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Brigate Rosse
Home›L'alba dei funerali di uno Stato›Brigate Rosse›3 Maggio 1975

3 Maggio 1975

By zorba
3 Maggio 1975
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Arialdo Lintrami e Tonino Paroli vengono arrestati a Torino.

Il 2 Maggio i carabinieri continuano a controllare gli acquirenti-ombra di case, box e rustici e trovano un appartamento di due stanze e servizi al quarto piano di Via Pianezza 90, nel quartiere popolare di Madonna di Campagna. Il proprietario è indicato come Romano Chiesi, ma il nome all’anagrafe non risulta.

Il 3 Maggio un cospicuo gruppo di agenti guidati dal dott. Criscuolo si avvicina allo stabile. Due agenti salgono le scale, si presentano alla porta di Romano Chiesi e bussano. Di fronte al battente ci sono il maresciallo Rosario Berardi e il brigadiere Fernando D’Aiuto. «Chi è?» domanda dall’interno una voce assonnata. «Dobbiamo controllare i contatori della luce». L’altro borbotta qualcosa, poi apre. La canna di una pistola all’altezza del viso è la prima cosa che intravede nell’incerta luce. Anche il suo compagno, che sta arrivando nell’ingresso, è colto di sorpresa. Inevitabile la resa. «Ci consideriamo prigionieri di guerra», dichiarano. E aggiungono: «Siamo delle Brigate Rosse». I soldati catturati sono Arialdo Lintrami, 28 anni, di Milano, studente, sposato con due figli; Tonino Paroli, 31 anni, meccanico, originario di Cascina nell’Emilia, abitante a Reggio. Personaggi nuovi o quasi, dicono gli inquirenti. Il nome di Lintrami appare nella requisitoria di Viola sulle attività delle Brigate Rosse nell’«elenco delle persone perquisite e non imputate»; su Paroli i sospetti della polizia risalivano ad alcuni mesi prima.

Nell’appartamento arredato con tre brande, un tavolo di formica marrone e uno scaffale di faesite, vengono ritrovati libri sulla guerriglia in Cile, su Mussolini, su Hegel; cinque pistole calibro 22 e 7,65; un mitra MAS, anno di fabbricazione 1938; tramila colpi di vario calibro; uno schedario con 5 mila nomi; nell’elenco dirigenti di PS, il capitano dei carabinieri Gustavo Pignero, magistrati, industriali; volantini con la stella asimmetrica; numerose copie di un documento ad uso interno sulle norme di sicurezza, ciclostilati sulle imprese delle bierre soprattutto a Torino; foto inedite di Amerio nei giorni della prigionia e di Bruno Labate; appunti sul sequestro Sossi; una radio ricevente sintonizzata sulla lunghezza d’onda dell’ufficio politico della questura; un registratore; un milione e mezzo in contanti; due macchine per scrivere. Sotto casa è parcheggiata una 126 con targa falsa.

[su_tabs active=”4″][su_tab title=”Audio”]nessun audio presente[/su_tab] [su_tab title=”Immagini”]nessun immagine presente[/su_tab] [su_tab title=”Video”]nessun video presente[/su_tab] [su_tab title=”Fonti”]

  • Vincenzo Tessandori. BR Imputazione: banda armata. Cronaca e documenti delle Brigate Rosse.

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TagsArialdo Lintramibruno labateettore amerioMario SossiRomano ChiesiRosario BerardiTonino Loris Parolitorino
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