Tag: resistenza

  • Nell’Arena

    Nell’Arena

    Il pubblico è in delirio, dai palchi imperiali agli spalti della gente comune. Mangiano il cibo dell’imperatore, mentre osservano l’ingresso dei gladiatori con occhi spiritati, quasi folli. Alcuni urlano a gran voce, con le vene del collo imminenti all’esposione. Urlano come pazzi. Talmente pazzi da non rendersi conto che i prossimi gladiatori a scendere sulla sabbia dell’arena saranno proprio loro. Il pubblico ha sete di sangue, di sudore, di adrenalina. Del tuo sudore, della tua adrenalina. Del tuo sangue. Noi siamo nell’arena, con i piedi sporchi di terra e sabbia; con la nostra armatura ammaccata dai colpi da cui ci ha protetto, imbarcata tanto che sappiamo che non resisterà ancora a lungo… Con le nostre cicatrici rimarginate dal tempo, dalla sabbia e dal vento… Siamo lì in piedi, in attesa dell’ultimo imperatore. Perchè gli imperatori passano, passano governi e legislature… Noi rimaniamo sulla sabbia del colosseo. Speriamo che questa volta il nuovo comandante supremo ci doni il rudis, simbolo della nostra libertà, ma in fondo in fondo sappiamo che non sarà così. Perchè hanno bisogni di noi gladiatori… Non dichiariamo guerra, non la cerchiamo, ma la combattiamo fino all’ultimo, perchè siamo maestri nell’arte di sopravvivere, perchè combattiamo fino all’ultimo battito di cuore, fino all’ultima goccia di sangue… Perchè non abbiamo più nulla da perdere… Siamo schierati in attesa del nuovo imperaratore, in attesa di dire, di urlare a gran voce ancora una volta: “Morituri, te salutant”. Coloro che stanno per morire ti salutano. Coloro che stanno per morire. Ma non ancora. Perchè non moriremo oggi. E nemmeno domani. I leoni incalzeranno, ma noi siamo bestie da sopravvivenza. Non moriremo. Lo giuro sulla mia ultima goccia di sangue.

    Knights of Cydonia
    Muse

  • “Quel fascismo non si ripeterà mai più”

    “Quel fascismo non si ripeterà mai più”

    Quel fascismo non si ripeterà mai più
    E’ così che Pasolini chiude il suo articolo “Fascista” sulla dittatura di Mussolini in Italia.
    Fa male pensare che certe persone se ne sono andate e non possono assistere a questa fantastica Repubblica Italiana nelle mani di Berlusconi… Mi sarebbe sempre piaciuto sentire i commenti di alcuni grandi letterati e artisti… Ma mi bastano forse quelli di Montanelli, un uomo fortemente di destra, che diceva che Berlusconi era un’esperienza necessaria per questo paese, per non ripetere gli stessi errori due volte. Che brutto scoprire che aveva torto.
    Tornando all’articolo di Pasolini… Definiva i fascisti “personaggi assolutamente archeologici […] che non troverebbero assolutamente spazio e credibilità nel mondo moderno“. Aveva ragione? In un certo senso si e in un altro no. I personaggi che rievocano un regime dittatoriale ci sono ancora, e purtroppo hanno anche trovato credibilità. Il portatore nano di democrazia è solo la punta dell’iceberg.
    Pasolini poi amplia l’argomento, parlando dei mass-media. Altro che Nostradamus. Pasolini (ma anche Orwell) sono profeti senza paragoni. Il fascismo si è incarnato nella televisione (e chi le possiede?) causando un appiattimeno (quello che l’autore di “Scritti corsari” chiama “Omologazione“) e un annullamento dell’individualità, diventando una dittatura. Cos’è una dittatura? Un regime dispotico, spesso esercitato con l’utilizzo della forza e delle armi. Non sembrerebbe il nostro caso. Noi abbiamo libertà di scelta, possiamo accendere e spegnere, cambiare canale… Sarebbe una questione di utilizzo, quindi, di utilizzo e coinvolgimento. Quindi non è una dittatura. Se il problema fosse solo Mediaset non ci sarebbero problemi. La dittatura invece è ovunque: giornali, radio, televisione, informazione in generale… Questa è dittatura. Ci è tolta ogni possibilità di scelta. Non abbiamo scelta e nonostante questo continuiamo a sentirci liberi. Una libertà fittizia, costruita ad arte solo per illuderci.
    Mi sono chiesto spesso come fosse possibile che il fascismo si fosse instaurato in Italia, e come Mussolini avesse potuto fare quello che ha fatto. Ora lo so. So che non c’è possibilità di scelta. C’è solo la possibilità di combattere, violentemente o meno, contro questo regime dei mass-media. Credevo di non vedere più il fascismo in Italia. Mi sbagliavo, come Pasolini. Ha ragione Mario Monicelli, intervistato da “raiperunanotte“: gli italiani sono sempre gli stessi, quando qualcuno gli dice “Risolvo io, lasciami lavorare, faccio tutto io“, sono sempre ben disposti a lasciarsi comandare a bacchetta. Poi se il personaggio in questione fallisce si può sempre impiccarlo a testa in giù. Il fascismo cambia forma, si evolve con i tempi, ma rimane stabile dove è sempre stato, nei corridoi del potere, in attesa della condizione propizia. E non illudiamoci che finisca alle prossime elezioni. I sostenitori del Dorian Gray italiano ci sono ancora (i veri prodotti dell’omologazione culturale di Pasolini)… E anche se non venisse eletto, il regime non sarebbe sconfitto. Perchè il regime è l’informazione di parte. Che sarebbe ancora e comunque nelle sue mani. Il fascismo si ripeterà ancora. I partigiani del ‘45 sono vecchi e non combattono più. Stiamo arruolando nuovi elementi per la Resistenza. Accorrete numerosi…

    Il partigiano John
    Africa Unite