Autore: zorba

  • 29 Settembre 1969

    Mario Moretti si sposa con Amelia Cochetti, maestra d’asilo, nella comune di Piazza Stuparich.

    Avranno un figlio, Marcello Massimo.

    Mario Moretti abbandonerà comunque la famiglia a causa della scelta della clandestinità che arriva tra l’estate e l’autunno del 1970, quando con un gruppetto di compagni della Sit-Siemens e del collettivo dà vita a quello che sarà il nucleo storico delle Brigate Rosse.

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  • 8 Settembre 1969

    Nasce il Collettivo Politico Metropolitano (CPM).

    Alcuni comitati di azienda di Milano e Torino e gruppi di lavoratori-studenti redigono un documento a uso interno dei militanti nel quale si sottolinea come scopo del Collettivo debba essere la preparazione delle

    strutture di lavoro indispensabili a impugnare in modo non individuale l’esigenza-problema dell’organizzazione rivoluzionaria della metropoli e dei suoi contenuti (ad esempio democrazia diretta, violenza rivoluzionaria, ecc.).

    Il CPM nasce all’interno di un teatro in disuso in Via Curtatone 8.

    Non è il classico collettivo, o almeno, non solo quello: è anche un laboratorio di analisi e di iniziativa politica in cui si tengono corsi di teatro, di grafica, di canto. A sfrondare il CPM di ogni caratteristica ludica sarà la strage di piazza Fontana: da quel momento al CPM ci si rende conto che per andare avanti bisogna cambiare rotta e strategia.

    Nei documenti del Collettivo, stilati nella quasi totalità da Curcio e Simioni, si sottolinea la critica nei confronti della sinistra storica e delle organizzazioni sindacali tradizionali:

    Nell’attuale momento politico il movimento spontaneo delle masse […] tende a porre il problema dei suoi bisogni reali fuori dagli schemi imposti dalle organizzazioni tradizionali del movimento operaio. La lotta di classe non è più contenibile nei confini del sindacalismo, del revisionismo […] e si pone come lotta di classe per il potere.

    Il CPM sposa la tesi dell’autonomia operaia, criticando però ferocemente il fenomeno del “gruppismo” con le armi del leninismo: per sopravvivere, i gruppi devono superare l’infantile spontaneismo e la logica settaria, per contrastare le organizzazioni di sinistra tradizionali con «una seria prospettiva di classe».

    E siccome la prospettiva è quella della presa del potere, la lotta di classe non potrà che essere armata:

    La violenza rivoluzionaria non è un fatto soggettivo, non è un’istanza morale: essa è imposta da una situazione che è ormai strutturalmente e sovrastrutturalmente violenta. Per questo la sua pratica organizzata è ormai un parametro di discriminazione […] lo scontro violento è una necessità intrinseca necessaria, sistematica e continua dello scontro di classe.

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  • 1 Agosto 1969

    Renato Curcio e Margherita Cagol si sposano a San Remedio, in Val di Non.

    Nella foto-ricordo scattata sul sagrato il primo agosto 1969, che insieme agli sposi ritrae i pochi invitati (la famiglia Cagol e i due testimoni), lei sorride imbarazzata in un tailleur tipico dell’epoca anche nel colore carta da zucchero, mentre lui conserva uno sguardo fiero sopra due baffoni alla Stalin, ingessato com’è in una giacca blu a tre bottoni, sopra una camicia bianca e una cravatta, manco a dirlo, rossa.

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  • 26 Luglio 1969

    Margherita Cagol si laurea in Sociologia a Trento.

    Si laurea con una tesi sulla Qualificazione della forza lavoro nelle fasi dello sviluppo capitalistico, in cui aveva discusso i Gründrisse di Marx, non ancora tradotti in Italia. Relatore, Francesco Alberoni.

    Conclusa la discussione, Margherita aveva salutato con il pugno chiuso, poi era tornata a casa: «Mi sono laureata, fra una settimana sposo Renato», aveva annunciato senza troppi fronzoli a una famiglia sbigottita.

    La votazione di 110 e lode le garantiva una borsa di studio per un corso biennale di sociologia all’Umanitaria di Milano.

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  • Comune di Piazza Stuparich

    Comune atipica sorta a Milano nel 1969 nell’ambito del Collettivo Politico Metropolitano.

    Mario Moretti la racconta così:

    “L’idea della comune nasce un po’ per caso. Lavoriamo tutti nella zona, tutti impegnati nel sindacato e nel movimento, è pratico prendere un unico appartamento grande e abitarci insieme, potremo far politica senza diventare matti con le incombenze domestiche, e risparmieremo un sacco di soldi… Da principio eravamo in 18, di provenienza diversa: ragazzi del Movimento Studentesco o cattolici vicini alle ACLI, marxisti ortodossi, tutta la gamma dell’anarco-sindacalismo… I più, come me, erano senza partito e senza una vera ideologia, ma si sentivano bene lo stesso… Solo le camere da letto erano separate, c’erano le coppie naturalmente, ma inserite in una struttura che serviva a tutti… La comune di Piazza Stuparich diventa un punto di incontro, quasi tutti i compagni milanesi che poi hanno militato nelle Brigate Rosse ci sono passati almeno una volta, magari solo per mangiare il risotto.”

    Della comune fanno parte l’ing. Gaio Di Silvestro (leader del movimento dei tecnici Sit-Siemens) e sua moglie Maria Zantonello, Piero Zorzoli con Lucia Martini, Antonio Saporiti, Maria Lanzone.

    La frequentano assiduamente altri dipendenti della Sit-Siemens come Corrado Alunni, Ivano Prati e Pierluigi Zuffada.

    Saltuariamente Corrado Simioni, Vanni Mulinaris, Renato Curcio e sua moglie Mara Cagol, Alberto Franceschini, Franco Troiano e Orietta Tunesi.

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  • 2 Dicembre 1968

    Ad Avola la polizia spara sui braccianti che stanno protestando, uccidendone due.

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  • 19 Aprile 1968

    A Valdagno (VI) un corteo di quattromila persone, di cui metà donne, abbatte la statua del fondatore della dinastia tessile cittadina: Gaetano Marzotto. Alle cariche della polizia, Valdagno brucia per una violenta sommossa. (altro…)

  • 30 Settembre 1967

    A Trento scoppia una bomba su un treno proveniente da Innsbruck, uccidendo il brigadiere Filippo Toti e l’agente della Polfer Edoardo Martini.

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  • Autunno 1967

    Nell’autunno del 1967 Renato Curcio e Mauro Rostagno pubblicano il Manifesto per un’Università Negativa. (altro…)

  • 21 Luglio 1967

    Primo laureato in Sociologia a Trento (e in Italia): è Alberto Franceschini, soltanto omonimo del futuro capo delle Brigate Rosse.

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