Autore: zorba

  • Recensione de Il complotto contro l’America di Philip Roth

    Recensione de Il complotto contro l’America di Philip Roth

    Il complotto contro l’America è un romanzo di Philip Roth pubblicato da Einaudi nel Maggio 2008.

    Informazioni su ‘Il complotto contro l’America’
    Titolo: Il complotto contro l’America
    Autore: Philip Roth
    ISBN: 9788806183165
    Genere: Ucronico
    Casa Editrice: Einaudi
    Data di pubblicazione: 01-05-2008
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 410
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    Il complotto contro l'americaIl complotto contro l’America è un romanzo ucronico, e il punto di svolta è l’elezione a presidente degli Stati Uniti d’America di Charles A. Lindebergh invece del terzo mandato di Roosvelt nel 1940.

    Invece del presidente con la polio viene eletto il primo uomo a compiere la trasvolata Atlantica in solitario, un uomo rabbioso che invece di entrare nella Seconda Guerra Mondiale stringe un patto di non belligeranza con Adolf Hitler. In questo modo l’America si ritrova con un presidente fascista invece che con un presidente interventista che farà pendere l’ago della bilancia del secondo conflitto mondiale verso gli alleati.

    Ho letto questo romanzo perché è stato segnalato come “profetico” durante l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti. Effettivamente l’ascesa al potere e le linee guida della campagna di Lindberg nel romanzo sono molto simili a quelle del nuovo incredibile presidente eletto realmente nel 2016.

    Lo stile di Roth piace o non piace (a me personalmente non fa troppo impazzire) ma il romanzo è credibile e interessante.

    Unica pecca la conclusione. Perché dopo un lungo prologo, dopo un lungo svilupparsi degli eventi, pare che il romanzo all’improvviso finisca, lasciando un bel po’ di amaro in bocca. Che la storia di per sé non è assolutamente in grado di lavare via.

    Citazioni da “Il complotto contro l’America”

    “L’antisemitismo come bevanda alcolica. Ecco quello che immaginai ripensando a tutte le persone che quel giorno bevevano tanto allegramente nella loro birreria: come tutti i nazisti in ogni luogo, occupati a buttar giù pinte su pinte di antisemitismo come per imbeversi del rimedio universale.”

    “Preso alla rovescia, l’implacabile imprevisto era quello che noi a scuola studiavamo col nome di storia, la storia inoffensiva dove tutto ciò che nel suo tempo è inaspettato, sulla pagina risulta inevitabile. Il terrore dell’imprevisto: ecco quello che la scienza della storia nasconde, trasformando disastro in un’epopea.”

    “E perché, perché, anzitutto, era andato a combattere? Perché aveva combattuto e perché era caduto? Perché c’era una guerra in corso e lui sceglie quella strada; l’istinto furioso e ribelle nella trappola della storia! Se fossero stati altri tempi, se fosse stato più furbo… Ma lui vuole combattere. È proprio come i padri di cui vuole disfarsi. Ecco la tirannia del problema. Cercare di essere fedele a ciò di cui sta cercando di disfarsi. Cercare di essere fedele e disfarsi, al tempo stesso, di ciò a cui è fedele. Ecco perché andò a combattere, anzitutto: questo, almeno, è ciò che riesce a immaginare.”

  • Recensione di La sposa del lago di Rita Bonfanti

    Recensione di La sposa del lago di Rita Bonfanti

    La sposa del lago – una storia vera della Como di fine ‘800 è un romanzo di Rita Bonfanti pubblicato da Edizioni della Goccia nel 2016.

    Informazioni su ‘La sposa del lago’
    Titolo: La sposa del lago
    Autore: Rita Bonfanti
    ISBN: 9788898916191
    Genere: Storico
    Casa Editrice: Edizioni della goccia§
    Data di pubblicazione: 2016-11-30
    Lingua: Italiano
    Formato: eBook
    Pagine: 213
    Goodreads
    Anobii

    La sposa del lago è un romanzo storico ambientato tra il Lago di Como, l’Emilia e Venezia alla fine dell’Ottocento. Protagonista è Cecilia, una donna che nasce nel 1870 in un contesto di povertà e miseria che cerca di lottare contro la sua condizione di emarginata fin dalla più tenera età in un mondo patriarcale dove le donne sono viste quasi come creature inferiori.

    Cecilia cerca di scegliere il marito (contro l’opinione e il giudizio del padre), lotta contro la sorte avversa per cercare di sopravvivere e garantire un futuro alla sua famiglia e diventa una roccia inattaccabile in un mare in tempesta, nonostante tutto ciò che la vita può riservare di brutto e sconvolgente.

    Il romanzo (ricostruzione storica di un’antenata dell’autrice) è molto interessante e ben scritto: i protagonisti principali sono credibili e si evolvono durante la lunga storia che copre tutta la vita di Cecilia, lo stile è appropriato con continui scivolamenti nel dialetto comasco e un registro indicato a raccontare la vita di contadini e operai di fine ottocento.

    Quello che più mi ha colpito di questo romanzo è stata la capacità dell’autrice di riportare il lettore indietro nel tempo, in un’ambientazione così vicina nei luoghi e nel tempo ma così lontana dalla nostra vita di tutti i giorni, attraverso la descrizione degli ambienti casalinghi e comuni e le tradizioni che potrebbero appartenere alla generazione dei nostri nonni.

    L’unica cosa che alla lunga stanca è la successione quasi infinita di disgrazie che capitano alla protagonista, che forse affaticano molto la trama rendendola quasi irreale… Cosa assurda, considerando che è una ricostruzione di fatti realmente accaduti.

    Ma si sa: la vita a volte è molto peggio della peggio immaginazione.

    L’autrice di “La sposa del lago”: Rita Bonfanti

    Rita Bonfanti è nata a Como nel 1960 e ha vissuto fino all’età di 31 anni a Villa Guardia, paese della provincia lariana.

    L’amore per la natura e l’attaccamento ai valori della terra l’hanno convinta ad iscriversi ad Agraria. Dopo la laurea, conseguita a Milano del 1985, ha lavorato come borsista presso l’Ente regionale di sviluppo agricolo della Lombardia (ERSAL).

    Nel 1989 si è diplomata divulgatore agricolo ai sensi della Regolamento CEE 270/1979 ed è stata assunta dalla Regione Lombardia presso l’osservatorio per le malattie delle piante.

    Nel 1991 si è trasferita in Valle d’Aosta per sposare un guardaparco del Gran Paradiso. Impiegata dal 1996 presso l’Amministrazione Regionale come responsabile dell’ufficio servizi fitosanitari, scrive articoli di carattere tecnico divulgativo in ambito agrario. Tra le pubblicazioni più importanti si annovera lo studio: “I suoli del Parco Pineta di Appiano Gentile-Tradate (anno 1988, 362 pagine – anno 1988) realizzato in collaborazione con altri autori (R. Comolli, D. D’Alessio, M. Olivieri) e pubblicato dall’ERSAL nell’ambito del progetto Carta Pedologica. Il capitolo “Storia ed evoluzione del territorio” è stato realizzato personalmente da Rita Bonfanti a seguito di approfondite ricerche archivistiche.

    L’amore per la narrativa è nato tardivamente. Nel 2014 ha vinto il concorso letterario “Prossima fermata” con un racconto pubblicato da Ed. Leima di Palermo nell’omonima antologia.

    Tra le sue passioni si annoverano lo sport e la musica. Dal 2011 suona il violino nell’orchestra SFOM (Scuola di Formazione e Orientamento Musicale di Aosta).

    “La sposa del lago”, finalista in due edizioni del torneo letterario IoScrittore bandito dal gruppo editoriale Mauri Spagnol, è il suo romanzo d’esordio.

  • Citazioni di Alvaro Mutis: “Perché la morte, ciò che sopprime…”

    Citazioni di Alvaro Mutis: “Perché la morte, ciò che sopprime…”

    “Perché la morte, ciò che sopprime non sono gli esseri vicini e che sono la nostra stessa vita. Ciò che la morte si porta via per sempre è il loro ricordo, l’immagine che si va cancellando, diluendo, sino a perdersi, ed è allora che cominciamo anche noi a morire”.

    Alvaro Mutis, Ilona arriva con la pioggia

  • Citazioni di Anais Nin: “Quando i loro corpi…”

    Citazioni di Anais Nin: “Quando i loro corpi…”

    “Quando i loro corpi ancora frementi giacevano fianco a fianco, c’era sempre silenzio, e in questo silenzio ciascuno incominciava a tessere trame di separazione, a dividere ciò che era stato unito, a restituire all’altro quello che per un attimo era stato egualmente condiviso.”

    Anais Nin, Una spia nella casa dell’amore

  • Citazioni di Hunter S. Thompson: “Questo è il maggior vantaggio dell’etere…”

    Citazioni di Hunter S. Thompson: “Questo è il maggior vantaggio dell’etere…”

    “Questo è il maggior vantaggio dell’etere: ti fa comportare come lo sbronzo del villaggio di qualche antico romanzo irlandese. Perdita totale di ogni più elementare abilità motoria: vista offuscata, niente equilibrio, lingua insensibile, interruzione di ogni rapporto tra il corpo e il cervello. Quel che è interessante è che il cervello continua a funzionare più o meno normalmente; cioè puoi osservarti mentre ti comporti in quel modo tremendo, ma non puoi farci nulla.”

    Hunter S. Thompson, Paura e disgusto a Las Vegas

  • Recensione di Hadriaticum di Pio Bianchini

    Recensione di Hadriaticum di Pio Bianchini

    Recensione di Hadriaticum di Pio Bianchini, pubblicato da Augh! Edizioni nel Maggio del 2017.

    Informazioni su ‘Hadriaticum’
    Titolo: Hadriaticum
    Autore: Pio Bianchini
    ISBN: 9788893431538
    Genere: Romanzo Storico
    Casa Editrice: Augh! Edizioni
    Data di pubblicazione: 2017-05-01
    Lingua: Italiano
    Formato: Paperback
    Pagine: 276
    Goodreads
    Anobii

    HadriaticumHadriaticum è un romanzo storico, e nelle intenzioni dell’autore Pio Bianchini c’è l’obiettivo di partire da alcuni documenti ufficiali sull’area marchigiana per descriverci questa storia del XIII secolo di pirati slavi al tempo dello splendore della Repubblica di Venezia.

    L’idea mi sembrava buona, anche se l’inizio del romanzo non sono riuscito proprio a comprenderlo. Perché c’è un prologo alla narrazione, in cui un personaggio insieme alla sua fidanzata ha uno strano senso di deja vu vedendo alcune rovine nelle Marche; prologo che continua con uno storico dei giorni nostri che trova i documenti da cui ha origine tutta la storia.

    Anche l’inizio della storia ambientata nel XIII secolo mi ha lasciato un po’ perplesso; ci sono un centinaio di pagine che ci raccontano la storia della nonna e della madre di due personaggi del romanzo, Lunardo e Marin. La narrazione qui è pesante, ma sembra necessaria perché così conosciamo le origini dei nostri protagonisti…

    Solo che i due gemelli non sono i protagonisti.

    Il vero protagonista è Siniša, pirata di Almissa e capitano di una sagitta che cerca prede nel Mar Mediterraneo.

    Da qui il romanzo è abbastanza buono, la narrazione procede spedita ed è interessante lo sviluppo della trama.

    Solo che siamo a metà romanzo, e la prima parte è scritta peggio e assolutamente non necessaria alla comprensione della trama.

    Il registro utilizzato è aulico, in linea con i fatti raccontati; ci sono espressioni del veneziano antico, presumo ci siano documenti affidabili da cui trae origine tutta la vicenda… Ma non mi pare sufficiente.

    I romanzi storici che ho letto, come quelli di Umberto Eco e di Wu Ming, sembrano catapultarci nell’epoca di cui parlano: ci trasportano indietro nel tempo permettendoci di essere testimoni di eventi di cui avevamo sentito parlare solo nei libri di storia, anche se svuotati di ogni passione e di ogni interesse.

    Pio Bianchini non mi pare essere riuscito in questo intento. Mancano descrizioni più approfondite dei luoghi, del vestiario, dell’ambiente in cui si muovono i suoi personaggi. Personaggi che a loro volta non sono così profondi da essere credibili… Restano fantasmi da libri di storia, solo un po’ più corporei, che si muovono tra le ombre di un’epoca passata che l’autore cerca di rendere attuale ma che riesce soltanto a dipingere in bianco e nero.

    Mancano i colori, manca la profondità in questa narrazione.

    Qualche traccia di sessismo qua e là, che può starci visto il periodo in cui è ambientato il romanzo ma che non ci sta assolutamente nelle parti di prologo ed epilogo quando torniamo ai giorni nostri.

    L’autore di Hadriaticum, Pio Bianchini

    Pio Bianchini nasce a Bologna nel 1957.
    Dopo il liceo classico, lascia l’università a pochi esami dalla laurea in Giurisprudenza e diventa imprenditore nel settore immobiliare. Romagnolo e grande appassionato di trekking e mountain bike, studia la storia dei luoghi che visita e la genealogia delle famiglie che li hanno abitati.

    Ha già pubblicato, nel 2012, “La leggenda di Ca’ Battaglia”, che ha partecipato ai premi letterari Città di Cattolica e Montefiore, dove ha ricevuto una menzione di merito e un premio e, nel 2015, “Petra Rubea”, vincitore “Prix Spécial Associations Culturelles” al World Literary Prize 2015 di Parigi e finalista al Premio Michelangelo Buonarroti 2016.

  • Citazioni di Clifford D. Simak: “La gaiezza non bastava più…”

    Citazioni di Clifford D. Simak: “La gaiezza non bastava più…”

    “La gaiezza non bastava più, il cinismo si era esaurito, la disinvoltura non era mai stata altro che una difesa temporanea. Perciò adesso la gente cercava la droga della finzione, e ciascuno si identificava con un’altra vita e con un altro tempo e un altro luogo – al cinema o alla televisione o nel movimento Finzionista. Ed erano quelli che erano più forti, quelli che non cercavano un sollievo nella violenza o nella droga vera. Perché, fino a quando eri qualcun altro, non avevi bisogno di essere te stesso. Ed era spaventosamente difficile, e sconvolgente, essere se stesso.”

    Clifford D. Simak, L’anello intorno al sole

  • Citazioni di Philip Pullman: “Bene e Male sono nomi…”

    Citazioni di Philip Pullman: “Bene e Male sono nomi…”

    “Bene e Male sono nomi per ciò che fanno le persone, non per quello che sono.”

    Philip Pullman, Il cannocchiale d’ambra

  • Citazioni di Chuck Palahniuk: “Detestiamo i rinnegati”

    Citazioni di Chuck Palahniuk: “Detestiamo i rinnegati”

    “Detestiamo i rinnegati. Morire, ancora più dell’alcolismo o della dipendenza da eroina, sembra il peggiore dei vizi, e in un mondo dove ti accusano di essere pigra se non ti depili le gambe essere morta sembra la più grave delle mancanze.”

    Chuck Palahniuk, Dannazione

  • Citazioni di Don De Lillo: “Tutte queste persone formate dalla lingua…”

    Citazioni di Don De Lillo: “Tutte queste persone formate dalla lingua…”

    “Tutte queste persone formate da lingua, clima, canzoni popolari e prima colazione, dalle barzellette che raccontano e dalle macchine che guidano, non hanno mai avuto niente che le accomuni più del fatto di essere sedute nel solco della distruzione.”

    Don De Lillo, Underworld