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Abulafia
Home›On Writing›Abulafia›Lo strappo

Lo strappo

By zorba
10 Maggio 2010
2277
2
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Sono sempre il solito pazzo che si è autoesilato da un mondo che è un insulto per se stesso e per un dio che o si è suicidato oppure non vuole essere coinvolto. In nessun modo. L’ottimismo è il delirio di credere che questo dio sorrida e ami i bambini, che sia una divinità buona e giusta, anzichè un dio con l’hobby dell’omicidio di massa e con il gusto per il sangue sacrificale. Sogno una folla in tumulto, una folla ribelle, in grado di compiere la prima vera rivoluzione della storia: una rivoluzione per disperazione. Cerchiamo la verità, ma non la troveremo mai. Cerchiamo una rivelazione, qualcosa di complesso e articolato in grado di spiegarci tutto. Ma la verità è un’essenza, un’idea, non una campagna pubblicitaria da chiudere in una brochure. Io sono il critico perfetto, un cuore perennemente infranto che cerca la consolazione in un karma perennemente scontento. Combattiamo tutta la vita, moriamo con le armi in pugno, Almeno ci siamo dati la pena di combattere.

Che senso ha?

Sono un’estremista sempre e comunque perchè ho letto Gibran e so che chi non è estremista nei confronti della verità vede solo mezza verità. Mentre la mia folla che doveva essere rivoluzionaria vive la vita come se fosse un turista sfaccendato che deve occupare il tempo. Io sono il cronista di un mondo in rovina e prossimo all’autodistruzione, in equilibrio sulla fune della mia sanità mentale. Prima o poi si spezzerà, io cadrò pesantemente al suolo. E io sono un comico satirico che ride della mia e della nostra disfatta. Poi sarei pessimista? Si, forse bevo più del necessario. Forse ho iniziato a fumare ganja perchè volevo provare e continuo perchè non ho ancora capito se mi piace o no. Sono un fatalista masochista che si crede di poter essere libero di dire qualsiasi cosa, con l’arroganza tipica di chi crede di avere tutte le risposte e invece non ha ancora capito un cazzo. Ma la giusta via è quella della speranza, dell’ottimismo, perchè, io ne sono convinto, prima o poi Berlusconi sfilerà accanto a me in una manifestazione cantando “Contessa”. Speranza… L’unica speranza è l’amore. Sono un sofista, è chiaro. Sophia è l’unica risposta possibile. Sophia e l’amore oppure una Beretta PX4 Storm. Tanto sappiamo come andrà finire, sono un regista da oscar quando si tratta di girare la scena che odio di più: quella in cui il protagonista si fuma la sua ultima sigaretta disperata ad un’ora imprecisata della notte.

Che senso ha?

La libertà non è fatta per noi, diceva Marat. Aveva tutte le ragioni del mondo, non siamo assolutamente capaci di gestirla. Di caprila. Di mantenerla. Lo diceva uno che era uno dei fautori della rivoluzione più liberale della storia: quella francese. Non cambia il senso. Scriviamo bibbie, eleggiamo profeti. Ma abbandoniamo testi sacri in mezzo alla nebbia, e crocifiggiamo i nostri profeti perchè non li capiamo e ne abbiamo paura. Non è catechismo, cazzo, è una metafisica selvatica. Qualche frase di un pazzo… Un quasi uomo perso, depresso… Lacerato indelebilmente da uno strappo…

Che senso ha?

Lo strappo
Zorba + Miriam

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2 comments

  1. Nene 10 Maggio, 2010 at 23:27 Accedi per rispondere

    La rivoluzione non è del popolo. I “prolet” insorgono in sommosse soffocate nel sangue, mentre il progetto politico rivoluzionario è sempre della minoranza che può permettersi di guardare più in là di domani. E così una classe sociale si succede all’altra dopo ogni rivoluzione. Portando con sè nuovi intellettuali, nuovi valori, e il germe del potere che tende, sempre, a corrompere..
    “Perchè la terra gira sotto i piedi dell’uomo che corre, condannato a non procedere, rimandato alle origini da ogni passo che lo avvicina alla meta”.

  2. Zorba 11 Maggio, 2010 at 06:29 Accedi per rispondere

    E’ sempre stato così finora… Carne da cannone che lotta per ideali condivisi che si infrange contro i meccanismi protettivi del sistema, mentre chi li guida, chi ha steso le linee base della rivolta se ne sta al coperto nelle trincee… Ma in una rivoluzione condotta per disperazione? Una rivoluzione in cui l’unico ideale che muove le masse è la rabbia, l’ira e il bisogno implacabile di dire: “Basta!”?

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