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  • Recensione di Resto qui di Marco Balzano

    Recensione di Resto qui di Marco Balzano

    Resto qui è un romanzo di Marco Balzano pubblicato da Einaudi nel 2018.

    Informazioni su ‘Resto qui’
    Titolo: Resto qui
    Autore: Marco Balzano
    ISBN: 9788806237417
    Genere: Storico
    Casa Editrice: Einaudi
    Data di pubblicazione: 2018-02-20
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 192
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    Resto Qui

    Un campanile che svetta dal lago. Che quando il lago è ghiacciato ci puoi arrivare a piedi. E toccarlo davvero, perché non è una foto artefatta, ma la realtà più delirante del capitalismo italiano prima fascista e poi del boom economico.

    Siamo a Curon, comune di frontiera tra Italia, Austria e Svizzera.

    Dopo la seconda guerra mondiale il Sudtirolo viene dato all’Italia, ma gli abitanti parlano ancora tedesco. Il fascismo cerca di assimilarli inviando maestri siciliani, abruzzesi e veneti ad insegnare l’italiano nelle scuole. Ma la maggior parte degli abitanti non è in grado di capire questi nuovi invasori.

    Non capisce nemmeno i volantini affissi per tutto il paese in cui si annuncia la creazione di una diga per la produzione di energia idroelettrica.

    È in questo paese che vivono Trina e la sua famiglia. Una famiglia che dovrà subire il fascismo, il nazismo dopo l’armistizio del ’43 e la Montecatini nel dopoguerra.

    Tre dittature che ne distruggeranno l’anima.

    Marco Balzano sceglie di raccontare uno dei luoghi e dei periodi storici tra i più nascosti della storia d’Italia, e lo fa con la semplicità e una maestria non indifferenti.

    Scritta sotto forma di diario dedicato alla figlia, Resto qui è la storia di una popolazione oppressa dallo stato italiano, dal nazismo tedesco e da quella grande dittatura che persiste ancora oggi: il capitalismo selvaggio delle grandi opere.

    Una storia fatta di prevaricazione e di resistenza, di lotta senza speranza e di follia in nome dei soldi.

    Un romanzo da leggere tutto d’un fiato, per sentire il fuoco dell’indignazione e la disperazione dell’inutilità di qualsiasi forma di resistenza.