Tag: morte

  • L’eterna primavera della speranza

    L’eterna primavera della speranza

    Sono perso in un mondo che è peggio del labirinto di Cnosso; ci sono migliaia di minotauri in attesa di fottermi, e non c’è nessun costruttore come Dedalo che mi aiuti ad uscirne. Lacrime che bruciano spingono agli angoli degli occhi, ma farle uscire non avrebbe alcun senso, sono quello che ha toccato il fondo e non contento ha continuato a scavare. E quindi uscimmo a riveder le stelle. Si, in un’altra vita, forse. Filtro aria da una canna di ganja, e io sarei il drogato? Molto meglio che ammazzarsi di cocaina, come fanno un sacco di italiani ma sono troppo bigotti per ammetterlo. La vita è sadica: gode nel vederci in bilico su queste funi tese, dobbiamo essere veramente ridicoli. Gode nel vederci sdraiati in lussuose bare, pagando migliaia di euro ai becchini che ingrassano sulle nostre morti e sul dolore dei nostri cari: gode perchè significa che ha vinto lei ancora una volta. Scrivo fogli e fogli di frasi, di rime, di bites virtuali su una tastiera indifferente alla mio dolore, alle mie malinconiche paranoie. Mi ritrovo sempre in crisi nei momenti importanti, nonostante sia così bravo ad autoanalizzarmi: ai bivi importanti scegliere sempre la svolta sbagliata. Troppo masochistico per essere vero. In alto i cuori: O fai di tutto per vivere o fai di tutto per morire diceva King con la voce di Andy Dufresne. Nemmeno lui sapeva quanto aveva ragione. Cerchiamo continuamente di evadere, per ritrovarci liberi, senza accorgerci di esserci rinchiusi nell’ennesima prigione. Il suicidio è una risposta? No, che cazzo. Abbiamo solo questa vita, nient’altro. Dobbiamo tirare fuori le palle per vivere al meglio di quello che abbiamo. Ci vuol talento a stare al mondo… E noi siamo talentuosi figli di puttana che hanno imparato la sopravvivenza prima di imparare a camminare…
    Eviterò un disco dei Pooh, ora

    Aerials
    System of a down

  • L’uccisione [Regina di Picche]

    L’uccisione [Regina di Picche]

    Su quella carta il cuore rosso
    si è capovolto
    e si è tinto del nero
    dell’odio
    diventando una picca
    .

    Ora sei tu a impugnare quell’arma,
    nera
    regina dell’odio
    e a colpire la mia anima sola
    con rabbia
    , senza alcuna pietà.

    E io soccombo sotto i tuoi colpi
    umile suddito-amante
    e il sangue delle mie ferite
    serve a ritrovare il tuo passato di cuori
    .

    Questa ferita aperta non rimarginerà mai,
    mi consumerà fino all’ultima goccia.
    La punta del tuo cuore capovolto
    è tinta solo per metà di rosso.

    La tua sete di morte si è placata,
    ora ti resta un corpo inerte.
    Ti ho dato tutto in vita:
    ora ti cedo anche la morte
    .

    La ballata dell’amore cieco
    Fabrizio De Andrè