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  • Guida galattica per gli autostoppisti

    Guida galattica per gli autostoppisti

    Guida galattica per gli autostoppisti è un romanzo di Douglas Adams pubblicato da Mondadori nel 1999.

    Informazioni su ‘Guida galattica per gli autostoppisti’
    Titolo: Guida galattica per gli autostoppisti
    Autore: Douglas Adams
    ISBN: 9788804464631
    Genere: Fantascienza
    Casa Editrice: Mondadori
    Data di pubblicazione: 1999-06-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 213
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    Guida galattica per gli autostoppistiLa Guida galattica per gli autostoppisti è il primo della “trilogia in cinque parti” omonima scritta da Douglas Adams nel 1979, come risultato della trasposizione delle prime quattro puntate della serie radiofonica (trasmessa con lo stesso nome) da lui condotta per una radio londinese.

    E’ l’autore più conosciuto di quel genere letterario che prende il nome di Fantascienza Umoristica.

    Trama di Guida galattica per Autostoppisti
    Arthur Dent è un essere umano comune. Vive da solo in una piccola città inglese, lavora per una radio, cerca la donna della sua vita. Ha una vita equilibrata, va al pub a bere con gli amici, trova abbastanza soddisfazione nel lavoro… E il suo miglior amico è un aspirante attore che si chiama Ford Perfect, una persona un pò strana ma simpatica.

    La vita di Arthur Dent viene turbata da 3 fatti, avvenuti tutti lo stesso giorno: il primo è che il comune in cui risiede vuole demolire la sua casa per farci passare una tangenziale; il secondo è lo scoprire che il suo amico Ford Perfect non è un essere umano ma un alieno proveniente da Betelgeuse 5; la terza è che i Vogon, una specie galattica di burocrati che regge a tutti gli effetti il Governo Galattico ha deciso di demolire la Terra per farci passare una tangenziale galattica.

    Ford riesce a salvare Arthur facendo l’autostop sulla nave Vogon: comincia il vagabondaggio dei due nell’Universo, illuminati dai consigli della Guida Galattica per gli Autostoppisti…

    Citazioni da Guida Galattica per gli Autostoppisti

    “C’è una teoria che afferma che, se qualcuno scopre esattamente qual è lo scopo dell’universo e perché è qui, esso scomparirà istantaneamente e sarà sostituito da qualcosa di ancora più bizzarro ed inesplicabile. C’è un’altra teoria che dimostra che ciò è già avvenuto”

    “A chiunque sia capace di farsi eleggere Presidente non dovrebbe essere permesso di assumere l’incarico”

    “Questo pianeta ha – o piuttosto aveva – un problema, che era questo: la maggior parte della gente che ci vive era scontenta per la maggior parte del tempo. Furono suggerite molte soluzioni per questo problema, ma gran parte di esse erano basate sui movimenti di piccoli pezzi verdi di carta, il che è bizzarro, dato che, tutto considerato, non erano i piccoli pezzi verdi di carta ad essere scontenti”

  • Sfera

    Sfera

    Sfera è un romanzo di Michael Crichton pubblicato da Garzanti nel 1987 da cui è stato tratto l’omonimo film del 1998 diretto da Berry Levinson con Dustin Hoffman, Sharon Stone e Samuel L. Jackson.

    Informazioni su ‘Sfera’
    Titolo: Sfera
    Autore: Michael Crichton
    ISBN: 9788811666912
    Genere: Fantascienza
    Casa Editrice: Garzanti
    Data di pubblicazione: 1995-01-01
    Formato: Paperback
    Pagine: 382
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    Pubblicato nel 1987 si fa fatica a dargli un genere letterario.
    Norman Johnson, psicologo, poco dopo l’università, viene incaricato dall’amministrazione Carter di stilare una relazione sul comportamento da tenere nel caso di contatto con una civiltà extraterreste. La relazione gli sembra un’assurdità, ma il compenso serve per la casa che ha intenzione di acquistare e lo psicologo accetta.

    Passano gli anni e Norman è inserito in un programma di recupero per i sopravvissuti ai disastri aerei. Pensa a questo quando viene prelevato da casa sua a San Diego dalla Marina Militare. A un disastro aereo. Ma quando nessuno risponde alle sue domande e viene condotto al centro del Pacifico, capisce che non può essere quello il motivo. Insieme a lui, sulla nave, ci sono l’astrofisico Ted Fielding, la biologa Elizabeth Halperin e il matematico Harry Adams; tutti scienziati indicati da Norman nella sua relazione sull’incontro con una civiltà extraterrestre.

    Il comandante della missione, Harold Barnes, li porta così a 300 metri di profondità in un habitat realizzato dalla Marina degli Stati Uniti, accanto ad un enorme astronave di dubbia provenienza, sepolta sotto metri di corallo che datano la comparsa dell’astronave a più di 300 anni fa…

    Fantascienza? Io non ne sarei così sicuro. Leggetelo, se volete sciogliere ogni dubbio. Perché in “Sfera” c’è molto di più. Ci sono riferimenti letterari a “Ventimila leghe sotto i mari” di Jules Verne e a “Il mago di Oz” di L. Frank Baum. E ci sono una miriade di colpi di scena che trasformeranno la trama in un thriller psicologico ad alto contenuto di adrenalina.

    Citazioni da “Sfera”

    “Sul vostro pianeta c’è un animale che si chiama orso. È un grosso animale, a volte più grosso di voi, ed è intelligente e ingegnoso e ha un cervello grande come il vostro. Ma si distingue da voi per un aspetto importante. Non sa svolgere quell’attività che chiamate immaginazione. Non sa costruirsi immagini mentali di come la realtà potrebbe essere. Non sa concepire quello che chiamate passato e quello che chiamate futuro. Questa particolare capacità di immaginare è ciò che ha fatto la grandezza della vostra specie. Null’altro. Non la vostra disponibilità a imitare, non l’attitudine a servirvi di utensili, né il linguaggio, né la violenza, né la cura dei piccoli né il raggrupparvi in società. Non è nessuna di queste cose, che hanno anche altri animali. La vostra grandezza è nell’immaginazione”

  • Recensione di Il capitano è fuori a pranzo (e i marinai prendono il comando)

    Recensione di Il capitano è fuori a pranzo (e i marinai prendono il comando)

    Il capitano è fuori a pranzo (e i marinai prendono il comando) è un romanzo di Charles Bukowski pubblicato da Feltrinelli nel 1998.

    Informazioni su ‘Il capitano è fuori a pranzo’
    Titolo: Il capitano è fuori a pranzo
    Autore: Charles Bukowski
    ISBN: 9788807817076
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 2000-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 140
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    Il capitano è fuori a pranzoQuesto diario di Charles Bukowski raccoglie i suoi scritti negli ultimi 3 anni della sua vita prima che una leucemia fulminante lo stronchi a San Pedro, in questo libro illustrato da Robert Crumb.
    Pubblicato postumo nel 1998, ha una narrazione ripetitiva e noiosa: Bukowski si sveglia, va alle corse dei cavalli; ci sta tutto il giorno; torna a casa, qualche volta sta con sua moglie Linda o guarda i suoi gatti; altrimenti va al suo word processor e scrive fino a tarda sera.
    Qualcuno va a trovarlo, nonostante accada di rado.
    Ma la trama non è mai stata la forza di questo scrittore. La sua potenza sono le parole, le riflessioni fuori dal coro, le considerazioni sulla vita e su quell’umanità in cui non ripone più alcuna speranza: quando è così le parole di Bukowski sono diamanti grezzi persi nello scarico di un water, ancora più luminosi e splendenti perchè ancora sporchi di merda.

    Citazioni da “Il capitano è fuori a pranzo”

    “Nella morte non c’è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore. La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita, la pisciano via. La cagano fuori. Muti idioti. Troppo presi a scopare, film, soldi, famiglia, scopare. Hanno la testa piena di ovatta. Mandano giù Dio senza pensare, mandano giù la patria senza pensare. Dopo un po’ dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello imbottito di ovatta. Sono brutti, parlano male, camminano male. Gli suoni la grande musica dei secoli ma loro non la sentono. Per molti la morte è una formalità. C’è rimasto ben poco che possa morire”

    “Uno scrittore non ha niente da dare se non quello che scrive. Al lettore non deve nient’altro che la disponibilità della pagina stampata”.

    “La folla di un ippodromo è il mondo in scala ridotta, la vita che si affanna contro la morte e perde. Alla fine non vince nessuno, si cerca soltanto una tregua, qualche momento fuori dalla luce”.

    “La conclusione è che il computer nuoce allo spirito. Be’, come molte altre cose. Ma io sono per le cose utili, se posso scrivere due volte tanto e la qualità rimane la stessa, allora scelgo il computer. Per me scrivere è volare, è accendere un fuoco. Per me scrivere è tirare fuori la morte dal taschino, scagliarla contro il muro e riprenderla al volo”.

    “Trovo che chi tiene un diario e ci scriva i suoi pensieri sia una testa di cazzo”

    “Nella nostra vita, tutti finiamo per farci prendere e dilaniare da varie trappole. Nessuno sfugge. Alcuni addirittura ci convivono. Il trucco è rendersi conto che una trappola è una trappola. Se ci caschi dentro e non te ne accorgi sei finito”.

    “Morirai guerriero, sarai onorato all’inferno”

    “Chi ha inventato la scala mobile? Gradini che si muovono. Poi si parla di pazzi. Gente che va su e giù per le scale mobili, negli ascensori, che guida automobili, le porte dei garage che si aprono schiacciando un pulsante. Poi vanno in palestra per smaltire il grasso. Fra quattromila anni non avremo più le gambe, strisceremo direttamente sul culo, o forse rotoleremo come matasse di rovi. Tutte le specie si autodistruggono. A uccidere i dinosauri fu il fatto che si mangiarono tutto quello che avevano intorno, poi si mangiarono fra di loro e quando ne restò uno solo quel figlio di puttana semplicemente morì di fame”

    “Il capitalismo è sopravvissuto al comunismo. Bene, ora si divora da solo”.

    “Hemingway non sapeva ridere. Uno che scrive alzandosi alle sei del mattino non può avere alcun senso dell’umorismo. Vuole sconfìggere qualche cosa”.

    “L’autostrada ti ricorda sempre un po’ com’è la gente. È una società competitiva. Vogliono che tu perda così possono vincere loro. E una questione innata e in autostrada viene fuori. Quelli che vanno piano vogliono bloccarti, quelli che vanno forte vogliono superarti. Io mi tengo sui centodieci, così sorpasso e vengo sorpassato. Quelli che vanno forte non sono un problema. Gli faccio strada e li lascio andare. Sono quelli lenti che mi irritano, quelli che si piantano a novanta all’ora sulla corsia di sorpasso. E a volte non c’è verso di passare. Quel poco che vedi della testa e della nuca del guidatore basta già a farti un’idea. L’idea che quella persona ha l’anima addormentata ma è anche incattivita, volgare, crudele e stupida”.

    “Che cosa fanno gli scrittori quando non scrivono? Personalmente, io vado alle corse. Oppure, i primi tempi, morivo di fame o facevo lavori di merda”.

    “Penso che vivere con donne pazze faccia bene alla spina dorsale”

    “I miei eroi sono scomparsi da un pezzo e ora mi tocca vivere con gli altri”

    “Azione o inazione, non c’è via d’uscita. Dobbiamo rassegnarci ad annoverarci fra le perdite: qualsiasi mossa sulla scacchiera porta allo scacco matto”

    “Nella vita ci sono migliaia di trappole, e in molte ci cadono quasi tutti. L’idea, però, è di evitarne il più possibile. Serve a restare il più possibile vivi finché non si muore”

    “Con le donne, ogni volta era una nuova speranza, ma quello succedeva i primi tempi. Lo capii subito, smisi di cercare la “ragazza dei sogni”; me ne bastava una che non fosse un incubo”.

  • Circolo Chiuso

    Circolo Chiuso

    Circolo chiuso è un romanzo di Jonathan Coe pubblicato da Feltrinelli nel 2005.

    Informazioni su ‘Circolo chiuso’
    Titolo: Circolo chiuso
    Autore: Jonathan Coe
    ISBN: 9788807016707
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 2005-01-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 403
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    Circolo chiusoLa banda dei brocchi di Jonathan Coe si legge tutto d’un fiato.
    Ci si appassiona alle vicende, si vuole sapere ad ogni costo come finiranno le storie di questi adolescenti che sono la scusa di un affresco preciso dell’Inghilterra degli anni Settanta.

    Grande è la gioia quando alla fine una nota dell’autore preannuncia che ci sarà un seguito intitolato “Circolo chiuso”.

    Purtroppo devo dire che questo seguito non è all’altezza delle aspettative.

    Benjamin Trotter nonostante sia sposato non ha dimenticato la sua vecchia fiamma Cicely, fa il commercialista e il suo vecchio romanzo sembra chiuso a chiave per sempre in un cassetto, mentre il fratello Paul è sempre più egoista e sempre più assetato di potere.

    Su questo sfondo si muove l’Inghilterra degli anni Novanta, tra Londra e Birmingham, e nonostante le pennellate di Coe non perdano vigore, non riusciamo più ad affezionarci ai personaggi, che ci rimettono forza, sogni e compassione.

    Intendiamoci, il libro non è scritto male. Anzi, tutto il contrario. Ma i colpi di scena ci fanno precipitare in un baratro di tristezza e di delusione, dopo averli seguiti, incoraggiati ed ammirati nel libro precente.

    Come se quegli adolescenti, una volta cresciuti, fossero diventati degli odiosi burattini del sistema, privi di speranze; come se si fossero accontentati delle vite che gli sono crollate addosso invece di cercarsi la grande vita, il grande amore, la realizzazione dei loro desideri. Come se si fossero accontentati.

    Ma forse è proprio questa la forza di questo romanzo: spesso le premesse di grandi esistenze che vediamo in molti adolescenti, magari anche in noi stessi alla magnifica età di 18-19 anni, crollano con il tempo… Si scende a patti con la vita, e la vita vuole sempre un prezzo, più o meno salato a seconda di quello che si chiede.

  • La banda dei brocchi

    La banda dei brocchi

    La banda dei brocchi è un romanzo di Jonathan Coe pubblicato in Italia da Feltrinelli nel 2004.

    Informazioni su ‘La banda dei brocchi’
    Titolo: La banda dei brocchi
    Autore: Jonathan Coe
    ISBN: 9788807817748
    Genere: Narrativa
    Casa Editrice: Feltrinelli
    Data di pubblicazione: 2004-01-29
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 381
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    La banda dei brocchiHo scoperto tardi Jonathan Coe. E’ un ottimo scrittore inglese, con una prosa fluida e piacevole nonostante le trame non originali e quasi del tutto prive di suspence.

    Ne “La banda dei brocchi” Benjamin e il suo gruppo di amici frequentano un liceo esclusivo a Birmingham, il King William: al suo interno, come in “Contessa”, stringono amicizia ragazzi provenienti dalle più diverse estrazioni sociali, senza avere idea dei lavori così differenti dei genitori.Sullo sfondo di questo racconto di liceali coi loro problemi, con le loro musiche, con i loro sogni, con i loro grandi amori adolescenziali, si disegnano gli attentati alla dinamite dei ribelli dell’IRA, la nascita del punk e i grandi movimenti sindacali nelle fabbriche durante la crisi inglese degli anni settanta.

    Citazioni da “La banda dei brocchi”

    “Non era più tanto convinto di quello che gli dicevano i suoi genitori, o i professori a scuola. Era il mondo, il mondo in quanto tale, che era fuori dalla sua portata, tutta quella costruzione assurdamente grande, complicata, casuale, incommensurabile, quella marea incessante di relazioni umane, politiche, culture, storie… Come sperare di riuscire a padroneggiare tutte quelle cose? Non era come la musica. La musica aveva sempre un senso, una logica. La musica che sentì quella sera era chiara, accessibile, piena di intelligenza e umorismo, malinconia ed energia, e speranza…”

    “Eppure ci sono momenti nella vita che varrebbe la pena spendere mondi interi per acquistarli”