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Brigate Rosse
Home›L'alba dei funerali di uno Stato›Brigate Rosse›Primavera 1971

Primavera 1971

By zorba
21 Marzo 1971
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Mario Moretti si riavvicina alle Brigate Rosse.

Moretti manifesta consenso per le prime azioni brigatiste di guerriglia urbana, e chiede di poter collaborare operativamente in vista di un suo arruolamento a pieno titolo.

Ecco come Curcio ricorderà la circostanza:

«Un giorno della primavera 1971, quando avevamo da poco cominciato le nostre “azioni dimostrative”, Margherita, Franceschini e io incontrammo Moretti al cancello della Siemens. Allora giravamo ancora tranquilli e frequentavamo i marciapiedi delle fabbriche. Ci disse che le cose che andavamo facendo e predicando, ossia gli attentati alle auto dei capetti e le nostre proposte politiche, avevano avuto un certo successo nel suo ambiente, e ci chiese di poter seguire da vicino le nostre iniziative. Così entrò gradualmente nell’organizzazione e fu lui che, poco più tardi, ci suggerì il sequestro dell’ingegner Idalgo Macchiarini»

E ancora, Franceschini:

«Moretti si rifece vivo quando ci vide passare all’azione con gli attacchi alle automobili. Non fu facile mettersi d’accordo: per mesi discutemmo con il suo gruppo, e solo quando concordammo sulla necessità di “alzare il tiro”, di passare al sequestro, Mario divenne brigatista»

Moretti sostiene che nel periodo in cui è uscito dal CPM ha avuto problemi di salute, che era entrato in contatto con alcuni guerriglieri sudamericani esuli in Italia e che insieme a loro aveva fatto alcune rapine di autofinanziamento.

Assieme a Moretti si avvicinano alle Brigate Rosse anche altre persone: tra questi ci sono Pierluigi Zuffada e Corrado Alunni, pupillo di Moretti.

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Testi

  • Sergio Flamigni, La sfinge delle Brigate Rosse. Delitti, segreti e bugie del capo terrorista Mario Moretti.

[/su_tab][/su_tabs]

TagsAlberto Franceschinibrigate rosseCorrado AlunniMargherita Cagolmario morettimilanoPierluigi Zuffadarenato curcio
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