6 ottobre 1943

6 Ottobre 1943

La città di Lanciano, unica in Abruzzo e nell’Italia centrale si ribella alla truppe tedesche (la rivolta dei martiri ottobrini).

Negli scontri dal 6 Ottobre moriranno 47 tedeschi e 23 lancianesi (11 in combattimento e 12 per rappresaglia).

I rivoltosi di Lanciano erano formati da diverse componenti: gli ex prigionieri di guerra jugoslavi, la componente comunista di Mario Bellisario, ufficiali dell’esercito regio e movimenti politici non comunisti.

Nonostante i violenti scontri tra partigiani e tedeschi che si susseguono durante tutta la giornata, i soldati tedeschi, dopo aver ricevuto rinforzi, riescono ad avere la meglio; a questo segue una spietata rappresaglia, in cui Corso Trento e Trieste viene incendiato, insieme a molti negozi e abitazioni.

Nei giorni seguenti Lanciano non si arrende: comincia l’ostruzionismo ed il sabotaggio, e molti lancianesi prendono la via della montagna, aderendo alla Brigata Partigiana Maiella che si stava formando in quei giorni.

Le gesta vennero esaltate pochi giorni dopo non soltanto in Italia, ma anche dalle Radio di Londra e di New York; alla città di Lanciano fu assegnata la medaglia d’oro al valor militare con la seguente motivazione:

“Forte città dell’Abruzzo, di nobili tradizioni patriottiche e guerriere, insofferente di servaggio, reagiva ai soprusi della soldataglia tedesca con l’azione armata dei suoi figli migliori. L’intera popolazione, costretta ad assistere in piazza al martirio di un cittadino, valoroso combattente, legato ad un albero, accecato e trucidato per ammonimento ai civili, sorgeva in armi. Combattevano i cittadini per molte ore, subendo perdite ed infliggendone di ben più gravi e, per aver ragione della resistenza, il nemico doveva impegnare numerosi battaglioni, mezzi corazzati, artiglierie. Esempio di civiltà al barbaro invasore che trucidava i colpiti, gli abitanti curavano con umana pietà i nemici feriti. Sottoposta prima ad atroci rappresaglie, poi alle dure azioni di fuoco degli alleati, infine ai massicci bombardamenti dei Tedeschi, la Città di Lanciano, presa nella linea del fronte, subiva radicali distruzioni mentre più di 500 abitanti perdevano la vita. Per nove mesi di dure prove la popolazione di Lanciano forniva valorosi combattenti per la lotta di liberazione, sosteneva la resistenza, dava tutta nobile esempio di patriottismo e di fierezza.”