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LibriRadici
Home›Radici›Libri›Le città invisibili

Le città invisibili

By zorba
3 Maggio 2016
22134
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Le città invisibili è un romanzo scritto da Italo Calvino e pubblicato in questa edizione da Arnaldo Mondadori nel 1993. La prima edizione è del 1940.

[su_box title=”Informazioni su ‘Le città invisibili'” radius=”10″]Titolo: Le città invisibili
Autore: Italo Calvino
ISBN: 9788804425540
Genere: Narrativa
Casa Editrice: Arnoldo Mondadori
Data di pubblicazione: 1993-10-01
Formato: Paperback
Pagine: 164
Goodreads
Anobii

[su_button url=”https://www.goodbook.it/scheda-libro/italo-calvino/le-citta-invisibili-9788804668022-910610.html” target=”blank” style=”ghost” background=”#ef812d” color=”#ef812d” size=”4″ radius=”10″ icon=”icon: shopping-cart” icon_color=”#ef812d”]Acquista Le città invisibili su GoodBook.it[/su_button]

[/su_box]

Il romanzo ha una trama semplicissima: Marco Polo e Kublai Khan sono a colloquio, e il grande imperatore chiede al viaggiatore genovese di descrivere le città del suo impero. Allora Marco Polo descrive città fantastiche e variopinte, città che il Khan non ha mai visto e di cui magari nemmeno crede l’esistenza. Tutto qui.

Citazioni da “Le città invisibili”

“E’ il momento disperato in cui si scopre che quest’impero che ci era sembrato la somma di tutte le meraviglie è uno sfacelo senza fine né forma che la sua corruzione è troppo incancrenita perché il nostro scettro possa mettervi riparo, che il trionfo sui sovrani avversari ci ha fatto eredi della loro lunga rovina”

“Forse l’impero, pensò Kublai, non è altro che uno zodiaco di fantasmi della mente.
– Il giorno in cui conoscerò tutti gli emblemi, – chiese a Marco, – riuscirò a possedere il mio impero, finalmente?
E il Veneziano: – Sire, non lo credere: quel giorno sarai tu stesso emblema tra gli emblemi”

“Il passato del viaggiatore cambia a seconda dell’itinerario compiuto”

“I futuri non realizzati sono solo rami del passato: rami secchi”

“Il viaggiatore riconosce il poco che è suo, scoprendo il molto che non ha avuto e non avrà”

“Talvolta città diverse si succedono sopra lo stesso suolo e sotto lo stesso nome, nascono e muoiono senza essersi conosciute, incomunicabili tra loro. Alle volte anche i nomi degli abitanti restano uguali, e l’accento delle voci, e perfino i lineamenti delle facce; ma gli dèi che abitano sotto i nomi e sopra i luoghi se ne sono andati senza dir nulla e al loro posto si sono annidati dèi estranei”

“E’ delle città come dei sogni: tutto l’inimmaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso è un rebus che nasconde un desiderio, oppure il suo rovescio, una paura. Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure, anche se il filo del loro discorso è segreto, le loro regole assurde, le prospettive ingannevoli, e ogni cosa ne nasconde un’altra”

“D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda”

“Il pattume di Leonia a poco a poco invaderebbe il mondo, se sullo sterminato immondezzaio non stessero premendo, al di là dell’estremo crinale, immondezzai d’altre città, che anch’esse respingono lontano da sé montagne di rifiuti. Forse il mondo intero, oltre i confini di Leonia, è ricoperto da crateri di spazzatura, ognuno con al centro una metropoli in eruzione ininterrotta. I confini tra le città estranee e nemiche sono bastioni infetti in cui i detriti dell’una e dell’altra si puntellano a vicenda, si sovrastano, si mescolano”

“La città per chi passa senza entrarci è una, e un’altra per chi ne è preso e non ne esce; una è la città in cui s’arriva la prima volta, un’altra quella che si lascia per non tornare”

“Chi comanda al racconto non è la voce: è l’orecchio”

“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”

Trama
6
Scrittura
8.5
Contenuto
6
6.8
Solo che non è tutto qui. La prosa e le descrizioni di Calvino sono incredibili, le città sono una diversa dall'altra e tutte altrettante incredibili. Nient'altro. Solo qualche città. Che però aprono un mondo che è grande quasi l'universo.
Reader Rating: (9 Rates)
8
Tagsarnoldo mondadoriitalo calvinole città invisibilirecensione librirecensione librorecensioni libri
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  1. Citazioni di Italo Calvino: D'una città... - Aforismi di un un pazzo 1 Aprile, 2020 at 11:39 Accedi per rispondere

    […] Italo Calvino, Le città invisibili […]

  2. Citazioni di Italo Calvino su Aforismi di un pazzo: "L'inferno dei viventi... 1 Aprile, 2020 at 13:29 Accedi per rispondere

    […] Italo Calvino, Le città invisibili […]

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