Aspettare l’alba illudendosi che il nuovo giorno porti una nuova vita. Convincersi del contrario. Passare la notte davanti ad un computer a chiedersi cosa c’è che non va. A chiedersi qual’è la causa di un’insonnia che ci sta uccidendo. Non trovare alcuna risposta. (altro…)
Sono sempre il solito pazzo che si è autoesilato da un mondo che è un insulto per se stesso e per un dio che o si è suicidato oppure non vuole essere coinvolto. In nessun modo. L’ottimismo è il delirio di credere che questo dio sorrida e ami i bambini, che sia una divinità buona e giusta, anzichè un dio con l’hobby dell’omicidio di massa e con il gusto per il sangue sacrificale. Sogno una folla in tumulto, una folla ribelle, in grado di compiere la prima vera rivoluzione della storia: una rivoluzione per disperazione. Cerchiamo la verità, ma non la troveremo mai. Cerchiamo una rivelazione, qualcosa di complesso e articolato in grado di spiegarci tutto. Ma la verità è un’essenza, un’idea, non una campagna pubblicitaria da chiudere in una brochure. Io sono il critico perfetto, un cuore perennemente infranto che cerca la consolazione in un karma perennemente scontento. Combattiamo tutta la vita, moriamo con le armi in pugno, Almeno ci siamo dati la pena di combattere.
Che senso ha?
Sono un’estremista sempre e comunque perchè ho letto Gibran e so che chi non è estremista nei confronti della verità vede solo mezza verità. Mentre la mia folla che doveva essere rivoluzionaria vive la vita come se fosse un turista sfaccendato che deve occupare il tempo. Io sono il cronista di un mondo in rovina e prossimo all’autodistruzione, in equilibrio sulla fune della mia sanità mentale. Prima o poi si spezzerà, io cadrò pesantemente al suolo. E io sono un comico satirico che ride della mia e della nostra disfatta. Poi sarei pessimista? Si, forse bevo più del necessario. Forse ho iniziato a fumare ganja perchè volevo provare e continuo perchè non ho ancora capito se mi piace o no. Sono un fatalista masochista che si crede di poter essere libero di dire qualsiasi cosa, con l’arroganza tipica di chi crede di avere tutte le risposte e invece non ha ancora capito un cazzo. Ma la giusta via è quella della speranza, dell’ottimismo, perchè, io ne sono convinto, prima o poi Berlusconi sfilerà accanto a me in una manifestazione cantando “Contessa”. Speranza… L’unica speranza è l’amore. Sono un sofista, è chiaro. Sophia è l’unica risposta possibile. Sophia e l’amore oppure una Beretta PX4 Storm. Tanto sappiamo come andrà finire, sono un regista da oscar quando si tratta di girare la scena che odio di più: quella in cui il protagonista si fuma la sua ultima sigaretta disperata ad un’ora imprecisata della notte.
Che senso ha?
La libertà non è fatta per noi, diceva Marat. Aveva tutte le ragioni del mondo, non siamo assolutamente capaci di gestirla. Di caprila. Di mantenerla. Lo diceva uno che era uno dei fautori della rivoluzione più liberale della storia: quella francese. Non cambia il senso. Scriviamo bibbie, eleggiamo profeti. Ma abbandoniamo testi sacri in mezzo alla nebbia, e crocifiggiamo i nostri profeti perchè non li capiamo e ne abbiamo paura. Non è catechismo, cazzo, è una metafisica selvatica. Qualche frase di un pazzo… Un quasi uomo perso, depresso… Lacerato indelebilmente da uno strappo…
Fermo su un foglio per prendermi un attimo e guardarmi dentro, come se ne fossi realmente capace. Scoprire il vuoto più nero. Scoprire che tutto ciò che mi circonda, a partire da una Quotidianità che mi annega, dolce e lenta, mi ha prosciugato. Una cosa che sapevo da tempo, ma che si è materializzata dopo che l’ultima speranza a cui mi ero aggrappato con forza, l’ultimo brandello di quello che ci ostiniamo a chiamare sogno, si è rotto con un rumore smorzato. Vuoto. Depressione? Tristezza? Rabbia? No. Peggio. Il nulla. Come una notte senza luna. Anche il nulla è un’emozione. E, proprio come il nero, assorbe tutte le emozioni. Dalla depressione, alla tristezza… Anche alla Gioia, in un certo senso. La mancanza di un vero e proprio male di essere porta alla Gioia, è uno dei teoremi della filosofia ellenica. Mi fa paura questo nulla che mi consuma dentro… Se non fosse per questi fiochi barlumi di speranza…
Stanco anche per mentire a me stesso. Mi chiedono di essere più positivo… Siamo fatti così, siamo vittime designate fin dal giorno in cui siamo nati… Ottimismo non vuol forse dire cercare di cambiare le regole del gioco? Cercare il bello anche dove il bello in fondo non c’è? Sembramo sbagliare continuamente… E forse è davvero così. Mi chiedono di reagire, ma che altro posso fare io, solo impaurito e completamente pazzo? Forse se fossi nato altrove… Forse se avessi conosciuto gente totalmente diversa da questa generazione fallita di poeti con l’aureola sporca di merda e di fiato ricco di maleodorante assenzio… Forse sarebbe diverso. Il sole lotta per uscire dalle nubi…
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