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  • Citazioni di Alan Warner: “Ma niente grandi soddisfazioni…”

    Citazioni di Alan Warner: “Ma niente grandi soddisfazioni…”

    “Ma niente grandi soddisfazioni per quelli come noi, eh? Noi che mangiamo da un piatto quasi vuoto. Ho risparmiato tanto per conquistarmi questa pensione anticipata e ora che sta per arrivare mi sento svuotato. Gli straordinari si sono mangiati il tempo. E guarda te: hai ventun anni e lavorerai quaranta ore a settimane in cambio di uno stipendio da fame per il resto della vita. Anche con due settimane in un bel posto di villeggiatura, non resta molto spazio per la poesia, eh?”

    Alan Warner, Rave girl

  • Sexus

    Sexus

    Se è vero che Henry Miller o lo ami o lo odi, questo è ancora più vero per Sexus, l’estremizzazione della sua scrittura.

    Informazioni su ‘Sexus’
    Titolo: Sexus
    Autore: Henry Miller
    ISBN: 9788807880049
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 2013-02-20
    Formato: Paperback
    Pagine: 544
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    sexusPubblicato nel 1949 da Longanesi, è il racconto autobiografico della sua vita a New York prima di trasferirsi a Parigi. Primo dei tre libri che andranno a comporre la triologia della Crocifissione in Rosa, che Miller avrebbe voluto raccolti in un solo romanzo (gli altri due sono Plexus, del 1952 e Nexus del 1960), questo racconto autobiografico è la perfetta rappresentazione della poetica dello scrittore statiunitense: racconti banali di vita quotidiana, descrizioni dettagliate di rapporti sessuali e… Illuminazioni di vita.

    Henry è sposato con Maude, una donna tranquilla e noiosa, dalla quale ha una bambina. Si innamora però di Mara (che poi verso la fine del libro cambierà nome in Mona), una taxi girl (una compagna di ballo nelle sale da ballo newyorkesi) passionale e misteriosa. Intorno a loro ruotano i personaggi più disparati, amici di Henry e icone di una New York che cerca di riprendersi dalla Grande Guerra.

    Tutto qui, la trama non si sviluppa in nessun altro modo. Quello che è incredibile di questo libro non è quello che succede, ma Henry stesso. La sua visione del mondo, i suoi pensieri, le sue considerazioni… Su tutto: amore, amicizia, sesso, arte…

    Citazioni da “Sexus”

    “Arrendersi nel modo più assoluto e incondizionato alla donna che si ama significa spezzare ogni legame tranne il desiderio di non perderla, ed è quello il legame più terribile di ogni altro.”

    “Per trent’anni, ormai, ho portato la croce di ferro di una schiavitù ignominiosa, servendo ma non credendo, lavorando ma non ritirando la paga, riposando ma non conoscendo pace. Perché dovrei credere che tutto cambierà a un tratto, soltanto perché avrò lei, soltanto amando ed essendo amato?”

    “Scrivere, meditai, deve essere un atto privo di volontà. La parola, come una corrente profonda dell’oceano, deve emergere alla superficie per un proprio impulso. Un bambino non ha alcuna necessità di scrivere, è innocente. L’uomo scrive per liberarsi del veleno che ha accumulato con il suo modo falso di vivere. Cerca di riconquistare la propria innocenza, eppure (scrivendo) riesce soltanto a inoculare nel mondo il virus della sua delusione. Nessuno metterebbe una sola parola sulla carta se avesse il coraggio di vivere ciò in cui crede.”

    “Volevo liberare l’immaginazione di tutti gli uomini contemporaneamente perché, senza l’appoggio del mondo intero, senza un mondo immaginosamente unificato, la libertà dell’immaginazione diviene un vizio.”

    “Parole, frasi, idee, non importa quanto sottili o ingegnose, i voli più folli della poesia, i sogni più profondi, le visioni più allucinanti, non sono altro che rozzi geroglifici cesellati nella sofferenza e nel dolore per commemorare un evento non comunicabile.”

    “Ogni giorno massacriamo i nostri impulsi più belli”

    “Le lacrime sono più facili a sopportarsi della gioia. La gioia è distruttiva: fa sentire gli altri a disagio.”

    “Essere felice significa impazzire in un mondo di malinconici spettri.”

    “La gente ne ha avuto abbastanza di intrecci e di personaggi. Gli intrecci e i personaggi non fanno la vita.”

    “Avere una donna, avere qualsiasi cosa, in effetti, non significa nulla; conta soltanto vivere con una persona, o vivere con quanto si possiede.”

    “Amare o essere amati non è un reato. È davvero criminoso, invece, far credere a una persona, si tratti di un lui o di una lei, che è la sola di cui ci si possa mai innamorare.”

    “Sagome andavano e venivano davanti alle finestre, vestite in tutti i modi. Si stavano accingendo a rientrare in casa per prepararsi all’insignificante monotonia del domani. Uno su centomila avrebbe potuto sottrarsi alla condanna generale; in quanto agli altri, sarebbe stato un atto di misericordia se qualcuno fosse venuto nella notte a tagliar loro la gola mentre dormivano. Credere che quelle misere vittime avessero in sé la capacità di creare un mondo nuovo era pura follia.”

    “Nonostante tutte le prove esteriori che dimostrano come siamo strettamente uniti, interdipendenti, socievoli, di buon umore, disposti ad aiutarci a vicenda, comprensivi, quasi fraterni, siamo un popolo solitario, un gregge morboso e impazzito che si precipita qua e là con fanatica frenesia, cercando di dimenticare che non siamo come crediamo di essere, e cioè non realmente uniti, non realmente devoti gli uni agli altri, non realmente capaci di ascoltare, non un bel niente, in realtà, ma soltanto numeri spostati qua e là da una mano invisibile per un calcolo che non ci riguarda.”

    “Nessuno può sentirsi meglio dell’uomo che si lascia ingannare completamente. Essere intelligenti può costituire un vantaggio; ma essere completamente fiduciosi, creduloni fino all’idiozia, arrendersi senza riserve, è una delle gioie supreme della vita.”

    “Si basava sull’ipotesi che ognuno fosse in cuor suo un bastardo figlio di puttana, perfido, insensibile, egoista, una realtà dimostrata dal numero miracolosamente limitato di delitti che venivano a conoscenza del pubblico nei tribunali. Se tutti fossero stati spiati, pedinati, seguiti, sorvegliati, controinterrogati, inchiodati alla verità, costretti a confessare, be’ allora, secondo il suo sincero parere, ci saremmo trovati tutti in carcere.”

    “A me sembra che, il più delle volte, chi si trova ai posti d’onore risulti essere tra i meno meritevoli. I meritevoli, spesso, occupano i posti in ultima fila, o per modestia, o per rispetto di se stessi.”

    “Tutto, ormai, è organizzato in modo che le cose ti vengano offerte su un vassoio; devi sapere soltanto come fare le piccole fesserie passabilmente bene; ti iscrivi a un sindacato, lavori il meno possibile, e vai in pensione una volta arrivato al limite d’eta. Possedendo tendenze estetiche, non riusciresti a sobbarcarti alla stupida routine, un anno dopo l’altro; l’arte ti rende irrequieto, insoddisfatto. Il nostro sistema industriale non può consentire che questo accada… e pertanto ti offrono piccoli surrogati tranquillanti, per farti dimenticare che sei un essere umano. Ben presto l’arte non esisterà più affatto, ve lo dico io; bisognerà pagare la gente perché entri in un museo o ascolti un concerto. Non dico che le cose continueranno in questo modo in eterno; no, proprio quando saranno riusciti appieno nel loro scopo, quando tutto scorrerà liscio come un fischio, nessuno protesterà più, e nessuno sarà irrequieto o insoddisfatto, l’intera struttura si sfascerà. L’uomo non è stato creato per essere una macchina. Il lato buffo di tutti questi sistemi di governo utopistici è che continuano a promettere di liberare l’uomo… ma anzitutto cercano di farlo funzionare come un orologio caricato per otto giorni. Chiedono all’individuo di diventare schiavo per rendere possibile la libertà del genere umano.”

    ” Non credo che ci occorrano altri diritti… credo che ci occorrano idee più vaste.”

    “Bisogna fingere che tutto abbia un senso; bisogna lasciar credere alla gente che si sa quel che si fa. Ma nessuno sa quello che fa! Non è che ogni mattina ci alziamo e pensiamo a quanto stiamo facendo. Nossignore! Ci alziamo nella nebbia e trasciniamo i passi in una buia galleria con l’emicrania da sbornia.”

    “Ovunque si levavano le tetre, monotone mura; dietro ad esse abitavano famiglie la cui intera esistenza era imperniata intorno a un impiego. Schiavi industriosi, pazienti, ambiziosi, il cui unico scopo era l’emancipazione. E nel frattempo sopportavano tutto; ignari dei disagi, immuni alle brutture. Piccole anime eroiche la cui stessa ossessione di liberarsi dalla schiavitù del lavoro serviva soltanto a ingrandire lo squallore e l’infelicità della loro vita.”

    “È completamente mia, quasi come una schiava, ma io non la possiedo. Sono io ad essere posseduto.”

    “Adolescente, diciamo. Storie! Questo è il germe della futura vita, il seme che nascondiamo, che seppelliamo profondamente in noi, che reprimiamo e soffochiamo e facciamo tutto il possibile per distruggere mentre passiamo da un’esperienza all’altra e palpitiamo e ci dibattiamo, smarrendo in ultimo la strada.”

    “L’uomo eternamente turbato dai problemi dell’umanità, o non ha problemi suoi o si è rifiutato di affrontarli.”

    ” Lo Stato, la nazione, le nazioni unite del mondo, altro non erano che un grande aggregato di individui i quali ripetevano gli errori dei loro padri. Venivano afferrati dalla ruota sin dalla nascita e continuavano a girare con essa fino alla morte… e questa macina tentavano di nobilitarla chiamandola «vita».”

    “Gli uomini i quali erano più nella vita, i quali stavano modellando la vita, ed erano la vita stessa, mangiassero poco, dormissero poco, possedessero poco o niente. Non si facevano illusioni sul dovere, o sulla perpetuazione della specie, o sulla conservazione dello Stato. Si interessavano alla verità, e soltanto alla verità.”

    “Lo scopo della disciplina è quello di promuovere la libertà. Ma la libertà conduce all’infinità, e l’infinità è terrificante.”

    “Gli uomini convinti che il lavoro e l’intelligenza riusciranno a compiere ogni cosa, saranno sempre delusi dalla piega degli eventi stravagante e imprevista.”

    “È curioso che un corpo, per quanto familiare possa essere alla vista e al tatto, diventa eloquentemente misterioso non appena sentiamo che chi ne è il proprietario è divenuto elusivo o evasivo.”

    “Nessuna donna sa fottere selvaggiamente quanto l’isterica che ha reso frigida la propria mente.”

    “L’uomo che riconosce con se stesso di essere un vile, ha fatto un passo avanti nel dominare la propria paura; ma l’uomo che lo riconosce francamente con tutti, che chiede di riconoscere in lui la viltà e di tenerne conto quando si ha a che fare con lui, è sulla strada per divenire un eroe.”

    “Il possesso non significa niente se non ci si sa concedere”

    “Anche la voce, quella voce così potente, così annientatrice, così completamente personale… Anche quella ha un suo modo di svanire, di perdersi tra tutte le altre voci. Ma il corpo continua a vivere, e gli occhi, e le dita degli occhi, ricordano.”

    “Per alcuni momenti senza tempo ci eravamo trovati sulla porta del Paradiso; poi venimmo trascinati avanti e lo stellato fulgore andò in pezzi. Come lingue di lampi svanì in mille direzioni diverse.”

    “Proprio quando i tuoi impulsi sono stati lucidati, sono passati alla manicure e hanno avuto un vestito su misura, ti mettono in mano un fucile e con sei lezioni tu dovresti imparare l’arte di conficcare la baionetta in un sacco di grano. È sconcertante, a dir poco. E in mancanza di panico, di guerra, di rivoluzione, continui a salire da una posizione vantaggiosa di pompinaro all’altra, finché non diventi la Gran Minchia in persona e non ti fai saltare le cervella.”

    “Sono prigioniero nella casa dell’amore mal posto. Sono August Angst che si fa crescere una malinconica barba. Sono un fuco la cui sola funzione è quella di iniettare spermatozoi nella sputacchiera dell’angoscia. Sparo orgasmi con zigomatica furia. Mordo la barba che copre la bocca di lei come muschio. Mastico grossi pezzi della mia malinconia e li sputo come lische.”

    “La conoscenza dissociata dall’azione conduce alla sterilità”

    “Sull’ultima trincea, incomincia a penetrare nei nostri spessi crani l’idea che facciamo tutti parte della stessa carne.”

    “Ad ogni cima conquistata, nuovi e più sconcertanti pericoli ci minacciano. Il vigliacco rimane spesso sepolto sotto quello stesso muro contro il quale si è rannicchiato in preda alla paura e all’angoscia. La più bella cotta di maglia può essere penetrata da un’abile stoccata. Le più grandi flotte finiscono con l’affondare; le linee Maginot vengono sempre aggirate. Il cavallo di Troia aspetta sempre di essere trascinato fuori. Dove si trova la sicurezza? Quale protezione si può inventare che non sia già stata escogitata? È un’impresa disperata pensare alla sicurezza; non ne esiste alcuna.”

    “Siamo tutti colpevoli di un grande delitto, il delitto di non vivere appieno la vita; ma siamo anche, tutti, potenzialmente liberi. Possiamo smettere di pensare a ciò che non siamo riusciti a compiere e fare tutto ciò che è in nostro potere. Che cosa possano essere i poteri esistenti in noi, nessuno ha realmente osato immaginarlo. Che siano infiniti ce ne renderemo conto il giorno in cui ammetteremo con noi stessi che l’immaginazione è tutto. L’immaginazione è la voce dell’audacia. Se esiste qualcosa di divino in Dio, si tratta di questo. Egli ha osato immaginare ogni cosa.”

    “Se potessimo ancora credere in Dio, faremmo di lui un Dio della vendetta; affideremmo a lui, con tutto il cuore, il compito di fare piazza pulita. È troppo tardi perché possiamo pretendere di rimediare al disastro; ci siamo dentro fino al collo. Non vogliamo un nuovo mondo… vogliamo la fine del disastro che abbiamo combinato. A sedici anni si può credere in un mondo nuovo… si può credere a tutto, in effetti… ma a venti si è condannati, e lo si sa. A vent’anni si è bene imbrigliati, e il massimo in cui si possa sperare è di cavarsela con le gambe e le braccia intatte. Non è una questione di speranza che si dilegua… la speranza è un indizio pernicioso: significa impotenza. Anche il coraggio non serve: tutti possono trovare il coraggio… di fare la cosa sbagliata.”

    “A me sembra che gli artisti, gli scienziati, i filosofi, siano come lenti da molare; è tutto un gran prepararsi per qualcosa che non accade mai. Un giorno le lenti saranno perfette, e allora vedremo tutti con chiarezza, vedremo che mondo sbalorditivo, meraviglioso, bellissimo è il nostro. Ma nel frattempo siamo senza occhiali, per così dire; annaspiamo qua e là come idioti miopi e ammiccanti. Non vediamo quel che abbiamo sotto il naso perché siamo così intenti a vedere le stelle, o quel che si trova al di là delle stelle. Stiamo cercando di vedere con la mente, ma la mente vede soltanto ciò che le si dice di vedere. La mente non può spalancare gli occhi e guardare soltanto per il piacere di guardare.”

    “Il sesso è una delle nove ragioni della reincarnazione. Le altre otto sono prive di importanza”

    “Fuori, nel mondo, la gente non se la passava affatto meglio. La sola differenza tra loro e me stava nel fatto che essi andavano a procurarsi ciò di cui avevano bisogno; per ottenerlo sudavano, si ingannavano a vicenda, si battevano con le unghie e con i denti. Io non avevo problemi di questo genere. Il mio unico problema era come vivere con me stesso un giorno dopo l’altro.”

  • Sogni di un pazzo

    Sogni di un pazzo

    Sperduti in un tunnel senza fine
    di notti uguali l’una all’altra,
    in cui solo il delirio muta
    e la pazzia è la misura del tempo…
    Credi che sopravviverò, amico?
    Credo che alla lunga farà male.
    Crediamo entrambi in sogni infranti,
    in deliri certamente irrealizzabili…
    Niente vincitori
    nell’arena della disperazione.
    Soldanto caduti e decaduti.
    Soltanto amore.
    Che fa male.

  • Il dedalo di Cnosso

    Aforismi di un pazzo | Il labirinto di Cnosso

    Aspettare l’alba illudendosi che il nuovo giorno porti una nuova vita. Convincersi del contrario. Passare la notte davanti ad un computer a chiedersi cosa c’è che non va. A chiedersi qual’è la causa di un’insonnia che ci sta uccidendo. Non trovare alcuna risposta. (altro…)

  • Sopra il palco

    Sopra il palco

    Perchè ci sbattiamo tanto? Il senso della vita è dare un senso alla vita. Siamo piccole stelle vagabonde, belle e splendenti, che non hanno la minima idea di come procedere. Ci ritroviamo soli ad ogni angolo, soli e sperduti nel cosmo delle nostre esistenze, le esistenze che non importano a nessuno.

    Recitiamo una parte scitta da noi stessi, il copione della nostra vita ce lo scegliamo in base a quanto ci stimiamo. Ecco la verità. Ci prepariamo le nostre battute, ci inventiamo rapporti con le persone che ci circondano… Tante piccole vite scontate, perchè i poeti sono pochi.

    Ma pensare all’esistenza come totalità, quello no. Per noi comete infelici questo è troppo. Magari ci proviamo anche qualche volta, quando incrociamo altre stelle depresse quanto noi da questa Matrix da quattro soldi che ci circonda. Ne parliamo con loro, per un attimo ci sentiamo parte di qualcosa di grande.

    Per un attimo solo.

    Poi ci dimentichiamo del resto del mondo. Perchè ci siamo noi a cui pensare. La nostra Vita. Scegliere. Tra il bene e il male. Tra il paradiso e l’inferno. Scegliere la donna con cui passare il resto della nostra vita, arrivare persino a credere che lei possa essere addirittura la nostra vita. Poi, quando tutto finisce (ed ogni cosa finisce in natura, è una legge fisica che ci dice che nulla si crea e tutto si disperde e si distrugge…) pensiamo che sia finita anche la nostra vita.

    Poi scopriamo che la cosa veramente importante eravamo noi stessi, e che si può andare avanti benissimo anche senza di lei. Questo per noi si chiama vivere. In realtà è una commedia. L’unica cosa reale delle nostre esistenze è la morte. Di quello non possiamo decidere nulla. Noi non siamo vivi. Siamo cadaveri in putrefazione avanzata che ancora non sanno che la parola fine sulla loro sceneggiatura non la scriveranno loro.

    The End
    The Doors

  • Aforismi di un pazzo [#1]

    Aforismi di un pazzo [#1]

    Dante Alighieri.

    INFERNO. I lussuriosi sono puniti per l’eternità ad essere sospinti da un vento tempestoso, amanti abbracciati nell’inferno della loro morte.

    PARADISO. Il premio dei beati è l’eterna visione di Dio.

    Sono un DANNATO, e ne sono felice