Sperduti in un tunnel senza fine
di notti uguali l’una all’altra,
in cui solo il delirio muta
e la pazzia è la misura del tempo…
Credi che sopravviverò, amico?
Credo che alla lunga farà male.
Crediamo entrambi in sogni infranti,
in deliri certamente irrealizzabili…
Niente vincitori
nell’arena della disperazione.
Soldanto caduti e decaduti.
Soltanto amore.
Che fa male.
Tag: pazzia
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Sogni di un pazzo
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Nell’Arena
Il pubblico è in delirio, dai palchi imperiali agli spalti della gente comune. Mangiano il cibo dell’imperatore, mentre osservano l’ingresso dei gladiatori con occhi spiritati, quasi folli. Alcuni urlano a gran voce, con le vene del collo imminenti all’esposione. Urlano come pazzi. Talmente pazzi da non rendersi conto che i prossimi gladiatori a scendere sulla sabbia dell’arena saranno proprio loro. Il pubblico ha sete di sangue, di sudore, di adrenalina. Del tuo sudore, della tua adrenalina. Del tuo sangue. Noi siamo nell’arena, con i piedi sporchi di terra e sabbia; con la nostra armatura ammaccata dai colpi da cui ci ha protetto, imbarcata tanto che sappiamo che non resisterà ancora a lungo… Con le nostre cicatrici rimarginate dal tempo, dalla sabbia e dal vento… Siamo lì in piedi, in attesa dell’ultimo imperatore. Perchè gli imperatori passano, passano governi e legislature… Noi rimaniamo sulla sabbia del colosseo. Speriamo che questa volta il nuovo comandante supremo ci doni il rudis, simbolo della nostra libertà, ma in fondo in fondo sappiamo che non sarà così. Perchè hanno bisogni di noi gladiatori… Non dichiariamo guerra, non la cerchiamo, ma la combattiamo fino all’ultimo, perchè siamo maestri nell’arte di sopravvivere, perchè combattiamo fino all’ultimo battito di cuore, fino all’ultima goccia di sangue… Perchè non abbiamo più nulla da perdere… Siamo schierati in attesa del nuovo imperaratore, in attesa di dire, di urlare a gran voce ancora una volta: “Morituri, te salutant”. Coloro che stanno per morire ti salutano. Coloro che stanno per morire. Ma non ancora. Perchè non moriremo oggi. E nemmeno domani. I leoni incalzeranno, ma noi siamo bestie da sopravvivenza. Non moriremo. Lo giuro sulla mia ultima goccia di sangue.
Knights of Cydonia
Muse -
La lunga marcia

Credevo in tante cose che col passare del tempo si sono sgretolate sotto il peso della verità; credevo di poter diventare qualcuno, credevo di poter capire il mondo, credevo che la vita mi avrebbe reso felice; credevo in Dio, credevo che ci potesse essere pace, credevo che il senso della vita mi avrebbe fatto sorridere, (altro…)
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Lo strappo
Sono sempre il solito pazzo che si è autoesilato da un mondo che è un insulto per se stesso e per un dio che o si è suicidato oppure non vuole essere coinvolto. In nessun modo. L’ottimismo è il delirio di credere che questo dio sorrida e ami i bambini, che sia una divinità buona e giusta, anzichè un dio con l’hobby dell’omicidio di massa e con il gusto per il sangue sacrificale. Sogno una folla in tumulto, una folla ribelle, in grado di compiere la prima vera rivoluzione della storia: una rivoluzione per disperazione. Cerchiamo la verità, ma non la troveremo mai. Cerchiamo una rivelazione, qualcosa di complesso e articolato in grado di spiegarci tutto. Ma la verità è un’essenza, un’idea, non una campagna pubblicitaria da chiudere in una brochure. Io sono il critico perfetto, un cuore perennemente infranto che cerca la consolazione in un karma perennemente scontento. Combattiamo tutta la vita, moriamo con le armi in pugno, Almeno ci siamo dati la pena di combattere.
Che senso ha?
Sono un’estremista sempre e comunque perchè ho letto Gibran e so che chi non è estremista nei confronti della verità vede solo mezza verità. Mentre la mia folla che doveva essere rivoluzionaria vive la vita come se fosse un turista sfaccendato che deve occupare il tempo. Io sono il cronista di un mondo in rovina e prossimo all’autodistruzione, in equilibrio sulla fune della mia sanità mentale. Prima o poi si spezzerà, io cadrò pesantemente al suolo. E io sono un comico satirico che ride della mia e della nostra disfatta. Poi sarei pessimista? Si, forse bevo più del necessario. Forse ho iniziato a fumare ganja perchè volevo provare e continuo perchè non ho ancora capito se mi piace o no. Sono un fatalista masochista che si crede di poter essere libero di dire qualsiasi cosa, con l’arroganza tipica di chi crede di avere tutte le risposte e invece non ha ancora capito un cazzo. Ma la giusta via è quella della speranza, dell’ottimismo, perchè, io ne sono convinto, prima o poi Berlusconi sfilerà accanto a me in una manifestazione cantando “Contessa”. Speranza… L’unica speranza è l’amore. Sono un sofista, è chiaro. Sophia è l’unica risposta possibile. Sophia e l’amore oppure una Beretta PX4 Storm. Tanto sappiamo come andrà finire, sono un regista da oscar quando si tratta di girare la scena che odio di più: quella in cui il protagonista si fuma la sua ultima sigaretta disperata ad un’ora imprecisata della notte.
Che senso ha?
La libertà non è fatta per noi, diceva Marat. Aveva tutte le ragioni del mondo, non siamo assolutamente capaci di gestirla. Di caprila. Di mantenerla. Lo diceva uno che era uno dei fautori della rivoluzione più liberale della storia: quella francese. Non cambia il senso. Scriviamo bibbie, eleggiamo profeti. Ma abbandoniamo testi sacri in mezzo alla nebbia, e crocifiggiamo i nostri profeti perchè non li capiamo e ne abbiamo paura. Non è catechismo, cazzo, è una metafisica selvatica. Qualche frase di un pazzo… Un quasi uomo perso, depresso… Lacerato indelebilmente da uno strappo…
Che senso ha?
Lo strappo
Zorba + Miriam -

Perdere la mente
Pessimismo e fastidio. Mi sento come in trappola, qualunque cosa accada. Mi sento schiacciato, claustrofobico, una tigre in gabbia che continua a girare nervosa intorno alle sbarre… Come se potesse cambiare qualcosa… Sbattiamo la testa al muro, di che colore è il nostro sangue? Forse, raggrumandosi, scioglierà come acido le sbarre di questa prigione… Se fosse solo sangue… Quante mani si alzerebbero se chiedessi se siete felici? Tante, lo so… Eppure credo che sarebbe bello guardarsi dentro un pò ed essere sinceri… Cosa vuol dire essere felici? È questa la domanda che dobbiamo porci? O non ci sono domande? Sono un pazzo della peggior specie, uno schizofrenico che vive due vite, un depresso cronico perché non appartiene alla generazione della lotta armata e delle bombe in piazza né all’arrendevolezza del futuro, persa tra i dubbi di McDonald’s e coca cole. Ho rabbia bollente nelle vene, ma nessun canale di sfogo… La mia mente si perde, barcolla come nelle mie peggiori serate alcoliche…
Che splendore, svegliarsi un giorno senza più trovarla…
Where is my mind
The Pixies -
![Il fantasma [Regina di Quadri]](data:image/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==)
Il fantasma [Regina di Quadri]
Mi stringi con quel corpo
fatto della sostanza dei sogni
i tuoi baci hanno il sapore del delirio
e la tua pelle profuma di ciò che non esiste.
Sei giunta in volo nella mia stanza
Senza passare attraverso alcun pertugio,
perché sei sempre stata qui
e non ci sei mai stata
Regina di Quadri,
sovrana soggetto di un opera d’arte
che adoro fino alla follia,
ma che in realtà non ho mai visto,
non sei morta ma non vivi,
sei mia e non lo sei mai stata,
giacevi nuda con me nel mio delirio
o solo nei tuoi sogni più segreti?
Abbagliato dalla luce del tuo sguardo,
ottenebrato dal profumo del tuo corpo,
nella mia pazzia ho scelto la via più sbagliata,
tormentato dal caldo abbraccio del tuo fantasma.Il fantasma
Zorba -
![Aforismi di un pazzo [#1]](data:image/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==)
Aforismi di un pazzo [#1]
Dante Alighieri.
INFERNO. I lussuriosi sono puniti per l’eternità ad essere sospinti da un vento tempestoso, amanti abbracciati nell’inferno della loro morte.
PARADISO. Il premio dei beati è l’eterna visione di Dio.
Sono un DANNATO, e ne sono felice
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Sogni di un ex scrittore
Ho cominciato a scrivere a 14 anni, credo come comincino tutti quelli che scrivono. Quando stavo male con il mondo, quando ero depresso, infelice, spaventato, prendevo una matita e un foglio di carta e scrivevo sensazioni ed emozioni. Quello che non tutti fanno è continuare. Io ho continuato perchè ho scoperto quanto fosse facile per me “immaginare“. Scrivevo piccole poesie e racconti, sempre e rigorosamente a mano perchè ancora non avevo un computer… Non scrivevo tanto, ma quanto bastava per sentirmi meglio. Poi, due anni dopo, comprai il mio primo computer. E cominciai a scrivere seriamente. I due premi che mi arrivarono (uno per la poesia e l’altro per un racconto intitolato “Il destino di Sophia“) quando avevo solo 16 anni mi convinsero che quella potesse essere la mia strada. Forse, in fondo in fondo, ne sono convinto ancora. Il mio computer custodiva 4 romanzi, una serie di poesie e di racconti, un qualcosa di ibrido che si chiamava “Abulafia” e una raccolta di brevi aforismi chiamato “Aforismi di un pazzo“. La memoria mistica del mio computer, un hard disk Maxtor da 120GB, li custodiva gelosamente, in attesa, magari, che una qualche casa editrice li accettasse e li pubblicasse. Poi ha smesso di custodirli. I suoi chip si sono fusi, e io ho perso migliaia di pagine scritte. Sono rimasto con le cose che avevo scritto dai 14 ai 16 anni, e la poesia e il racconto premiati. Fine dei sogni di un ex scrittore. Non so se ricomincerò a scrivere quello che avevo fatto. Le storie che avevo raccontato mi sembrano tuttora molto buone, ma la fatica di rimettermi lì e scrivere mi fa desistere da tutto. Per questo ho deciso di affidare le lettere del mio alfabeto interiore a internet. Lì nessun stupido hard disk può andare in panne e distruggere i miei sogni.




![Il fantasma [Regina di Quadri]](https://www.aforismidiunpazzo.org/wp-content/uploads/2010/03/Regina-di-quadri.gif)
![Aforismi di un pazzo [#1]](https://www.aforismidiunpazzo.org/wp-content/uploads/2010/03/Aforismi-di-un-pazzo-1.gif)
