A Torino viene aggredito il medico FIAT Luigi Solera.
Luigi Solera è medico da 15 anni alla FIAT e da 13 alla sezione presse. Sono le 13:30 quando, di ritorno dal lavoro, sta per aprire il portone di casa, al numero 102 di Corso Massimo D’Azeglio. Non si è accorto di un uomo sulla trentina sceso da una 600 pochi metri più oltre. «Luigi Solera?» domanda lo sconosciuto e, alla risposta affermativa, estrae dalla tasca una pistola con silenziatore e fa fuoco mirando alle gambe del dottore: tre proiettili attraversano quella sinistra, l’ultimo si conficca nel ginocchio destro. All’ospedale delle Molinette il ferito viene giudicato guaribile in un un mese. Poche ore dopo l’aggressione una telefonata all’agenzia giornalistica ANSA avverte: «Abbiamo colpito il medico FIAT Luigi Solera. Riceverete nostre notizie. Senza tregua per il comunismo. Brigate Rosse».
L’indomani, infatti, il comunicato con la spiegazione politica dell’azione. È ancora l’accordo firmato fra FIAT e sindacati l’8 Novembre la ragione che ha spinto le bierre ad agire. Accordo che «vede favorire la volontà e le speranze di quest’ultima rispetto alla ristrutturazione e al ristabilimento del profitto».
Stralcio del Comunicato sull’aggressione a Luigi Solera
«[…] Compiti di tutte le avanguardie operaie: battere la linea neocorporativa confindustria sindacati e la linea del compromesso storico revisionista, per impedire la sconfitta e il riflusso del proletariato; battere le tendenze liquidazioniste della lotta, per impedire la nullificazione delle conquiste e la disgregazione dell’unità rivoluzionari della classe operaia; organizzare un movimento di resistenza, che trovi il suo punto qualificante nell’appoggio alla lotta armata, con il compito di unificare tutte le avanguardie autonome e di creare iniziative di massa sul terreno dei bisogni politici reali della classe; accettare la guerra di classe portando l’attacco alla struttura repressiva di controllo della FIAT in tutte le sue articolazioni; colpire duramente i vari cuscinetti del ricatto del terrorismo patronale; battere e liquidare una volta per sempre i sindacati gialli come il SIDA, veri e propri covi di reazione e di spionaggio, e le carogne fasciste sotto qualsiasi etichetta si presentino; costruire e organizzare il potere proletario armato, a partire dalle fabbriche, il che significa in primo luogo creare il nucleo strategico della guerra di classe e cioè partito combattente del proletariato.
[…] [Luigi Solera è] un famigerato individuo responsabile di tutti i medici dell’infermeria alla sezione sud presse della FIAT Mirafiori e che come tale si è macchiato di veri e propri crimini ai danni dei lavoratori. Invece di preoccuparsi dell’integrità fisica e della salute degli operai, li rispediva al lavoro, nonostante fossero chiaramente infortunati e bisognosi di cure e di riposo… si è fatto paladino delle più vergognose discriminazioni portate avanti dalla FIAT.
[…] Attivo collaboratore e importante pedina della politica dei licenziamenti che con la scusa dell’assenteismo vede eliminare le avanguardie di lotta e gli operai che non accettano la linea produttivistica che i padroni vogliono imporre per uscire dalla loro sempre più profonda crisi. I medici di fabbrica rappresentano un’articolazione dell’apparato di repressione e di controllo dei padroni. La pratica dell’epurazione va quindi praticata, da parte dell’avanguardia rivoluzionaria in fabbrica, anche contro di essi».