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    Recensione di SICE Le bambole non hanno diritti di Fernando Santini

    SICE Le bambole non hanno diritti è un romanzo di Fernando Santini pubblicato da Dark Zone nel 2017.

    Informazioni su ‘SICE Le bambole non hanno diritti’
    Titolo: SICE Le bambole non hanno diritti
    Autore: Fernando Santini
    ISBN: 8899845239
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Dark Zone
    Data di pubblicazione: 2017-10-25
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 224
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    Questo romanzo mi è stato inviato dall’autore in cambio di una recensione onesta

    Le bambole non hanno dirittiSICE è l’acronimo di una nuova squadra speciale della polizia di Stato, la Squadra Investigativa Crimini Efferati, al cui comando viene posto il vicequestore Marco Gottardi. I primi due casi che si trovano ad affrontare sono quelli di un regista romano ucciso nel suo appartamento e quello di un bambino siriano trovato morto nel Tevere.

    Il romanzo ha una trama davvero interessante, che si snoda tra registi senza scrupoli, alta borghesia romana (e ovviamente politica) e il CIE di Lecce, dove gli uomini e le donne all’interno come in un carcere sono in attesa di sapere il loro destino.

    Purtroppo la scrittura di Fernando Santini mi è risultata troppo rigida e formale, soprattutto nei dialoghi, che a volte risultano davvero irreali. Allo stesso tempo la vicenda è trattata in modo troppo frettoloso, soffermandosi poco sui dettagli, sulle ambientazioni, sui protagonisti. E anche sugli argomenti trattati, che andavano decisamente approfonditi vista l’importanza che ricoprono.

    I personaggi della squadra SICE non vengono descritti né fisicamente né psicologicamente e si confondono l’uno con l’altro. Come del resto gli antagonisti, i personaggi di contorno, i luoghi, gli spazi e le azioni. E negli ultimi anni le serie letterarie poliziesche hanno decretato la loro fortuna proprio sui personaggi e suoi loro rapporti più che sulle trame poliziesche, come il Commissario Montalbano o il Vice Questore Schiavone.

    Mi ha colpito in negativo il fatto che soprattutto i personaggi femminili sono molto stereotipati nei comportamenti: le donne della SICE che piangono di fronte ai crimini efferati e che vengono consolati dai colleghi uomini o la cattiva della vicenda chiamata ripetutamente “troia” e “puttana” dagli stessi agenti di polizia.