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  • La scomparsa di Majorana

    La scomparsa di Majorana

    La scomparsa di Majorana è un romanzo di Leonardo Sciascia del 1975, basato sul fatto di cronaca della scomparsa del fisico italiano Ettore Majorana, avvenuta il 25 Marzo 1938 sul traghetto da Napoli a Palermo.

    Informazioni su ‘La scomparsa di Majorana’
    Titolo: La scomparsa di Majorana
    Autore: Leonardo Sciascia
    ISBN: 9788845918711
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Adelphi
    Data di pubblicazione: 2004-05-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 119
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    la scomparsa di majoranaScritto come un’inchiesta giornalistica, il romanzo racconta della scomparsa del fisico, delle motivazioni date dalla polizia, dal presunto suicidio, delle motivazioni addotte dalla famiglia e da una motivazione creata da Sciascia: che il fisico sia scomparso di propria volontà per non essere costretto a lavorare sul progetto della bomba atomica, alla quale sembrava essere arrivato prima del collega Enrico Fermi.

    Secondo Sciascia Majorana è un’eroe ignoto, come racconto in quest’articolo.

    Citazioni da “La scomparsa di Majorana”

    “Il cittadino che nulla ha mai fatto contro le leggi né da altri ha subito dei torti per cui invocarle; il cittadino che vive come se la polizia soltanto esistesse per degli atti amministrativi come il rilascio del passaporto o del portodarme (per la caccia), se i casi della vita improvvisamente lo portano ad avervi a che fare, ad averne bisogno per quel che istituzionalmente è, un senso di sgomento lo prende, di impazienza, di furore in cui la convinzione si radica che la sicurezza pubblica, per quel tanto che se ne gode, più poggia sulla poca e sporadica tendenza a delinquere degli uomini che sull’impegno, l’efficienza e l’acume di essa polizia.”

  • L’eroe ignoto

    L’eroe ignoto

    “Al potere ci sono solo dei pazzi pericolosi. Tutti nascondono all’umanità che le stanno preparando la morte scientificamente”

    Durante la seconda guerra mondiale i fisici del tempo si suddivisero in schiere: tutti quelli all’assidua ricerca della realizzazione della bomba atomica da una parte, insieme ad Enrico Fermi, scienziato italiano che emigra in America e realizza nel ‘42 la prima pila atomica; e dall’altra Ettore Majorana, Heisenberg e Einstein.
    I primi non si pongono nessun problema etico: scoprono un arma invincibile, un’energia potentissima, in grado di far volgere le sorti del conflitto mondiale in favore di chi la possiede, e l’unica scelta che fanno è quella di darla al meno pazzo: tra Hitler e il generale Eisenhower scelgono il comandante delle forze alleate.
    Albert Einstein era, come Fermi, in America in quel periodo; cercò di convincere il presidente Truman a sganciare la bomba atomica su un atollo del Pacifico invece che su Nagasaki e Hiroshima, a scopo dimostrativo; il risultato sarebbe stato comunque lo stesso, la resa. Ma Truman non lo ascoltò, come tutti sappiamo.
    Heisenberg, dall’università di Lipsia, non solo affermò a gran voce di on essere in grado di costruire un ordigno nucleare, ma si preoccupò anche di farlo sapere agli Americanitramite Bohr. E questa preoccupazione nasce, “casualmente”, dopo il soggiorno all’università tedesca, di un uomo che la storia pare aver dimenticato, ma che allora era forse il miglior fisico esistente: Ettore Majorana, il più importante interlocutore di Heisenberg.
    Il fisico Italiano aveva già scoperto la bomba atomica? O era addirittura andando oltre, visualizzandone gli effetti?
    Tutti gli scienziati che lo hanno conosciuto dicono di no, ma lo ritengono anche un genio che ha “visioni” quasi profetiche. E sua sorella Maria ci dice che affermava continuamente:”I fisici (o la fisica) sono sulla strada sbagliata”. E che strada stavano intraprendendo quasi tutti i fisici del mondo? Quella della liberazione dell’energia atomica. Majorana e Heisenberg, schiavi delle dittature di Hitler e Mussolini, a differenza di tutti quegli “uomini liberi” protetti dal famoso “senso comune” di Truman, non hanno dato al loro governo la bomba atomica, e hanno impedito lo scatenarsi di un conflitto nucleare che si sarebbe sviluppato senza che nessuno ne conoscesse il reale potere distruttivo (nonchè le problematiche dovute all’esposizione alle radiazioni). Hanno, in un certo senso, salvato l’umanità dall’autodistruzione.
    Ettore Majorana, eroe ignoto, condottiero di provincia, Catanese che studia a Roma e insegna a Napoli, protagonista sconosciuto della storia del mondo aveva le stesse visioni di Prospero ne “La Tempesta” di Shakespeare: vedeva dissolversi il mondo, le sue costruzioni, e tutte le persone che lo abitavano. In una gigantesca nube a forma di fungo.

    Per qualsiasi informazione sul personaggio c’è “La scomparsa di Majorana” di Leonardo Sciascia, dalla quale è ripresa la citazione iniziale.

    Heroes
    David Bowie