo francese, la grande gloria di Napoleone III sarà quella di aver provato che il primo venuto può, impadronendosi del telegrafo e della tipografia nazionale, governare una grande nazione.
    Imbecille è chi crede che simili cose possano compiersi senza il consenso del popolo. – e chi crede che la gloria non può trovare altro sostegno che nella virtù.
    I dittatori sono i servi del popolo, – nient’altro – ruolo schifoso, per altro – e la gloria non è che il risultato dell’adattamento di uno spirito con la stupidità nazionale”

    “Avviso ai non comunisti: tutto è comune, perfino Dio.”

    “Si può castigare chi si ama. […] Ma questo implica il dolore di disprezzare ciò che si ama”

    “Il dolore del cornuto.
    Nasce dal suo orgoglio, da un falso ragionamento sull’onore e sulla felicità, e da un amore scioccamente sviato da Dio per essere attribuito alle creature.
    E’ sempre l’animale in adorazione che sbaglia l’idolo”

  • Cell

    Cell

    Cell è un romanzo di Stephen King, pubblicato nel 2006 da Sperling & Kupfer e tradotto da Tullio Dobner.

    Informazioni su ‘Cell’
    Titolo: Cell
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788820040642
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2006-01-01
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 503
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    cellClay Riddell è un disegnatore e sta passeggiando per Boston  con il suo portfolio in mano. E’ il più per giorno della sua vita (o almeno così crede), ha appena firmato un contratto con un’importante casa editrice di fumetti che pubblicherà le storie del suo personaggio.
    Crede che sia il miglior giorno della sua vita, quando il mondo impazzisce.
    Qualcuno, presumibilmente una qualche associazione terroristica, invia un impulso trasmesso a tutti i possessori di telefono cellulare del mondo, che azzera il loro cervello rimandandoli a uno stato animale. Senza coscienza, senza progresso, senza morale, gli uomini e le donne che prima stavano usando un telefonino diventano aggressivi e cominciano ad uccidersi e aggredirsi, contemporaneamente in tutto il giorno. Clay, che ripudia l’uso di telefoni cellulari, si trova nella minoranza dell’umanità esiliata nel proprio mondo, mentre i “telepazzi” cominciando a riunirsi in stormi con capacità telepatiche. Troverà due amici, Tom e Alice, e li convincerà a partire alla ricerca di suo figlio, rimasto a casa nel Maine e proprietario di un telefono cellulare, e della sua ex moglie.

    Questo libro si rifà al filone catastrofico della produzione di King (il cui apice e inizio è senza dubbio “L’ombra della Scorpione”), e a causa di questo risulta poco innovativo, da una sensazione di già letto.

    Citazioni da “Cell”

    “Forse la generosità emerge in tutti noi, se ce ne viene data l’occasione”

    “Alla base, vedete, noi non siamo affatto homo sapiens. Il nostro nocciolo è la follia. La direttiva primarie è l’omicidio. Quello che Darwin per delicatezza non ha voluto dire, amici miei, è che se siamo diventati i padroni del mondo non è stato perché siamo i più intelligenti o nemmeno i più crudeli, ma perché siamo sempre stati i più pazzi e sanguinari figli di puttana della giungla”

    “Per ogni Michelangelo c’è un marchese de Sade, per ogni Gandhi un Eichmann, per ogni Martin Luther King un Osama Bin Laden. Limitiamoci a dire che l’uomo è riuscito a dominare il pianeta grazie a due caratteristiche fondamentali. Una è l’intelligenza, l’altra è l’assoluta determinazione a eliminare qualunque cosa o essere vivente lo ostacoli”

    “Quando un collaborazionista smette di essere un collaborazionista? La risposta, gli sembrò, era quando i collaborazionisti diventavano un’evidente maggioranza. A quel punto quelli che non erano collaborazionisti diventavano… Bè, un romantico avrebbe definito le persone di quel tipo “clandestini”. Una persona non romantica li avrebbe definiti “fuggiaschi”. O forse semplicemente banditi”

    “Erano nati nella violenza e nell’orrore, ma la nascita è solitamente difficile, spesso violenta e qualche volta orribile”

    “L’istinto di sopravvivenza è come l’amore. Sono ciechi entrambi”

  • La signora del gioco

    La signora del gioco

    La signora del gioco è un libro di Luisa Muraro, filosofa e scrittrice nonché docente di filosofia all’Università di Verona.

    Informazioni su ‘La signora del gioco’
    Titolo: La signora del gioco
    Autore: Luisa Muraro
    ISBN: 9788877384492
    Genere: Saggistica
    Casa Editrice: La Tartaruga
    Data di pubblicazione: 2006-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 337
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    La signora del gioco di Luisa MuraroIl punto di partenza era interessante: questo libro si occupa dei processi per stregoneria dal XIV al XVII secolo in un modo alternativo: presenta gli atti dei processi che vuole trattare quasi senza commenti (se non un minimo di inquadramento o di traduzione quando il linguaggio si fa troppo arcaico o dialettale), come se le persone processate si rivolgessero direttamente al lettore; come se il lettore fosse un giurato che deve valutare la colpevolezza o meno di queste donne diverse, atipiche, “contro”.

    E per il lettore non è facile, l’idea è buona, ma il contesto in cui veniamo proiettati è troppo atipico, troppo assurdo per la nostra mentalità. Un sistema giuridico fatto di tortura, di ignoranza, di bugia, di magia.

    Si conosce poco il problema della stregheria, le sue motivazioni, i suoi riti, la sua rivoluzione. E questa è secondo me una grossa delusione.

  • Fight Club

    Fight Club

    Fight Club è un romanzo di Chuck Palahniuk pubblicato da Mondadori Strade Blu nel 2004.

    Informazioni su ‘Fight Club’
    Titolo: Fight Club
    Autore: Chuck Palahniuk
    ISBN: 9788804508359
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Mondadori Strade Blu
    Data di pubblicazione: 2012-10-30
    Formato: Paperback
    Pagine: 224
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    fight club di chuck palahniukHo letto questo libro anni fa perché il film di David Fincher con Brad Pitt ed Edward Norton è un capolavoro.
    Ed oltre ad essere avvincente e realizzato benissimo, è completamente folle.

    Volevo conoscere chi era il folle ad aver concepito quella storia fuori di testa. Tra simili ci si dovrebbe capire.

    Ho conosciuto Chuck Palahniuk. E mi sono innamorato.

    Il protagonista di questa storia (che non ha un nome, e questo è di per sé significativo) è impiegato in una società assicurativa, e comincia a soffrire d’insonnia.
    Realizza di essere insoddisfatto della sua vita, di una vita confezionata ad arte dalla società capitalistica, e vorrebbe fare qualcosa per cambiarla.
    Conosce Tyler Durden su una spiaggia di nudisti, mentre costruisce con dei pezzi di legno l’ombra di una mano.
    Scopre di vivere nella stessa città.
    Quando il suo appartamento confezionato con i mobili preconfezionati tipo Ikea esplode, il protagonista chiama Tyler.

    Cambierà la sua vita, anche più di quanto vorrebbe.

    Citazioni da Fight Club

    “Io lo so perché lo sa Tyler”

    “Facile piangere quando ti rendi conto che tutte le persone che ami o ti respingono o vanno all’altro mondo. Dato un lasso di tempo abbastanza lungo, per tutti la percentuale di sopravvivenza precipita a zero”

    “E’ così che va con l’insonnia. Tutto è così lontano, una copia di una copia di una copia. L’insonnia ti distanzia da ogni cosa, tu non puoi toccare niente e niente può toccare te”

    “Questa era libertà. Perdere ogni speranza era la libertà”

    “Un momento era il massimo che ci si poteva aspettare dalla perfezione”

    “Compri mobili. Dici a te stesso, questo è il divano della mia vita. Compri il divano, poi per un paio d’anni se soddisfatto al pensiero che, dovesse andare tutto storto, almeno hai risolto il problema divano. Poi il giusto servizio di piatti. Poi il letto perfetto. Le tende. Il tappeto. Poi sei intrappolato nel tuo bel nido e le cose che una volta possedevi, ora possiedono te”

    “Forse l’automiglioramento non è la risposta. […] Forse la risposta è l’autodistruzione”

    “Sono un ragazzo trentenne e mi domando se un’altra donna è davvero la risposta che mi occorre”

    “Sai, la scarpetta di vetro della nostra generazione è il preservativo. Te la infili quando incontri uno sconosciuto. Balli tutta notte, poi lo butti via. Il preservativo, voglio dire, non lo sconosciuto”

    “Quello che ama, dice Marla, sono tutte le cose che la gente adora e poi butta via un giorno o un’ora dopo. Il modo in cui un albero di Natale è il centro dell’attenzione e poi, dopo Natale, vedi tutti quegli alberi di Natale morti con le striscioline di carta stagnola ancora appese, gettati ai bordi della strada. Vedi quegli alberi e pensi a tutti gli animali travolti dagli automobilisti o alle vittime dei maniaci sessuali con le mutande infilate alla rovescia e le braccia legate con nastro adesivo da elettricista”

    “Tyler dice che io non sono nemmeno vicino ad aver toccato il fondo. E se non precipito completamente non posso essere salvato. Gesù lo ha fatto con quella sua storia della crocifissione. Io non dovrei limitarmi ad abbandonare i soldi, tutti i miei effetti personali e le mie conoscenze. Questo non è solo un ritiro di fine settimana. Io dovrei separarmi dall’automiglioramento e dovrei lanciarmi a capofitto verso il disastro. Non posso continuare a giocare sul sicuro. Questo non è un seminario.”

    “E’ solo dopo che hai perso tutto […] che sei libero di fare qualunque cosa”

    “Per questo amo tanto i gruppi di sostegno, se la gente pensa che stai morendo, ti presta tutta la sua attenzione. Se questa può essere l’ultima volta che ti vedono, ti vedono davvero. Tutto il resto finisce fuori dalla finestra, il conto in rosso e le canzoni alla radio e i capelli in disordine. Hai la loro piena attenzione. La gente ti ascolta invece di aspettare il suo turno per parlare. E quando qualcuno ti parla, non ti sta cacciando balle. Quando chiacchierate, costruite qualcosa e dopo siete tutt’e due diversi da prima”

    “La filosofia di vita di Marla, mi ha detto, è che lei può morire in qualsiasi momento. La tragedia della sua vita è che non è vero.”

    “Non c’è niente di statico. Tutto va a pezzi”

    “Il disastro è un aspetto naturale della mia evoluzione […] sulla via verso la tragedia e la dissoluzione. […] Sto sciogliendo i miei legami con il potere fisico e gli oggetti terreni. […] Perché solo distruggendo me stesso posso scoprire il più elevato potere del mio spirito”

    “Il liberatore che distrugge la mia proprietà […] sta lottando per salvare il mio spirito. L’insegnante che sgombra tutti i possessi dal mio sentiero mi renderà libero”

    “Quando Tyler ha inventato il Progetto Caos, Tyler ha spiegato che lo scopo del Progetto Caos non aveva niente a che fare con il prossimo. A Tyler non importava se qualcun altro si faceva male o no. Lo scopo era far prendere coscienza a ciascun partecipante al progetto del potere che ha di controllare la storia. Noi, ciascuno di noi, possiamo assumere il controllo del mondo.”

    “Avevo voglia di distruggere tutte le cose belle che non avrei mai avuto. Bruciare le foreste dell’Amazzonia. Pompare clorofluoroidrocarburi in cielo a mangiarsi l’ozono. Aprire le valvole dei serbatoi delle superpetroliere e svitare i tappi sulle piattaforme petrolifere. Volevo uccidere tutti i pesci che non potevo permettermi di comperare e annerire le spiagge della Costa Azzurra che non avrei mai visto. Volevo che il mondo intero toccasse il fondo.
    Mentre picchiavo quel ragazzo, in realtà avrei voluto piantare una pallottola tra gli occhi di ogni panda in pericolo che si rifiuta di scopare per salvare la propria specie e ogni balena o delfino che molla tutto e va a spiaggiarsi. Non vederla come estinzione. Prendila come un ridimensionamento. Per migliaia di anni gli esseri umani hanno incasinato e insozzato e smerdato questo pianeta e ora la storia si aspetta che sia io a correre dietro agli altri per ripulirlo. Io devo lavare e schiacciare i miei barattoli. E rendere conto di ogni goccia di olio di motore usato. Tocca a me pagare il conto per le scorie nucleari e i serbatoi di benzina interrati e i residui tossici scaricati nel sottosuolo una generazione prima che io nascessi.”

    “Uccelli e cervi sono uno stupido lusso e tutti i pesci dovrebbero galleggiare. Volevo dar fuoco al Louvre. Spaccare gli Elgin Marbles a martellate e pulirmi il culo con la Gioconda. Questo è il mio mondo, ora. Questo è il mio mondo, il mio mondo, e quelle persone antiche sono morte”.

    “Volevamo liberare il mondo dalla storia.
    Facevamo colazione nella casa di Paper Street e Tyler mi ha detto di immaginarmi di piantare ravanelli e patate sul green della quindicesima buca di un campo di golf dimenticato.
    Darai la caccia agli alci nelle valli boscose intorno alle rovine del Rockefeller Center e cercherai molluschi intorno allo scheletro dello Space Needle, inclinato di quarantacinque gradi. Dipingeremo sui grattacieli le figure di enormi totem e simulacri di divinità maligne e tutte le sere quel che resta del genere umano si ritirerà negli zoo abbandonati e si chiuderà a chiave nelle gabbie per proteggersi dagli orsi e dai grandi felini e dai lupi che di notte passeggiano e ci guardano dall’altra parte delle sbarre.
    “Il riciclaggio e i limiti di velocità sono cazzate” ha detto Tyler. “E’ come uno che smette di scopare quando è sieropositivo.”
    Sarà il Progetto Caos a salvare il mondo. Un’era glaciale culturale. Un secolo buio prematuramente indotto. Il Progetto Caos obbligherà l’umanità a entrare in catalessi o in fase di remissione il tempo necessario alla Terra per riprendersi.
    “Giustifica tu l’anarchia” dice Tyler. “Risolvila tu.”
    Come fa il fight club con impiegati e commessi, il Progetto Caos disarticolerà la civiltà perché si possa fare qualcosa di meglio del mondo.
    “Immaginati” ha detto Tyler, “a far la posta all’alce dalle finestre dei grandi magazzini tra file puzzolenti di splendidi abiti da sera e smoking che vanno in malora appesi alle loro grucce, porterai indumenti di pelle che ti dureranno fino all’ultimo dei tuoi giorni e ti arrampicherai per i rami grossi come tronchi del kudzu rampicante che abbraccia la Sears Tower. Come Jack sulla pianta di fagioli, sbucherai dalla volta gocciolante della foresta e l’aria sarà così tersa che vedrai figure minuscole battere il granturco e disporre a essiccare strisce di carne di cervo nella corsia d’emergenza vuota di una superstrada abbandonata che si allunga, larga otto corsie e torrida ad agosto, per mille chilometri.”
    Questo era lo scopo del Progetto Caos, ha detto Tyler, la completa e immediata distruzione della civiltà.
    Che cosa viene dopo nel Progetto Caos nessuno lo sa salvo Tyler. La seconda regola è che non si fanno domande.”

    “Basta sapere dove guardare e ci sono scheletri in tutti gli armadi”

    “Tu non sei un delicato e irripetibile fiocco di neve. Tu sei la stessa materia organica deperibile di chiunque altro e noi tutti siamo parte dello stesso cumulo in decomposizione. […] La nostra cultura ci ha resi tutti uguali. Nessuno è più veramente bianco o nero o ricco. Tutti vogliamo lo stesso. Individualmente non siamo niente.
    Il lettore s’interrompe quando io entro a farmi il sandwich e tutte le scimmie spaziali restano in silenzio come se io fossi solo. Io dico di non badare a me. Già letto. L’ho battuto a macchina io. L’avrà letto probabilmente anche il mio capo. Siamo tutti un gran mucchio di merda, dico.”

    “Se sei maschio e sei cristiano e vivi in America, tuo padre è il tuo modello di Dio. […] E se non hai mai conosciuto tuo padre, se tuo padre prende il largo o muore o non è mai a casa, che idea ti fai di Dio?”

    “Quello che devi considerare è la possibilità che a Dio tu non sia simpatico. Potrebbe essere che Dio ti odi. Non è la cosa peggiore che può capitare.”

    “Il modo in cui la vedeva Tyler era che attirare l’attenzione di Dio per essere stati cattivi era meglio di non ottenere attenzione per niente. Forse perché l’odio di Dio è meglio della sua indifferenza”

    “Se tu potessi essere o il peggior nemico di Dio o niente di niente, che cosa sceglieresti? Noi siamo i figli di mezzo di Dio, secondo Tyler Durden, senza un posto speciale nella storia e senza speciale attenzione. Se non otteniamo l’attenzione di Dio non abbiamo speranza di dannazione o redenzione.
    Che cos’è peggio, l’inferno o niente?
    Solo se veniamo presi e puniti possiamo essere salvati.
    “Brucia il Louvre” dice il meccanico, “e pulisciti il culo con la Gioconda. Almeno così Dio saprà come ci chiamiamo.”
    Più in basso cadi, più in alto volerai. Più lontano corri, più Dio ti vuole indietro.
    “Se il figliol prodigo non avesse mai lasciato casa sua” dice il meccanico, “il vitello grasso sarebbe ancora vivo.”
    Non è abbastanza essere conteggiato con i granelli di sabbia sulla spiaggia e le stelle in cielo.”

    “Tu non sei i soldi che hai in banca. Non sei il tuo lavoro. Non sei la tua famiglia e non sei quello che dici di essere a te stesso. […] Tu non sei il tuo nome. Non sei i tuoi problemi.”

    “Vedo gli uomini più forti e intelligenti che siano mai vissuti […] e questi uomini sono alle pompe di benzina e a servire ai tavoli. […] Se potessimo mettere questi uomini in campi di addestramento e finire di educarli. Una pistola non fa altro che focalizzare un’esplosione in una sola direzione. Avresti una classe di uomini e donne giovani e forti, tutta gente desiderosa di dare la vita per qualcosa. La pubblicità ha spinto questa gente ad affannarsi per automobili e vestiti di cui non hanno bisogno. Intere generazioni hanno svolto lavori che detestavano solo per comperare cose di cui non hanno veramente bisogno. Noi non abbiamo una grande guerra nella nostra generazione, o una grande depressione, e invece sì, abbiamo una grande guerra dello spirito. Abbiamo una grande rivoluzione contro la cultura. La grande depressione è quella delle nostre vite. Abbiamo una depressione spirituale. Dobbiamo mostrare la libertà a questi uomini e a queste donne rendendoli schiavi e mostrare loro il coraggio spaventandoli. Napoleone si vantava di poter addestrare uomini a sacrificare la vita per un nastrino. Pensa a quando proclamiamo uno sciopero e tutti si rifiutano di lavorare fino a quando non abbiamo ridistribuito le ricchezze del mondo. Pensa ad andare a caccia di alci nelle valli boscose intorno alle macerie del Rockefeller Center.”

    “Le persone che stai cercando di calpestare, sono quelle le persone da cui dipendi tu. Noi siamo le persone che laviamo i tuoi vestiti e cuciniamo i tuoi pasti e te li serviamo a tavola. Noi ti facciamo il letto. Noi ti proteggiamo mentre dormi. Noi guidiamo le ambulanze. Noi smistiamo le tue telefonate. Noi siamo cuochi e tassisti e sappiamo tutto di te. Noi esaminiamo le tue richieste di indennizzo alle compagnie d’assicurazione e gli addebiti sulla tua carta di credito. Noi controlliamo ogni spicchio della tua vita. Noi siamo i figli di mezzo della storia, cresciuti dalla televisione a credere che un giorno saremo milionari e divi del cinema e rockstar, ma non andrà così.”

    “Perché ho provocato tanto dolore?
    Non mi sono reso conto che ciascuno di noi è un sacro, irripetibile fiocco di neve di speciale irripetibile specialità?
    Non vedo come siamo tutti manifestazioni di amore?
    Io guardo Dio alla sua scrivania che prende appunti su un bloc-notes, ma Dio non ha capito un bel niente.
    Noi non siamo speciali.
    Non siamo nemmeno merda o immondizia.
    Noi siamo.
    Noi siamo soltanto e quello che succede succede soltanto”

  • Fiesta (Il sole sorgerà ancora)

    Fiesta (Il sole sorgerà ancora)

    Fiesta è un romanzo di Ernest Hemingway, pubblicato a Parigi nel 1926 e a Londra nel 1927.

    Informazioni su ‘Fiesta’
    Titolo: Fiesta (Il sole sorgerà ancora)
    Autore: Ernest Hemingway
    ISBN: 9788804571117
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Mondadori
    Data di pubblicazione: 2007-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 227
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    Anobii

    Fiesta di Ernest HemingwayCome molti altri suoi lavori è un romanzo per la maggior parte autobiografico; il protagonista, Jake Barnes, è un giornalista che lavora a Parigi negli anni Venti, dopo aver partecipato alla Prima Guerra Mondiale nella quale ha ricevuto una ferita di guerra che lo ha reso impotente.

    La prima parte è ambientata nella Parigi degli artisti che si dividevano tra i bistrot e alcune tra le migliori produzioni letterarie di sempre, mentre la seconda parte è ambientata a Pamplona durante la festa di San Firmino, quando i tori corrono per le vie della città.

    Un romanzo di eccessi, di arte, di amore. Spesso di amore non corrisposto, triste e sofferente. E’ un libro di contrasti, tra vita e morte, tra allegria e tristezza. La fiesta, che dovrebbe essere allegria, prima o poi finisce. A noi non resta che raccattare i rifiuti e sperare che prima o poi ricominci, che “il sole sorgerà ancora”.

    Citazioni da “Fiesta (Il sole sorgerà ancora)”

    “Andare in un altro paese non cambia niente. Io ho provato. Non si può sfuggire se stessi solo spostandosi da un posto all’altro. Non c’è rimedio a questo”

    “E’ straordinariamente facile fare il superiore su ogni cosa di giorno, ma di notte è tutta un’altra faccenda”

    “C’è della gente a cui non potreste dire cose offensive. Vi danno la sensazione che il mondo sarebbe immediatamente distrutto sotto i vostri occhi se voi diceste certe cose”

    “Le donne in fatto di amicizia sono fantastiche. Che fantastiche amiche! In primo luogo, per avere una base di amicizia, voi dovete essere innamorato di una donna. Io consideravo Brett mia amica. Mai pensato cosa pensasse lei. Io avevo una cosa senza dare nulla in cambio. Questo solo rimandava la presentazione del conto. Il conto arriva sempre. Questa è una delle fantastiche cose su cui potete sempre fare assegnamento”

    “Magari andando avanti s’impara qualcosa. A me non importava sapere cosa fosse tutta la faccenda. Forse però se scoprivate come viverci, potevate anche capire che cosa l’intera faccenda fosse”

     

  • La Torre Nera

    La Torre Nera

    La Torre Nera è un romanzo di Stephen King pubblicato da Sperling & Kupfer nel 2004, ultimo volume dell’omonima saga.

    Informazioni su ‘La Torre Nera’
    Titolo: La Torre Nera
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788820037215
    Genere: Fantasy
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2004-09-01
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 1130
    Goodreads
    Anobii

    La Torre Nera di Stephen KingHo scritto questa recensione per la prima versione online (anno domini 2004) di una bozza di rivista all’indirizzo nellagabbiadelmerlo.com (ora chiuso). Era il giorno stesso in cui il libro era uscito in Italia. L’ho letto di seguito, in circa 27 ore.

    Ho passato tutta la notte stringendo tra le mani un libro che aspettavo da dieci anni. Finalmente ho concluso la saga che per ambientazioni e personaggi (e perché no, genialità) supera anche “Il signore degli anelli” di Tolkien. Ora so chi si cela nell’ultima stanza della Torre Nera, sopra il re rosso prigioniero sul balcone al secondo piano… Chi… O che cosa…

    …Si ricomincia dal Dixie Pig, dove Jake e Padre Callahan stanno per affrontare la delegazione di uomini bassi e vampiri di tipo uno che presidiano la porta di accesso a Fedic, dove Susannah, insieme a Mia (figlia di nessuno, madre di uno), sta partorendo il figlio di Roland e del Re Rosso…

    …Si ricomincia con Eddie Dean e Roland in viaggio per raggiungere Turtleback Lane, il centro del fenomeno dei walk-in, l’unico modo per ritornare al quando di Jake e Susannah, nel 1999 del mondo cardine o di approdare a Rombo di Tuono, nel Fine-Mondo…

    …Si ricomincia con Mordred, partorito da due donne e due uomini, la creatura destinata dalla profezia a sterminare la stirpe dell’Eld di cui Roland Deschain di Gilead è l’ultimo discendente…

    …Si ricomincia con un bambino, Patrick Danville, salvato in un altro libro di King da due vecchi che soffrivano di insonnia…

    …Si ricomincia con i frangitori guidati da Ted Brautigan, che stanno infrangendo il vettore di Shardik e di Maturin, dal Devar–Toi, la prigione-paradiso in cui le guardie nutrono i loro ospiti con la materia cerebrale prelevata dai gemelli del Callah…

    …Si ricomincia con Flagg, o Walter, o Marten, o l’uomo che cammina, pronto alla resa dei conti con il suo nemico di sempre, l’ultimo pistolero…

    Si finisce nel Can’-Ka No Rey, il campo di rose dove al centro, imperiosa, si erge la Torre.

    “L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì”.

     

    Approfondimento1: Stephen King

    Stephen King è conosciuto dalla critica e dal pubblico internazionale per le sue storie a carattere horror, ma è una fama che non gli fa giustizia. Autore di capolavori del brivido come Carrie, Le notti di Salem, Christine – La macchina infernale e tanti altri, King ha scritto anche molti altri capolavori che con l’horror hanno ben poco a che fare, come del resto è la saga de “La Torre Nera”. Per alcuni anni scrive sotto lo pseudonimo di Richard Bachman, dove, non ingabbiato dall’obbligo di dover vendere a tutti i costi, scrive quattro libri, uno più bello dell’altro, che decuplicano le vendite quando il pubblico scopre chi si cela dietro l’identità di Bachman. Dello stesso autore consiglio L’incendiaria, Quattro dopo mezzanotte, Cose preziose, Mucchio d’ossa e La lunga marcia (Richard Bachman).

    Approfondimento2: La mente nella Torre

    Non sono sette i libri che fanno riferimento alla saga del pistolero di Gilead. Oltre ai sette già citati ci sono infatti un romanzo e due racconti in cui si accenna ai fatti del ka-tet del diciannove, che integrano la storia con dettagli che forse erano trascurabili prima di questo volume, ma che ora non lo sono più, dimostrando ancora una volta che tutta la produzione artistica di King è rivolta alla torre. Per i Torredipendenti che non sono Kingdipendenti come me, invito ad approfondire la loro conoscenza della strada per la torre con il romanzo Insomnia (la storia di Patrick Danville), Uomini bassi in soprabito giallo (il primo racconto di Cuori in Atlantide, nonché l’avventura di Ted Brautigan nel Connecticut) e uno dei racconti di Incubi & deliri (appena prima, in ordine di tempo, del deserto di Mohave) oltre alla storia di Padre Callahan, Le notti di Salem.

    Citazioni da “La Torre Nera”

    “Quante cose hai fatto, pensò rimirando il volto che finiva di polverizzarsi. Quante cose hai fatto e quante ancora avresti fatto, aye, e tutto senza controllo o scrupolo, e così il mondo sarebbe finito, credo, vittima dell’amore più che dell’odio. Perché l’amore è da sempre la più distruttiva delle armi.”

    “Tutto era scappato di mano, scendeva a rotta di collo senza freni, e non restava altro da fare che godersi la corsa”

    “La parola “mai” è quella a cui tende l’orecchio Dio quando ha voglia di farsi una risata”

    “Non ci furono parole nel grido né potevano esserci. I nostri più esaltanti momenti di trionfo sono sempre inarticolati.”

     

  • La canzone di Susannah

    La canzone di Susannah

    La canzone di Susannah è un romanzo di Stephen King pubblicato da Sperling & Kupfer nel 2004, sesto volume della saga de La Torre Nera.

    Informazioni su ‘La canzone di Susannah’
    Titolo: La canzone di Susannah
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788820036775
    Genere: Fantasy
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2004-01-01
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 496
    Goodreads
    Anobii

    La canzone di Susannah di Stephen KingPubblicato nel 2004, “La canzone di Susannah” è il sesto libro della saga de “La Torre Nera” scritta da Stephen King.

    E’ un libro che fa da tramite tra la storia quasi estranea alla ricerca della Torre, quella dei contadini di Calla Byrn Sturgis che chiedono il loro aiuto per difendersi dai Lupi, e il precipizio di eventi che condurranno alla fine della ricerca.

    Dopo la vittoria sui Lupi del ka-tet di Roland di Gilead, Mia figlia di Nessuno, una personalità nella mente di Susannah Dean, la costringe ad abbandonare il Medio-Mondo per partorire il suo “tizio”, figlio biologico per mirabolanti circostanze della stessa Susannah e dell’ultimo pistolero, Roland di Gilead. Nel lasciare il Medio-Mondo porta con sè la Tredici Nera, la sfera magica in grado di aprire porte sui mondi e sul tempo, e in particolare la porta introvata sulle montagne intorno a Calla Byrn Sturgis.

    Grazie all’aiuto dei Manni, viaggiatori nello spazio e nel tempo, Roland, Eddie, Jake e Padre Callahan vengono catapultati nelle ultime due aperture della porta: New York 1999, dove Susannah e Mia devono incontrare i servi del Re Rosso che le aiuteranno a partorire il bambino, e East Stoneham 1976, dove devono convincere Calvin Torre, proprietario di un lotto di terreno abbandonato dove si erge una rosa selvatica solitaria che è la manifestazione della Torre Nera, a vendere alla Tet-Corporation.

    Compare anche un altro personaggio. Stephen King.

    Citazioni da “La canzone di Susannah”

    “Il mondo è morto, i mondi, la Torre sta cadendo, un trilione di universi si fondono, e tutto è Discordia, tutto è rovina, tutto è finito.”

    “Questo è un posto fra i tempi […]; un posto dove le ombre vengono cancellate e il tempo trattiene il fiato”

    “Nel Paese della Memoria il tempo è sempre Ora.
    Nel Regno dell’Allora gli orologi ticchettano… ma le loro lancette non si muovono mai.
    C’è una porta introvata
    (O perduta)
    e la memoria è la chiave che la apre.”

  • I lupi del Calla

    I lupi del Calla

    I lupi del Calla è il quinto libro della saga di Stephen King “La Torre Nera”. Pubblicato nel 2003, 5 anni dopo “La sfera del buio” è il primo libro scritto dopo l’incidente quasi mortale occorso allo scrittore statunitense.

    Informazioni su ‘I lupi del Calla’
    Titolo: I lupi del Calla
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788820035747
    Genere: Fantasy
    Casa Editrice: Sperlilng & Kupfer
    Data di pubblicazione: 2003-11-01
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 864
    Goodreads
    Anobii

    i lupi del calla di stephen kingDopo questo libro i restanti 2 uscirono ad un anno di distanza. Forse King temeva la maledizione dei milioni di lettori della saga che non ne avrebbero letto il finale.

    Il romanzo si rifà, per la stessa ammissione dell’autore, al film “I sette samurai” di Akira Kurosawa (e il suo rifacimento americano, “I magnifici sette”). Roland e i suoi compagni arrivano a Calla Byrn Sturgis, un paese di contadini che hanno la caratteristica di avere figli gemelli, e vengono assoldati dai suoi abitanti per proteggerli dall’avvento dei Lupi, razziatori invincibili dotati di armi fantascientifiche che rapiscono un gemello su due per portarlo nelle lande desolate di Rombo di tuono.

    Questo romanzo ha molte curiosità e moltissimi riferimenti a letteratura e cinema.
    A Calla Byrn Sturgis troviamo anche Padre Callahan, il prete protagonista de “Le notti di Salem” dello stesso King.
    Le armi dei Lupi sembrano le spade laser di Guerre Stellari, quando non sono le “Bocce Harry Potter” (come il boccino del Quidditch nei romanzi della Rowling), e gli stessi lupi si rifanno ai robot del Dottor Destino dei fumetti della Marvel.
    Troviamo Eddie che disattiva il robot Andy, in un palese omaggio a 2001: Odissea nello spazio.

    Citazioni da “I lupi del Calla”

    “Il tempo […] era in larga parte creato da eventi esterni. Quando si succedevano un buon numero di stronzate interessanti, sembrava che corresse più veloce. Se si finiva arenati nella noiosa merda di sempre, diventava più lento. E quando tutto smetteva di succedere, era come se il tempo si assentasse completamente. Come se facesse i bagagli e se ne andasse a Coney Island. Strambo ma vero”

    “Nessuno vive mai per sempre felice e contento, ma lasceremo che i bambini lo scoprano da sé, giusto?”

    “Non avevo speranza di salvezza. Non l’avevo mai pensato. Ma l’espiazione non c’entra con la salvezza in ogni caso. Non c’entra con il paradiso”

    “Io sono quello che han fatto di me i ka e i Re e la Torre. Tutti noi lo siamo. Siamo prigionieri”

    “-Mi sembra che il tuo Uomo-Gesù sia un pò figlio di puttana quando si tratta di donne. Si è mai sposato?
    -No, ma la sua ragazza era una prostituta.
    -Beh, è già un inizio”

  • La sfera del buio

    La sfera del buio

    La sfera del buio è un romanzo di Stephen King pubblicato nel 1998 da Sperling & Kupfer, quarto volume della saga della Torre Nera.

    Informazioni su ‘La sfera del buio’
    Titolo: La sfera del buio
    Autore: Stephen King
    ISBN: 9788882745912
    Genere: Fantasy
    Casa Editrice: Sperling & Kupfer
    Data di pubblicazione: 1998-01-01
    Formato: Copertina Rigida
    Pagine: 660
    Goodreads
    Anobii

    la sfera del buio stephen kingSiamo nel 1998. In Italia arriva “La sfera del buio”, pubblicato l’anno prima negli USA. Sono passati 28 anni dalla stesura de “L’ultimo cavaliere”, il primo libro della saga. Per me ne sono passati 5, da quando ho letto il primo libro della saga (per me è stato “Terre desolate“).

    Allora non c’era internet, una mattina in cui dovevo andare a scuola me lo sono trovato davanti sullo scaffale della libreria. Grande la gioia. Vorace la lettura.

    Si, perché dopo 28 anni e migliaia di pagine, del protagonista della Torre Nera non si sa ancora nulla. Qualche episodio del suo passato (come l’adulterio di sua madre, o la sua prova di maturità), subito liquidato da “Il mondo è andato avanti”, che troviamo spesso nella saga. Sembra la risposta a tutto. Ma per molti lettori, me compreso, non lo è.

    In questo libro ci si siede accanto al fuoco da bivacco, in una notte infinita e senza tempo sotto le stelle, tra le macchine abbandonate dell’autostrada che lascia Topeka (Kansas), l’estate dopo la superinfluenza che ha distrutto l’umanità de “L’ombra dello Scorpione”.

    Ci si siede e si ascolta Roland di Gilead, quest’uomo senza età, questo straniero senza nome alla Sergio Leone che ci racconta di alcuni mesi della sua adolescenza, a Meijs (che suona come Messico, e l’ambientazione è proprio simile).

    Ci racconta del suo primo amore, Susan ragazza alla finestra, e della sua prima impresa come pistolero.

    E noi restiamo rapiti ad ascoltarlo, a leggerlo. Per noi è necessario ascoltare, per capire quest’eroe romantico, contraddittorio.

    Citazioni da “La sfera del buio”

    “Prima che il mondo andasse avanti, la luna piena di Finedanno su chiamava Luna Demone e guardarla direttamente era ritenuto principio di sventure.
    Ora però aveva poca importanza. Ora c’erano demoni dappertutto”

    “Chi ricorda le pene e la dolcezza di quegli anni? Rammentiamo il nostro primo vero amore non più chiaramente delle allucinazioni che ci fanno delirare per una febbre alta”

    “Così gli amanti si congiunsero nella Baronia di Mejis, sul finire dell’ultima grande era, e il verde del muschio nel punto dove si congiungevano le cosce di lei si tinse del rosso vermiglio della sua verginità perduta; così si congiunsero e così furono perduti loro stessi”

    “L’amore vero, come tutte le droghe forti e che danno dipendenza è noioso. Svelato il mistero del primo incontro e della scoperta, i baci diventano presto insipidi e le carezze tediose… Salvo naturalmente per coloro che si scambiano carezze mentre intorno a loro tutti i suoni e i colori del mondo diventano più vivi e intensi. Come tutte le droghe forti, il vero primo amore è interessante solo per coloro che ne sono prigionieri. E, come per tutte le droghe forti e che danno assuefazione, il primo vero amore è pericoloso”

    “Erano drogati, ottenebrati dall’amore, e per loro ogni cicatrice sulla faccia del mondo era un elemento ornamentale”

    “Così incrociamo i fantasmi che ci perseguiteranno negli anni futuri; siedono insignificanti ai bordi della strada come poveri mendicanti e, dovessimo accorgerci di loro, li scorgiamo solo con la coda dell’occhio. La possibilità che fossero lì ad aspettare proprio noi raramente ci attraversa i pensieri. Invece aspettano e quando siamo passati raccolgono i loro fagotti di ricordi e si incamminano sulle nostre orme e piano piano, metro dopo metro, guadagnano terreno”

    “I despoti avevano la tendenza molto opportunistica di dimenticarsi le proprie promesse”

    “Il tempo è una faccia sull’acqua”

    “Spesso le voci che più somigliano alla tua, quando ti parlano nella mente, sono quelle degli estranei più terribili, dei più pericolosi intrusi”

    “Questo è Rombo di Tuono, dove le lancette degli orologi girano al contrario e le tombe vomitano i loro morti”