13 Gennaio 1981
Le Brigate Rosse fanno pervenire all'”Avanti!” una lettera di Giovanni D’Urso.
L’apprezzamento dei terroristi per la posizione del PSI si concretizza nel recapitare al direttore dell’“Avanti!”, Ugo Intini, una lettera di D’Urso; nello scritto, il prigioniero plaude alla decisione del quotidiano socialista di pubblicare i comunicati voluti dalle Br, e conclude la missiva con queste parole: «Qualora non dovessi più vedere mia moglie, voglia essere lei, direttore, a dirle della mia gratitudine per quello che ha fatto, su nient’altro poter contare che non fosse la forza del suo amore per me e per le nostre figlie».
I quotidiani “Il Messaggero”, “Il Lavoro”, “La Nazione” e “il manifesto”, come “l’Avanti!”, pubblicano i testi voluti dai terroristi. Radio radicale fa altrettanto. E dagli schermi della Rai-Tv, nello spazio di una “Tribuna politica flash” riservata al Partito radicale, la figlia del magistrato, Lorena D’Urso, legge una parte dei comunicati, compresa quella che definisce «boia» suo padre.
I maggiori quotidiani mantengono il black-out, ma le Br morettiane, in una inedita versione “umanitaria”, sono indulgenti e si accontentano.
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Testi
- Sergio Flamigni, La sfinge delle Brigate Rosse. Delitti, segreti e bugie del capo terrorista Mario Moretti.
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